Monologo Treviso contro il Portogruaro: Scotto firma la doppietta, Serena show

Inizio d’anno strepitoso per il Treviso FBC, che inaugura il girone di ritorno con una prestazione dominante, schiantando il Portogruaro con un netto 4-0 che lascia poco spazio all’immaginazione. Davanti ai propri tifosi, oggi domenica gli uomini di Gorini hanno dato prova di forza, solidità e di una fame realizzativa che non ha lasciato scampo agli ospiti.

Il match si mette subito sui binari giusti per i biancocelesti: dopo un avvio deciso, il Treviso sblocca il risultato al 14′ con Salvi, bravo a capitalizzare uno schema preparato in settimana su palla inattiva. Al 29′ arriva il raddoppio su rigore firmato da Gigi Scotto, al primo sigillo personale di giornata, che manda le squadre al riposo sul 2-0.

La ripresa si apre con lo stesso copione. Al 4’st Serena cala il tris con un missile dalla distanza che trafigge il portiere granata e chiude virtualmente i conti. Il Treviso, però, non si accontenta e continua a spingere, mantenendo alta l’intensità e il controllo della gara.

L’apoteosi arriva al 41′ st: Artioli, entrato con grande personalità, serve un pallone d’oro a Scotto che non sbaglia e firma la doppietta personale. Per l’attaccante biancoceleste è il 14° centro stagionale, un bottino che conferma il suo ruolo di leader indiscusso del reparto offensivo.

Nel finale c’è spazio anche per le rotazioni di Gorini. Al 42’st fa il suo ingresso in campo Zanotelli, mentre al 44’st Serena va vicino alla doppietta con un altro “missile” da fuori area, neutralizzato solo da un grande intervento del portiere Saccon. Da segnalare anche il debutto di Enzo Gilberto Kalombola, entrato al 38’st al posto di Brigati, a coronamento di una giornata perfetta per il Treviso.

Al di là del risultato, il Treviso ha mostrato grande maturità tattica. Nonostante l’assenza del metronomo Gucher, la squadra non ha perso fluidità: Gianola ha interpretato il ruolo con intelligenza, garantendo equilibrio e offrendo l’assist per il vantaggio iniziale. Il gioco si è sviluppato attraverso continui cambi di fronte e corridoi orizzontali, una strategia che ha messo in difficoltà il Portogruaro, apparso troppo statico per arginare le sovrapposizioni biancocelesti.

Nel post-partita, Matteo Salvi ha analizzato la prestazione sottolineando come, nonostante sulla carta potesse sembrare una sfida agevole, la squadra fosse consapevole delle insidie di una gara di rientro dalla sosta. Dal punto di vista mentale c’era qualche incognita, legata soprattutto a un avversario rinnovato negli interpreti e nel modulo, ma il Treviso è stato superiore nell’approccio.

“Siamo stati bravi ad andare avanti e giocarla subito, portando a casa i punti”, ha spiegato il difensore, elogiando la compattezza del gruppo. Il gol che ha aperto le danze non è stato casuale: lo schema era stato provato più volte in settimana e ripassato anche il giorno prima della gara, sapendo che il pallone di Gianola sarebbe arrivato proprio in quella zona. Sbloccare il match nel primo quarto d’ora è stato decisivo per evitare complicazioni e gestire la gara con autorità”.

Salvi ha poi ricordato il lavoro svolto durante le festività, con allenamenti seri iniziati già dal 28 dicembre: “Siamo decisi e siamo partiti con il piede giusto”. Grande soddisfazione anche per la fase difensiva, con l’ottavo clean sheet stagionale a testimoniare la crescita collettiva.

Sulla mentalità, il difensore è stato chiaro: il Treviso non cerca di addormentare la partita una volta in vantaggio, ma continua a “martellare”, come dimostrato dalla determinazione nel trovare subito il terzo gol. Guardando alla prossima trasferta contro il Vigasio, l’ostacolo principale sarà ancora una volta quello mentale. In chiusura, una dedica speciale per il gol, rivolta alla fidanzata e alla cugina presenti in tribuna: “Le avevo promesso un regalo e non potevo chiedere di meglio”.

Sul fronte Portogruaro, mister Gianluca Rorato, appena subentrato, ha descritto la sfida non come una semplice caccia ai punti, ma come un necessario segnale di vitalità: “Dovevamo far vedere che siamo vivi e che vogliamo provare a raggiungere il nostro obiettivo”, ha spiegato il tecnico, chiamato a guidare una rosa composta quasi interamente da giovani fuori quota.

Rorato ha ammesso le difficoltà iniziali, sottolineando come fino al raddoppio del Treviso la palla “scottasse”, pur lodando la successiva reazione d’orgoglio della squadra. Dal punto di vista tattico, la scelta è stata condivisa con il gruppo: niente stravolgimenti e conferma del 4-4-2, accantonando l’idea di giocare a tre dietro perché i giocatori non si sentivano a loro agio. Nonostante la situazione critica, il tecnico ha rivendicato con orgoglio la decisione di sedersi su una panchina storica, parlando apertamente di una vera e propria “Mission Impossible” da affrontare con determinazione e nuovi innesti motivati.

Soddisfatto anche mister Gorini, che ha ammesso le difficoltà iniziali nello studio della gara: “Non sapevamo bene come avrebbero giocato, quindi tatticamente è stata una partita difficile da preparare. I ragazzi però sono stati bravi a metterla subito nei binari giusti con il doppio vantaggio. Anche se a inizio ripresa abbiamo concesso qualcosa, il terzo gol ha chiuso i giochi”.

Il tecnico ha ribadito come la forza del Treviso risieda anche nella qualità dei singoli capaci di sbloccare le partite, con i calci piazzati che restano un’arma fondamentale grazie a ottimi saltatori. Decisiva anche la profondità della rosa: “Se vuoi provare a vincere il campionato devi avere giocatori pronti quando mancano i titolari.

Chiara anche la filosofia di gioco: meno possesso sterile e più verticalità. “Non mi piace il possesso palla fine a se stesso, preferisco superare la pressione e giocare in avanti”. Un’identità supportata da uno spogliatoio sano, testimoniato dall’altruismo visto in occasione del terzo gol.

In chiusura, non si sbilancia sull’arrivo del nuovo attaccante, che potrebbe sostituire un Petrovic ormai ai margini del progetto: “Abbiamo vinto 15 partite su 18, gli equilibri sono fondamentali. Ora pensiamo alla prossima trasferta, un campo ostico dove servirà la stessa convinzione”.

(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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