Furti in casa, fermata la banda: Carabinieri guidati nel covo dal Gps delle cuffiette rubate

Nella giornata di martedì scorso i Carabinieri della Compagnia di Feltre hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, due uomini di origini albanese, entrambi senza fissa dimora e catturati a Resana, nel Trevigiano. 

Tra il mese di dicembre 2025 e quello di gennaio 2026 i militari hanno condotto un’articolata attività investigative a seguito di alcuni raid di furti in abitazione commessi nelle nottate del 22 e 23 dicembre 2025 a confine tra i comuni di Santa Giustina e Cesiomaggiore (BL), tra il 4 ed il 5 gennaio 2026 nella frazione Villapaiera di Feltre (BL) e il 12 e 13 gennaio a Castagnole di Paese (TV).

In tutti i casi gli ignoti autori hanno commesso numerosi furti con lo stesso modus operandi, introducendosi nelle abitazioni, senza svegliare i proprietari intenti a dormire, con la tecnica della foratura dell’infisso e rotazione della maniglia dall’esterno.

Tra la notte del 22 e 23 dicembre 2025, gli stessi malviventi hanno preso d’assalto sei abitazioni situate nelle immediate vicinanze della linea ferroviaria tra le stazioni di Santa Giustina e Busche di Cesiomaggiore. In particolare:  

  1. in Via Statagn, della frazione Formegan di Santa Giustina, uno dei malviventi veniva sorpreso e messo in fuga dal proprietario dell’abitazione, riuscendo, comunque ad impossessarsi di circa 1.500 euro in contanti. I due uomini, uno dei quali portava con sé un grosso zaino scuro di forma particolare,  venivano ripresi da alcune telecamere di videosorveglianza, le cui immagini sono state immediatamente acquisite e visionate dai carabinieri;
  2. nella vicina frazione Bivai di Santa Giustina, i due complici hanno asportato da un’altra abitazione circa 150 euro contanti;
  3. in Località sotto Anzanven del Comune di Cesiomaggiore hanno messo a segno altri quattro furti in abitazione, ove hanno asportato, rispettivamente, nel primo 500 euro, nel secondo 300 euro, un orologio e attrezzi da lavoro, nel terzo 50 euro in contanti e, nell’ultimo, monili in oro e capi di abbigliamento, tra cui un giubbino al cui interno erano custodite un paio di cuffie auricolari dotate di sistema di localizzazione GPS.

Nella nottata tra il 4 e 5 gennaio, si sono poi resi autori di ulteriori quattro furti commessi a Feltre, in particolare, in via:

  1. dei Rochi hanno asportato 150 euro in contanti, capi di abbigliamento e monili;
  2. Vigne Basse hanno sottratto 30 euro in contanti;
  3. della Rocchetta si sono impossessati di 100 euro in contanti e monili per un valore di 4.000 euro
  4. del Col hanno sottratto 40 euro in contanti.

Nel corso dei furti gli indagati sono stati ripresi da alcune telecamere del posto le cui immagini sono state, anche queste, acquisite e analizzate dai carabinieri. 

Nella notte del 12 e 13 gennaio 2026 i due indagati si sono recati a Castagnole di Paese, dove hanno perpetrato ulteriori due furti in abitazione in via:

  1. Tobruk asportando monili in oro e banconote estere
  2. Calle Selle ove hanno sottratto monili in oro per un valore di 3.000 euro.

Proprio grazie al segnale GPS delle cuffiette asportate, i militari sono riusciti ad individuare la zona ove era ubicato il covo degli indagati. Ulteriori accertamenti hanno consentito di individuare anche i mezzi utilizzati dai rei, una Mercede Classe A di colore bianco e una Fiat Idea di colore grigio.

Nel corso delle indagini e dalla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nelle aree dove sono stati commessi i furti, i militari hanno riscontrato che i due complici portavano sempre con sé il medesimo zaino scuro di forma particolare.

Inoltre, analizzando il tracciato GPS delle cuffiette asportate nel Comune di Cesiomaggiore nella nottata tra il 22 e 23 dicembre, si è appurato che i due complici erano soliti spostarsi in treno per raggiungere i luoghi dei raid. Pertanto sono state acquisite le immagine dei sistemi di videosorveglianza installati sui treni che hanno consenti di individuare chiaramente gli indagati con addosso sempre lo stesso aziono ove riponevano la refurtiva e gli arnesi da scasso. Anche le auto, utilizzate dai due complici per raggiungere la stazione ferroviaria di Resana, sono state monitorate dai militari.

Il blitz dei carabinieri è scattato il 13 gennaio quando i militari hanno atteso i due complici rincasare nel loro covo con lo stesso zaino ove avevano riposto il bottino dell’ultimo raid.

Entrambi i fermati, con precedenti di polizia, erano in possesso di documenti falsi, che utilizzavano per risultare incensurati qualora controllati dalle forze di polizia. Inoltre uno di loro era destinatario di un ordine di carcerazione, dovendo scontare un residuo di pena di sei anni di carcere per reati contro il patrimonio commessi nel circondario di Monza.

La refurtiva, temporaneamente sottoposta a sequestro, verrà successivamente restituita ai legittimi proprietari. Inoltre i militari hanno sequestrato lo zaino in uso ai soggetti, nonché gli arnesi da scasso e i documenti falsi a loro in uso.

I due fermati sono stati portati in carcere a Treviso e, a seguito dell’udienza di convalida, il GIP del Tribunale di Treviso ha convalidato il fermo e disposto per entrambi la misura cautelare della custodia in carcere.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Carabinieri Belluno)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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