“Una Polizia in ascolto della comunità, capace di fare sinergia tra i vari uffici“. Sono queste le prime parole d’ordine del nuovo Questore di Venezia, Antonio Sbordone, pronunciate oggi, lunedì, in occasione del suo insediamento ufficiale nella città lagunare.
Un ritorno in terra veneta, il suo, visti i trascorsi, sempre come Questore, a Padova. Poi l’incarico a Bologna, dove si è “dato il cambio” con il predecessore veneziano, Gaetano Bonaccorso.
Come primo atto formale alla guida della Questura, Sbordone ha reso omaggio ai caduti della Polizia di Stato con la deposizione di una corona d’alloro nel corso di una breve cerimonia nella sede di Santa Croce, alla quale hanno presenziato i Dirigenti, i Funzionari della Questura e delle specialità della Polizia di Stato della provincia nonché la Sezione A.N.P.S. di Venezia, le rappresentanze sindacali della Polizia di Stato e dell’Amministrazione Civile dell’Interno e il personale in servizio.
Nato a Napoli il 21 dicembre 1962, il nuovo Questore ha iniziato la sua carriera al Reparto Mobile di Genova, per poi prestare servizio per 20 anni, di cui 5 come dirigente, alla Digos di Napoli. È stato poi Vicario del Questore a Pesaro e a Salerno. Al comando prima della Questura di Ferrara e poi di quella di Reggio Emilia dal novembre 2017 ha ricoperto il ruolo di Questore a Perugia. Promosso Dirigente generale di pubblica sicurezza nel dicembre 2021, ha poi ricoperto l’incarico di Questore di Padova e di Bologna. E ora l’approdo al 500 di Santa Croce.

“Questa è una città affascinante, con peculiarità che per ovvie ragioni qui sono ancora più marcate che in altri contesti – ha spiegato il neo Questore -. Dobbiamo essere presenti a ogni ora del giorno e della notte e dare risposte tempestive ai cittadini. Soprattutto, in sinergia con le altre Forze dell’ordine, dobbiamo dare il nostro contributo per essere vicini a commercianti, imprenditori e giovani. E, in particolare, ai minori e alle altre fasce più fragili“.
Positivo il primo impatto con la realtà veneziana. “Ho illustrato ai colleghi le mie linee guida – ha sottolineato Sbordone -. Sinergia tra gli uffici, come già ho visto esserci, e, nelle attività esterne, una ‘Polizia in ascolto’, che sia in grado di rassicurare e rasserenare le persone nella loro quotidianità“.

Poi una battuta, vista la felice coincidenza tra il suo insediamento e la liberazione in Venezuela del veneziano Alberto Trentini, scarcerato dopo ben 423 giorni: “Porto fortuna? Certo! – ha sdrammatizzato il Questore -. Devo dire anche sotto l’aspetto sportivo, perché ovunque sono andato ‘ho ottenuto grandi risultati’. Auspico succeda lo stesso anche qui, con il Venezia“.
Il saluto del presidente Stefani
“Auguro buon lavoro e rivolgo il mio più sentito benvenuto a Venezia al nuovo questore Antonio Sbordone che oggi si è insediato. Con l’occasione aggiungo un bentornato in Veneto, dove in passato ha prestato servizio a Padova. Ha assunto un incarico importante non solo per il prestigio della sede ma anche per le sfide che lo attendono a cominciare dal dare risposte sempre pronte ai cittadini in tema di sicurezza e legalità. In questo impegno la sua provata professionalità potrà sempre contare sulla collaborazione della Regione, nel rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali”.
Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, saluta il nuovo questore del capoluogo. “Venezia e il suo territorio sono un riferimento universale – aggiunge – una grande realtà di residenti e attività imprenditoriali ma anche di milioni di presenze turistiche. Il dottor Sbordone ha un bagaglio professionale di rilievo e per la sua esperienza saprà ricoprire con slancio il ruolo che è affidato alla guida ad un’istituzione importantissima come la Questura. Nell’occasione rinnovo il saluto e un ringraziamento al suo predecessore, dottor Bonaccorso”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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