Sono Jacopo Pellegrini, odontoiatra, con alcuni perfezionamenti universitari e un master universitario in implantologia, titolare di Clinica Pellegrini a Valdobbiadene.
Sono qui a scrivere un articolo perché mi piace sia informare (non oso dire insegnare), sia scrivere, sia soprattutto amo la mia professione. Sono qui soprattutto per dirti la verità, quella che a volte viene nascosta.
A fine novembre avevo scritto un articolo su quanto sia importante in certe situazioni recuperare i propri denti.
Oggi voglio parlarti della situazione opposta e di come intestardirsi a recuperare certi denti sia una scelta poco lungimirante.
Prima situazione: dente singolo.
Ovviamente non possiamo in un articolo inserire tutte le casistiche possibili ed immaginabili, valutare precisamente tutti gli aspetti, disquisire ogni singolo caso. E sai perché non possiamo? Perchè ti annoierei e ti farei prendere una laurea in odontoiatria. A te non serve una laurea, hai già abbastanza da fare nella vita di tutti i giorni, tu vuoi avere qualche idea chiara.
Mi capita di vedere denti “recuperati” in bocca ai pazienti che sono “recuperati” nel senso che la radice c’è ancora ma di dente non hanno più nulla. Non hanno soprattutto la forma. A volte sembrano più dei funghi. Ecco, quello non è recuperare i denti ma creare problemi. Spesso è difficile tenerli puliti, chiudono male con i denti con cui dovrebbero masticare e non “toccano” correttamente i denti vicini. Ciò comporta nel tempo a possibili spostamenti dei denti e della chiusura, accumulo di placca con carie dei denti vicini o perdita dell’osso.
Pensi così di aver recuperato il dente per qualche anno o hai in bocca una situazione che ti creerà più problemi dopo?
L’anatomia del dente non è una questione estetica, il partner non ti lascerà se il molare in fondo a sinistra non è bellissimo, è una questione di salute.
A volte i denti devono avere un trattamento più grande di una ricostruzione, magari devono essere ricoperti oppure a volte sono irrecuperabili e toglierli è la soluzione migliore.
Sai cosa devi fare? Affidarti a un dentista esperto che sappia consigliarti la strada idonea.
Ora passiamo al caso due
Seconda situazione: bocca intera o solo una mascella con pochi denti.
Mi capita di vedere persone con pochi denti e con protesi mobili che più che mobili sono traballanti. Sono tenute da quintali di pasta da dentiera, traumatizzano la gengiva sotto che diventa più rossa di un pomodoro maturo e può portare a problematiche, e mangiare diventa un atto di equilibrismo. Sei anche tu tra questi o conosci qualcuno in questa situazione?
Questi pazienti a volte sono fermati nell’ affrontare una seria riabilitazione fissa da alcuni timori, sentimenti, scuse o credenze.
- “Dottore non ho i soldi, con quello che costa?” Affrontiamo subito una delle questioni principali di cui non ho problemi a parlare. Prima cosa che spesso mi capita: il paziente dopo la visita, quando riceve il preventivo, si aspettava un prezzo maggiore: meglio prima informarsi. Seconda cosa: tutti sappiamo che ci sono cure, beni, oggetti costosi. La differenza è se costoso si tramuta in caro. Intendo dire che una prestazione medica che riabilita una bocca trascurata per mano di un professionista competente che investe nella formazione, tecnologia, struttura inevitabilmente è costosa. Però poi deve dare un miglioramento della vita e se ben fatta lo dà. Caro è quel qualcosa che costa più di quanto vale. Terza cosa: prima di decidere di abbassare le proprie aspettative magari basta parlare con personale competente della struttura perché il pagamento può essere concordato con piani di pagamento idonei o finanziamenti. Quarta cosa, quella che la gente non vuoi sentirti dire: molte volte quando vedo questi pazienti che mi raccontano sempre le stesse cose con bocche molto trascurate la realtà è che hanno paura. A volte si vergognano e non devono. La paura del dentista è un sentimento ancora presente e oggi con le tecniche idonee superabile!
- A volte dispiace perdere gli ultimi denti e umanamente lo capisco. Dobbiamo però decidere una cosa. I denti servono per parlare, sorridere, masticare, principalmente. Se i pochi denti che rimangono non permettono alcun lavoro idoneo e non hanno più la loro funzione perché ostinarsi a tenerli? Io devo occuparmi della salute della bocca del paziente, dare una qualità di vita idonea, non della salute di un singolo dente che ormai non serve più.
- “Non ho osso per fare gli impianti”. Questa frase è ripetuta da molti pazienti. Oggi è una situazione molto difficile che accada. La tecnologia e la scienza ci permettono di dare lavori fissi a persone a cui una volta non era fattibile promettere nulla. Ovviamente bisogna affidarsi a persone esperte con competenza ed esperienza nell’ambito chirugico e di impianti.
- “Ho alcune malattie” “Ho l’osteoporosi” “Ho una certa età”. Già in passato ho scritto un articolo su queste false credenze che bloccano le persone. Non ci sono problemi se hai l’osteoporosi, non ci sono età avanzate che di per sé vietano, sono pochissime le controindicazioni assolute agli impianti. Affidati a chi ha competenza in materia.
Oggi sono fattibili riabilitazioni con impianti che offrono denti fissi e una qualità della vita migliore. Nulla equivale ai denti che ti ha dato madre natura però avere un qualcosa di valido, fisso, esteticamente gradevole, che permette di mangiare adeguatamente è meglio di alcune protesine che stanno su solo con giochi di prestigio e molta pasta da dentiera.
Questo non è un trattato, è un articolo divulgativo. Spero ti abbia fatto chiarezza.
Investi nella tua salute, è un modo importante per volersi bene, e affidati a un dentista competente che saprà consigliarti la strada migliore per il tuo caso.
Jacopo Pellegrini
Direttore Sanitario Dr. Jacopo Pellegrini, iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Treviso nr.1133. Informazione sanitaria ai sensi delle leggi 248/2006 e 103/2023.
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