Category: Valdobbiadene

  • Inaugurata la nuova struttura a supporto del Centro Ali: investimento da 113 mila euro

    Inaugurata la nuova struttura a supporto del Centro Ali: investimento da 113 mila euro

    “Evviva, abbiamo raggiunto un altro traguardo”: è quanto si legge all’interno della nuova struttura inaugurata a supporto del Centro Ali di Valdobbiadene, che fungerà da sala polivalente per riunioni, proiezioni e attività varie.

    Il taglio del nastro si è svolto oggi pomeriggio in via Leopardi, alla presenza del sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese, dell’architetto Fabio Tittonel, del presidente del Centro Ali Mirco Baratto, di Fabiola Fighera (moglie dello storico presidente del Centro, della quale oggi è stato festeggiato anche il compleanno), di Andrea Casagrande dell’impresa Costruzioni srl di Valdobbiadene, di Natalino Filippini della Direzione Disabilità dell’Ulss 2 e di don Romeo Penon.

    I lavori hanno visto anche la collaborazione delle imprese e ditte Gam di Valdobbiadene, Mia di Miane, Zanuni Azir di Moriago della Battaglia. L’intervento ha richiesto la cifra complessiva di 113 mila euro, dei quali 94 mila euro per i soli lavori.

    “Un cantiere che è durato un po’, ma quando si raggiunge il risultato, la soddisfazione è maggiore – il commento del sindaco -. Questo è il risultato di tante azioni, per quella che è stata pensata come un’aula polifunzionale”.

    “Il lavoro è stato buono anche sotto il punto di vista dei materiali – ha affermato il direttore dei lavori Fabio Tittonel -. La costruzione è avvenuta in un periodo intenso, in cui i prezzi dei materiali erano molto alti”.

    Prima della benedizione, don Romeo ha colto l’occasione per osservare che “quando una comunità si impegna per gli ultimi, assicura il futuro alla nostra società”.

    La cerimonia si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Arianna Ceschin)
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  • Il Seminario di Venezia approda nel territorio Unesco: l’ambasciata d’Italia a Londra e oltre 50 giornalisti internazionali in trasferta

    Il Seminario di Venezia approda nel territorio Unesco: l’ambasciata d’Italia a Londra e oltre 50 giornalisti internazionali in trasferta

    Una delegazione di oltre 50 giornalisti britannici e corrispondenti italiani hanno fatto tappa ieri nel territorio Unesco, assieme all’ambasciatore d’Italia a Londra Inigo Lambertini, nell’ambito della 30esima edizione del Seminario di Venezia, un weekend dedicato agli stessi media britannici, tra promozione dei prodotti e delle peculiarità del territorio.

    Ad accoglierli, in un viaggio sensoriale tra il gusto dei prodotti vinicoli abbinati ai sapori della tavola, sono stati il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e Astoria Wines, nella stessa Tenuta di Astoria a Refrontolo.

    Come ha spiegato l’ambasciatore, si tratta di un’occasione per conoscere meglio territori anche al di fuori della città di Venezia, oltre a essere un appuntamento di comunicazione istituzionale promosso dall’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito. 

    L’iniziativa offre a una selezionata delegazione di giornalisti britannici l’opportunità di confrontarsi, in un contesto informale e riservato regolato dalla “Chatham House Rule”, con rappresentanti del Governo e del mondo economico-finanziario italiano sui principali temi di politica estera ed economica.

    Il programma vede anche la proposta di una serie di iniziative collaterali, tese a valorizzare realtà culturali di particolare interesse e, proprio in tale contesto, si è inserito l’atteso appuntamento nella Tenuta di Astoria Wines.

    Un appuntamento che rappresenta un segnale forte nel territorio, considerata la presenza dell’ambasciatore Lambertini, assieme a una qualificata rappresentanza di giornalisti, provenienti dalle principali emittenti televisive internazionali – BBC, Channel 4, Sky News – e da autorevoli testate britanniche, quali The Economist, Financial Times, The Times, The Observer, oltre a corrispondenti di primarie testate italiane con sede a Londra, tra cui Ansa e Rai.

    Una prima parte dedicata alla degustazione di prodotti vinicoli, con tutte le illustrazioni del caso, ha lasciato quindi spazio a un momento conviviale, dedicato all’abbinamento dei vini a prodotti culinari tipici del nostro territorio. Successivamente era prevista un’altra piccola gita tra le nostre colline, prima del rientro in terra britannica.

    Una giornata utile per riflettere sulle potenzialità di relazione che il nostro Paese può avere tramite i propri prodotti e anche sulla possibilità di posizionamento del Prosecco nei mercati esteri e non solo britannici.

    “Credo che sia essenziale la ricerca di un sostegno per la promozione del nostro Paese all’estero – ha affermato l’ambasciatore Lambertini, il quale ha rimarcato l’importanza di appuntamenti come questi, per valorizzare la diplomazia istituzionale -. La diplomazia è oggi cambiata, quindi la cosiddetta diplomazia integrata è essenziale“.

    “L’Italia è un Paese che deve usare tutti gli strumenti a disposizione per promuoversi”, ha aggiunto.

    E, alla luce di ciò, i giornalisti coinvolti hanno così avuto l’opportunità di toccare con mano le peculiarità del territorio Unesco e di una viticoltura spesso e volentieri definita “eroica”. Un’esperienza sul campo che intende così lanciare un messaggio preciso, così come ha riferito Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg.

    “Vogliamo far vedere la nostra viticoltura eroica e parte di questi 4.700 chilometri di ciglioni scavati a mano in 100 anni – ha detto Diego Tomasi -. Intendiamo far capire che è una viticoltura fragile, anche a causa dei cambiamenti climatici. Allo stesso tempo, vogliamo far capire che è una viticoltura unica, con un prodotto unico, frutto della fatica dell’uomo, di cui stiamo raccogliendo i risultati”.

    Una viticoltura con un prodotto che può piazzarsi nei mercati esteri: un tema che è al centro di iniziative come questa, secondo quanto confermato da Filippo Polegato, amministratore delegato di Astoria Wines.

    “Fare queste masterclass serve a far capire le qualità del nostro territorio: fanno capire l’amore e la passione verso queste zone – le parole di Filippo Polegato -. Fare scuola di valore e di prodotto serve a far capire le diversità. Queste iniziative, nel tempo, servono a creare un marchio, a diffondere consapevolezza del nostro territorio e a formare una comunicazione corretta”.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto e video: Arianna Ceschin)
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  • Furgone si schianta contro il muro di una casa. Soccorritori calati col verricello

    Furgone si schianta contro il muro di una casa. Soccorritori calati col verricello

    Incidente oggi pomeriggio poco dopo le 15 lungo via Madean, a Guia di Valdobbiadene. La persona alla guida di un furgone, ha perso il controllo del mezzo mentre viaggiava in discesa, che si è schiantato contro il muro di un’abitazione, abbattendolo, proprio in prossimità di una curva. 

    Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118 con l’elicottero: vista la morfologia della zona, l’equipe si è calata nell’area dell’incidente con il verricello. Presente anche l’automedica. Al momento non si conoscono le cause dello schianto che potrebbero essere riconducibili a un guasto del mezzo, forse all’impianto frenante, così come a un malore dell’autista.

    Il camionista e la persona che era assieme a lui nel mezzo sono rimasti feriti. I due, tra cui C.D. di 63 anni residente a Cavaso, sono stati ricoverati negli ospedali di Treviso (il più grave) e Montebelluna.

    A causa della presenza del furgone in mezzo alla careggiata e delle operazioni di soccorso, via Madean è stata chiusa al traffico. Sul posto per i soccorsi e la messa in sicurezza della zona dell’incidente anche i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Treviso.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Qdpnews.it)
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  • Dal Comune oltre 40 mila euro a sostegno dei lavori ecclesiastici

    Dal Comune oltre 40 mila euro a sostegno dei lavori ecclesiastici

    Supera complessivamente i 40 mila euro l’investimento messo a disposizione dal Comune di Valdobbiadene per gli oneri di urbanizzazione secondaria per opere di culto.

    Non essendoci state richieste da parte delle parrocchie negli anni scorsi, il Comune aveva accantonato fino al 2024 30.754,74 euro, a cui si sono aggiunti altri 10 mila euro, suddivisi tra le annualità 2025 e 2026.

    Nel frattempo, per quest’anno sono giunte al Comune due richieste di supporto.

    La parrocchia di Santa Maria Assunta ha chiesto un contributo a sostegno dei costi per gli interventi di messa in sicurezza e sistemazione dell’atrio, del timpano e delle statue sopra allo stesso timpano del Duomo di Valdobbiadene.

    A fronte del costo complessivo pari a 270 mila euro, il Comune contribuirà con 32.314,16 euro.

    L’amministrazione darà un supporto anche all’intervento per il campanile di San Giovanni: alla luce della cifra necessaria pari a 70.525 euro, dal Comune arriveranno 8.440,58 euro.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Arianna Ceschin)
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  • Domani il funerale di Attilio Frare. L’ultimo desiderio: “Offerte all’asilo di Guia”

    Domani il funerale di Attilio Frare. L’ultimo desiderio: “Offerte all’asilo di Guia”

    Avrebbe compiuto 57 anni il prossimo 18 gennaio Attilio Frare, residente a Guia di Valdobbiadene, deceduto mercoledì a seguito dello scoppio di un ordigno bellico.

    L’uomo era un grande appassionato di storia e, per questo motivo, aveva recuperato una serie di reperti storici risalenti alle due guerre mondiali.

    Si può dire, però, che la sua passione per gli ordigni l’ha purtroppo tradito: è proprio mentre stava maneggiando uno di loro che si è consumata la tragedia.

    A spezzare la vita di Attilio Frare è stato lo scoppio di una bomba da mortaio di costruzione austriaca: l’uomo si trovava all’interno del proprio ricovero per gli attrezzi, impegnato nel rendere inoffensivo l’ordigno, come sicuramente aveva già fatto in passato.

    Neppure l’intervento tempestivo da parte dei soccorsi è riuscito a invertire il destino. Per lui, quindi, è rimasto il lutto e il cordoglio per la perdita.

    Lutto anche nell’associazione Valdostorica Odv di cui faceva parte, tanto da aver ospitato a casa sua il primo evento dell’associazione, all’epoca della nascita del gruppo.

    Attilio Frare lascia la compagna Maria Jose, i cugini, i parenti e tutti gli amici. 

    Il funerale si svolgerà domani alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Guia, dove stasera alle 19.30 sarà recitato il Santo Rosario. 

    Dopo le esequie si proseguirà con il rito della cremazione. La famiglia chiede non fiori, ma opere di bene che verranno devolute all’asilo di Guia.

    Ed è terminata ieri sera l’ispezione del ricovero attrezzi di Attilio Frare, il 56enne morto a seguito dell’esplosione di una bomba di fabbricazione austriaca. Gli artificieri non hanno rinvenuto altri ordigni attivi: le decine di proiettili di vario calibro presenti all’interno della struttura sono infatti risultate tutte già inertizzate.

    I militari hanno inoltre controllato una seconda stanza, indicata ai Carabinieri dalla compagna dell’uomo. Anche in questo caso l’ispezione ha dato esito negativo: all’interno non sono stati trovati proiettili né altri ordigni bellici.

    (Autore: Arianna Ceschin. Ha collaborato Simone Masetto)
    (Foto: Onoranze funebri La Vallata di Masotto Paolo)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Bomba di Guia, artificieri al lavoro: si cercano ordigni inesplosi. Attilio tradito dalla “trappola austriaca”

    Bomba di Guia, artificieri al lavoro: si cercano ordigni inesplosi. Attilio tradito dalla “trappola austriaca”

    Lo scoppio del proiettile da 10 millimetri, una bomba da mortaio di costruzione austriaca, non ha lasciato scampo ad Attilio Frare. L’uomo, appassionato di residui bellici e considerato da molti un esperto, stava – come avrebbe fatto probabilmente altre centinaia di volte – tentando di rendere innocuo l’ordigno quando questo è improvvisamente esploso, uccidendolo. Un boato fortissimo ha immediatamente allertato la compagna e i vicini di casa, con numerose telefonate giunte sia alla centrale operativa del Suem 118 sia ai Carabinieri.

    A tradirlo, con ogni probabilità, è stato un vecchio accorgimento utilizzato dai costruttori austriaci per impedire alle truppe nemiche di introdursi nelle polveriere, rendendo inoffensive le munizioni o addirittura sottraendo la polvere da sparo contenuta al loro interno. Per questo motivo, molte munizioni erano dotate di una sostanza infiammabile che si surriscaldava nel momento in cui veniva aperto il fondello. Proprio questo meccanismo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe costato la vita ad Attilio.

    Ieri è stato effettuato un nuovo sopralluogo nel ricovero attrezzi del 56enne da parte del reparto artificieri dei Carabinieri di Padova, impegnati nella catalogazione di tutto il materiale bellico presente. Già mercoledì, infatti, i militari avevano notato la presenza di altri ordigni simili a quello esploso, facendo temere che anche questi potessero essere ancora attivi.

    Il locale in cui Attilio conservava i reperti presentava le pareti completamente tappezzate di bombe e munizioni, quasi tutte rese inoffensive, di piccole, medie e grandi dimensioni. Un lavoro certosino quello che gli artificieri stanno svolgendo con tutte le cautele del caso, supportati anche dall’associazione coneglianese Centro Studi Ugo Cerletti, esperta nella catalogazione e conservazione dei residui bellici.

    Un’operazione che, vista l’estrema delicatezza dell’intervento e l’elevato numero di ordigni presenti, potrebbe richiedere diversi giorni di lavoro. Non è escluso che gli artificieri possano tornare a Guia anche lunedì. Nel frattempo, la compagna di Attilio avrebbe indicato ai Carabinieri anche un’altra struttura utilizzata dall’uomo, che potrebbe a sua volta contenere materiale bellico.

    Il ricovero attrezzi resta quindi sotto sequestro, mentre la Procura della Repubblica di Treviso, alla luce della morte di Attilio, non dovrebbe aprire alcun fascicolo d’indagine.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Qdpnews.it)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Falsa petizione per un referendum sulla legittima difesa

    Falsa petizione per un referendum sulla legittima difesa

    Sta circolando su WhatsApp un messaggio che invita a recarsi in Comune a Valdobbiadene, per firmare per un presunto referendum sulla legittima difesa.

    Si tratta di una bufala e a confermarlo è lo stesso Comune di Valdobbiadene, che ha riferito che non esiste nessuna raccolta firme in corso per un referendum.

    Un messaggio a catena, quindi, che fa riferimento a un fatto non veritiero e che conferma quanto si debba prestare attenzione di fronte a certi messaggi che si ricevono.

    Sempre l’amministrazione ha precisato che, nel momento in cui ci sono iniziative di raccolte firme per referendum, viene data comunicazione di tutto ciò direttamente sul sito istituzionale del Comune.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Tir di traverso e in bilico sul vigneto: strada bloccata

    Tir di traverso e in bilico sul vigneto: strada bloccata

    Nel primissimo pomeriggio di oggi giovedì un tir adibito al carico e scarico delle merci ha effettuato una manovra nella strada di Guia, a Valdobbiadene, rimanendo incastrato e bloccando completamente il tratto di strada.

    Durante la manovra il mezzo è rimasto parzialmente sospeso, con le ruote posteriori sollevate, andando a urtare leggermente alcune viti presenti su un terreno adiacente la carreggiata.

    La situazione ha provocato disagi alla circolazione veicolare (alcuni mezzi hanno fatto retromarcia, altri hanno tentato stradine alternative) fino alla rimozione del mezzo pesante e al ripristino della viabilità.

    Non si registrano persone ferite.

    (Autrice: Mihaela Condurache)
    (Foto: Mihaela Condurache)
    (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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  • Lutto per Attilio Frare, fatale lo scoppio di un ordigno. Era appassionato di reperti storici

    Lutto per Attilio Frare, fatale lo scoppio di un ordigno. Era appassionato di reperti storici

    Le passioni per la storia e i reperti storici hanno animato la vita di Attilio Frare, 56enne di Guia di Valdobbiadenedeceduto a causa dello scoppio di un ordigno.

    Una tragedia consumatasi nel primo pomeriggio di ieri mercoledì, mentre il 56enne era intento a maneggiare un ordigno risalente alla prima Guerra mondiale, all’interno di un ricovero per attrezzi.

    Probabilmente un maneggio errato dell’ordigno ne ha scatenato l’esplosione, senza lasciare scampo a Frare, nonostante l’arrivo tempestivo dei soccorsi e delle Forze dell’Ordine.

    In loco sono arrivati anche gli artificieri di Padova, per mettere in sicurezza la zona, considerata la presenza di altri ordigni bellici.

    Ex imbianchino in pensione, Attilio Frare nel tempo aveva recuperato reperti storici risalenti alle due Guerre mondiali, mostrando una certa passione per gli ordigni.

    Un interesse per la storia che si era tradotta nella sua partecipazione all’associazione Valdostorica Odv, realtà inaugurata a luglio 2022, occasione in cui l’uomo aveva messo a disposizione la sua casa colonica di Guia come sede del primo evento del gruppo.

    “Abbiamo sentito un botto e abbiamo pensato che fosse caduta la casa” sono le parole pronunciate da alcuni vicini, tra cui c’è anche chi ha sentito vibrare le finestre, a seguito dell’esplosione dell’ordigno.

    Vicini che hanno ricordato la bontà del 56enne, esprimendo parole di cordoglio in questo momento complesso.

    C’è ora attesa per conoscere la data del funerale.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Qdpnews.it)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • La verità, vi prego, sul salvare i denti!

    La verità, vi prego, sul salvare i denti!

    Sono Jacopo Pellegrini, odontoiatra, con alcuni perfezionamenti universitari e un master universitario in implantologia, titolare di Clinica Pellegrini a Valdobbiadene.

    Sono qui a scrivere un articolo perché mi piace sia informare (non oso dire insegnare), sia scrivere, sia soprattutto amo la mia professione. Sono qui soprattutto per dirti la verità, quella che a volte viene nascosta.

    A fine novembre avevo scritto un articolo su quanto sia importante in certe situazioni recuperare i propri denti.

    Oggi voglio parlarti della situazione opposta e di come intestardirsi a recuperare certi denti sia una scelta poco lungimirante.

    Prima situazione: dente singolo.

    Ovviamente non possiamo in un articolo inserire tutte le casistiche possibili ed immaginabili, valutare precisamente tutti gli aspetti, disquisire ogni singolo caso. E sai perché non possiamo? Perchè ti annoierei e ti farei prendere una laurea in odontoiatria. A te non serve una laurea, hai già abbastanza da fare nella vita di tutti i giorni, tu vuoi avere qualche idea chiara.

    Mi capita di vedere denti “recuperati” in bocca ai pazienti che sono “recuperati” nel senso che la radice c’è ancora ma di dente non hanno più nulla. Non hanno soprattutto la forma. A volte sembrano più dei funghi. Ecco, quello non è recuperare i denti ma creare problemi. Spesso è difficile tenerli puliti, chiudono male con i denti con cui dovrebbero masticare e non “toccano” correttamente i denti vicini. Ciò comporta nel tempo a possibili spostamenti dei denti e della chiusura, accumulo di placca con carie dei denti vicini o perdita dell’osso.

    Pensi così di aver recuperato il dente per qualche anno o hai in bocca una situazione che ti creerà più problemi dopo?

    L’anatomia del dente non è una questione estetica, il partner non ti lascerà se il molare in fondo a sinistra non è bellissimo, è una questione di salute.

    A volte i denti devono avere un trattamento più grande di una ricostruzione, magari devono essere ricoperti oppure a volte sono irrecuperabili e toglierli è la soluzione migliore.

    Sai cosa devi fare? Affidarti a un dentista esperto che sappia consigliarti la strada idonea.

    Ora passiamo al caso due

    Seconda situazione: bocca intera o solo una mascella con pochi denti.

    Mi capita di vedere persone con pochi denti e con protesi mobili che più che mobili sono traballanti. Sono tenute da quintali di pasta da dentiera, traumatizzano la gengiva sotto che diventa più rossa di un pomodoro maturo e può portare a problematiche, e mangiare diventa un atto di equilibrismo. Sei anche tu tra questi o conosci qualcuno in questa situazione?

    Questi pazienti a volte sono fermati nell’ affrontare una seria riabilitazione fissa da alcuni timori, sentimenti, scuse o credenze.

    1. Dottore non ho i soldi, con quello che costa?” Affrontiamo subito una delle questioni principali di cui non ho problemi a parlare. Prima cosa che spesso mi capita: il paziente dopo la visita, quando riceve il preventivo, si aspettava un prezzo maggiore: meglio prima informarsi. Seconda cosa: tutti sappiamo che ci sono cure, beni, oggetti costosi. La differenza è se costoso si tramuta in caro. Intendo dire che una prestazione medica che riabilita una bocca trascurata per mano di un professionista competente che investe nella formazione, tecnologia, struttura inevitabilmente è costosa. Però poi deve dare un miglioramento della vita e se ben fatta lo dà. Caro è quel qualcosa che costa più di quanto vale. Terza cosa: prima di decidere di abbassare le proprie aspettative magari basta parlare con personale competente della struttura perché il pagamento può essere concordato con piani di pagamento idonei o finanziamenti. Quarta cosa, quella che la gente non vuoi sentirti dire: molte volte quando vedo questi pazienti che mi raccontano sempre le stesse cose con bocche molto trascurate la realtà è che hanno paura. A volte si vergognano e non devono. La paura del dentista è un sentimento ancora presente e oggi con le tecniche idonee superabile!
    2. A volte dispiace perdere gli ultimi denti e umanamente lo capisco. Dobbiamo però decidere una cosa. I denti servono per parlare, sorridere, masticare, principalmente. Se i pochi denti che rimangono non permettono alcun lavoro idoneo e non hanno più la loro funzione perché ostinarsi a tenerli? Io devo occuparmi della salute della bocca del paziente, dare una qualità di vita idonea, non della salute di un singolo dente che ormai non serve più.
    3. Non ho osso per fare gli impianti”. Questa frase è ripetuta da molti pazienti. Oggi è una situazione molto difficile che accada. La tecnologia e la scienza ci permettono di dare lavori fissi a persone a cui una volta non era fattibile promettere nulla. Ovviamente bisogna affidarsi a persone esperte con competenza ed esperienza nell’ambito chirugico e di impianti.
    4. Ho alcune malattie” “Ho l’osteoporosi” “Ho una certa età”. Già in passato ho scritto un articolo su queste false credenze che bloccano le persone. Non ci sono problemi se hai l’osteoporosi, non ci sono età avanzate che di per sé vietano, sono pochissime le controindicazioni assolute agli impianti. Affidati a chi ha competenza in materia.

    Oggi sono fattibili riabilitazioni con impianti che offrono denti fissi e una qualità della vita migliore. Nulla equivale ai denti che ti ha dato madre natura però avere un qualcosa di valido, fisso, esteticamente gradevole, che permette di mangiare adeguatamente è meglio di alcune protesine che stanno su solo con giochi di prestigio e molta pasta da dentiera.

    Questo non è un trattato, è un articolo divulgativo. Spero ti abbia fatto chiarezza.

    Investi nella tua salute, è un modo importante per volersi bene, e affidati a un dentista competente che saprà consigliarti la strada migliore per il tuo caso.

    Jacopo Pellegrini

    Direttore Sanitario Dr. Jacopo Pellegrini, iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Treviso nr.1133. Informazione sanitaria ai sensi delle leggi 248/2006 e 103/2023.

    (Autore: Dplay)
    (Foto: Clinica Pellegrini)
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