Category: Veneto

  • Coldiretti Treviso oggi a Strasburgo: più controlli e stop alle importazioni sleali

    Coldiretti Treviso oggi a Strasburgo: più controlli e stop alle importazioni sleali

    Riceviamo e pubblichiamo da Coldiretti Treviso:

    “Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere nel nostro mercato, da qualunque Paese provenga.

    Servono inoltre più controlli, perché oggi solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere.

    Questa la posizione di Coldiretti, presente oggi a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea. Presente anche Coldiretti Treviso con un nutrito gruppo di giovani imprenditori per dare un segnale forte. Eloquenti gli slogan degli striscioni che hanno accompagnato il corteo.

    “La mobilitazione di Strasburgo è per davvero un segnale forte che arriva anche dal Veneto – dichiara il presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan – perché i nostri agricoltori non possono più accettare una concorrenza sleale che mette a rischio reddito, occupazione e qualità delle produzioni. Chiediamo all’Europa regole uguali per tutti: chi vuole vendere nel nostro mercato deve rispettare gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali imposti alle imprese europee”.

    “Senza reciprocità e controlli seri alle frontiere si colpisce l’agricoltura veneta – aggiunge il vice presidente Alex Vantini in Place de Bordeaux con centinaia di giovani imprenditori veneti – si tradisce la fiducia dei cittadini consumatori. Difendere la sovranità alimentare significa difendere i territori, il lavoro agricolo e la salute di tutti”.

    La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare immediatamente le follie che hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica.

    La Commissione Von der Leyen ha trasformato l’agricoltura in un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese europee e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale.

    Coldiretti chiede inoltre trasparenza totale con l’origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e l’abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione.

    La Commissione predica ideologia e impone burocrazia: 100 giorni di lavoro sottratti ogni anno alle aziende agricole per obblighi inutili, mentre senza reciprocità il commercio diventa un’arma contro l’Europa.

    Il negoziato sul Mercosur rappresenta l’emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo.

    Per queste ragioni la mobilitazione di Coldiretti proseguirà senza sosta, finché la Commissione non abbandonerà la linea suicida che ha imposto e non ripristinerà un quadro politico e commerciale capace di difendere agricoltura, cittadini e sovranità alimentare europea”.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Coldiretti Treviso)
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  • “Rendono le città sicure e civili”: celebrata la giornata Regionale della Polizia Locale. Tutti i premiati

    “Rendono le città sicure e civili”: celebrata la giornata Regionale della Polizia Locale. Tutti i premiati

    Sono finiti i tempi in cui gli agenti della Polizia Locale erano considerati solamente capaci di regolare il traffico, sostituendo per qualche ora i semafori che non funzionavano. Oggi le antiche foto dei vigili in mezzo alle auto, con paletta e fischietto, lasciano spazio a quelle degli agenti che pattugliano le zone “calde” delle città, rilevano incidenti mortali e sequestrano sostanze stupefacenti, partecipando in prima linea alla sicurezza urbana. Un’evoluzione resa possibile anche grazie a continui investimenti nella formazione del personale e in mezzi e strumenti tecnologici avanzati, come i sistemi di videosorveglianza, che consentono di rispondere in modo sempre più efficace al crescente bisogno di sicurezza dei cittadini. A dimostrazione del loro costante impegno, questa mattina sono state consegnate 42 onorificenze durante le celebrazioni regionali del Corpo, in occasione del patrono.

    Il vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto

    Una giornata di celebrazione e riflessione dedicata al ruolo fondamentale che le Polizie Locali svolgono quotidianamente al servizio delle comunità. Presenti alle cerimonie, ospitate quest’anno a Treviso, anche il vicepresidente della Regione Veneto con delega alla Sicurezza e alla Polizia Locale Lucas Pavanetto, il prefetto Angelo Sidoti e il questore Alessandra Simone, oltre ai comandanti delle Forze dell’Ordine.

    “In tutte le città e nei comuni le Polizie Locali svolgono un servizio fondamentale anche per la tenuta sociale delle comunità – commenta il sindaco di Treviso Mario Conte –. Le richieste che facciamo sono sempre di più in termini di servizi. Ho chiesto di immaginare come sarebbero le nostre città senza la Polizia Locale: di sicuro sarebbero meno sicure, più sporche e meno civili. La loro presenza è un cardine fondamentale insieme alle Forze dell’Ordine, che ringraziamo per il prezioso lavoro che svolgono”.

    Il sindaco di Treviso Mario Conte

    Le celebrazioni sono iniziate con l’alzabandiera in piazza Rinaldi. A seguire, nel Tempio di San Francesco, è stata celebrata la Santa Messa, occasione di raccoglimento e condivisione per gli operatori, le autorità civili e militari e i cittadini presenti. La mattinata è poi proseguita con la cerimonia di consegna delle onorificenze agli operatori delle Polizie Locali che si sono distinti per meriti particolari, riconoscendo professionalità, impegno e senso del dovere dimostrati nello svolgimento del servizio.

    “La Polizia Locale è il primo punto di contatto tra le istituzioni e i cittadini – ha aggiunto il vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto –. Non siete solo tutori della legge, ma anche interlocutori attenti e affidabili, capaci di instaurare un dialogo costruttivo con la comunità. Il vostro lavoro richiede coraggio, lucidità e responsabilità ogni giorno, spesso in situazioni complesse”.

    Il comandante della Polizia Locale di Treviso Patrich Antonello

    Una giornata che diventa un momento non puramente celebrativo, ma anche istituzionale e umano. Istituzionale perché riconosce il ruolo della Polizia Locale come presidio quotidiano di legalità e sicurezza. “Umano perché oggi siamo qui soprattutto per ringraziare persone, vedere i loro volti e ascoltare le loro storie di servizio – aggiunge il comandante della Polizia Locale di Treviso Patrich Antonello –. La Polizia Locale è chiamata ogni giorno a svolgere un compito complesso e articolato, che va dal rispetto delle regole alla prevenzione dei rischi, dalla gestione delle emergenze alla tutela delle persone più fragili, richiedendo competenza, equilibrio, fermezza, ascolto e spirito di servizio. Le onorificenze costituiscono un messaggio rivolto a tutti: la qualità del servizio conta, l’esempio conta e conta la capacità di far bene anche quando è faticoso e poco visibile”.

    Tutti gli agenti premiati

    Agente Vianello Christopher del Comune di Venezia, Agente Visentin Mattia del Comune di Venezia, Agente Bevilacqua Alessia del Comune di Venezia, Agente Lombardo Federico Ezio del Comune di Venezia, Agente Mazzetto Luca del Comune di Venezia, Agente Vanin Ester del Comune di Venezia, Agente Scelto Zucchetta Mattia del Comune di Venezia, Vice Commissario Cantarello Diego del Comune di Padova, Assistente Sbiroli Francesco Vito del Comune di Padova, Assistente Alberoni Monica del Comune di Padova, Agente Boscolo Cegion Davide del Comune di Padova, Assistente Calore Stefano del Comune di Padova, Commissario Maccato Agostino del Comune di Padova, Vice Commissario Berlato Renza del Comune di Cittadella (PD), Istruttore Basso Mirco del Comune di Cittadella (PD), Agente Scelto Guzzo Ilenia del Comune di Cittadella (PD), Commissario Roca Simone del Comune di Verona, Commissario Bonfioli Federico del Comune di Verona, Assistente Cavalli Giambattista del Comune di Verona, Agente Scelto Massella Alberto del Comune di Verona, Agente Maglitto Francesco del Comune di Porto Viro (RO), Commissario Principale Comandante Cusan Matteo del Comune di San Michele al Tagliamento (VE), Vice Commissario Cassan Marco del Comune di San Michele al Tagliamento (VE), Vice Istruttore Zecchin Alessandro del Comune di San Michele al Tagliamento (VE), Assistente Ciccognani Giovanni del Comune di Bardolino (VR), Agente Scelto Baldan Alessandro del Comune di Bardolino (VR), Agente Scelto Ottaiano Giorgio del Comune di Bardolino (VR), Agente Caputo Alessandro Alberto del Comune di Bardolino (VR), Agente Ergi Mone del Comune di Bardolino (VR), Agente Ianneo Michele del Comune di Monteforte d’Alpone (VR), Vice Commissario De Franciscis Alessandro del Comune di Vicenza, Assistente Scelto Lovato Greta del Comune di Vicenza, Assistente Galia Antonio del Comune di Vicenza, Assistente Menin Anna del Comune di Vicenza, Assistente Clavello Paola del Comune di Vicenza, Assistente Mazzeo Massimiliano del Comune di Vicenza, Agente Scelto Medolago Roberto del Comune di Vicenza, Agente Scelto Paganotto Stefano del Comune di Vicenza, Vice Commissario Perpignano Andrea del Consorzio di Polizia Locale Alto Vicentino, Agente Callegaro Ylenia del Consorzio di Polizia Locale Alto Vicentino, Vice Commissario Merlin Elia del Comune di Rovigo e Agente Pinaffo Davide del Comune di Pedavena (BL).

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto e video: Simone Masetto)
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  • Estorsioni e truffe ad anziane per vivere nel lusso, misure cautelari per cinque

    Estorsioni e truffe ad anziane per vivere nel lusso, misure cautelari per cinque

    Dall’alba di questa mattina, oltre 70 militari del Comando provinciale di Padova della Guardia di Finanza, con il supporto dei Reparti competenti per territorio, stanno eseguendo 5 misure cautelari personali, di cui una in carcere e due agli arresti domiciliari, nonché un sequestro preventivo del profitto dei reati di 2,5 milioni di euro all’esito di una complessa attività di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica patavina.

    In particolare, i Finanzieri del Gruppo Padova hanno disarticolato una strutturata associazione a delinquere – radicata nel Padovano ma attiva in numerose località del territorio nazionale – ritenuta finalizzata a commettere una serie indefinita di estorsioni e truffe a donne anziane, occupandosi poi di riciclare i profitti illeciti in beni di lusso.

    Dieci persone, tutte di nazionalità italiana, sono state denunciate alla locale Procura della Repubblica, cinque delle quali, domiciliate nel Padovano, destinatarie di misure cautelari personali disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Padova, il quale ha altresì ordinato il sequestro dei profitti illeciti, quantificati in 2,5 milioni di euro.

    In dettaglio, per il presunto capo dell’associazione a delinquere, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per i due più stretti collaboratori gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e per altri due principali indagati l’obbligo di dimora con divieto di allontanarsi dal proprio Comune di residenza in orario notturno e obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia giudiziaria.

    Sono in corso perquisizioni nei confronti di tutti i componenti dell’organizzazione criminale, nonché nella società al centro delle indagini attiva nel settore delle vendite “porta a porta”, avente sede legale nel Veneziano e sede operativa nell’hinterland padovano.

    Acquisizioni documentali sono inoltre in fase di esecuzione in diverse società, con sedi nelle province di Roma, Treviso, Mantova e Lecce, anch’esse attive nel settore delle vendite a domicilio e ritenute conniventi con l’impresa padovana nel trasferirsi tra loro elenchi di potenziali vittime.

    Si sta procedendo, altresì, a cautelare immobili, autovetture, cassette di sicurezza, conti correnti, disponibilità finanziarie, denaro contante, beni di lusso quali orologi, gioielli, capi d’abbigliamento e accessori, fino a concorrenza del profitto del reato ad oggi quantificato.

    Le indagini hanno avuto origine dall’ordinario controllo economico del territorio, durante il quale è stato osservato, per diversi mesi, come alcuni padovani frequentassero abitualmente locali esclusivi della movida padovana a bordo di auto di lusso.

    Gli accertamenti eseguiti sul loro conto hanno sin da subito fatto emergere evidenti incongruenze tra quanto dichiarato all’Amministrazione finanziaria e il tenore di vita, nonché anomalie nella clientela della società da loro amministrata, composta integralmente da donne ultrasessantenni.

    Le testimonianze raccolte da alcune di esse, sfociate anche in denunce, hanno delineato il modo d’agire degli indagati che, sulla scorta di elenchi nominativi comprati da altre società operanti nel medesimo settore, quasi quotidianamente, avvalendosi di una rete di agenti di vendita, avrebbero battuto in modalità “porta a porta” specifiche aree territoriali, già consapevoli di trovare, in alcune abitazioni, anziani, casalinghe, pensionati e persone “sole”.

    Con grande abilità di persuasione sarebbero riusciti ad accedere alle abitazioni private nelle quali avrebbero reso edotte le vittime che, in virtù di un pregresso contratto di acquisto stipulato anni prima anche con altre imprese di vendite a domicilio, erano obbligate ad acquistare articoli casalinghi, come ferri da stiro, set di pentole, materassi, topper, cuscini, lenzuola, poltrone reclinabili, dispositivi elettromedicali di magnetoterapia, tutti prodotti presentati come di ottima qualità ma in realtà di scarso valore.

    L’acquisto dei casalinghi, ad un prezzo compreso tra 5 mila e 7 mila euro, tenendo conto che molte anziane vivevano in difficili condizioni economiche e, in numerosi casi, solo con la pensione minima, doveva prevalentemente avvenire con l’accensione di un finanziamento presso primarie società di credito al consumo.

    In alcuni casi, i “venditori porta a porta”, diversi di loro già gravati da precedenti, si sarebbero ripresentati a distanza di alcuni mesi a casa delle vittime più vulnerabili e più facili da convincere, costringendole ad ordinare ulteriori articoli per la casa e rimodulare il finanziamento già attivato in precedenza, che aumentava cosi nell’importo delle rate e nella durata. Eclatante il caso di una vittima del Padovano che in soli tre anni avrebbe ricevuto quattro visite degli accaniti venditori venedo obbligata ad acquistare prodotti, ivi incluso un dispositivo per magnetoterapia, per complessivi 22 mila euro, oltre a 3 mila euro di interessi del finanziamento prolungato fino al 2030.

    In caso di rifiuto o resistenze da parte delle anziane, gli indagati avrebbero minacciato di adire le vie legali, sostenendo che il contratto di acquisto sottoscritto negli anni precedenti comportava, a loro avviso, ancora l’obbligo di ulteriori acquisti: da qui la contestata condotta di estorsione.

    Molte casalinghe, alla luce della pervicacia e insistenza degli indagati, che dinanzi a loro inscenavano anche finte telefonate con sedicenti responsabili delle aziende con cui erano stati stipulati i pregressi contratti, sarebbero cadute nella rete del gruppo, sottoscrivendo loro malgrado nuovi ordini di acquisto, pur non avendone alcuna necessità e al solo fine di liberarsi dell’oppressione esercitata dai venditori presentatisi nelle loro abitazioni.

    Più di 1200 sono le vittime residenti non solo a Padova, ma anche in altre province, tra le quali, principalmente, Alessandria, Ancona, Arezzo, Asti, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Novara, Parma, Urbino, Pavia, Perugia, Pesaro, Piacenza, Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona e Vicenza.

    I profitti delle condotte criminali, derivanti da ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e dalle provvigioni riconosciute dalle società di finanziamento per ogni singola concessione di credito al consumo, avrebbero consentito ai principali indagati del sodalizio di condurre uno stile di vita sfarzoso con vacanze da sogno, frequentazione di raffinati ristoranti, acquisti di abbigliamento ed accessori nelle più famose maison di alta moda, noleggio di autovetture di lusso quali Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche.

    Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Guardia di Finanza)
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  • Addio a uno dei giganti della moda: venerdì il funerale di Valentino

    Addio a uno dei giganti della moda: venerdì il funerale di Valentino

    Se n’è andato oggi a 93 anni uno dei giganti della moda: addio a Valentino Garavani, talentuoso stilista che ha contribuito a esportare il gusto del Made in Italy nel mondo, con i suoi abiti di alta moda per uomo e donna.

    Mercoledì e giovedì ci sarà la camera ardente, mentre venerdì verrà celebrato il funerale a Roma.

    Originario di Voghera, il gusto per la moda ha conquistato Valentino fin da giovanissimo, motivo per cui ha studiato stilismo all’estero, formandosi a Parigi.

    Una formazione sul campo proseguita anche al suo ritorno in Italia, in altri atelier, fino all’apertura di una sua maison aperta nel 1957, mentre risale al 1959 l’apertura del suo atelier a Roma, in via dei Condotti.

    Nel 1960 l’inizio della collaborazione con Giancarlo Giammetti, il quale seguirà lo sviluppo del suo marchio.

    A renderlo famoso fu il cosiddetto “Rosso Valentino”, ovvero una sfumatura cromatica di rosso creata dallo stilista tendente all’arancione, per la quale prese ispirazione dai toni cromatici visti durante una vacanza in Spagna.

    Tra i riconoscimenti ricevuti ci sono il Premio Neiman Marcus, una sorta di Oscar della moda, la decorazione di Grand’ufficiale dell’Ordine al merito, i titoli di Cavaliere di Gran Croce e di Cavaliere del lavoro, assieme alla Legion d’onore, ovvero la più alta onorificenza della Repubblica francese.

    Suoi gli abiti vestiti da nomi altisonanti della nobiltà e del jet set internazionale, come ad esempio l’abito da sposa di Jacqueline Bouvier per il suo matrimonio con Onassis.

    Un altro grande nome ha quindi lasciato l’Olimpo della moda.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Wikipedia)
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  • Ragazzino aggredito col cavalletto della bici vicino alla stazione

    Ragazzino aggredito col cavalletto della bici vicino alla stazione

    Prosegue, con rinnovata determinazione, l’attività di controllo del territorio attraverso servizi straordinari finalizzati alla prevenzione di episodi criminosi e al ripristino delle condizioni di sicurezza e vivibilità urbana nel Pordenonese. Tali interventi si collocano nel solco delle azioni avviate a seguito dei gravi fatti verificatisi nel mese di dicembre nella provincia limitrofa alla Marca trevigiana, che hanno visto il coinvolgimento di alcune bande giovanili.

    Il dispositivo operativo, già attuato nel periodo delle festività natalizie e ora prorogato fino al Carnevale, rientra in una più ampia e strutturata strategia di sicurezza condivisa, fondata sul coordinamento operativo di tutte le Forze dell’Ordine presenti sul territorio.

    La decisione di proseguire e rafforzare tali servizi è stata assunta in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con la piena e unanime adesione di tutte le componenti istituzionali coinvolte.

    Nel quadro delle attività svolte, il Questore Colasanto, quale Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, ha adottato specifiche misure di prevenzione nei confronti delle persone ritenute responsabili di condotte violente e lesive dell’ordine pubblico, con l’obiettivo di impedire la reiterazione di comportamenti illeciti e garantire un più elevato livello di sicurezza urbana.

    I risultati conseguiti confermano l’efficacia dell’azione intrapresa: la costante e visibile presenza della Polizia di Stato ha consentito di individuare e fermare protagonisti di episodi di violenza e degrado, svolgendo al contempo una fondamentale funzione preventiva e rafforzando la percezione di sicurezza nel centro cittadino.

    In tale contesto operativo si inserisce l’intervento effettuato nel pomeriggio di lunedì scorso da una pattuglia impegnata nei servizi antidegrado nei pressi della stazione ferroviaria di Pordenone. Gli agenti sono intervenuti per sedare una violenta aggressione ai danni di un minorenne, riuscendo a bloccare l’autore, un cittadino pakistano di 27 anni, che secondo gli inquirenti aveva minacciato la vittima utilizzando un oggetto metallico, successivamente identificato come il cavalletto di una bicicletta, impiegato come arma impropria.

    L’azione tempestiva della Polizia di Stato ha consentito di mettere in sicurezza la vittima, di sequestrare l’oggetto utilizzato e di ricondurre la situazione alla normalità, confermando l’importanza dei servizi di controllo rafforzati nel garantire condizioni di sicurezza e vivibilità nel centro cittadino.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Questura di Pordenone)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Calcio. Cobra-Zigoni gol in extremis all’esordio: Conegliano blocca il Mestre. Cavarzano e Barp Mas ok

    Calcio. Cobra-Zigoni gol in extremis all’esordio: Conegliano blocca il Mestre. Cavarzano e Barp Mas ok

    I risultati calcistici del weekend, partendo dalla Serie D Girone C.

    Conegliano – Mestre 1-1 

    Reti: 17′ st Soprano (M), 51′ st Zigoni (C)

    Il primo tempo è scivolato sui binari dell’equilibrio e della prudenza. Con due difese tra le migliori del campionato a confronto, gli spazi sono rimasti intasati e i portieri sono rimasti a guardare per lunghi tratti. Solo Sperandio è dovuto salire in cattedra con un intervento prodigioso nell’unica vera occasione ravvicinata creata dagli ospiti.

    Nella ripresa il ritmo è alzato. Al 17′ la doccia fredda per i gialloblù: il Mestre passa in vantaggio grazie a una deviazione sottomisura di Soprano, lesto a ribadire in rete una punizione dal limite. Sotto di un gol, il Conegliano non si è scomposto. Mister e squadra hanno rimescolato le carte: gli ingressi di Piu, Pramparo e soprattutto del neo-acquisto Gianmarco Zigoni hanno dato nuova linfa alla fascia sinistra, portando pressione costante nell’area avversaria.

    Al quarto dei sei minuti di recupero, la svolta: su un pallone scodellato disperatamente in area, Gianmarco Zigoni anticipa tutti con la punta del piede e beffa il portiere in uscita. È il gol dell’1-1 che fa esplodere lo stadio.

    Non è mancata la polemica finale: al 97′ minuto, con il Conegliano pronto a battere l’ultimo corner della partita, l’arbitro ha fischiato la fine scatenando le ire della panchina gialloblù e della tribuna.

    A fine gara Gianmarco Zigoni non ha nascosto l’emozione per l’esordio con gol: “Esordire con questa maglia e segnare subito è la cosa più bella per un attaccante. Venivo da 6 mesi di inattività nei professionisti e avevo una voglia matta di giocare. La Serie D? È un campionato difficile, dove si corre moltissimo. Spero che questo gol sia solo l’inizio: voglio dare il mio contributo non solo con le reti, ma anche con la presenza e l’esperienza”.

    Sul match, Zigoni ha poi aggiunto: “Abbiamo giocato alla pari contro una squadra che è molto avanti in classifica. Questo punto ci dà la forza per affrontare le prossime battaglie”.

    Un pareggio che sa di vittoria per il morale e per la classifica, confermando che questo Conegliano ha i mezzi per giocarsela a viso aperto contro chiunque per conquistarsi una salvezza assolutamente alla portata.



    Altri risultati: 

    La capolista Treviso prosegue indisturbata la sua fuga solitaria verso la Serie C, superando l’Adriese per 2-0. I biancocelesti hanno sbloccato il match al 28′ del primo tempo grazie a uno sfortunato autogol di Camerotto, per poi chiudere definitivamente i conti nella ripresa con il sigillo di Salvi al 20′. Con questo successo, il Treviso vola a quota 52 punti, portando a ben 16 le lunghezze di vantaggio sulle dirette inseguitrici.

    Alle spalle della vetta, la giornata ha sorriso all’Union Clodiense, che ha travolto il Calvi Noale per 3-0 (doppietta di Radrezza e rete di Codromaz) agganciando al secondo posto a quota 36 punti il Cjarlins Muzane. I friulani sono incappati in un pesante passaggio a vuoto, perdendo 2-0 sul campo del Brian Lignano sotto i colpi di Ibe. In coda, ossigeno puro per l’Obermais che batte 2-0 il Vigasio e sale a 15 punti, mentre resta fanalino di coda il Portogruaro (10 punti), punito da una rete di Arma nella sfida contro l’Unione La Rocca Altavilla.

    Classifica Treviso (52), Union Clodiense (36), Cjarlins Muzane (36), Mestre (35), Este (35), Legnago Salus (32), Brian Lignano (30), Bassano (29), Unione La Rocca Altavilla (27), Luparense (26), Vigasio (24), Campodarsego (22), Calvi Noale (22), San Luigi (20), Conegliano (20), Adriese (16), Obermais (15), Portogruaro (10).

    ECCELLENZA

    Girone B

    La capolista Cavarzano Belluno si aggiudica lo scontro al vertice contro il Sandonà per 2-1, rimarcando la distanza in vetta alla classifica. Dopo il vantaggio iniziale di Sommacal (27′ pt) e il pareggio su rigore di Scantamburlo (42′ pt), è stato un gran gol di Quarzago all’89’ (44′ st) a decidere la sfida. Con questo successo, i bellunesi salgono a quota 39 punti, portandosi a +4 sulle inseguitrici.

    Dietro la vetta, rallenta il PortoMansuè (terzo a 31 punti), bloccato sull’1-1 dalla Julia Sagittaria, mentre la Marosticense consolida la quarta posizione superando 1-0 il Borgo Valbelluna grazie a una rete di Tessaro nel finale. Importanti colpi esterni per l’Arcella Padova (1-3 a Caerano) e per la United Borgoricco Campetra, che espugna il campo della Godigese per 0-1 grazie a un rigore di Sottovia.

    In coda resta sempre più ultimo il Vittorio Falmec (8 punti), travolto 3-1 dal Dolo Pianiga, mentre il Giorgione non va oltre lo 0-0 contro l’Eclisse Careni Pievigina.

    Classifica Cavarzano Belluno (39), Sandonà (35), PortoMansuè (31), Marosticense (28), United Borgoricco Campetra (26), LeO Oderzo (26), Dolo Pianiga (26), Arcella Padova (24), Godigese (22), Borgo Valbelluna (22), Caerano (22), Piovese (22), Eclisse Careni Pievigina (22), Julia Sagittaria (19), Giorgione (11), Vittorio Falmec (8).

    PROMOZIONE

    Girone D

    La capolista LiaPiave allunga in vetta alla classifica, regolando per 2-0 il fanalino di coda Villorba Treviso. I ragazzi di mister Turchetto hanno archiviato la pratica già nel primo tempo grazie al rigore di Paladin (12′ pt) e al raddoppio firmato da Costa (45′ pt). Con questa vittoria, i blugiallobianchi volano a quota 40 punti, portando a +4 il vantaggio sulle dirette inseguitrici.

    Alle spalle della vetta, si registra il pesante passo falso dell’Union Dese (seconda a 36 punti), sorpresa in casa per 0-1 dal Lovispresiano in una sfida decisa dal sigillo di Longato al 30′ st. Ne approfitta l’Alpago, che aggancia la seconda posizione a quota 36 nonostante lo 0-0 nel big match d’alta quota contro il Fontanelle. In zona playout, successi esterni fondamentali per il Cimapiave, che batte 1-2 il Cappella Maggiore Fregona con le reti di Sakajeva e Akafou, e per il Vedelago, che espugna il terreno del Meolo grazie ai gol di Bonetto e Zanotto.

    Da segnalare anche il pareggio per 1-1 tra Istrana e Carbonera Breda (reti di Telesi e Saitta) e la vittoria del Montello per 0-2 sul campo del Caerale La Salute con doppietta di Marinello. In coda rimane ultimo il Villorba Treviso (5 punti).

    Classifica LiaPiave (40), Alpago (36), Union Dese (36), Fontanelle (33), Istrana (29), San Gaetano (27), Lovispresiano (26), Caorle La Salute (24), Montello (22), San Vendemiano (21), Cappella Maggiore Fregona (20), Carbonera Breda (19), Cimapiave (16), Vedelago (11), Meolo (11), Villorba Treviso (5).

    PRIMA CATEGORIA

    Girone G

    La capolista Fiori Barp Mas blinda il primato e sale a quota 43 punti, superando per 2-0 lo Schiara nello scontro diretto al vertice grazie alle firme di Spencer e Caser. Alle sue spalle, il secondo posto è ora un affare a due tra Schiara e Fulgor Trevignano (33 punti), con quest’ultima capace di espugnare il campo del Pedavena per 1-3 con una doppietta del solito Sartor e il sigillo di Durante (inutile la rete locale di Ackon). Resta in scia playoff la Cisonese (32 punti), che regola 2-0 il San Fior con un gol-lampo di Frozza al 1′ pt e il raddoppio di Grava nel finale.

    La giornata è stata caratterizzata dal pirotecnico 5-3 con cui il Lentiai Limana ha battuto l’Altivolese Maser: una pioggia di gol firmata dalle doppiette di Facchin e Reolon e dal rigore di Zanatta, mentre per gli ospiti sono andati a segno SottanaBoz e Gheller. Bene anche il Pederobba (quinto a 30 punti), che piega il Barbisano per 2-0 con le reti di De Martin e Michielin. Successo fondamentale in ottica salvezza per il San Martino Colle (3-0 al Santa Lucia con i gol di FurlanDe Luca e Dassiè) e per il Postioma Porcellengo, che batte 2-1 l’Asolo grazie a Sperandio e Bettiol.

    In coda, colpo esterno del MonteValdo che vince 1-3 a Belluno contro il Castion: decisivi Scappin e la doppietta di Michielin, che rendono vana la marcatura di Piazza. Resta ultimo l’Asolo a quota 6 punti.

    Classifica Fiori Barp Mas (43), Schiara (33), Fulgor Trevignano (33), Cisonese (32), Pederobba (30), Barbisano (26), San Fior (26), San Martino Colle (25), Postioma Porcellengo (22), Altivolese Maser (21), Lentiai Limana (20), Santa Lucia (19), MonteValdo (18), Pedavena (17), Castion Belluno (10), Asolo (6).

    SECONDA CATEGORIA

    Girone P

    Albaredo Insieme – San Floriano Calcio 0-5;Calcio Contea – Mottinello Nuovo 1-3;Castion – Fratte Rondinelle 1-0;Fanzolo – Quinto di Treviso F.C. 2-1;Madonna Della Salute – Union Riese S.P.V. 0-3;Resana CSM 2010 – Padernello 0-0;Sporting 88 – Treville S. Andrea Calcio 3-0;Zero Branco – Ramon 1980 1-1.

    Girone Q

    Arcade – Calcio Cordignano 0-4;Condor Treviso – Union QdP 0-2;Godega – Campolongo 2-1;Orsago – Ponzano Calcio 0-0;Refrontolo Calcio – Codognè 0-1;Susegana Calcio – UnionGaia F.G. 4-1;Vidor QdP – Giavera Calcio 1-1;Vittsangiacomo – Dinamis FC 4-2.

    Girone R

    Calcio Ponte Nelle Alpi – Auronzo 4-1;Calcio Sarmede – Agordina 3-0; Comelico – Sospirolese 3-0;Itlas S. Giustina Serravalle – Follinese 4-0;Nogarè – Lamonese Calcio 2-1; Plavis 2021 – San Vittore 6-1;San Michele Salsa – JM Feltre 0-1;Unione Cadore Domegge – Fulgor Farra 2-1.

    TERZA CATEGORIA

    Girone unico 

    Altivolese Maser Sq. B – Parè Calcio 1975 0-5;Calcio San Fior Sq. B – Crocetta 1920 Academy 1-1;Codognè Sq. B – Uniongaia F.G. Sq. B 3-3;Bessica – Vittsangiacomo Sq. B 3-1;CS 71 – Union Feletto Vallata 0-1;Loria – Montegrappa 1-1;Ha riposato: Mareno Gialloblù.

    (Autore: Francesco Bruni)
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  • Fondo per il constrasto al consumo di suolo: bando regionale attivo fino al 2 febbraio

    Fondo per il constrasto al consumo di suolo: bando regionale attivo fino al 2 febbraio

    Fondo per il contrasto al consumo di suolo: riaperti i termini per la partecipazione al bando regionale a sostegno di interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati.

    Con apposito decreto, è stata infatti disposta la riapertura dei termini del bando regionale per la concessione di contributi ai Comuni del Veneto, a sostegno di interventi di rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano, finanziati attraverso il Fondo per il contrasto al consumo di suolo.

    I Comuni interessati potranno presentare domanda entro, e non oltre, il 2 febbraio.

    Per saperne di più, è possibile consultare il sito: https://url.regve.it/r/consumo-suolo

    (Autore: redazione Qdpnews.it)
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  • Giovani sempre più armati. Valditara: “Metal detector nelle scuole”

    Giovani sempre più armati. Valditara: “Metal detector nelle scuole”

    Dopo l’accoltellamento mortale di uno studente all’interno di una scuola di La Spezia, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara apre alla possibilità di installare metal detector negli istituti considerati più esposti a criticità. L’ipotesi è stata illustrata dal ministro nel corso della trasmissione televisiva 4 di Sera Weekend.

    “Ho sentito in queste ore la preside ed era molto scossa – ha spiegato Valditara –. Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector”.

    Una misura che potrebbe trovare spazio nel cosiddetto “Decreto Sicurezza”, di prossima approvazione da parte del Governo. Il ministro ha quindi risposto alle critiche dell’opposizione, secondo cui l’intervento non sarebbe risolutivo e rischierebbe di strumentalizzare la vicenda: “Noi vogliamo introdurre norme che colpiscono chi usa la violenza, che difendono i cittadini dalle aggressioni dei violenti e che ristabiliscono principi basilari in una società. Inviterei la sinistra ad abbandonare questi 50 anni di vecchi pregiudizi per cui è tutto repressione”.

    Nel suo intervento Valditara ha rivendicato la necessità di riaffermare regole e doveri: “Per anni abbiamo sentito dire ‘vietato vietare’. Il no era demonizzato, i doveri marginalizzati. È una società che ci ha abituato a coltivare soltanto diritti”.

    L’episodio di La Spezia non è isolato. Nelle stesse ore un altro ragazzo è stato accoltellato fuori da una scuola in provincia di Frosinone, a conferma di un fenomeno che, secondo il ministro, è in crescita. “Innanzitutto bisogna impedire radicalmente che i giovani usino le armi – ha concluso –. Poi insistere sulla responsabilità e sulla maturità, su una scuola che aiuti ad affrontare i problemi e che ripristini il senso dell’autorità e il rispetto verso l’autorità. Senza una vera rivoluzione culturale rischiamo che il coltello non si porti più a scuola, ma si porti altrove”.

    Autore: Simone Masetto)
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  • Modi di dire: indorare la pillola

    Modi di dire: indorare la pillola

    Nel 1225 l’imperatore Federico II di Svevia commissionò all’orefice veneziano Marino Nadal l’esecuzione di una corona d’oro, perle e pietre preziose: una dimostrazione della straordinaria reputazione della quale godevano gli artigiani lagunari specializzati nella lavorazione di gemme e metalli preziosi.

    Tradizionalmente ubicate a Rialto, le botteghe degli oresi veneziani erano famose per le spille di filigrana (opus veneciarum), le catenelle finissime dette manini o entrecosei, i calici, gli oggetti sacri e i diamanti di squisita fattura.

    Oresi, gioiellieri da falso e diamanteri, riuniti in un’unica Arte, nel Seicento ottennero il privilegio di erigere un sontuoso altare nella chiesa di San Giacomo in Rialto impegnandosi, come contropartita, a donare al Doge ogni anno due pernici.

    Simbolo di ricchezza, ammirato sin dalla preistoria, protagonista di pagine controverse non si rado intrise di spietata violenza, l’oro non ha mai smesso di suscitare la brama di schiere di potenti e avventurieri: i primi mai paghi di accumulare lingotti anche a prezzo di perpetrare razzie mascherate da missioni civilizzatrici, i secondi alla perenne e disperata ricerca di un giacimento o di una pepita grande abbastanza da cambiare il loro destino.

    Materia prima per diademi principeschi o per semplici ornamenti gelosamente custoditi dai meno abbienti, l’oro ha illuso generazioni di alchimisti speranzosi di individuare la formula segreta per ottenerlo in laboratorio. Nemmeno i cuochi hanno saputo sottrarsi al suo fascino tanto da utilizzarlo per impreziosire singole portate e stupire gli invitati a banchetti da favola.

    L’oro alimentare, in forma di polvere, fiocchi o lamine sottilissime, ha trasformato in veri e propri monili le vivande servite in occasione delle nozze di Violante Visconti, di Isabella d’Aragona e la frutta offerta alla corte dei Tudor; negli anni Ottanta il “risotto oro e zafferano”, invenzione di Gualtiero Marchesi, ha suscitato stupore e meraviglia.

    Tiziana Marconi Martino de Carles, in un articolo pubblicato sulla rivista “Civiltà della Tavola”, ricorda come nel Medioevo si diffuse fra i ricchi l’abitudine di assumere a fine pasto un confetto ricoperto d’oro: un po’ per ostentare il proprio status e in parte con la convinzione che l’oro possedesse preziose virtù terapeutiche.

    Da questi costosi confetti medievali nacque un modo di dire ancora oggi piuttosto comune, “indorare la pillola”. Se alcuni speziali indoravano alcuni medicamenti avvolgendoli con un impalpabile velo aureo, altri “indoravano le pillole” rotolandole nello zucchero o nel miele con lo scopo di attenuarne il sapore amarissimo.

    Uno stratagemma simile a quello adottato dalla Fata dai Capelli Turchini che, per convincere Pinocchio a inghiottire la purga, gli promise una dolce pallina di zucchero.

    Oggi si ricorre alla locuzione “indorare la pillola” per descrivere l’atteggiamento o le parole di chi, nel commentare una notizia sgradevole, si dilunga in considerazioni tese a smorzare la delusione e il rammarico di chi ha difronte.  

    Cercare di convincere i genitori di uno studente bocciato che un anno di riflessione sarà provvidenziale, mitigare lo sconforto di un cuore infranto con la frase “chiusa una porta si apre un portone” o rivolgersi a un candidato non eletto affermando che non è stato capito sono tutti modi per indorare la pillola e testimoniare che nulla è perduto.

    Per coloro che volessero sperimentare un esclusivo cosmetico a base di polvere d’oro, desiderassero indossare un affascinante tessuto con autentiche pagliuzze auree, o fossero incuriositi dal sapore dell’oro alimentare suggerisco una breve ricerca sul web: scoprirete che con poche decine di euro si può trasformare un banale calice di vino in una magica pozione. 

    Chi ritenesse questa proposta troppo banale potrà invece perdersi fra le calli veneziane alla ricerca dell’ultimo battiloro: un artigiano o, meglio, un artista capace di trasformare un frammento aureo in una foglia dall’incredibile spessore di pochi micron a suon di martellate con una tecnica vecchia di secoli.

    Attenzione però a non farsi abbagliare dal luccichio del prezioso metallo: “L’oro non è tutto. Esiste anche il platino!” Parola di Paperon de’ Paperoni.

    (Autore: redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Marcello Marzani)
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  • Giovani in agricoltura: un bando a sostegno del ricambio generazionale

    Giovani in agricoltura: un bando a sostegno del ricambio generazionale

    La Regione del Veneto ha attivato un nuovo intervento agevolativo a sostegno del primo insediamento dei giovani agricoltori, in attuazione della Legge 15 marzo 2024 n. 36, finalizzata a favorire il ricambio generazionale e l’accesso alla terra, tema storicamente delicato e strategico per l’agricoltura italiana. 

    L’intervento sostiene l’acquisto di terreni agricoli, attraverso un contributo in conto interessi sui mutui ipotecari, riducendo concretamente il peso finanziario della fase di avvio aziendale.

    I beneficiari sono giovani agricoltori che, alla data di presentazione della domanda, abbiano un’età compresa tra 18 e 40 anni (41 non compiuti), siano cittadini UE.

    Devono possedere un’adeguata formazione o competenza professionale (titolo di studio agrario, iscrizione a ordini/collegi o corso riconosciuto di 150 ore) e presentare un piano aziendale economicamente sostenibile.

    I beneficiari sono inoltre coloro che devono inserirsi per la prima volta in agricoltura (o lo hanno fatto da non oltre 24 mesi) e acquistare un terreno agricolo in Veneto.

    La graduatoria è basata principalmente sulla dimensione economica aziendale (Produzione Standard):
    aziende più piccole → punteggio più alto.

    Le domande devono essere presentate entro il prossimo 5 giugno, telematicamente ad Avepa (è possibile presentare una sola domanda, indicando un solo istituto di credito).

    Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito web https://treviso.coldiretti.it/…/giovani-in-agricoltura…/.

    (Autore: redazione Qdpnews.it)
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