“Il fatto che il male esista mi angustia”, carteggio fra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon, venerdì la presentazione del libro

Venerdì 16 gennaio alle 20.30 l’Auditorium “Battistella-Moccia” di Pieve di Soligo ospiterà la presentazione del volume Il fatto che il male esista mi angustia. Carteggio fra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon (1937–1947), pubblicato da Molesini Editore Venezia e curato da Silvia Volpato e Giovanni Zanzotto. L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale e si inserisce nel calendario culturale cittadino dedicato alla valorizzazione della lettura e della memoria letteraria del territorio.

Il libro restituisce al pubblico il carteggio giovanile tra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon, amici fin dagli anni della formazione. Le lettere, scritte tra il 1937 e il 1947, raccontano un confronto intenso e profondo, nel quale la tensione poetica e spirituale di Zanzotto dialoga con il rigore scientifico e umano di Zambon. Ne emerge un ritratto incrociato di due giovani intellettuali legati da una forte amicizia, dal comune paesaggio delle colline trevigiane e dall’esperienza storica di un’epoca segnata dalla guerra. Il volume include anche una poesia inedita di Zanzotto dedicata all’amico.

A introdurre e moderare la serata sarà Gian Mario Villalta. Sono previsti gli interventi di Giovanna Frene, Andrea Molesini, Silvia Volpato e Giovanni Zanzotto. L’ingresso sarà libero.

L’appuntamento rientra nella rassegna “La Pieve che Legge”, realizzata in collaborazione con la libreria La Pieve. Il progetto, al via da gennaio 2026, accompagnerà il pubblico per tutto l’anno con incontri mensili dedicati agli autori e alle nuove uscite editoriali. Durante le serate, i lettori volontari de “Gli Spaginati” proporranno brani tratti dai libri presentati, contribuendo a creare un clima di ascolto e partecipazione. Al termine dell’incontro sarà inoltre possibile acquistare il volume e richiederne una copia autografata.

Andrea Zanzotto, nato a Pieve di Soligo nel 1921 e scomparso nel 2011, è considerato una delle voci più alte della poesia contemporanea italiana. Accanto all’attività poetica, che comprende opere fondamentali come Dietro il paesaggioLa beltà e Il Galateo in bosco, ha lasciato un’importante produzione in prosa, tra saggi, traduzioni e racconti. Attilio Zambon, nato a Possagno nel 1917 e morto a Treviso nel 1991, dopo l’infanzia trascorsa a Pieve di Soligo si laureò in Matematica e Fisica a Padova. Segnata dalla prigionia nei campi di concentramento tedeschi durante la guerra, la sua vita professionale proseguì nell’insegnamento e nella dirigenza scolastica, affiancata da studi scientifici di rilievo.

(Autore: Redazione Qdpnews.it)
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