Intervista a Sonia Brescacin: “Mi sento una ‘leghista mista’, il risultato elettorale un doppio successo”

9.500 preferenze alle ultime elezioni regionali con la leghista “mista”-  come si definisce – Sonia Brescacin che alla vigilia del primo consiglio regionale ha deciso di lasciare il gruppo della Lega e di entrare in quello Misto di cui è diventata poi presidente.

La consigliera ribadisce però il proprio sostegno alla Lega soprattutto per onorare tutti i cittadini che hanno deciso di esprimerle la loro fiducia. 

Consigliere Brescacin a distanza di quasi due mesi dalle elezioni, sente di aver metabolizzato il risultato elettorale e le scelte fatte dal Presidente Stefani?

Per prima cosa permettimi di fare i migliori auguri di buon anno a tutti i vostri lettori. Detto questo credo che non ci fosse nulla da metabolizzare perché il risultato elettorale è stato un doppio successo, sia personale che per il mio partito, la Lega. 

Ma perché allora, se parla di doppio successo, ha scelto di non restare nel gruppo consiliare del tuo partito?

Come ho già avuto modo di dire, quando mi sono confrontata con il Presidente Stefani, ho sempre sottolineato due aspetti per me imprescindibili uno dall’altro: il primo era quello di garantire il rispetto degli elettori che mi hanno dato fiducia in questa maggioranza e il secondo era quello di continuare un mio personale percorso di crescita e di esperienza politico amministrativa.

Avendo già avuto la possibilità di fare il consigliere e il presidente di commissione, ho valutato di poter crescere e di poter meglio rispondere al territorio che mi ha sostenuto facendo il presidente di un gruppo consiliare.

La particolare congiuntura creatasi in consiglio ha fatto sì che mi si presentasse questa opportunità nel gruppo misto, che però, di fatto, oggi, altro non è che il terzo gruppo della Lega in consiglio regionale. 

Quindi ribadisce la sua fedeltà al partito?

Certamente, ma dirò di più, grazie all’esperienza maturata in tanti anni di attività amministrativa, prima in Comune e poi in Regione, sono convinta di poter portare un contributo di valore ancora maggiore in questo mandato amministrativo. 

Qualcuno in Lega avrebbe voluto la sua espulsione dopo la scelta del gruppo misto. Come la vede?

In tutta franchezza non ho mai avuto notizie di posizioni ufficiali di questo tipo, né dal segretario provinciale, né da quello regionale. Non ho mai preso le distanze dal partito e, come ho già avuto modo di asserire, anche rispetto allo statuto, senza scendere nel tecnicismo giuridico, non rappresento certo un caso di specie. 

Sono e resto leghista e, al contempo, continuo un percorso di crescita senza tra l’altro precludere la medesima opportunità ai miei colleghi di partito. La particolare congiuntura della composizione di questo consiglio regionale ha fatto sì che il gruppo misto non fosse un’alternativa alla Lega, ma semplicemente una sua ulteriore espressione e devo dire che, settimana dopo settimana, anche i militanti hanno colto questa sottile sfumatura e hanno capito.

A rafforzare il concetto anche il fatto che lo staff individuato a supporto gruppo misto è ad evidente trazione Lega.

Si sente una epurata (dalla giunta) perché vista come troppo legata a Zaia?

Non mi sento assolutamente una epurata. Il mio partito mi ha candidata, mi ha sostenuto in campagna elettorale e ha contribuito alla mia elezione, così come ha fatto per tutti gli ex assessori e per tutti i candidati.

Trovo assolutamente normale che un un nuovo Presidente eletto abbia la volontà di intraprendere un nuovo percorso amministrativo, sarà poi il tempo a dire se i risultati saranno conformi alle aspettative. Oltre a questo, da rumors giornalistici, mi sembra che tutti gli ex assessori siano accreditati verso la presidenza di diverse commissioni.

Posso comunque comprendere l’amarezza di qualche collega non eletto perché anche loro si sono spesi al massimo in tutti questi anni. Detto questo, credo che non si debba guardare indietro ma avanti, mettendo al centro i programmi e i cittadini, a prescindere dai ruoli dei singoli in Giunta o in Consiglio.

Quali saranno i punti cardine della sua attività?

Il punto centrale è e resterà il programma elettorale del Presidente Stefani. Un programma serio, ambizioso e innovativo. Il mio lavoro sarà focalizzato su Sanità, sociale e terzo settore, tutela dell’ambiente, valorizzazione delle attività economiche e produttive. 

Parlando di sanità, ci sarà sicuramente un nuovo corso, anche pensando alle prossime scadenze degli incarichi dei direttori generali delle varie Ulss. 

Premettendo che la sanità veneta è un’eccellenza a livello europeo, credo che si debba sempre cercare di alzare l’asticella. Detto questo, oggi siamo in un contesto particolare legato alla necessità di concludere i progetti avviati con i fondi del PNRR.

Sicuramente i progetti potrebbero essere portati a termine da nuovi Direttori Generali, mi chiedo però se non possa essere valutata l’ipotesi di far portare a termine queste complesse progettualità che si rifanno a procedure estremamente delicate, agli attuali direttori generali consentendo loro di arrivare alla scadenza naturale del PNRR al 30 giugno prossimo. 

Il Sociale, nella scorsa legislatura, è stato il suo cavallo di battaglia da Presidente della 5^ commissione; come intende agire ora che è stato nominato un assessore dedicato?

L’assessore Paola Roma ha fatto un’importante esperienza come Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss2, quindi conosce bene la materia. Se lo riterrà, potrò portare la mia esperienza, fatta di lavoro e concretezza, dando un contributo allo sviluppo dei nuovi provvedimenti espressi nel programma elettorale e al consolidamento dei processi esistenti. 

Ha parlato anche di tutela dell’ambiente, un tema molto sentito dalla popolazione. 

Sono da sempre convinta che la tutela dell’ambiente sia legata alla salute e alla sicurezza delle persone. La mia attività sarà  pertanto volta ad approfondire, da un lato, il tema dell’inquinamento elettromagnetico e, dall’altro, il tema del Piave e, più in generale, della sicurezza idrogeologica. Per entrambi i contesti, mi piacerebbe provare a trovare soluzioni innovative o alternative a quelle pensate fino ad oggi. 

In questi giorni, tiene banco il Manifesto politico per Presidente Zaia. Che idea si è fatta in merito a quanto espresso da Zaia?

Ringrazio di cuore per questa domanda perché mi dà modo di affrontare una questione politica che a mio modo di vedere va assolutamente approfondita con ragionamenti di livello. La Lega, negli anni, pur essendo nata come alternativa alla Democrazia Cristiana, ne ha, di fatto, soprattutto in Veneto, raccolto l’elettorato.

Oltre a questo, il processo di nazionalizzazione del Partito, avviato anni fa dal segretario Salvini, ha ancora di più accentuato alcune caratteristiche: da un lato ha permesso di sviluppare il vero concetto di partito federale dando la possibilità a ciascun territorio di evidenziare le proprie caratteristiche e peculiarità; dall’altro ha contribuito a rendere la Lega un grande partito moderato e liberale di centro destra garantendo al contempo, al proprio interno, la libertà di espressione legata alle diverse sfumature politiche espresse ad esempio, da Zaia e da Vannacci. 

E lei come si pone in questo contesto?

Innanzitutto mi pongo confermando con convinzione la mia appartenenza alla Lega. In secondo luogo credo che sia davvero giunto il momento storico di superare la dicotomia tra amministrazione e politica perchè credo che, di fatto siano una complementare all’altra influenzandosi a  vicenda, pertanto non possono più essere viste come attività distinte.

Credo quindi sia giunto il momento, anche in previsione della imminente stagione congressuale, di mettersi ulteriormente a disposizione e quindi , per quanto mi riguarda, di valutare attentamente la possibilità di candidarsi ad un ruolo attivo nel direttivo del mio partito. 

Si sente una leghista Zaiana o Stefaniana?

Oggi mi sento una “leghista mista”.

(Autore: Simone Masetto)
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