Category: Pieve di Soligo

  • Turismo. Colline del Prosecco, una crescita costante dalla Core alla Commitment Zone

    Turismo. Colline del Prosecco, una crescita costante dalla Core alla Commitment Zone

    “I dati di gennaio–novembre 2025 ci restituiscono un quadro molto chiaro e decisamente positivo. Cresciamo del +5,9% negli arrivi e del +7,1% nelle presenze, confermando il ruolo delle Colline del Prosecco come motore turistico dell’intero territorio trevigiano e la solidità del brand territoriale UNESCO. È particolarmente significativo che la crescita interessi tutte le aree del sito: la core zone, con quasi +8% di presenze, la zona cuscinetto e soprattutto la commitment zone, che registra un +7,6% di arrivi. Questo dato dimostra che i flussi si stanno distribuendo in modo più equilibrato e che i benefici del turismo stanno coinvolgendo l’intero territorio, in un’ottica di sviluppo sostenibile. La forte espansione dell’extralberghiero intercetta una domanda sempre più orientata a soggiorni autentici, esperienziali e immersi nel paesaggio, mentre il +9% di arrivi dall’estero rappresenta un segnale chiaro del rafforzamento del posizionamento internazionale delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e della capacità di attrarre visitatori interessati a soggiorni più lunghi e di qualità”.

    Con queste parole Marina Montedoro commenta i dati diffusi dall’ufficio statistica regionale da gennaio a novembre 2025 che fotografano un bilancio turistico decisamente positivo per le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, confermando la solidità e l’attrattività del sito UNESCO. Nel periodo gennaio–novembre 2025, il territorio registra un incremento del +5,9% negli arrivi e del +7,1% nelle presenze rispetto allo stesso periodo del 2024. L’analisi dei dati evidenzia una crescita diffusa e ben distribuita all’interno del sito UNESCO.

    La core zone, composta dai 12 Comuni centrali, continua a svolgere un ruolo trainante, con un aumento del +5,9% degli arrivi e soprattutto del +7,8% delle presenze, a conferma della forte capacità attrattiva dei paesaggi più iconici e delle eccellenze identitarie del territorio. Anche la zona cuscinetto mostra un andamento positivo e stabile, con una crescita del +5,2% negli arrivi e del +6,1% nelle presenze, contribuendo in maniera significativa al risultato complessivo. Particolarmente significativo è il dato relativo alla commitment zone, che registra un incremento del +7,6% negli arrivi e del +6,4% nelle presenze. Si tratta di uno dei segnali più interessanti dell’intero periodo, perché testimonia una progressiva diffusione dei flussi turistici verso aree meno centrali del sito, con effetti positivi in termini di equilibrio territoriale, sostenibilità e opportunità economiche diffuse.

    Dal punto di vista dell’offerta ricettiva, il 2025 conferma una tendenza ormai strutturale: la crescita è trainata in modo netto dal comparto extralberghiero, che segna un aumento del +14,5% negli arrivi e del +13,6% nelle presenze.

    Positivi anche i dati relativi alla provenienza dei visitatori. Il turismo italiano cresce in modo costante, con un aumento del +3,3% degli arrivi e del +5,8% delle presenze, mentre è il turismo internazionale a registrare la dinamica più marcata, con un incremento del +9,0% negli arrivi e del +8,4% nelle presenze.

    L’andamento mensile conferma, inoltre, un progressivo allungamento della stagione turistica. Dopo un avvio d’anno più contenuto, la crescita si consolida da aprile in poi, con risultati particolarmente significativi nei mesi primaverili ed estivi e un buon andamento anche della media stagione autunnale. Questo trend contribuisce alla stabilità economica del territorio e a una gestione più sostenibile dei flussi nel corso dell’anno.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Associazione Colline Unesco)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Dall’Eclisse ai gol di Super Mario: Da Riva, un regista pievigino per Balotelli

    Dall’Eclisse ai gol di Super Mario: Da Riva, un regista pievigino per Balotelli

    Dal profumo dell’erba dei campi di provincia ai riflessi dorati degli Emirati Arabi lo spazio sembra incolmabile, eppure è la realtà che sta vivendo Jacopo Da Riva.

    Il talento pievigino classe 2000, che mosse i suoi primi passi con la maglia dell’Eclisse Pievigina, si trova oggi al centro di un intrigo sportivo e mediatico che sta facendo il giro del mondo: nei prossimi mesi potrebbe essere proprio lui l’uomo incaricato di innescare il genio e la sregolatezza di Mario Balotelli.

    Il cammino tecnico dell’Al Ittifaq attorno a Jacopo si è infatti arricchito, proprio nei giorni scorsi, di un tassello mediatico di risonanza globale. Il club, guidato dalla presidenza italiana di Pietro Laterza (ex patron del Chievo), ha deciso di affidarsi a un’anima “azzurra” per tentare la scalata nella Serie B emiratina. Da Riva, che ha firmato un contratto fino al 2027 dopo aver maturato esperienza tra i professionisti con Atalanta U23, Como, Reggiana e Foggia, era già parte del mosaico. Ma la notizia che ha scosso il mercato è arrivata lunedì: l’ingaggio faraonico di Super Mario da 5 milioni di euro.

    Appena atterrato e fresco di firma, Balotelli ha assistito dalla tribuna alla sfida contro lo United FC. In panchina per gli avversari sedeva un’altra leggenda, Andrea Pirlo. Il “derby bresciano” tra Pirlo e Balo si è concluso con un abbraccio e una sconfitta di misura per l’Al Ittifaq, ma ha segnato l’inizio di una sfida ambiziosa, il cui primo passo sarà senza dubbio abbandonare l’ultimo posto in classifica.

    In questo contesto, il ruolo di Da Riva diventa cruciale. Forte della visione di gioco forgiata “all’università” dell’Atalanta sotto lo sguardo di Gasperini, Jacopo avrà il compito più complesso e prestigioso della sua carriera: dare equilibrio a una squadra in difficoltà e, soprattutto, trasformare i suoi passaggi in oro per i piedi di uno dei più grandi talenti inespressi del calcio mondiale.

    (Autore: Francesco Bruni)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Schianto tra due auto, danni al park Careni

    Schianto tra due auto, danni al park Careni

    Nessuna conseguenza, fortunatamente, per i coinvolti. Meno per la ringhiera del parcheggio del cinema teatro Careni, che ha riportato alcuni danni.

    Incidente nella serata di sabato scorso in pieno centro a Pieve di Soligo, dove due auto si sono scontrate davanti alla canonica, lungo un tratto peraltro dove vige il limite dei 30 km/h.

    Entrambe le vetture, a quanto ricostruito, procedevano dal Duomo in direzione Conegliano, quando, mentre una stava svoltando proprio in direzione del cinema, è avvenuto lo schianto.

    Nessun ferito, ma a rimetterci è stata la ringhiera, con due campate della stessa che sono state abbattute e poi messe in sicurezza.

    Ora sono presenti delle transenne per segnalare l’area interessata. Il parcheggio, che sorge su un terreno di proprietà della parrocchia, è regolarmente accessibile ai veicoli.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Qdpnews.it)
    (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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  • Camminando si fa scuola. Balbi in uscita

    Camminando si fa scuola. Balbi in uscita

    Nella fredda mattinata di giovedì 10 dicembre gli alunni della scuola secondaria di primo grado del Collegio Balbi Valier si sono incamminati per fare lezione all’aperto: dalla sede della scuola (Pieve di Soligo) alla chiesetta di San Gallo (Farra di Soligo).

    Come si chiama quel fiume che corre dietro la scuola? Dove nasce? Dove finisce? Che significato ha quel colle su cui in questi giorni si staglia un bell’albero di luci? Cosa si vede lassù in alto? Quali sono i segni dell’interazione dell’uomo con l’ambiente?

    Gli insegnanti hanno invitato i ragazzi ad osservare il paesaggio circostante, offrendo interessanti informazioni di carattere storico, artistico e naturalistico. Gli studenti hanno poi elaborato gli appunti in classe producendo una relazione scritta sull’esperienza vissuta. 

    “In questa passeggiata abbiamo fatto un salto nel passato, dal Medioevo al Rinascimento” – scrive Pietro. “In un punto preciso sembrava che il percorso finisse – racconta Ludovico – ma dietro l’angolo c’era un mulinetto che nel Medioevo serviva per sopravvivere e per incontrarsi”. “Nella chiesa di San Pietro e Paolo a Soligo, prima tappa del nostro percorso, abbiamo scoperto un affresco di Francesco da Milano del Rinascimento” segnalano Aurora e Giorgia; “all’interno c’è un organo antico – aggiunge Melissa – chiamato callido: ce ne sono solo 200 in Italia”.

    “In cima c’è un’altra chiesa posizionata sopra i resti di un castello, vicino a una croce: si veniva qui a far prendere sonno ai bambini staccando un pezzetto di croce e mettendola sotto il cuscino – annotano i ragazzi affascinati dalla leggenda – si consacravano anche le caramelle per la gola”.

    “Lassù c’era una vista mozzafiato, peccato per la nebbia, ma la vista che c’era era comunque indescrivibile” assicura Francesco. “Per creare le città che conosciamo gli uomini hanno bonificato aree paludose lungo il fiume Piave, mentre per fare il vino hanno realizzato meravigliosi terrazzamenti che da lontano sembrano ricami”. “Abbiamo ammirato il paesaggio gustandoci la storia delle nostre colline, un patrimonio che tutto il mondo ci invidia” conclude Pietro.

    “Per me è stata un’uscita utilissima – commenta Nicholas -: ho imparato che non serve andare in capo al mondo per vedere delle cose belle, ma sono qui vicino a noi”.

    L’iniziativa, che si ripeterà in primavera, è parte di una articolata Unità Didattica di Apprendimento che intende promuovere la conoscenza del territorio locale e sensibilizzare i ragazzi sulla tematica ambientale, osservando da vicino la ricchezza della biodiversità, i fenomeni atmosferici (anche imprevisti) e i cambiamenti stagionali.

    Camminare insieme ha poi un profondo valore pedagogico ed educativo: un’esperienza di crescita personale e collettiva attraverso la fatica. Durante il percorso i ragazzi dialogano, si mettono in ascolto, riconoscono e rispettano ritmi diversi dal proprio, si aspettano e si aiutano se necessario, si fanno domande e cercano risposte anzitutto con gli occhi. Alla fine, meravigliosamente, evapora la fatica, proprio come brina al sole, e resta la bellezza del cammino, la bontà della condivisione, la ricchezza di quanto appreso.

    (Autore: Dplay)
    (Foto: Fondazione Balbi Valier)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Addio a Gagliano, fondatore della storica scuola guida e stimato insegnante. Venerdì il funerale

    Addio a Gagliano, fondatore della storica scuola guida e stimato insegnante. Venerdì il funerale

    E’ mancato ieri, domenica, circondato dall’affetto e dal calore dei suoi cari, Francesco Gagliano, 92 anni (ne avrebbe compiuti 93 tra pochi giorni), pievigino d’adozione, fondatore dell’omonima autoscuola e a lungo insegnante alle scuole medie.

    “La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma resta viva l’eredità di un uomo che ha fatto del dovere, del sacrificio e dell’amore per la famiglia i pilastri della propria esistenza”, le parole di cordoglio dei familiari.

    Nato a Gela, in Sicilia, il 18 gennaio 1933, Francesco lasciò l’isola poco più che ventenne e si trasferì in Veneto, dove si ambientò rapidamente e dove decise di stabilirsi per costruire il proprio futuro. Nel 1958, dopo aver conseguito il diploma di Perito Tecnico Industriale, affrontò e superò il concorso per la cattedra di Educazione Tecnica e, tra le varie località che gli si offrivano, scelse come sede la scuola media di Pieve di Soligo.

    Sin dall’inizio della sua attività didattica seppe farsi apprezzare dai colleghi e dagli studenti per la sua competenza e la passione per l’insegnamento, al punto che ancora oggi molti di loro lo ricordano con affetto e riconoscenza.

    Ma la sua straordinaria energia non poteva esaurirsi solo tra le mura scolastiche. Animato da un intenso spirito d’iniziativa, iniziò presto a lavorare come insegnante e istruttore in alcune scuole-guida, affrontando notevoli sacrifici pur di realizzare una propria attività professionale. Grazie alla sua forza di volontà, nel 1970 riuscì ad aprire la sua prima autoscuola “Gagliano” a Sernaglia della Battaglia alla quale, in seguito, si aggiunse una nuova e più grande sede a Pieve di Soligo.

    Nella realizzazione di questo impegnativo progetto non è mai stato solo: al suo fianco ha sempre avuto la moglie Liberia, compagna di vita fedele e consigliera preziosa, che lo ha sostenuto e incoraggiato con amore e saggezza in ogni momento.

    Francesco era stimato non solo per la sua competenza e la sua correttezza, ma anche per la simpatia naturale e l’umanità che hanno lasciato un segno duraturo in generazioni di amici, conoscenti e allievi. Aveva inoltre un profondo rispetto per le persone e per le regole, qualità che ha dimostrato in ogni circostanza della sua vita.

    Francesco ha vissuto intensamente la sua lunga esistenza, dallo sbarco degli americani a Gela, di cui è stato testimone, fino agli ultimi giorni di vita, ed ha sempre mantenuto in modo sorprendente una lucidità, una memoria e una capacità di giudizio ammirevoli. Ha avuto la fortuna di vivere un matrimonio lungo e felice e di aver avuto una grande famiglia unita intorno a sé.

    Per tutto questo la sua scomparsa lascia un profondo dolore e un vuoto incolmabile nel cuore della moglie Liberia, dei figli Nicola e Anna, dei nipoti Laura, Diana, Sara, Chiara e Luca, del genero Patrizio e della sua amorevole nuora Tiziana e i suoi pronipoti: Paolo, Giuseppe, Ginevra ed Emma.

    “L’esempio della sua vita resterà impresso anche nel cuore di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di apprezzare le sue doti umane e professionali”, concludono i familiari.

    Il funerale si terrà venerdì prossimo, alle 16.00, nel Duomo di Pieve di Soligo.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: per gentile concessione della famiglia)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Scuola dell’infanzia statale di Refrontolo, si riparte dal gioco: installata la nuova struttura esterna

    Scuola dell’infanzia statale di Refrontolo, si riparte dal gioco: installata la nuova struttura esterna

    Un nuovo castello di giochi svetta nel giardino della scuola dell’infanzia statale di Refrontolo, dell’Istituto comprensivo “Giuseppe Toniolo” di Pieve di Soligo.

    Dopo un periodo di attesa, i circa 50 piccoli alunni che frequentano il plesso possono tornare a godersi appieno le attività all’aperto in totale sicurezza. Gli eventi atmosferici intensi degli ultimi anni avevano infatti danneggiato irreparabilmente i giochi precedenti, rendendoli inutilizzabili e non più conformi alle rigorose normative vigenti.

    L’opportunità è stata resa possibile grazie a un importante impegno economico da parte dell’Amministrazione comunale di Refrontolo, che ha scelto una struttura ampia e moderna, adeguata alle esigenze di tutti i bambini. Un investimento che i piccoli hanno dimostrato di apprezzare immediatamente.

    Il rinnovamento della scuola non si è fermato al giardino. Il gruppo genitori ha unito le forze con le aziende e le attività commerciali locali e, grazie a una raccolta fondi dedicata, sono state acquistate due nuove librerie che andranno a costituire il cuore della biblioteca interna, offrendo ai bambini uno spazio rinnovato per la lettura e l’immaginazione.

    “L’installazione del gioco non è un episodio isolato”, affermano le insegnanti del plesso, “ma si inserisce in un quadro di costante attenzione del Comune di Refrontolo nel garantire il corretto funzionamento della scuola. Questo supporto si traduce quotidianamente anche in servizi essenziali per le famiglie, come il pre-scuola e il trasporto scolastico”.

    Molti sono poi i progetti che la scuola dell’infanzia di Refrontolo offre gratuitamente ai bambini iscritti, grazie alla presenza di insegnanti specializzate e al contributo del fondo d’istituto. Previsti per quest’anno scolastico sono: la pratica psicomotoria educativa per tutti i bambini, il progetto di inglese per medi e grandi e quello di musica con un esperto esterno, oltre alle iniziative di collaborazione costante con il territorio, in particolare con gli Alpini e la Pro Loco.

    (Autore: Dplay)
    (Foto: Istituto comprensivo “G. Toniolo” di Pieve di Soligo)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Un nuovo traguardo per l’Associazione Toti Dal Monte: Massimo Dall’Oglio consegue il Master in Musicoterapia con distinzione

    Un nuovo traguardo per l’Associazione Toti Dal Monte: Massimo Dall’Oglio consegue il Master in Musicoterapia con distinzione

    Un altro prestigioso successo accademico arricchisce il corpo docenti dell’Associazione Musicale Toti Dal Monte. Massimo Dall’Oglio, storico insegnante dell’istituto e figura di riferimento per la didattica nel territorio, ha conseguito lo scorso 9 dicembre 2025 il Master in Musicoterapia presso il centro studi ELBS, in collaborazione con il prestigioso Real Conservatorio Superior de Música de Madrid.

    Il percorso di Dall’Oglio si è concluso con la valutazione di “distinzione”, a testimonianza di un impegno costante e di una profonda sensibilità verso le potenzialità terapeutiche del linguaggio musicale.

    Un professionista al servizio della comunità

    La carriera di Massimo Dall’Oglio si distingue per una poliedricità che unisce l’insegnamento alla clinica. Oltre alla storica collaborazione con la “Toti Dal Monte”, Massimo è una figura chiave nella propedeutica musicale presso le principali scuole dell’infanzia del Quartiere del Piave, dove da anni avvicina i più piccoli al mondo dei suoni.

    La sua specializzazione in Musicoterapia trova inoltre applicazione pratica presso il Centro Contatto della Dott.ssa Elena Barel a Pieve di Soligo, dove opera come specialista, mettendo le proprie competenze a disposizione del benessere psicofisico dei pazienti attraverso percorsi riabilitativi e preventivi.

    Il plauso dell’Associazione

    Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Associazione Musicale Toti Dal Monte, Giancarlo Nadai, che ha sostenuto con convinzione questo percorso di crescita.

    “Il traguardo raggiunto da Massimo ci riempie di orgoglio,” commenta Nadai. “È la conferma di come i nostri docenti non smettano mai di mettersi in gioco per elevare la qualità dell’offerta formativa. Massimo ha saputo conciliare l’attività didattica con uno studio rigoroso, dimostrando una dedizione esemplare che sarà di grande stimolo per tutti i nostri allievi”.

    Da parte sua, Massimo Dall’Oglio ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento proprio al Presidente Nadai, figura fondamentale che lo ha seguito, motivato e stimolato costantemente lungo tutto questo impegnativo ma gratificante cammino professionale.

    Il successo di Massimo rappresenta un valore aggiunto non solo per l’Associazione, ma per l’intero panorama educativo e sociale del territorio, confermando la musica come strumento fondamentale di cura e crescita umana.

    (Autore: Dplay)
    (Foto: Associazione Toti Dal Monte)
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  • Oggi l’ultimo saluto ad Amalia Viviani, per 15 anni alla guida dell’Associazione Viezzer

    Oggi l’ultimo saluto ad Amalia Viviani, per 15 anni alla guida dell’Associazione Viezzer

    L’associazione “Fabrizio Viezzer” di Soligo (frazione di Farra di Soligo) piange la scomparsa di Amalia Viviani, vedova Pansolin, genitore e prima presidente del sodalizio dell’associazione, che ha guidato per 15 anni, “quelli più importanti e difficili in un periodo in cui la disabilità veniva vissuta tra le mura domestiche, quasi fosse una colpa”.

    L’associazione si occupa infatti di dare sostegno alle famiglie con persone con disabilità e proprio quell’ente, in questo momento di cordoglio, ha voluto ricordare tutto l’impegno della signora, scomparsa in questi giorni all’età di 96 anni.

    “Ha saputo raccogliere le paure ed esigenze di tante famiglie, dandone forma e presentandole alle istituzioni”, ha fatto sapere l’associazione.

    Come ha affermato Angelo Cremasco, attuale vicepresidente, “Amalia ha saputo interagire con gli enti del territorio, portando le istanze di tante realtà difficili. Ha cercato sempre le possibili soluzioni, anche perché lei stessa era genitore e conosceva bene le necessità che ogni famiglia si trova a vivere”.

    Durante i suoi mandati sono state messe le basi di quella che sarebbe stata la comunità alloggio “Una casa tra le case”, in quanto aveva già intuito che il cosiddetto “Dopo di noi” sarebbe diventato un problema da gestire con responsabilità, aiutando e affiancando le famiglie nei momenti di maggior fatica, specialmente quando non sono più in grado di accudire in autonomia il proprio figlio.

    “Pensare ad Amalia significa ricordare una vita spesa per la famiglia e al servizio delle persone fragili – ha dichiarato l’associazione Viezzer -. Non ha cercato visibilità né riconoscimenti, ma lascia un segno profondo, silenzioso e duraturo nella vita di molti”.

    “Il suo impegno non era fatto di gesti straordinari, ma di una straordinaria quotidianità: l’ascolto paziente, l’aiuto concreto, il rispetto profondo per la dignità di ogni persona – ha proseguito l’ente -. Oggi lei lascia un grande vuoto ma ancora più grande è l’eredità che ci affida. Il suo esempio ci ricorda che il tempo donato agli altri non va mai perduto, che la vera inclusione nasce dai gesti semplici e che la solidarietà si costruisce giorno dopo giorno, con coerenza e umanità”.

    Amalia Viviani lascia i figli Donatella con Lino, Fabio, il nipote Andrea con Elisabetta, i pronipoti Arianna e Davide, le sorelle, il cognato e tutti i parenti.

    Il funerale sarà celebrato oggi lunedì alle ore 14.30 nel Duomo di Pieve di Soligo. Dopo la funzione funebre, la salma verrà tumulata nel cimitero pievigino.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Onoranze funebri Colletto)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Un anno sulle note di Don Mansueto: concerti, studi e un finale inedito

    Un anno sulle note di Don Mansueto: concerti, studi e un finale inedito

    Si avvia alla conclusione l’anno dedicato a Don Mansueto, promosso in occasione del centenario della sua nascita.

    Un percorso iniziato il 5 febbraio 2025 e che si chiuderà simbolicamente il 5 febbraio 2026, nel periodo del suo compleanno, dopo dodici mesi intensi di concerti, studi e momenti di approfondimento che hanno riportato al centro dell’attenzione una figura di grande rilievo per la cultura musicale e spirituale del territorio.

    A tracciare il bilancio è l’avvocato Danilo Riponti, coordinatore del Comitato per le celebrazioni. “È stato un anno molto intenso, ricco di concerti e di esperienze davvero significative – spiega – ma soprattutto di ricerca su un nostro conterraneo che ha dato lustro alla cultura del Solighese e del Trevigiano in generale. Credo sia stato fatto un lavoro importante per diffondere il valore di questo straordinario musicista-sacerdote”.

    Don Mansueto viene ricordato non solo per il suo ministero, ma anche per una produzione musicale complessa e potente. “Era straordinario sia come musicista che come sacerdote – sottolinea Riponti – la sua musica non era e non è semplice, perché ispirata ai criteri della dodecafonia. È una musica articolata, impegnativa, ma allo stesso tempo molto potente, capace di lasciare un segno profondo”.

    Fondamentale, nel percorso celebrativo, il lavoro corale di studiosi, musicisti e organizzatori. “Sono stato molto lieto di aver coordinato il comitato organizzatore – aggiunge Riponti – soprattutto per l’attività di entusiasta ricerca che abbiamo portato avanti sulla figura di Don Mansueto, insieme al maestro Giancarlo Nadai e ai ragazzi della Piccola Orchestra Veneta, oltre a tutti coloro che hanno collaborato dal punto di vista organizzativo. Tutti abbiamo cercato di dare una mano e credo che il risultato di far conoscere questa grande figura sia stato pienamente raggiunto”.

    Il cammino si concluderà con un ultimo concerto in occasione del compleanno di Don Mansueto. La data precisa verrà comunicata nei prossimi giorni, dal momento che la ricorrenza cade in settimana e il concerto potrebbe essere programmato la domenica successiva e forse articolarsi in due distinti eventi.

    Con ogni probabilità il concerto si terrà alla Chiesa di Soligo, dove Don Mansueto è nato, e in questa solenne occasione si proporrà al mondo un’opera inedita di D.Mansueto, un quartetto d’archi mai eseguito prima d’ora, intitolato “I sette vizi capitali”.

    “Ricordo a tutti – conclude Riponti – che con questo evento si chiuderà questo bellissimo anno di musica e cultura , grato al grande pubblico che con la sua intensa presenza ha dimostrato di apprezzare i concerti che si sono succeduti, e sono certo che moltissime persone del nostro territorio, e non solo, abbiano potuto riscoprire una straordinaria figura di artista e sacerdote”.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto e video: Simone Masetto)
    (Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
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  • “Il fatto che il male esista mi angustia”, carteggio fra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon, venerdì la presentazione del libro

    “Il fatto che il male esista mi angustia”, carteggio fra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon, venerdì la presentazione del libro

    Venerdì 16 gennaio alle 20.30 l’Auditorium “Battistella-Moccia” di Pieve di Soligo ospiterà la presentazione del volume Il fatto che il male esista mi angustia. Carteggio fra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon (1937–1947), pubblicato da Molesini Editore Venezia e curato da Silvia Volpato e Giovanni Zanzotto. L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale e si inserisce nel calendario culturale cittadino dedicato alla valorizzazione della lettura e della memoria letteraria del territorio.

    Il libro restituisce al pubblico il carteggio giovanile tra Andrea Zanzotto e Attilio Zambon, amici fin dagli anni della formazione. Le lettere, scritte tra il 1937 e il 1947, raccontano un confronto intenso e profondo, nel quale la tensione poetica e spirituale di Zanzotto dialoga con il rigore scientifico e umano di Zambon. Ne emerge un ritratto incrociato di due giovani intellettuali legati da una forte amicizia, dal comune paesaggio delle colline trevigiane e dall’esperienza storica di un’epoca segnata dalla guerra. Il volume include anche una poesia inedita di Zanzotto dedicata all’amico.

    A introdurre e moderare la serata sarà Gian Mario Villalta. Sono previsti gli interventi di Giovanna Frene, Andrea Molesini, Silvia Volpato e Giovanni Zanzotto. L’ingresso sarà libero.

    L’appuntamento rientra nella rassegna “La Pieve che Legge”, realizzata in collaborazione con la libreria La Pieve. Il progetto, al via da gennaio 2026, accompagnerà il pubblico per tutto l’anno con incontri mensili dedicati agli autori e alle nuove uscite editoriali. Durante le serate, i lettori volontari de “Gli Spaginati” proporranno brani tratti dai libri presentati, contribuendo a creare un clima di ascolto e partecipazione. Al termine dell’incontro sarà inoltre possibile acquistare il volume e richiederne una copia autografata.

    Andrea Zanzotto, nato a Pieve di Soligo nel 1921 e scomparso nel 2011, è considerato una delle voci più alte della poesia contemporanea italiana. Accanto all’attività poetica, che comprende opere fondamentali come Dietro il paesaggioLa beltà e Il Galateo in bosco, ha lasciato un’importante produzione in prosa, tra saggi, traduzioni e racconti. Attilio Zambon, nato a Possagno nel 1917 e morto a Treviso nel 1991, dopo l’infanzia trascorsa a Pieve di Soligo si laureò in Matematica e Fisica a Padova. Segnata dalla prigionia nei campi di concentramento tedeschi durante la guerra, la sua vita professionale proseguì nell’insegnamento e nella dirigenza scolastica, affiancata da studi scientifici di rilievo.

    (Autore: Redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Archivio Qdpnews.it)
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