Un sodalizio antico quello tra la musica e Gianluca Viezzer, violinista e polistrumentista trevisano di Pieve di Soligo, la cui storia musicale ha origini lontane.
Gianluca è introdotto alla musica alla tenera età di tre anni e mezzo dalla madre Eleonora Mometti, pianista e insegnate alla scuola di musica “Corelli” di Vittorio Veneto, che gli regala il suo primo violino. L’aspirante musicista dimostra fin da subito una passione e un talento molto peculiari, a cui di certo contribuisce una genetica familiare ricca di eredità melodica.
Mentre ricostruisce ai nostri microfoni l’albero genealogico della sua famiglia, capiamo che Gianluca la musica ce l’ha nel sangue: dotato di orecchio assoluto – la rara capacità di identificare l’altezza di una nota musicale con precisione, senza riferimenti esterni – il violinista pievigino ci racconta di alcuni musicisti della sua famiglia. Tra questi, oltre alla madre, spicca sicuramente lo zio del nonno paterno, il fu don Mansueto Viezzer, pianista, organista e compositore conosciutissimo, cappellano della Casa per Anziani di Pieve di Soligo e direttore della Corale “San Gallo” di Soligo, la cui memoria è conservata dall’associazione che porta il suo nome; ma va ricordato anche Angelo Mometti, prozio della madre e violinista “da osteria”, che, in duo con l’artista di strada e suonatore di sega musicale Mario Pansolin, Renga per gli amici, tra gli anni ’50 e ’60 ha intrattenuto i compaesani in molte serate al ristorante Alla Colomba di Pieve di Soligo e nelle vecchie balere del Quartier del Piave, e il cui ricordo è mantenuto vivo da alcune fotografie che ancora oggi si possono osservare in certi locali di Pieve di Soligo.
Erede di una tradizione artistico-musicale piuttosto importante, Gianluca intraprende una formazione classica e ottiene giovanissimo svariati riconoscimenti. Dopo il diploma superiore, nel 2009 vive un’esperienza importante nell’orchestra della University of California di Los Angeles. Qui scopre nuove direzioni musicale e possibilità espressive diverse da quelle della musica classica europea. Inizia allora ad avvicinarsi ai molti generi della musica afro-americana, tra cui il jazz per cui maturerà una passione profonda.
Il giovane violinista è attratto da questo genere per il gesto istintivo ed estemporaneo che questo tipo di musica richiede, e inizia in tal modo una carriera piuttosto particolare che lo porterà a distanziarsi dalla rigidità degli istituti musicali che a suo dire «tolgono anima alla musica riducendola a logiche materiali».
La ricerca di un’alternativa più autentica lo porterà a viaggiare in Europa, stabilendosi prima a Londra e poi tra il 2015 e il 2017 a Parigi. A Londra nel 2011 vede per la prima volta il gypsy jazz suonato dal vivo e rimane «affascinato dalle melodie gitane, dalla forma particolarissima delle chitarre e dal modo in cui il suono del violino si fondeva con quelle armonie e suoni».
Da quel momento nulla è più come prima, e Gianluca inizia un percorso che lo porterà proprio a Parigi tra le strade di Montmartre, per cercar di svelare i segreti di questo genere lì dove era nato negli anni Trenta, dai virtuosismi chitarristici di Django Reinhardt.
La realtà zingaresca degli artisti di strada piace molto a Gianluca che, rientrato in Italia, inizia ad esibirsi come Gege Viezzi in molti locali in giro per la Penisola, dove incontra e collabora con molti musicisti, partecipando in svariate formazioni nelle quali ricopre sempre un ruolo di primo piano. L’idea del nomignolo deriva dall’esperienza parigina e dalla volontà quindi di proporsi ad un pubblico più internazionale.
Dopo il periodo del Covid, che ha portato non poche difficoltà alla sua attività artistica, nel 2024 Gianluca incontra dei musicisti con i quali costruire un rapporto duraturo: insieme a Tobia Davico e Francesco Greppi alla chitarra e Pippi Dimonte al contrabbasso, forma il Gege Viezzi Quartet. Con questa nuova formazione dal respiro nazionale – Davico è torinese, Greppi di Pisa e Dimonte lucano – Viezzer raggiunge l’apice del suo rapporto con il jazz manouche, pubblicando il suo primo album dal titolo Swing de Venice, una raccolta di standard, con qualche inedito, che rappresenta il coronamento del percorso iniziato a Parigi.
Artista poliedrico ormai maturo e poco incline a cedere a compromessi con le necessità dell’industria musicale, Gianluca Viezzer, alias Gege Viezzi, raccoglie la sua eredità familiare senza dimostrare interesse per il successo mediatico o accademico. Sua prima ambizione sembra piuttosto quella di dare sfogo a una passione artistica genuina quanto rigorosissima e sempre protratta al futuro.
Instancabile ricercatore di nuove armonie e tradizioni musicali, a microfoni spenti ci rivela che negli ultimi tempi si sta spingendo ancor più «verso est», sperimentando nuovi arrangiamenti di brani tipicamente balcanici: “Dalla musica gitana ho tratto molto” dichiara, ”ma ultimamente sta diventando troppo inflazionata, l’ambiente è estremamente concorrenziale e la qualità sembra sempre l’ultima cosa importante”, e aggiunge: “Con il gruppo stiamo sperimentando molto e sono convinto che presto potremmo proporre un nuovo repertorio di inediti”.
(Autore: Bruno Gasparetto)
(Foto: Bruno Gasparetto)
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