Nel segno della tradizione: la Cerimonia di benedizione del fuoco e la partenza dei tedofori

Come tradizione vuole, la sera del 5 gennaio è riservata al Panevin, il falò che riunisce la collettività, con il rogo della “vecia”, di fronte a un bicchiere di vin brulé e a una fetta di pinza.

Dal 1993 il Consorzio delle Pro loco del Quartier del Piave ha fatto della tutela e della valorizzazione di questa usanza uno dei propri obiettivi principali, impegnandosi a preservare una tradizione che, con l’avvento della modernità e delle nuove tecnologie, rischiava di andare perduta. 

Negli ultimi anni, il Panevin è stato rilanciato grazie a una serie di iniziative mirate, capaci di coniugare rispetto della tradizione e attenzione ai temi attuali.

Tra queste, l’introduzione del Panevin ecologico, in linea con la crescente sensibilità ambientale, che prevede l’utilizzo esclusivo di legna vergine e il rispetto di precise regole e indicazioni, affinché tutti i falò siano allestiti secondo tradizione e nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Una tradizione che lunedì sera si è espressa nella Cerimonia di benedizione del fuoco e nella partenza dei tedofori, un appuntamento organizzato dalla Pro loco di San Pietro di Feletto, sul sagrato della chiesa della frazione di Rua di Feletto.

Un appuntamento (presentato da Nicola Sergio Stefani) costruito sulla cornice tematica della “Tradizione del fuoco”, grazie al sottofondo canoro e musicale dei Cantori da Filò del Quartier del Piave e della 1906 Feletto Band.

Presenti all’iniziativa i sindaci del territorio assieme al primo cittadino di San Pietro di Feletto Cristiano Botteon, l’onorevole Gianangelo Bof, una rappresentanza del Consorzio delle Pro loco del Quartier del Piave, il vicepresidente di Banca Prealpi SanBiagio (che ha supportato l’iniziativa assieme ad altri sponsor) Flavio Salvador e il presidente del Gal Alta Marca Trevigiana Giuseppe Carlet, i quali hanno portato i propri saluti.

Non sono mancati gli Alpini, con i rappresentanti della Sezione Ana di Conegliano e il suo presidente Francesco Botteon, diverse Pro loco del territorio, gli Artiglieri e associazioni combattentistiche, realtà associative varie presenti con i loro labari, il gruppo Trevisani nel mondo, l’Avis territoriale, l’associazione Viezzer.

“Insieme a quattro colleghi abbiamo portato avanti un emendamento su una deroga riguardante i falò, che fanno parte delle nostre tradizioni – il commento dell’onorevole Bof -. Ringrazio gli Alpini e il volontariato, che è il motore del Veneto: grazie per le iniziative che promuovono il territorio”.

Federico Della Puppa, site manager dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Unesco, ha osservato che è “una grossa responsabilità e un piacere lavorare con e per questo territorio. Siamo un territorio Unesco giovane, che ha dimostrato di saper fare molto e dobbiamo dimostrare al mondo quello che sappiamo fare. Quello che abbiamo di fronte è il racconto di quello che siamo stati e che possiamo raccontare alle prossime generazioni”.

Un rito ancestrale che sopravvive: è questa la definizione che si può attribuire al Panevin, questa sera preceduto dalla cerimonia della benedizione del fuoco, presieduta dal vescovo monsignor Riccardo Battocchio alla presenza di don Adriano Bazzo e don Mirco Miotto.

“Con il segno del fuoco e della luce iniziamo questo momento di preghiera: che questo fuoco porti luce e consolazione a tanti oggi” le parole del vescovo.

La benedizione del fuoco ha visto quindi l’arrivo dei tedofori, in rappresentanza dei Comuni di Vidor, Cison di Valmarino, Miane, Moriago della Battaglia, Farra di Soligo, Follina, Susegana, Revine Lago, Sernaglia della Battaglia, Pieve di Soligo, Refrontolo, Tarzo e San Pietro di Feletto.

Prima di percorrere chilometri a piedi, così da raggiungere i diversi Panevin del Quartier del Piave e della Vallata, i tedofori hanno attinto al fuoco benedetto con le loro torce: un momento dalla forte valenza simbolica.

Nel frattempo Arcangelo Marcon, presidente della Pro loco di San Pietro di Feletto, ha ringraziato tutti i presenti e i tedofori per la partecipazione, mentre il sindaco Cristiano Botteon ha affermato quanto fosse “un belvedere e un onore” vedere tutta quella gente.

Il presidente regionale delle Pro loco Rino Furlan ha ricordato che in Italia ci sono 7 mila Pro loco, di cui quasi 600 in Veneto, con 50 mila volontari “che lavorano silenziosamente”.

Ha quindi ricordato la necessità di difendere le tradizioni, “che vengono invidiate da altre regioni e nelle altre province del Veneto”, ringraziando Mauro Canal (sindaco di Refrontolo), con cui ha messo a punto le modalità tecniche su come organizzare tali manifestazioni in sicurezza.

La cerimonia si è conclusa con il simbolico “passaggio della scopa” tra il sindaco Botteon e l’assessore di Pieve di Soligo Federico Fantin.

Tutto di fronte al presidente della Pro loco di Pieve di Soligo Mauro Gai, a cui il prossimo anno spetterà l’organizzazione della cerimonia della benedizione del fuoco.

I Panevin nella Marca

A Treviso il sindaco Mario Conte ha partecipato ai Panevin di San Paolo, Sant’Angelo e San Giuseppe: “Ho vissuto l’importanza della comunità – ha raccontato il primo cittadino sui social -. Attorno al fuoco si ritrova lo spirito ma anche la vicinanza: un brulè, una cioccolata calda, una fetta di pinza diventano il modo più semplice per condividere un momento e sentirsi parte della stessa comunità”.

“Il Panevin è un rito antichissimo che guarda avanti – conclude Conte -: nelle fiamme si affidano speranze, auspici, sogni per l’anno che inizia. Un gesto collettivo che dà calore a persone, quartieri e generazioni nel segno della convivialità. Con le faive a sud ovest ci sono tutti i presupposti per un buon anno”.

Nella serata di domenica 4 gennaio si è svolto il Panevin a Bidasio di Nervesa della Battaglia, dove la befana è arrivata in … ape!

L’arrivo della befana a Bidasio di Nervesa della Battaglia

A Cappella Maggiore, lo storico Panevin di Borgo Gava ha festeggiato il traguardo dei cinquant’anni di presenza con gli attuali organizzatori, essendo stato fondato nel 1976. La serata è iniziata con l’aperitivo ed è proseguita con la lucciolata e l’accensione del fuoco, quindi con musica e dj.

Cinquant’anni di Panevin a Borgo Gava

Nella piccola Rugolo di Sarmede anche la neonata associazione Pro Loco Rugolo Aps ha celebrato la tradizione con un partecipato Panevin.

Il Panevin a Rugolo di Sarmede. Foto Pro Loco Rugolo

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin e Qdpnews.it)
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