Rinnovo trattori obsoleti: in arrivo 248 milioni con bando ISI Inail

Grazie all’accordo di cooperazione Masaf-Inail-Ismea-Crea 2025-2027 sottoscritto alla fine dello scorso anno, i fondi del bando ISI Inail di prossima apertura per l’ammodernamento dei mezzi agricoli e forestali salgono da 90 a 248 milioni

Gli incidenti sul lavoro in agricoltura comportano, ogni anno, oltre 100 decessi a causa del ribaltamento di trattori, dell’utilizzo di macchine obsolete senza dispositivi di sicurezza o di attrezzature non conformi. Sono numeri che delineano una “piccola” strage, di cui si fatica ad avere contezza a causa del fatto che raramente se ne parli, ma che bastano da soli a rendere evidente l’esigenza di adottare misure di prevenzione non più procrastinabili.

Va in questa direzione l’Accordo di cooperazione 2025-2027 sottoscritto da Masaf, Inail, Ismea e Crea, presentato al Ministero dell’Agricoltura alla fine dello scorso anno con l’obiettivo, appunto, di “rafforzare la sicurezza nei campi attraverso una strategia integrata che unisce rinnovo del parco macchine, adeguamento dei trattori esistenti e diffusione della cultura della prevenzione”, cercando di aggredire uno dei principali fattori di rischio del settore primario e cioè l’elevata età media dei trattori e delle attrezzature agricole, ancora largamente utilizzate soprattutto nelle micro e piccole imprese.

In concreto, la dotazione prevista nell’Asse 5 del Bando Inail, atteso per gennaio 2026, dedicata all’acquisto e all’ammodernamento dei trattori agricoli e forestali passa da 90 a 248 milioni di euro, con un incremento quindi di 158 milioni di euro, di cui potranno beneficiare le micro e le piccole imprese del settore agricolo, i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, le cooperative agricole, i consorzi agricoli e i giovani agricoltori (circa 5.000 soggetti su tutto il territorio nazionale).

Due le tipologie delle misure finanziate:

– l’acquisto di macchine agricole nuove in sostituzione di quelle obsolete che vanno demolite o rottamate, come i trattori con cabina ROPS (Roll-Over Protective Structure) oppure FOPS (Falling Object Protective Structure), le macchine semoventi (mietitrebbie, vendemmiatrici) e le attrezzature portate (aratri, erpici, seminatrici);

– l’installazione di dispositivi di sicurezza, come le strutture di protezione ROPS contro il ribaltamento, le strutture FOPS contro la caduta di oggetti, le cinture di sicurezza per trattori, i dispositivi di arresto motore in caso di ribaltamento e i sistemi di segnalazione acustica e visiva.

Il bando prevede un contributo del 65% a fondo perduto, che sarà compreso tra una cifra minima di 1.000 euro e una massima di 60.000 euro.

Calcolatrice alla mano, i fondi stanziati riusciranno a coprire circa 5.000 richieste (un numero limitato se confrontato con 1,2 milioni di trattori ancora oggi privi dei più basilari strumenti di sicurezza come cinture e rollbar), ma, come conferma Federacma (la Federazione Italiana delle Associazioni Nazionali dei Servizi e Commercio Macchine), “si tratta di un primo passo concreto per affrontare un problema strutturale, visto che per la prima volta viene previsto un fondo specifico dedicato all’adeguamento dei mezzi già in circolazione”.

L’iniziativa va inquadrata nell’orientamento espresso dal Ministero dell’Agricoltura a partire dal 2023, che mira a introdurre elementi di premialità e condizionalità, con una penalizzazione per le imprese che non rispettano determinati requisiti in materia di legalità e tutela dei lavoratori: “In questo e altri bandi, ha chiosato il Ministro, vogliamo essere chiari: le aziende che non rispondono a queste richieste sono fuori dai giochi, serve tutela delle imprese e dei lavoratori, quindi serve puntare sulla rete di qualità: chi non lo fa scende in graduatoria rispetto a chi si impegnerà in questa direzione”.

Infine, una dotazione di 500.000 euro verrà finalizzata a promuovere studi sui fenomeni infortunistici, seminari tecnici e campagne divulgative rivolte alle imprese agricole, perché la prevenzione non è fatta solo di soluzioni tecniche, ma anche, e forse soprattutto, di una cultura della sicurezza che, è proprio il caso di dire, va coltivata e promossa presso datori di lavoro e dipendenti.

(Autore: (Autore: MICHELE ORLANDOSistema Ratio)
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