Category: Pieve di Soligo

  • Lieto fine per Kitty, ritrovata la “mascotte” dell’ufficio postale: “Ora è di nuovo a casa”

    Lieto fine per Kitty, ritrovata la “mascotte” dell’ufficio postale: “Ora è di nuovo a casa”

    Ritrovata poche ore dopo l’appello lanciato su Qdpnews.it. Lieto fine per la gattina Kitty, mascotte dell’ufficio postale di Pieve di Soligo, in via Domenico Martin.

    Da dove la simpatica micetta, una trovatella di 5 anni, era sparita improvvisamente lo scorso lunedì. Immediate le ricerche scattate da parte del personale delle Poste, ormai molto affezionato alla gattina, così come gli utenti abituali dell’ufficio.

    Purtroppo, sino a questa mattina, senza esito. Poi, anche dopo l’articolo pubblicato ieri, mercoledì, sul nostro sito, la svolta positiva. Kitty era finita a Farra di Soligo, “ospite” temporanea di una famiglia che, vedendola in giro smarrita, l’aveva presa con sé.

    E che, riconoscendola in foto, ha subito contattato l’ufficio postale di Pieve: “Ci hanno chiamato questa mattina, dicendo di avere con loro la gattina – spiegano dalle Poste di via Martin – Siamo subito partiti per andare a prenderla e riportarla a casa“. Cioè in Posta, dove ora Kitty tornerà a far compagnia al personale e ad accogliere i clienti come ha sempre fatto.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Qdpnews.it)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • “La mia Pieve amata sempre come una famiglia”:  toccante cerimonia in Comune per il Cavalier Bernardi

    “La mia Pieve amata sempre come una famiglia”: toccante cerimonia in Comune per il Cavalier Bernardi

    “Sono commosso perché non avrei mai pensato di meritare tanto. Ho sempre amato la mia Pieve come fosse stata la mia famiglia. Sono tanto riconoscente a tutti coloro che si sono attivati e hanno gioito per questa mia onorificenza. Grazie di vero cuore”.

    Queste le commosse parole del pievigino Raoul Bernardi, che ha recentemente compiuto 91 anni, in occasione della cerimonia di conferimento dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, svoltasi questa mattina, giovedì, in Comune a Pieve di Soligo, alla presenza del sindaco, Stefano Soldan, che da buon “padrone di casa” ha coordinato l’evento facendo saluti iniziali e ringraziamenti, dell’assessore Valentina Lucchetta, di vari amministratori locali, del Prefetto, Angelo Sidoti, e dei rappresentanti del Nucleo Quartier del Piave dell’Aeronautica, di cui Bernardi è tuttora socio.

    Esponente di una nota famiglia da sempre legata alla città del Quartier del Piave, storico negoziante del centro del capoluogo e cugino del poeta Andrea Zanzotto, Raoul Bernardi si è costantemente distinto per il suo impegno nelle attività di promozione della memoria storica e della cultura locale, in particolare nel ruolo di direttore dell’Archivio parrocchiale del Duomo di Santa Maria Assunta.

    “Ci ritroviamo oggi in un momento di alto profilo civico e morale, per rendere omaggio a una persona che, con il proprio impegno, il proprio esempio e il proprio senso del dovere, ha saputo onorare i valori fondanti della nostra Repubblica – le parole lette, a nome dell’Amministrazione comunale pievigina, dall’assessore Valentina Lucchetta – Il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere Al Merito della Repubblica Italiana non rappresenta soltanto un riconoscimento personale, ma costituisce anche un messaggio forte e chiaro rivolto all’intera comunità: il merito, la dedizione, la responsabilità e il servizio al bene comune sono valori che lo Stato riconosce e intende valorizzare”.

    E ancora. “Il signor Raoul Bernardi, attraverso il suo percorso umano e professionale, ha dimostrato con i fatti un profondo senso civico, distinguendosi per serietà, competenza e spirito di servizio – ha proseguito il discorso ufficiale – Le sue azioni hanno contribuito in modo concreto al progresso sociale, culturale e civile, diventando esempio positivo per le nuove generazioni e motivo di orgoglio per la nostra comunità. Questa onorificenza, concessa dal Presidente della Repubblica, non celebra soltanto i risultati raggiunti, ma riconosce soprattutto i valori che hanno guidato il suo operato: l’impegno costante, il rispetto delle istituzioni, la solidarietà e l’attenzione verso gli altri. A nome dell’Amministrazione comunale, desidero quindi esprimere al Cavaliere Raoul Bernardi le più sincere congratulazioni, unitamente a un sentito ringraziamento per quanto ha saputo donare alla collettività con il suo esempio e la sua testimonianza”.

    La comunicazione ufficiale era arrivata lo scorso 16 settembre, proprio dal prefetto di Treviso, Angelo Sidoti. Un riconoscimento meritato per un cittadino di Pieve di Soligo capace di offrire un contributo significativo alla valorizzazione della cultura, della memoria archivistica, della musica, delle tradizioni e del senso di comunità della città e del territorio circostante.

    Ancora oggi attivo in questo servizio, Bernardi ha saputo con dedizione ricercare, ordinare, conservare e rendere accessibile a tutta la collettività il ricco patrimonio di storia religiosa della comunità cristiana di Pieve di Soligo.

    Nel corso di molti anni si è fatto promotore di numerose iniziative volte al recupero e alla valorizzazione delle testimonianze storiche generate dalla fede delle generazioni passate. Emblematico, in tal senso, è l’intervento sull’Oratorio del Calvario, adiacente alla chiesa di San Martino, autentico gioiello architettonico restituito all’antico splendore grazie all’intenso lavoro del Comitato per il restauro della Cal Santa e dell’oratorio stesso, da lui presieduto. Da questa significativa esperienza è scaturita anche la preziosa pubblicazione La Cal Santa e il suo Calvario, edita in occasione della Pasqua del 2017.

    Appassionato fotografo, attento cultore e instancabile raccoglitore di racconti, memorie, tradizioni e frammenti di vita del passato, Bernardi rappresenta da sempre un punto di riferimento autorevole per quanti ricercano notizie o immagini relative a persone ed eventi della storia locale.

    Estimatore della vita e dell’opera del compianto ministro Francesco Fabbri, Raoul Bernardi ha sempre dimostrato profonda considerazione per le figure più illustri della storia di Pieve di Soligo, distinguendosi in particolare nel ruolo di presidente della Associazione Grandi Concerti, che ha saputo offrire alla comunità pagine di musica di alto livello con i Berliner Poliphonicker, Gran Teatro La Fenice, Radio Televisione di Belgrado e appuntamenti di grande rilievo in occasione di ricorrenze e anniversari significativi.

    “L’Amministrazione Comunale desidera pertanto manifestare pubblicamente la propria gratitudine per quanto realizzato, riconoscendo in Raoul Bernardi una figura che, con il suo operare, ha onorato e valorizzato la nostra città – ha concluso Lucchetta – Grazie con stima e riconoscenza”.

    “E’ stato per noi un grande orgoglio essere presenti a questa cerimonia – ha chiosato il sergente Ennio Palmisano, caponucleo della sezione trevigiana Quartier del Piave dell’Aeronautica – Il neo Cavaliere Bernardi, oltre ad essere ancora un nostro socio, è stato il primo caponucleo della sezione fondata a Pieve nel 1964. Quindi, visto tale forte legame, è da sempre una persona molto importante per la nostra realtà e storia”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Comune di Pieve di Soligo)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Sparita Kitty, la gattina “mascotte” dell’ufficio postale: “Aiutateci a ritrovarla”

    Sparita Kitty, la gattina “mascotte” dell’ufficio postale: “Aiutateci a ritrovarla”

    E’ la mascotte dell’ufficio postale di via Domenico Martin, dove è stata praticamente “adottata” da impiegati, personale e clienti abituali.

    I quali stanno però vivendo ore d’angoscia perché, da lunedì scorso, di Kitty, la gattina bianca di 5 anni delle Poste di Pieve di Soligo, non c’è più traccia. Sparita nel nulla.

    “E’ una gattina molto socievole, a cui tutti vogliamo molto bene – hanno spiegato alcuni addetti dell’ufficio postale – Stava sempre con noi, tanto che ormai da 5 anni, da quando l’abbiamo ‘adottata’, era diventata la nostra mascotte, una presenza fissa”.

    Molto amata ai dai clienti, abituati a vederla lì, tra una pratica e l’altra, mentre si aggirava per i locali o riposava in qualche anfratto.

    La simpatica trovatella, abituata ad andare “avanti e indietro” in quella zona, stavolta però non è più rientrata a “casa” e quasi subito, con grande apprensione del personale delle Poste, sono scattate le ricerche. Al momento ancora senza esito.

    “Abbiamo guardato dappertutto, ma non si trova – concludono dall’ufficio postale – Se qualcuno la dovesse vedere in giro ci avvisi subito o venga direttamente in Posta. Gliene saremmo molto grati”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Qdpnews.it)
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  • Cristina Pavesi, 35 anni dopo: gli studenti del “Casagrande” raccontano l’assalto al treno con una nuova pagina Wikipedia

    Cristina Pavesi, 35 anni dopo: gli studenti del “Casagrande” raccontano l’assalto al treno con una nuova pagina Wikipedia

    Un minuto di silenzio, e poi l’intervento dei protagonisti con la presentazione pubblica della nuova pagina Wikipedia intitolata “Assalto al treno portavalori Venezia-Milano”, online da qualche giorno.  

    Cristina Pavesi è stata commemorata così a 35 anni dalla sua morte dagli studenti dell’Isiss Marco Casagrande di Pieve di Soligo, nell’ambito del progetto “L’altra economia” cui la scuola ha aderito in collaborazione con Ufficio Scolastico regionale del Veneto, Unioncamere Veneto, Camera di commercio di Venezia e Rovigo e “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. Pavesi, classe 1968, di Conegliano, era una studentessa universitaria di Lettere e rimase vittima di un attentato della mafia del Brenta di Felice Maniero il 13 dicembre 1990.

    La serata – tenutasi nell’Auditorium Battistella Moccia – ha accolto i saluti del sindaco Stefano Soldan, che ha espresso gratitudine “ai ragazzi e all’Istituto Casagrande per aver elaborato questa iniziativa in memoria di Cristina Pavesi, un impegno che dà nuova memoria a una pagina buia del Veneto e dell’Italia”.

    Poi è intervenuto Mattia Gastaldi, sindaco di Campolongo Maggiore (Venezia), che sottolineato come il suo comune, oggi, non può più essere nominato solo come quello che ha dato i natali al boss della Mafia del Brenta Felice Maniero: tante sono state e sono tuttora le iniziative, che Campolongo Maggiore ha cambiato volto, e ora è un paese che si impegna al massimo per trasmettere il messaggio per cui è necessario costruire in maniera sempre più netta una cultura della legalità.

    Cuore dell’evento, la presentazione da parte degli studenti poi della 4A Liceo delle scienze umane del frutto del loro lavoro, appunto la nuova voce di Wikipedia dedicata a Pavesi intitolata “Assalto al treno portavalori Venezia-Milano”, ricca di bibliografia e articolata in varie sezioni: introduzione, progettazione della rapina, assalto al treno, indagini e processo, e attività di memoria di Cristina Pavesi.

    Su questo, hanno anche detto, è stato importante il contributo, nella progettazione e nella scrittura della voce, dato dai revisori wikipediani, che hanno aiutato ragazzi e docenti a formattare la voce secondo i canoni di Wikipedia, secondo la logica di scrittura cooperativa che sta alla base dell’enciclopedia online più importante del mondo.

    La seconda parte della serata è stata dedicata alla conferenza e al dialogo con il giornalista padovano Gianni Belloni, esperto sul tema della penetrazione delle mafie in Veneto. Al centro del suo intervento l’osservazione per cui la presenza e l’opera criminale delle mafie – specie la ‘Ndrangheta di origine calabrese – in Veneto non deve essere paragonata, come spesso si fa, ad un cancro che fa ammalare un organismo sano, bensì, piuttosto, ad un liquido di contrasto durante una TAC: una specie di cartina al tornasole, cioè, che ci rivela lo stato di salute della nostra società e della nostra economia. Come a dire: le mafie ci sono e operano trovando spazio là dove è la stessa economia “legale” a concederglielo o, addirittura, a richiedere i suoi servizi (ad esempio nel settore del recupero crediti oppure in quello della fornitura di manodopera a basso costo).

    L’evento si è concluso con i saluti della dirigente scolastica del “Casagrande”, Gaetanina Da Fermo, che ha sottolineato l’impegno della scuola sul fronte dell’educazione ai valori costituzionali della legalità e della partecipazione attiva alla vita democratica del nostro Paese.

    Sono seguiti, infine, gli interventi di Chiara Vecchio e di Gianluca Ascione. La prima, rappresentante della sezione trevigiana di “Libera” ha elogiato gli studenti per la loro opera di valorizzazione della memoria di Cristina Pavesi. Il secondo, autore del libro biografico su Pavesi, testo che è servito come principale fonte di riferimento per la scrittura della voce di Wikipedia da parte degli studenti, ha a sua volta ringraziato l’istituto, auspicando una sempre maggiore collaborazione fra il mondo della scuola e quello della società civile.

    (Autore: Beatrice Zabotti)
    (Foto: Isiss Marco Casagrande)
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  • Una lunga tradizione familiare nel Jazz Manouche di Gianluca Viezzer

    Una lunga tradizione familiare nel Jazz Manouche di Gianluca Viezzer

    Un sodalizio antico quello tra la musica e Gianluca Viezzer, violinista e polistrumentista trevisano di Pieve di Soligo, la cui storia musicale ha origini lontane.

    Gianluca è introdotto alla musica alla tenera età di tre anni e mezzo dalla madre Eleonora Mometti, pianista e insegnate alla scuola di musica “Corelli” di Vittorio Veneto, che gli regala il suo primo violino. L’aspirante musicista dimostra fin da subito una passione e un talento molto peculiari, a cui di certo contribuisce una genetica familiare ricca di eredità melodica.

    Mentre ricostruisce ai nostri microfoni l’albero genealogico della sua famiglia, capiamo che Gianluca la musica ce l’ha nel sangue: dotato di orecchio assoluto – la rara capacità di identificare l’altezza di una nota musicale con precisione, senza riferimenti esterni – il violinista pievigino ci racconta di alcuni musicisti della sua famiglia. Tra questi, oltre alla madre, spicca sicuramente lo zio del nonno paterno, il fu don Mansueto Viezzer, pianista, organista e compositore conosciutissimo, cappellano della Casa per Anziani di Pieve di Soligo e direttore della Corale “San Gallo” di Soligo, la cui memoria è conservata dall’associazione che porta il suo nome; ma va ricordato anche Angelo Mometti, prozio della madre e violinista “da osteria”, che, in duo con l’artista di strada e suonatore di sega musicale Mario Pansolin, Renga per gli amici, tra gli anni ’50 e ’60 ha intrattenuto i compaesani in molte serate al ristorante Alla Colomba di Pieve di Soligo e nelle vecchie balere del Quartier del Piave, e il cui ricordo è mantenuto vivo da alcune fotografie che ancora oggi si possono osservare in certi locali di Pieve di Soligo.

    Erede di una tradizione artistico-musicale piuttosto importante, Gianluca intraprende una formazione classica e ottiene giovanissimo svariati riconoscimenti. Dopo il diploma superiore, nel 2009 vive un’esperienza importante nell’orchestra della University of California di Los Angeles. Qui scopre nuove direzioni musicale e possibilità espressive diverse da quelle della musica classica europea. Inizia allora ad avvicinarsi ai molti generi della musica afro-americana, tra cui il jazz per cui maturerà una passione profonda.

    Il giovane violinista è attratto da questo genere per il gesto istintivo ed estemporaneo che questo tipo di musica richiede, e inizia in tal modo una carriera piuttosto particolare che lo porterà a distanziarsi dalla rigidità degli istituti musicali che a suo dire «tolgono anima alla musica riducendola a logiche materiali».

    La ricerca di un’alternativa più autentica lo porterà a viaggiare in Europa, stabilendosi prima a Londra e poi tra il 2015 e il 2017 a Parigi. A Londra nel 2011 vede per la prima volta il gypsy jazz suonato dal vivo e rimane «affascinato dalle melodie gitane, dalla forma particolarissima delle chitarre e dal modo in cui il suono del violino si fondeva con quelle armonie e suoni».

    Da quel momento nulla è più come prima, e Gianluca inizia un percorso che lo porterà proprio a Parigi tra le strade di Montmartre, per cercar di svelare i segreti di questo genere lì dove era nato negli anni Trenta, dai virtuosismi chitarristici di Django Reinhardt.

    La realtà zingaresca degli artisti di strada piace molto a Gianluca che, rientrato in Italia, inizia ad esibirsi come Gege Viezzi in molti locali in giro per la Penisola, dove incontra e collabora con molti musicisti, partecipando in svariate formazioni nelle quali ricopre sempre un ruolo di primo piano. L’idea del nomignolo deriva dall’esperienza parigina e dalla volontà quindi di proporsi ad un pubblico più internazionale.

    Dopo il periodo del Covid, che ha portato non poche difficoltà alla sua attività artistica, nel 2024 Gianluca incontra dei musicisti con i quali costruire un rapporto duraturo: insieme a Tobia Davico e Francesco Greppi alla chitarra e Pippi Dimonte al contrabbasso, forma il Gege Viezzi Quartet. Con questa nuova formazione dal respiro nazionale – Davico è torinese, Greppi di Pisa e Dimonte lucano – Viezzer raggiunge l’apice del suo rapporto con il jazz manouche, pubblicando il suo primo album dal titolo Swing de Venice, una raccolta di standard, con qualche inedito, che rappresenta il coronamento del percorso iniziato a Parigi.

    Artista poliedrico ormai maturo e poco incline a cedere a compromessi con le necessità dell’industria musicale, Gianluca Viezzer, alias Gege Viezzi, raccoglie la sua eredità familiare senza dimostrare interesse per il successo mediatico o accademico. Sua prima ambizione sembra piuttosto quella di dare sfogo a una passione artistica genuina quanto rigorosissima e sempre protratta al futuro.

    Instancabile ricercatore di nuove armonie e tradizioni musicali, a microfoni spenti ci rivela che negli ultimi tempi si sta spingendo ancor più «verso est», sperimentando nuovi arrangiamenti di brani tipicamente balcanici: “Dalla musica gitana ho tratto molto” dichiara, ”ma ultimamente sta diventando troppo inflazionata, l’ambiente è estremamente concorrenziale e la qualità sembra sempre l’ultima cosa importante”, e aggiunge: “Con il gruppo stiamo sperimentando molto e sono convinto che presto potremmo proporre un nuovo repertorio di inediti”.

    (Autore: Bruno Gasparetto)
    (Foto: Bruno Gasparetto)
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  • Maxi abbandono di rifiuti in via Toti dal Monte: “Vergognoso, pagheranno il massimo per ogni sacco”

    Maxi abbandono di rifiuti in via Toti dal Monte: “Vergognoso, pagheranno il massimo per ogni sacco”

    Ben 11 sacchi neri con dentro di tutto, compresi gli elementi che presto potrebbero “incastrare” gli autori dell’incivile abbandono che si è verificato questa mattina, lunedì, lungo via Toti dal Monte, dove ignoti (ancora per poco) hanno gettato a terra, ai margini della carreggiata, rifiuti di ogni tipo.

    Peccato che, all’interno dei sacchi, ci fossero anche fatture e scontrini “rivelatori” della possibile identità dei responsabili del grave gesto. “Sono in corso le indagini a cura della nostra Polizia Locale e speriamo presto di poter dare un volto e un nome a questo incivili – il commento del sindaco, Stefano Soldan – Intanto i rifiuti, una notevole quantità, sono stati già rimossi e smaltiti. Una cosa posso garantire: faremo pagare ai responsabili il massimo della sanzione prevista (oltre 400 euro, ndr. per ogni singolo sacco abbandonato, più le spese per intervento e smaltimento”.

    Dure anche le parole di Mohammed Hammouch, assessore all’Ambiente: “Quello che si è visto è inaccettabile: grandi sacchi neri abbandonati a bordo strada, come se il territorio fosse una discarica a cielo aperto. Questo non è un errore né una distrazione, ma un atto di totale inciviltà. È evidente che ci sono ancora persone che si ritengono più furbe degli altri e credono di poter ignorare le regole rispettate dalla maggioranza dei cittadini ogni giorno. A queste persone non deve essere riservata alcuna tolleranza. Le sanzioni dovrebbero essere esemplari per tali comportamenti. Durante l’ultima giornata ecologica, grazie all’impegno dei cittadini, sono stati raccolti circa 300 kg di rifiuti in poche ore. Questo dimostra che mentre molti fanno la propria parte, qualcun altro continua a comportarsi in modo irresponsabile. Abbandonare rifiuti lungo le strade è un gesto vergognoso che danneggia l’ambiente e offende l’intera comunità”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Comune di Pieve di Soligo)
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  • Il nuovo anno regala subito una Luna “super”

    Il nuovo anno regala subito una Luna “super”

    Non sarà una “superluna” come quella “del castoro” che in tantissimi hanno ammirato a novembre o quella dello scorso San Nicolò, ma nei cieli trevigiani oggi pomeriggio si è visto comunque un bello spettacolo offerto dalla natura.

    In tanti, alzando lo sguardo, hanno notato che già ben prima del tramonto una luna (piena quasi al 100%) particolarmente luminosa ha fatto capolino nei cieli trevigiani, regalando emozioni e suggestioni senza nemmeno dover attendere il buio, che potrà in ogni caso amplificare il tutto.

    Secondo il calendario delle fasi lunari, oggi il satellite della terra è in fase gibbosa crescente, e sarà “piena” domani e dopodomani, iniziando subito dopo a calare fino a “scomparire” del tutto poco dopo la metà del mese.

    La luna piena successiva è attesa per il 2 febbraio.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Qdpnews.it)
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