Il Coro di Stramare festeggia la decima edizione del Premio Zancaner, nato nel 2016 per onorare la figura del capitano Guglielmo Zancaner, fondatore dell’industria del Basso Feltrino con il tradizionale concerto premiazione che si terrà domenica 11 gennaio alle 16.30 nella chiesa di Santa Lucia a Segusino e vedrà premiato lo storico Mariano Lio.
Studioso di antropologia e di storia locale, Mariano Lio è uno dei protagonisti della riscoperta – dopo il 2000 – del borgo di Stramare. Autore di molte pubblicazioni, tra cui “Stramare, un borgo un cognome” (Antiga), fondatore del Coro di Stramare nel 2008, è stato tra i promotori dell’associazione spontanea amareSTRamare e dei Venerdì del borgo, rassegna estiva dedicata ai libri e alla cultura locale.
“Il Premio Zancaner quest’anno ha voluto valorizzare il lavoro fondamentale e spesso silenzioso di uno studioso locale – spiega il presidente Daniele Facchin – L’opera di Mariano Lio infatti, benchè lontana dai riflettori, è di fondamentale importanza per la memoria della comunità segusinese vista anche la trasversalità di interessi che vanno dalla lingua, ai riti, alla vita quotidiana, al patrimonio immateriale di questo frammento di mondo pedemontano”.
Il Premio Zancaner, realizzato con il contributo del Comune di Segusino e di Paolo Duse Masin, nipote di Guglielmo Zancaner, è anche l’occasione per un concerto augurale in occasione dell’inizio del nuovo anno.
Insieme al coro di Stramare quest’anno, anche la Corale Cortina diretta da Klaus Cordella e la Piccola Orchestra Veneta diretta da Giancarlo Nadai.
Il programma, che vedrà solisti il soprano Iara Ferrari e il violinista Andrea Bet, è un affresco sul barocco con opere di J.S.Bach, A.Vivaldi, W.A.Mozart e un omaggio a Mansueto Viezzer, compositore e monsignore per meriti musicali, nel centenario dalla nascita.
Biografia di Mariano Lio
Dopo la maturità scientifica inizia il lavoro di studio e approfondimento etnografico del territorio di Segusino. I suoi interessi sono trasversali e si estendono dal collezionismo fotografico e documentale storico, di strumenti di lavoro e di vita quotidiana, alla lingua in particolare nelle espressioni proverbiali, agli usi locali e alla toponomastica, alla vita e all’economia di alpeggio e mezza costa, all’approfondimento dei borghi montani di Stramare e Miliés.
Già alla fine degli anni Ottanta inizia a indagare il contesto di Stramare.
Poco dopo il Duemila, Mariano Lio si fa interprete della riscoperta dello stesso borgo, recuperando un paio di immobili e dando alle stampe il libro “Stramare. Un borgo, un cognome (2007)”.
E’ parallelo l’avvio del Coro di Stramare che debutta come compagine maschile nel 2008 riproponendo La Nòte Santa, antica lauda a botta e risposta, e che nel 2009 diventa coro misto. Tra le diverse iniziative, il progetto della rassegna estiva I venerdì di luglio nel borgo e la costituzione del gruppo spontaneo amareSTRamare, che si prende cura del borgo.
Propone una riqualificazione della toponomastica che si completa con l’opuscolo Un luogo detto Stramare. Attualmente sta completando una approfondita ricerca sul rapporto tra la comunità di Segusino, il fiume Piave e le sue acque. Complesso ma importante il progetto di recupero e catalogazione dell’archivio del fotografo locale Raimondo Stramare (anni ’30-’60 del Novecento).
Tra le pubblicazioni si ricordano: “Un saluto da Segusino. Cinquant’anni di immagini in cartolina”, “Setudechipoticeo? Oltre 200 soprannomi di famiglia scomparsi ed esistenti a Segusino”, “Proverbi de confin. Detti popolari della Sinistra Piave, fra Trevigiano e Bellunese”, “Modi de dir, modi de far. Dire e fare di un tempo fra Prealpi Trevigiane e Bellunesi”, “Vivere sull’ért. Montagna e mezza costa in un paese delle Prealpi Trevigiane”, “Proverbi de confin. Detti popolari tra Prealpi venete e Altopiano messicano. Dichos populares entre Prealpes vénetas y Altiplano mexicano”.
L’ultimo libro dato alle stampe è “Miliés, con l’accento giusto. Cronache da un villaggio prealpino”.
(Autore: redazione Qdpnews.it)
(Foto: Premio Zancaner)
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