Category: Treviso città

  • Ca’ Foncello accreditato per la chirurgia del tumore ovarico

    Ca’ Foncello accreditato per la chirurgia del tumore ovarico

    La Ginecologia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso ha raggiunto un traguardo di grande valore scientifico e sanitario: il riconoscimento e l’accreditamento da parte della European Society of Gynaecological Oncology (ESGO), la principale società scientifica europea dedicata allo studio, alla prevenzione, alla cura e alla formazione nella ginecologia oncologica.

    Grazie a questo riconoscimento la Ginecologia di Treviso, insieme al team multidisciplinare che la affianca, si conferma polo di eccellenza nella cura dei tumori ginecologici ed entra ufficialmente a far parte della rete europea di centri accreditati, confermando non solo la qualità clinica, ma anche il ruolo dell’ospedale trevigiano come centro di riferimento per le pazienti.

    Questo è il risultato di un lavoro di squadra strutturato e continuativo, fondato su un approccio multidisciplinare alla cura delle pazienti. L’accreditamento dimostra l’esperienza chirurgica in casi complessi di carcinoma ovarico avanzato con risultati clinici documentati, ricerca scientifica costante, possibilità di accedere a trial clinici innovativi, continuità assistenziale e centralità della paziente, fornendo garanzia concreta di qualità, sicurezza e competenza.

    Impegnata nella causa dell’eccellenza nell’assistenza e nella formazione, dal 2010 l’ESGO si è posta l’obiettivo di stabilire standard multidisciplinari per la formazione e l’assistenza, ha sviluppato una serie di indicatori di qualità per la gestione dei tumori ginecologici e funge da autorità europea nel campo dell’oncologia ginecologica.

    L’esperienza maturata negli ultimi anni, incentivata dal costante lavoro del dr. Enrico Busato e della sua équipe, ha permesso di raggiungere elevati standard di cura e di presa in carico per le pazienti, culminando con questo importante riconoscimento.

    L’attività della ginecologia oncologica si integra con quella di oncologi medici, radioterapisti, radiologi, anatomopatologi, anestesisti, chirurghi generali, infermieri specializzati e altre figure sanitarie, in un percorso condiviso che mette al centro la persona e la qualità delle cure. Proprio la multidisciplinarietà rappresenta uno degli elementi chiave valutati da ESGO: la capacità di offrire alle pazienti un percorso completo, dalla diagnosi alla terapia, fino al follow-up, garantendo decisioni cliniche collegiali e personalizzate.

    Per tale motivo si ringraziano tutti i professionisti che hanno preso parte a questo risultato: l’équipe della Ginecologia (in particolare il dr Kilzie per aver seguito tutte le fasi dell’accreditamento), l’Unità Operativa Semplice (UOS) di Oncologia Ginecologica (referente dr.ssa Artioli), la Chirurgia 1 (diretta dal dr. Massani), la Chirurgia 2 (diretta dal prof. Zanus), l’Anestesia e Terapia Intensiva (diretta dal dr. Zanatta), la Radiologia diagnostica (referente di patologia dr.ssa Venturini), l’Anatomia Patologia (diretta dal prof. Fassan) e la Radioterapia (referente di patologia dr.ssa Griseri).

    L’accreditamento europeo del Ca’ Foncello si affianca alla recente presentazione del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) regionale dei Tumori eredo-familiari della mammella e dell’ovaio, che ha visto l’Ulss 2 come sede prescelta dalla Regione Veneto per l’audit conclusivo.

    “Questo accreditamento rappresenta un riconoscimento straordinario per il nostro ospedale e per l’intera sanità veneta”, dichiara il direttore generale dell’azienda sanitaria, Francesco Benazzi. “Il Ca’ Foncello si distingue oggi come punto di riferimento europeo nella cura dei tumori ginecologici, grazie all’eccellenza del team multidisciplinare e all’impegno costante nella ricerca e nell’innovazione. Questo risultato premia la dedizione di tutti i professionisti coinvolti e conferma la nostra vocazione a garantire alle pazienti le migliori cure possibili, con standard qualitativi ai massimi livelli internazionali. È un traguardo di cui siamo profondamente orgogliosi e che ci sprona a continuare su questa strada di eccellenza”.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Ulss 2 Marca trevigiana)
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  • “Rendono le città sicure e civili”: celebrata la giornata Regionale della Polizia Locale. Tutti i premiati

    “Rendono le città sicure e civili”: celebrata la giornata Regionale della Polizia Locale. Tutti i premiati

    Sono finiti i tempi in cui gli agenti della Polizia Locale erano considerati solamente capaci di regolare il traffico, sostituendo per qualche ora i semafori che non funzionavano. Oggi le antiche foto dei vigili in mezzo alle auto, con paletta e fischietto, lasciano spazio a quelle degli agenti che pattugliano le zone “calde” delle città, rilevano incidenti mortali e sequestrano sostanze stupefacenti, partecipando in prima linea alla sicurezza urbana. Un’evoluzione resa possibile anche grazie a continui investimenti nella formazione del personale e in mezzi e strumenti tecnologici avanzati, come i sistemi di videosorveglianza, che consentono di rispondere in modo sempre più efficace al crescente bisogno di sicurezza dei cittadini. A dimostrazione del loro costante impegno, questa mattina sono state consegnate 42 onorificenze durante le celebrazioni regionali del Corpo, in occasione del patrono.

    Il vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto

    Una giornata di celebrazione e riflessione dedicata al ruolo fondamentale che le Polizie Locali svolgono quotidianamente al servizio delle comunità. Presenti alle cerimonie, ospitate quest’anno a Treviso, anche il vicepresidente della Regione Veneto con delega alla Sicurezza e alla Polizia Locale Lucas Pavanetto, il prefetto Angelo Sidoti e il questore Alessandra Simone, oltre ai comandanti delle Forze dell’Ordine.

    “In tutte le città e nei comuni le Polizie Locali svolgono un servizio fondamentale anche per la tenuta sociale delle comunità – commenta il sindaco di Treviso Mario Conte –. Le richieste che facciamo sono sempre di più in termini di servizi. Ho chiesto di immaginare come sarebbero le nostre città senza la Polizia Locale: di sicuro sarebbero meno sicure, più sporche e meno civili. La loro presenza è un cardine fondamentale insieme alle Forze dell’Ordine, che ringraziamo per il prezioso lavoro che svolgono”.

    Il sindaco di Treviso Mario Conte

    Le celebrazioni sono iniziate con l’alzabandiera in piazza Rinaldi. A seguire, nel Tempio di San Francesco, è stata celebrata la Santa Messa, occasione di raccoglimento e condivisione per gli operatori, le autorità civili e militari e i cittadini presenti. La mattinata è poi proseguita con la cerimonia di consegna delle onorificenze agli operatori delle Polizie Locali che si sono distinti per meriti particolari, riconoscendo professionalità, impegno e senso del dovere dimostrati nello svolgimento del servizio.

    “La Polizia Locale è il primo punto di contatto tra le istituzioni e i cittadini – ha aggiunto il vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto –. Non siete solo tutori della legge, ma anche interlocutori attenti e affidabili, capaci di instaurare un dialogo costruttivo con la comunità. Il vostro lavoro richiede coraggio, lucidità e responsabilità ogni giorno, spesso in situazioni complesse”.

    Il comandante della Polizia Locale di Treviso Patrich Antonello

    Una giornata che diventa un momento non puramente celebrativo, ma anche istituzionale e umano. Istituzionale perché riconosce il ruolo della Polizia Locale come presidio quotidiano di legalità e sicurezza. “Umano perché oggi siamo qui soprattutto per ringraziare persone, vedere i loro volti e ascoltare le loro storie di servizio – aggiunge il comandante della Polizia Locale di Treviso Patrich Antonello –. La Polizia Locale è chiamata ogni giorno a svolgere un compito complesso e articolato, che va dal rispetto delle regole alla prevenzione dei rischi, dalla gestione delle emergenze alla tutela delle persone più fragili, richiedendo competenza, equilibrio, fermezza, ascolto e spirito di servizio. Le onorificenze costituiscono un messaggio rivolto a tutti: la qualità del servizio conta, l’esempio conta e conta la capacità di far bene anche quando è faticoso e poco visibile”.

    Tutti gli agenti premiati

    Agente Vianello Christopher del Comune di Venezia, Agente Visentin Mattia del Comune di Venezia, Agente Bevilacqua Alessia del Comune di Venezia, Agente Lombardo Federico Ezio del Comune di Venezia, Agente Mazzetto Luca del Comune di Venezia, Agente Vanin Ester del Comune di Venezia, Agente Scelto Zucchetta Mattia del Comune di Venezia, Vice Commissario Cantarello Diego del Comune di Padova, Assistente Sbiroli Francesco Vito del Comune di Padova, Assistente Alberoni Monica del Comune di Padova, Agente Boscolo Cegion Davide del Comune di Padova, Assistente Calore Stefano del Comune di Padova, Commissario Maccato Agostino del Comune di Padova, Vice Commissario Berlato Renza del Comune di Cittadella (PD), Istruttore Basso Mirco del Comune di Cittadella (PD), Agente Scelto Guzzo Ilenia del Comune di Cittadella (PD), Commissario Roca Simone del Comune di Verona, Commissario Bonfioli Federico del Comune di Verona, Assistente Cavalli Giambattista del Comune di Verona, Agente Scelto Massella Alberto del Comune di Verona, Agente Maglitto Francesco del Comune di Porto Viro (RO), Commissario Principale Comandante Cusan Matteo del Comune di San Michele al Tagliamento (VE), Vice Commissario Cassan Marco del Comune di San Michele al Tagliamento (VE), Vice Istruttore Zecchin Alessandro del Comune di San Michele al Tagliamento (VE), Assistente Ciccognani Giovanni del Comune di Bardolino (VR), Agente Scelto Baldan Alessandro del Comune di Bardolino (VR), Agente Scelto Ottaiano Giorgio del Comune di Bardolino (VR), Agente Caputo Alessandro Alberto del Comune di Bardolino (VR), Agente Ergi Mone del Comune di Bardolino (VR), Agente Ianneo Michele del Comune di Monteforte d’Alpone (VR), Vice Commissario De Franciscis Alessandro del Comune di Vicenza, Assistente Scelto Lovato Greta del Comune di Vicenza, Assistente Galia Antonio del Comune di Vicenza, Assistente Menin Anna del Comune di Vicenza, Assistente Clavello Paola del Comune di Vicenza, Assistente Mazzeo Massimiliano del Comune di Vicenza, Agente Scelto Medolago Roberto del Comune di Vicenza, Agente Scelto Paganotto Stefano del Comune di Vicenza, Vice Commissario Perpignano Andrea del Consorzio di Polizia Locale Alto Vicentino, Agente Callegaro Ylenia del Consorzio di Polizia Locale Alto Vicentino, Vice Commissario Merlin Elia del Comune di Rovigo e Agente Pinaffo Davide del Comune di Pedavena (BL).

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto e video: Simone Masetto)
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  • Dormiva in tenda al parco di San Giovanni Bosco: rimpatriato

    Dormiva in tenda al parco di San Giovanni Bosco: rimpatriato

    Dormiva in una tenda nel parco di San Giovanni Bosco, in località Campolongo. È stato rintracciato in stato di irregolarità dalla Polizia Locale e rimpatriato nel pomeriggio di ieri dalla Polizia di Stato dalla frontiera aerea di Venezia Marco Polo un cittadino pakistano classe 1975.

    L’uomo, cinquantenne, da alcune settimane viveva accampato in centro città. Dopo il controllo degli agenti coneglianesi e gli accertamenti sulla sua posizione sul territorio nazionale, è scattato il provvedimento di espulsione con accompagnamento immediato alla frontiera disposto dal Questore di Treviso, Alessandra Simone.

    Il rimpatrio rientra nell’ambito dell’intensificazione delle attività di contrasto all’immigrazione irregolare e di allontanamento dei cittadini stranieri ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, disposta dalla Questura di Treviso.

    Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha eseguito altri due provvedimenti analoghi. È stato rimpatriato un cittadino albanese classe 1984, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, condannato nel 2019 a due anni di reclusione per il trasporto e la detenzione di diversi chili di marijuana destinati alle piazze di spaccio della provincia e arrestato nuovamente nel novembre 2024 per una piantagione di marijuana scoperta nelle campagne di Roncade. In quell’occasione, durante la perquisizione, era stato trovato in possesso anche di quasi 200 grammi di hashish e di un bilancino di precisione. A seguito del provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Treviso per pericolosità sociale, il Questore ne ha disposto l’immediato accompagnamento alla frontiera, con imbarco su un volo per Tirana.

    Altro rimpatrio ha riguardato un cittadino kosovaro classe 1983, già destinatario di un precedente provvedimento eseguito a gennaio 2025. Arrestato nell’agosto dello scorso anno per essere rientrato illegalmente in Italia, aveva tentato di sanare la propria posizione presentando un’istanza di protezione internazionale, poi rigettata. Anche in questo caso il Questore ha disposto l’accompagnamento immediato alla frontiera, con imbarco su un volo diretto a Pristina.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Questura di Treviso)
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  • Olimpiadi, Treviso “alleata” di Cortina: un ufficiale e 5 agenti di Polizia locale dislocati nella conca

    Olimpiadi, Treviso “alleata” di Cortina: un ufficiale e 5 agenti di Polizia locale dislocati nella conca

    In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, il Comune di Treviso ha definito un accordo di collaborazione con il Cortina d’Ampezzo per il supporto operativo legato alla gestione della sicurezza durante il grande evento.

    L’intesa prevede il coinvolgimento diretto della Polizia locale di Treviso, che metterà a disposizione 6 operatori, nello specifico un ufficiale e cinque agenti, destinati a operare a Cortina per il periodo necessario allo svolgimento delle Olimpiadi. Le attività saranno coordinate dall’ufficiale trevigiano, in raccordo con le altre forze dell’ordine impegnate sul territorio.

    Come spiegato dal comandante della Polizia locale trevigiana, l’accordo rientra nell’impegno assunto dall’amministrazione comunale per contribuire, secondo le proprie competenze, alla riuscita dell’evento olimpico e paralimpico, garantendo supporto qualificato nelle attività di controllo e gestione del territorio.

    “Per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 l’amministrazione si è impegnata attraverso un accordo con il Comune di Cortina d’Ampezzo – ha spiegato il comandante – che prevede l’invio di 6 operatori della Polizia Locale, chiamati a svolgere attività operative coordinate direttamente dal nostro ufficiale”.

    Sul tema è intervenuto anche il sindaco di Treviso Mario Conte, sottolineando il valore della collaborazione istituzionale tra territori: “Milano Cortina è un evento mondiale che richiede l’impegno di tutto il territorio”.

    Il sindaco ha inoltre precisato che era stata valutata anche la possibilità di impiegare la Protezione civile, che tuttavia sarà coordinata a livello regionale e non rientrerà nell’impiego diretto previsto dall’accordo. Gli agenti trevigiani utilizzeranno mezzi di servizio propri, adeguati e attrezzati per operare nel contesto montano.

    “Le Olimpiadi rappresentano un evento straordinario – ha aggiunto Conte – e vedranno il coinvolgimento di numerosi Comuni, ciascuno chiamato a contribuire mettendo a disposizione personale e risorse. Anche Treviso farà la sua parte, in un’ottica di collaborazione e responsabilità istituzionale”.

    L’impegno della Polizia locale di Treviso si inserisce nel più ampio dispositivo organizzativo previsto per Milano Cortina 2026, che coinvolgerà enti locali, forze dell’ordine e strutture operative su scala regionale e nazionale, con l’obiettivo di garantire lo svolgimento dell’evento in condizioni di sicurezza ed efficienza.

    (Autrice: Mihaela Condurache)
    (Foto e video: Mihaela Condurache)
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  • Polizia locale, bilancio in crescita. Conte: “Il 2026 sarà l’anno del taser”

    Polizia locale, bilancio in crescita. Conte: “Il 2026 sarà l’anno del taser”

    In occasione della ricorrenza di San Sebastiano, patrono della Polizia locale, è stato presentato a Treviso il bilancio dell’attività svolta dal Comando nel corso del 2025. I dati restituiscono il quadro di un anno caratterizzato da un controllo costante del territorio, con interventi che hanno interessato in modo continuativo il capoluogo e le aree limitrofe, nei diversi ambiti di competenza: sicurezza stradale, sicurezza urbana, polizia giudiziaria, ambiente e benessere animale.

    “Snocciolando i numeri di un anno di attività della Polizia locale ci si rende conto di quanto la loro presenza sia fondamentale per tenere in equilibrio una comunità: far rispettare le regole, tutelare il commercio, garantire la sicurezza stradale. È un lavoro che, letto attraverso i dati, appare impressionante per quantità di ore, di controlli, di indagini e di approfondimenti richiesti” ha dichiarato il sindaco Mario Conte.

    Nel corso dell’anno la Centrale operativa della Polizia locale di Treviso ha gestito oltre 38 mila telefonate, garantendo un presidio quotidiano con personale dedicato e diversi canali di contatto. Gli interventi complessivi eseguiti sul territorio sono stati più di 32 mila, confermando una presenza costante e diffusa, non limitata ai soli confini comunali ma estesa, per alcune attività specifiche, all’intero contesto della Marca.

    “I numeri sulle richieste di intervento e sulle attività svolte dimostrano l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini della Polizia Locale. Parliamo di oltre 38 mila contatti con la Centrale operativa e di più di 32 mila interventi eseguiti sul territorio: dati che fotografano un’attività continua, strutturata e capillare” ha spiegato il comandante Patrich Antonello.

    Sul fronte della sicurezza stradale, nel 2025 sono state ritirate 278 patenti, un dato in forte aumento rispetto all’anno precedente, anche a seguito delle modifiche al Codice della Strada entrate in vigore nel dicembre 2024, che prevedono il ritiro immediato in caso di utilizzo del telefono cellulare alla guida. I veicoli sequestrati sono stati 195, mentre 64 sono stati sottoposti a fermo amministrativo, in larga parte per mancanza di copertura assicurativa.

    Accertati 1.888 passaggi con semaforo rosso, rilevati attraverso sistemi automatici, e 3.442 controlli con precursore, con 55 casi di guida in stato di ebbrezza. Le contestazioni hanno riguardato anche il mancato uso delle cinture di sicurezza, la sosta irregolare sugli stalli per disabili, l’uso improprio dei monopattini e le violazioni commesse da biciclette e velocipedi a pedalata assistita. Nel corso dell’anno sono stati identificati oltre 8 mila conducenti. Gli incidenti stradali rilevati sono stati 452, con 278 feriti e 4 vittime.

    Per quanto riguarda la Polizia giudiziaria, le persone indagate sono state 159, con 219 denunce contro ignoti e 37 sequestri penali. Prosegue anche l’attività del laboratorio di analisi documentale del Comando, che ha esaminato 82 documenti e verificato 1.520 patenti estere presentate per la conversione, nell’àmbito di una collaborazione con la Motorizzazione civile.

    Nel settore della sicurezza urbana sono state identificate 1.851 persone durante i servizi dedicati e sono stati effettuati 84 sequestri di sostanze stupefacenti. Le attività hanno portato a 157 sanzioni per accattonaggio, 85 per ubriachezza manifesta, 261 ordini di allontanamento temporaneo e 749 violazioni del Regolamento di Polizia urbana.

    “La Polizia locale di Treviso, insieme all’amministrazione comunale, non punta solo sull’aspetto repressivo, ma investe molto anche sulla sensibilizzazione e sugli aspetti culturali. È una Polizia locale che guarda al futuro, che lavora con i giovani e che chiede semplicemente il rispetto delle regole e il rispetto tra le persone” ha aggiunto il sindaco.

    Rilevante anche l’attività della polizia ambientale, con 5.656 controlli complessivi, di cui 4.923 relativi all’abbandono dei rifiuti, e 315 interventi per il decoro urbano. In ambito di benessere animale sono stati effettuati 154 controlli, con il recupero di 60 animali e 20 interventi congiunti con i veterinari dell’Ulss.

    Nel settore della polizia amministrativa ed edilizia sono stati eseguiti 107 controlli e sopralluoghi, elevate 36 sanzioni amministrative, trasmesse 19 notizie di reato all’Autorità giudiziaria e 37 persone sono state indagate. I controlli hanno interessato anche il commercio e i pubblici esercizi, con 68 verifiche su attività in sede fissa, 75 su pubblici esercizi, 35 controlli in materia di igiene alimentare e 4 chiusure temporanee per irregolarità accertate. Nel corso dell’anno sono stati inoltre effettuati 46 Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) e 9 Accertamenti Sanitari Obbligatori (ASO).

    Proprio in tema di TSO e ASO, dal bilancio emerge come la maggior parte degli interventi abbia riguardato giovani maggiorenni, prevalentemente ventenni, provenienti in larga parte da Comuni limitrofi. I pazienti vengono spesso condotti all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, circostanza che comporta l’obbligo per il sindaco di Treviso di autorizzare formalmente i provvedimenti, anche quando gli interessati non sono residenti in città.

    “Il numero dei TSO non è cambiato rispetto agli anni precedenti, ma resta significativo per l’impegno e la sensibilità richiesti agli operatori. Sono interventi delicati, che riguardano spesso persone molto giovani e che richiedono attenzione, preparazione e coordinamento” ha sottolineato Antonello.

    Nel contrasto all’abusivismo commerciale sono stati controllati e identificati 121 venditori, con 5 sequestri amministrativi e 131 articoli sequestrati.

    Nel corso del 2025 la Polizia locale ha inoltre garantito i servizi di sicurezza per 234 manifestazioni pubbliche, 132 eventi sportivi e 25 partite di calcio, assicurando supporto operativo allo svolgimento delle attività cittadine.

    Ampio spazio è stato dedicato alla formazione e alla prevenzione, considerate centrali dall’amministrazione comunale: nelle scuole sono state svolte oltre 1.500 ore di educazione civica, coinvolgendo più di 2.200 studenti di 39 istituti, mentre l’investimento complessivo sulla formazione del personale ha raggiunto le 3.316 ore, a conferma di una strategia orientata alla qualificazione continua.

    “La formazione, sia interna sia rivolta ai giovani, è un elemento centrale della nostra attività. Superare le 3.300 ore complessive significa investire sulla qualità del lavoro e sulla preparazione degli operatori, oltre che sulla prevenzione e sull’educazione civica” ha evidenziato il comandante.

    “Credo sia necessario offrire ai ragazzi alternative concrete anche nel tempo libero del pomeriggio: sport, cultura, associazionismo. Meno tempo lasciamo all’ozio e più opportunità diamo di impegnarsi in attività positive, meno spazio resta per comportamenti a rischio” ha concluso il sindaco.

    Guardando al futuro, il 2026 sarà l’anno della sperimentazione del taser per la Polizia locale, strumento ritenuto utile soprattutto in un’ottica di tutela degli operatori, insieme all’ulteriore sviluppo delle bodycam, già in dotazione, e al rafforzamento delle tecnologie di controllo e videosorveglianza. L’amministrazione ha ribadito come, anno dopo anno, non vi sia mai stata una riduzione degli investimenti sul tema della sicurezza urbana e del decoro, che restano elementi prioritari dell’azione politica: risorse destinate a tecnologie, incremento del personale, sistemi di tutela assicurativa per gli agenti e nuovi strumenti operativi.

    Conte ha sottolineato come la Polizia locale rappresenti una colonna portante dell’amministrazione comunale, anche per i rischi che gli operatori affrontano quotidianamente sul territorio, spesso in assenza di tutele normative paragonabili a quelle delle altre forze di polizia. Proprio per questo, ha evidenziato, “l’impegno politico e amministrativo sul tema della sicurezza è continuo e strutturale, nella convinzione che sicurezza, decoro, correttezza e convivenza civile siano elementi fondamentali per la qualità della vita della città”.

    (Autrice: Mihaela Condurache)
    (Foto e video: Mihaela Condurache)
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  • Messa del Vescovo Tomasi per i giornalisti: “Servono notizie buone”

    Messa del Vescovo Tomasi per i giornalisti: “Servono notizie buone”

    Ieri, sabato 17 gennaio il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, ha presieduto la celebrazione eucaristica con i giornalisti e gli operatori della comunicazione: una festa del patrono, san Francesco di Sales, promossa dall’ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, dal settimanale diocesano “La vita del popolo” e dall’Ucsi Veneto, in anticipo sulla memoria liturgica del santo, per poterla vivere insieme al Vescovo, prima della sua partenza per la visita pastorale ai missionari trevigiani in Ecuador. “Chiediamo – dalle parole del Vescovo – per tutti gli operatori della comunicazione la benedizione di un cuore buono, che permetta di comunicare cordialmente, ministri e strumenti di relazioni buone e di pace, messaggeri di notizie buone”.

    Una bella partecipazione di giornalisti e operatori della comunicazione questa mattina alla messa presieduta dal vescovo Tomasi nella chiesa del monastero della Visitazione di Treviso, che custodisce il cuore del fondatore dell’ordine della Visitazione di Maria, san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Una celebrazione della festa del santo in anticipo (la memoria liturgica è il 24 gennaio), per poterla celebrare con il Vescovo prima della sua partenza per il viaggio pastorale in Ecuador. Ad animare i canti una corale delle parrocchie di Ponzano, Paderno, Merlengo e San Pelagio.

    Con il vescovo ha concelebrato mons. Lucio Bonomo, direttore della “Vita del popolo”, presente con la redazione e un nutrito gruppo di collaboratori. A promuovere l’iniziativa sono stati l’ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali e il settimanale diocesano, insieme all’Ucsi del Veneto, presente con il suo presidente, Mimmo Vita.

    Nell’omelia mons. Tomasi, ricordando le figure di sant’Antonio abate, di cui ricorreva la memoria proprio il 17 gennaio, e la chiamata di Saul e di Matteo, di cui parlava la Scrittura, ha ricordato che c’è una notizia, una Parola, che cambia la vita delle persone perché ne cambia il cuore e, se ascoltata, creduta e vissuta, cambia anche la storia e la storia della salvezza.

    “Ci siamo trovati per celebrare insieme il rendimento di grazie per la vita, la professione, direi anche la missione dei giornalisti e degli operatori della comunicazione”, ha detto mons. Tomasi, che ha definito “ministri della notizia” coloro che sono “al servizio della ricerca, della scelta e della comunicazione delle notizie, di quanto serve alla collettività e ai singoli per conoscere ciò che avviene nel proprio mondo e nel proprio tempo”.

    Notizie che non possono sempre essere “buone notizie”, ma che possono essere sempre “notizie buone”, ha ricordato il Vescovo, perché contribuiscono alla conoscenza e all’interpretazione di ciò che insieme si vive e permettono a tutti di “partecipare alla vita della collettività, di prendersi cura del bene possibile, per sé e per gli altri. Una notizia buona, comunicata per un sincero interesse per la vita delle persone, per quanto le tocca, le preoccupa, le motiva. Una notizia non falsa e quindi verificata, ponderata, comunicata nella sua corrispondenza a quanto è accaduto nei fatti. Non manipolata né manipolatoria. Oserei dire: una notizia vera”.

    Ricordando l’impegno di san Francesco di Sales, che nella Svizzera tra Cinque e Seicento utilizzava i nuovi strumenti a stampa per diffondere il suo messaggio, mons. Tomasi ha sottolineato che “il gusto, la missione, la necessità di raccontare le vicende del nostro tempo trovano anche oggi strumenti potentissimi, che presentano enormi possibilità e rischi altrettanto grandi di abuso e di manipolazione”. Come ricordano le anticipazioni del messaggio di papa Leone XIV per la 60ª Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, “il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana”.

    La voce umana deve sempre rimanere al centro di ogni sforzo comunicativo e informativo. “Soltanto la voce umana – ha ricordato il Vescovo – può contribuire alla crescita in umanità delle persone, delle comunità, della società intera”.

    “Basta amare bene per dire bene”, diceva san John Henry Newman, proclamato da papa Leone dottore della Chiesa. “Per dire bene servono certo anche competenza, applicazione, lavoro, intelligenza e perseveranza. Ma amare bene è fondamentale, oggi come allora. Lasciamoci ispirare dal cuore di san Francesco di Sales, dal suo bene amare per bene dire, richiamiamoci tutti al suo atteggiamento mite e coraggioso, amabile e dolce. Chiediamo – ha concluso il Vescovo – per tutti gli operatori della comunicazione la benedizione di un cuore buono, che permetta di comunicare cordialmente, ministri e strumenti di relazioni buone e di pace, messaggeri di notizie buone”.

    (Autore: Redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Diocesi di Treviso)
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  • La dura legge del Tenni: Treviso batte anche l’Adriese

    La dura legge del Tenni: Treviso batte anche l’Adriese

    Il Treviso FBC fa valere ancora una volta la legge del Tenni e supera l’Adriese con un successo netto e mai in discussione. I biancocelesti controllano la gara dall’inizio alla fine, sbloccando il risultato nel primo tempo e chiudendo i conti nella ripresa, confermando solidità, maturità e continuità di rendimento davanti al proprio pubblico. Una vittoria che consolida il primato in classifica e rafforza ulteriormente la fiducia di una squadra che continua a dettare il ritmo del campionato.

    La prima vera occasione arriva al 7’: lancio lungo dalla difesa di Munaretto e conclusione al volo di Scotto, che prova a sorprendere la retroguardia ospite. Al 12’ è invece Artioli a cercare la via del gol con un tiro dalla distanza, costringendo Adorni a una parata plastica. La gara fatica a decollare sul piano delle occasioni, ma è il Treviso a gestire quasi totalmente il possesso del pallone e al 27’ i biancocelesti sbloccano il risultato: Gucher calcia direttamente dalla bandierina e Camerotto, nel tentativo di allontanare, spizza di testa nella propria porta per l’1-0.

    Al 35’ l’Adriese si rende pericolosa con Bedeschi, che prova la conclusione al volo da fuori area mandando il pallone di poco sopra la traversa. Due minuti più tardi un errore della difesa dei padroni di casa apre una chance per Camerotto, che supera Vadjunec in uscita ma conclude debolmente, permettendo al Treviso di salvarsi. Nel finale di frazione i biancocelesti tornano a controllare il gioco, facendo girare palla e gestendo i ritmi fino all’intervallo, che si chiude sull’1-0.

    La ripresa si apre sulla falsariga del primo tempo, con il Treviso saldamente in controllo per possesso, ritmo e presenza costante nella metà campo avversaria. Al 20’ arriva il raddoppio: punizione dal limite, Scotto calcia con potenza trovando la risposta centrale, ma non impeccabile, di Adorni; sulla ribattuta è Salvi il più lesto a insaccare per il 2-0. Al 32’ l’Adriese resta in dieci uomini per l’espulsione di Stalla, che trattiene Scotto lanciato a rete. Al 37’ Svidercoschi riesce a liberarsi per la conclusione, ma il suo tiro termina alto sopra la traversa.

    Nel finale il Treviso continua a far girare il pallone con ordine, affacciandosi più volte in area avversaria senza forzare i tempi. Senza ulteriori sussulti la gara si chiude con una vittoria pienamente meritata per i biancocelesti.

    “Non è stata una partita semplice, così come non è stata una formalità come tanti proclamavano prima del match – commenta mister Gorini – Loro hanno corso molto e ci hanno pressato, per questo la vittoria ha un valore doppio. Vincere le partite costa fatica, nulla è mai scontato. Ci sono però tanti aspetti positivi e ora ci concentriamo subito sulla prossima sfida”.

    TABELLINO – 20ª giornata Serie D 2025/26 – Girone C

    Treviso FBC 2 – Adriese 0 (1° tempo 1-0; 2° tempo 1-0)

    Reti: 27’ pt aut. Camerotto, 20’ st Salvi.

    Treviso FBC: Vadjunec; Brigati (36’ st Kalombola), Munaretto, Salvi, Fragnelli (28’ st Guerriero); Serena, Gucher, Perin; Artioli (25’ st Svidercoschi), Beltrame (33’ st Brevi), Scotto.

    Adriese: Adorni; Bedeschi, Stalla, Gasparini; Bah (7’ st Zuolo), Morelli (4’ st Badalì), Lolli (39’ st Temgoua), Andreoli, Bertoni; Cescon, Camerotto (40’ st Di Maira).

    Ammoniti: Brigati, Andreoli.

    Espulsi: Stalla.

    Recupero: 2’ pt, 5’ st.

    Spettatori: 1.080.

    (Autore: Redazione Qdpnews.it)
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  • Citogenetica dell’Ulss2: premiata con il Kitemark Award

    Citogenetica dell’Ulss2: premiata con il Kitemark Award

    Tra le numerose eccellenze dell’Ulss2 il Laboratorio di Citogenetica e Citogenomica, che svolge un ruolo fondamentale come centro di controllo di qualità per numerosi laboratori europei, nel campo della citogenetica oncoematologica.

    Il laboratorio, in pratica, analizza e verifica i risultati e i referti prodotti da altri centri europei, individuando eventuali criticità e contribuendo al miglioramento continuo dell’accuratezza diagnostica.

    Questo ruolo testimonia come il laboratorio sia riconosciuto come punto di riferimento scientifico e tecnico a livello internazionale, capace di garantire che le diagnosi genetiche effettuate nei diversi Paesi europei siano corrette, affidabili e confrontabili.

    “Il valore di questo riconoscimento si riflette direttamente anche sui cittadini, che possono contare su prestazioni sanitarie di altissima qualità e sicurezza – ha fatto sapere l’azienda sanitaria – La precisione delle analisi citogenetiche rappresenta infatti un elemento chiave per una corretta diagnosi e per l’individuazione dei percorsi terapeutici più appropriati nelle patologie oncoematologiche”.

    A riconoscere il ruolo del laboratorio, diretto dalla dottoressa Lucia Zanatta e afferente all’Unità operativa complessa di Anatomia Patologica diretta dal professor Matteo Fassan, arriva, ora, il prestigioso Kitemark Award, assegnato da GenQA (Genomic Quality Assessment), organismo internazionale che valuta e garantisce la qualità delle analisi genetiche e citogenetiche in Europa.

    Il Kitemark Award è un riconoscimento di particolare rilievo, che viene conferito esclusivamente ai laboratori che non solo rispettano elevatissimi standard di qualità, ma che contribuiscono attivamente alla definizione, al monitoraggio e alla verifica degli standard diagnostici adottati da altri laboratori a livello europeo.

     “È un premio che sottolinea ulteriormente la qualità delle prestazioni diagnostiche eseguite e la competenza professionale del personale coinvolto. È un grande risultato di cui siamo molto soddisfatti”, sottolinea il direttore dell’Anatomia Patologica, il professor Fassan.

    La dottoressa Lucia Zanatta, evidenzia infine il valore collettivo del traguardo raggiunto: “Questo premio rappresenta il riconoscimento di un lavoro costruito nel tempo, basato sulla competenza e sulla collaborazione. Il Kitemark Award è il frutto di un grande lavoro di squadra e desidero ringraziare tutto il personale del laboratorio (le dottoresse Laura Valori, Elisabetta Pavan, Eleonora Cappelletto, Marianna Frate, Chiara Brugin, Serena Chinellato e Martina Ruffini) per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrati quotidianamente”.

    “Il conferimento del Kitemark Award alla Citogenetica dell’ospedale Ca’ Foncello è motivo di grande orgoglio per tutta l’Ulss2 – le parole del direttore generale Francesco Benazzi – Questo riconoscimento internazionale testimonia l’eccellenza raggiunta dai nostri professionisti, la solidità dei percorsi di qualità adottati e la capacità di essere un punto di riferimento a livello europeo. È la dimostrazione concreta di come l’investimento continuo in competenze, ricerca e innovazione si traduca in benefici reali per i cittadini, garantendo diagnosi sempre più accurate e cure di altissimo livello”.

    (Autore: redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Ulss2)
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  • Paolo Sorrentino al Cinema Edera: presentata “La Grazia”

    Paolo Sorrentino al Cinema Edera: presentata “La Grazia”

    Grande successo e accoglienza di pubblico all’evento di presentazione e di dibattito del film “La Grazia”, avvenuto oggi pomeriggio al Cinema Edera di Treviso, alla presenza del regista Premio Oscar Paolo Sorrentino e Daria D’Antonio, direttrice della fotografia del film.

    L’evento, sold out in poche ore dall’annuncio apparso sui canali social del cinema, prevedeva un incontro con il pubblico al termine della proiezione delle 15 e un’introduzione al film prima dello spettacolo delle 16.40.

    Il film, interpretato da Toni Servillo con Anna Ferzetti e Massimo Venturiello, è stato presentato lo scorso agosto alla Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato candidato al Leone d’oro.

    Una pellicola che ha preso spunto dalla grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a un uomo, condannato per aver ucciso la moglie malata di Alzheimer.

    “La grazia” narra la vicenda del protagonista, il presidente della Repubblica a fine mandato: nel semestre bianco dovrà decidere se dare la grazia a due persone, che hanno commesso un omicidio in circostanze che potrebbero essere considerate delle attenuanti.

    Inoltre, dovrà decidere se promulgare la legge sull’eutanasia.

    Un arrivo, quello del famoso regista al Cinema Edera, che non è passato quindi inosservato.

    (Autore: redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Cinema Edera)
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  • Rapina in strada: “Mi hanno rubato il telefono”

    Rapina in strada: “Mi hanno rubato il telefono”

    Rapina in strada alle due di notte in via Carlo Alberto a Treviso.

    Un 36enne trevigiano ha denunciato di essere stato spinto a terra e derubato del cellulare mentre rientrava a casa dopo una serata con amici. L’episodio risale alla notte tra giovedì e venerdì.

    Sul posto sono intervenute le volanti della Questura di Treviso, ma al loro arrivo l’uomo appariva confuso. Inizialmente ha rifiutato le cure, poi si è recato autonomamente al pronto soccorso. Solo nei giorni successivi ha formalizzato la denuncia.

    Secondo quanto riferito, l’uomo sarebbe stato seguito e poi minacciato da uno sconosciuto che gli avrebbe strappato il telefono dopo averlo spinto a terra. La descrizione dell’aggressore è generica.

    Determinanti per chiarire l’accaduto potrebbero essere le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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