L’istituzione che custodisce l’eredità storica e artistica del più grande scultore del periodo neoclassico chiude l’anno con un segno fortemente positivo: nel 2025, è stato visitato da quasi 70 mila visitatori, con un incremento del 17% rispetto al 2024, confermandosi come uno dei poli culturali più dinamici del Veneto e un punto di riferimento nazionale per gli studi canoviani.
Il merito principale – secondo il museo stesso – è da ascrivere a “un ricco programma interdisciplinare di mostre, eventi, attività educative e iniziative speciali, che testimonia l’efficacia di un’offerta culturale ampia, accessibile e capace di parlare a pubblici differenti”.
Il presidente di Fondazione Canova Massimo Zanetti e la direttrice del Museo Gypsotheca Moira Mascotto affermano: “La tutela e la valorizzazione del patrimonio canoviano rappresentano per l’istituzione che lo gestisce un impegno costante e condiviso, fondato sulla responsabilità di preservare un’eredità artistica unica e, al contempo, di renderla viva e partecipata. In questa prospettiva si collocano i progetti di ricerca, studio e divulgazione promossi, concepiti come autentiche occasioni di conoscenza e di crescita, personale e collettiva. Parallelamente, è stata posta al centro dell’azione l’attenzione alle persone, attraverso lo sviluppo di attività inclusive e di percorsi di welfare culturale capaci di rafforzare il legame tra il Museo e le comunità. I risultati raggiunti e i dati di partecipazione testimoniano il riconoscimento e la fiducia accordati dai visitatori”.
Prosegue il sindaco di Possagno Valerio Favero: “I risultati raggiunti dal Museo Gypsotheca Antonio Canova nel 2025 sono motivo di grande orgoglio per tutta la nostra comunità. I numeri parlano chiaro: una crescita significativa dei visitatori e un’offerta culturale di altissimo livello confermano il Museo come un’eccellenza del territorio e un punto di riferimento nazionale e internazionale per gli studi canoviani. Desidero congratularmi con il Presidente, il Cda, il Direttore, lo staff, i curatori e tutti i partner coinvolti per la capacità di coniugare ricerca scientifica, qualità espositiva, inclusione e attenzione ai pubblici più diversi, dalle famiglie alle scuole. Il Museo dimostra come la cultura, quando è progettata con visione e competenza, possa essere motore di crescita, partecipazione e identità. Come Amministrazione continueremo a sostenere con convinzione questo percorso, certi che l’eredità di Antonio Canova rappresenti una risorsa viva e attuale per il futuro di Possagno”.
Il programma si era aperto con il progetto Aurelio Amendola indaga Canova, sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito della Strategia Fotografia 2024, che aveva consentito l’acquisizione di sei opere fotografiche di Aurelio Amendola, andate ad arricchire il fondo dedicato alla fotografia d’artista. Parallelamente si è tenuto un ciclo di incontri pubblici per approfondire l’evoluzione della fotografia legata al patrimonio canoviano, che ha visto protagonista lo stesso Amendola e la collaborazione con la Fondazione Alinari per la Fotografia (FAF) e con il FAST di Treviso.
Dal 23 marzo al 21 giugno 2025, il Museo ha ospitato la mostra Canova e la nascita della scultura moderna, curata da Elena Catra, che ha presentato al pubblico per la prima volta la Testa di Teseo (1783), fondamentale tassello per comprendere il passaggio di Canova ai modelli estetici del Neoclassicismo.
Lo scorso 22 giugno si è inaugurata la rassegna dal titolo Carlo Scarpa e la Biennale. Opere e vetri dalla collezione Gemin, a cura di Mario Gemin e Orietta Lanzarini, che documenta il legame tra Carlo Scarpa e le arti nel contesto della Biennale di Venezia: un sodalizio di fondamentale importanza nella storia professionale dell’architetto, tale da orientare la sua ricerca progettuale e artistica. Grazie al positivo riscontro del pubblico e della critica, l’esposizione è stata prorogata fino al 2 giugno 2026.
Giovedì 30 e venerdì 31 ottobre 2025, in occasione del 250° anniversario della nascita di Giovanni Battista Sartori, il convegno di studi Giovanni Battista Sartori e l’eredità di Canova ha riunito studiosi italiani e internazionali. L’iniziativa, sostenuta da cinque borse di studio destinate a giovani ricercatori, ha avviato un nuovo ciclo di approfondimenti dedicati alla figura del Maestro e ai contesti culturali canoviani. È stata questa l’occasione, grazie al sostegno di Chrysos s.p.a. per restaurare due opere dedicate a Sartori: il busto in gesso di Canova e il dipinto ad olio di Angelo Balestra.
Grande attenzione è stata riservata anche quest’anno al pubblico delle scuole e delle famiglie, ambiti ormai centrali nella missione del Museo.
Nel 2025 il Museo ha accolto 2.029 famiglie, 240 scuole per un totale di 6.138 alunni, che hanno partecipato a 156 esperienze laboratoriali. Incrementate anche le attività inclusive, con visite tattili, percorsi accessibili, esperienze con interpreti LIS e proposte di esplorazione sensoriale hanno ampliato il ventaglio dei pubblici raggiunti.
Il 2025 ha visto inoltre una ricca stagione di appuntamenti: dalle visite guidate serali Alla luce di Psiche, agli spettacoli teatrali della rassegna Mythos in collaborazione con Tema Cultura; dalle attività familiari Famu e Avventure tra le pagine, agli eventi del Circuito Scarpiano, e ancora alla partecipazione alle principali iniziative nazionali come la Giornata del Contemporaneo e la Notte dei Musei.
L’ampio calendario ha contribuito a rendere il Museo un luogo vivo, aperto, capace di accogliere e coinvolgere un pubblico eterogeneo e intergenerazionale.
Il Museo Gypsotheca Antonio Canova si prepara ora al 2026 con progetti espositivi, attività interdisciplinari e programmi di valorizzazione che proseguiranno nell’anno appena trascorso: consolidare la dimensione internazionale della ricerca, ampliare l’accessibilità e coinvolgere sempre più pubblici nella scoperta dell’eredità viva e attuale del grande Scultore.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Lino Zanesco)
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