“Cerco i miei parenti italiani”: storia di Daniela e della ricerca delle sue origini familiari

Questa è la storia di Daniela Tezoto Rizzo, signora brasiliana alla ricerca delle proprie origini italiani.

Daniela ha scritto al nostro quotidiano, con la speranza di poter ritrovare una parte importante del suo passato familiare.

Un passato che intreccia il Brasile, terra di emigrazione, con il territorio di Cappella Maggiore nel periodo dei primi del Novecento, epoca in cui tanti italiani si recavano in quelle zone per cercare fortuna.
“La mia bisnonna, Caterina Savassa, nacque a Cappella Maggiore il 7 gennaio 1900, figlia di Antonio Savassa e Caterina Soldera. Nel 1922 emigrò dall’Italia al Brasile. Da sempre ho nutrito un grande interesse per la sua storia e per le sue origini – la premessa fatta da Daniela -. Dopo molte ricerche, nel 2014 ho scoperto che esistevano ancora dei familiari nella regione. Ho contattato il Comune di Cappella Maggiore e sono stata gentilmente assistita da una signora che mi ha aiutato nelle prime ricerche, inviandomi per posta i certificati di nascita della mia bisnonna”.

Da lì la scoperta che la bisnonna aveva lasciato dei parenti in Italia, in particolare Girolamo Soldera.

“Egli ebbe una figlia, Celeste Soldera che, a sua volta, fu madre di Assunta, Annamaria ed Ezio. All’epoca sono stata informata del fatto che Ezio era ancora in vita. Gli ho scritto una lettera ma, a causa della sua età avanzata, non ho ricevuto risposta – ha proseguito nel suo racconto -. Nel 2015 ho avuto l’opportunità di viaggiare in Italia e di visitare Cappella Maggiore. Anche in quell’occasione sono stata accolta dalla stessa signora, che mi ha messo in contatto con Ezio Soldera. Io e mio marito siamo stati accolti con grande affetto nella sua casa a Cappella Maggiore”. 

In quell’occasione Daniela ebbe l’occasione di conoscere le due sorelle di Ezio, ovvero Annamaria e Assunta, le quali vivevano nei dintorni. Da lì la nascita di un profondo legame di amicizia in particolare con la signora Annamaria, con la quale Daniela aveva programmato una nuova visita.

Purtroppo, però, nel 2017 Annamaria è mancata e, a seguito della pandemia, Daniela ha perso i contatti anche con la signora che tanto aveva fatto per lei nell’aiutarla a cercare quei legami passati.

“Durante la mia visita conobbi anche Giovanna, nipote di Annamaria, che all’epoca aveva circa 12 anni. Da allora cerco qualsiasi informazione che possa aiutarmi a ritrovarla. Recentemente ho contattato anche l’Ufficio demografico di Conegliano, che mi ha informato che non risultano registrazioni anagrafiche per le persone sopra citate – ha aggiunto Daniela, animata dalla speranza di poter continuare a ritrovare le proprie origini -. Nutro la speranza di rintracciare qualche figlio, nipote o parente di queste persone. Il mio unico desiderio è quello di recuperare e mantenere viva questa storia familiare così importante per me”.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: per gentile concessione di una lettrice)
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