“E ricordati, io ci sarò…ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla…ma non nel linguaggio delle parole ma nel silenzio”.
Aveva trasformato la sua battaglia contro la malattia, la stessa che se l’è portata via l’ultimo giorno del 2025, in una testimonianza coraggiosa e capace di dare forza anche alle altre persone. Si è spenta lo scorso 31 dicembre, all’età di 41 anni, Serena Zaia, che da quando ne aveva solo 26 lottava contro un carcinoma mammario metastatico, raccontando la sua difficile quotidianità nel suo blog “La vita addosso“, da cui poi aveva tratto anche l’omonimo libro.
Cresciuta a Montebelluna, viveva ora a Nogarè di Crocetta del Montello, dove si era trasferita con il compagno Antonio Bragagnolo, sposato lo scorso 21 giugno. E con lui, proprio pochi giorni prima della fine, aveva voluto fare un viaggio speciale, raccogliendo tutte le forze che le erano rimaste: una crociera partita il 22 dicembre da Genova e che ha attraversato Napoli, Palermo e la Tunisia.
Un viaggio, l’ultimo purtroppo, in mezzo a quel mare che lei adorava. Serena lascia il marito Antonio, la mamma Anna Maria, il papà Giorgio, la sorella Margherita, il suocero, i cognati, i nipoti Samuele, Camilla, Giosuè, Riccardo e i parenti tutti.
L’addio alla 41enne verrà dato mercoledì prossimo, 7 gennaio, alle 11.00, nella chiesa parrocchiale di Biadene di Montebelluna. “I fiori più graditi saranno le offerte devolute al CRO di Aviano per la ricerca sui tumori femminili – la volontà di Serena e dei suoi cari – Un particolare ringraziamento al Dr. Perin Alessandro dell’Istituto Besta di Milano, alla Dr.ssa Da Ros Lucia del CRO di Aviano, al SIAD per le amorevoli cure prestate”.
Lei stessa, pochi giorni prima di andarsene, aveva di nuovo scritto sui social parole che, a leggerle ora, commuovono e suonano come un testamento.
“Ormai l’oncologia medica del CRO di Aviano è ‘casa’ per me – gli ultimi pensieri di Serena – Non ho paura della morte, forse perché in questi anni sono riuscita ad apprezzare tanto la vita, ogni singolo respiro. Ora posso affermare con certezza quanto sia importante respirare. Io non mollo perché fa parte di me, perché ogni singolo istante lotto per la mia autonomia, ma quando il respiro arranca e ti sembra che il torace ‘scoppi’, non puoi fare assolutamente nulla se non stare immobile, proprio l’unica cosa che io non so fare. Non penso a cimiteri, funerali, lacrime e ospedali, penso alla vita che continuerà. Perché questo ho fatto finora: vivere con gli strumenti che la vita mi ha concesso! Non ho insegnamenti o frasi ad effetto, dico solo: vivete e basta, apprezzate ciò che avete nonostante tutto perché un giorno lo rimpiangerete”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Onoranze funebri D’Ambroso Denis)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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