Un mappale napoleonico per ricordare il passato ottocentesco dell’ex scuola elementare, la prima scuola del paese risalente al 1813: è quanto inaugurato ieri mattina all’interno dell’infopoint a San Pietro di Feletto, in piazza Giovanni XXIII.
L’ex scuola elementare è stata inaugurata nel maggio 2023, come nuovo infopoint comunale, dopo un passato della struttura di scuola e deposito attrezzi per le attività della chiesa.
“Due anni fa è stata inaugurata la casetta, che vede 25 ore settimanali di apertura, grazie ai ragazzi del Servizio civile. Un luogo strategico per lavorare così alla promozione del nostro territorio – ha spiegato Arcangelo Marcon, presidente della Pro loco di San Pietro di Feletto – Questa mappa napoleonica è stata inserita all’interno della casetta, su uno dei suoi muri, per far emergere la storicità del luogo“.
“Queste sono tutte attività che svolgiamo per il nostro territorio: l’opera ci fa tornare indietro di qualche anno – il commento di Cristiano Botteon, sindaco di San Pietro di Feletto, ricordando il titolo di ‘Città italiana del vino’ in cui rientra anche il territorio di San Pietro di Feletto – Un’occasione per essere interattivi e propositivi: speriamo che sia un’occasione colta in pieno”.
Presenti all’iniziativa anche il consigliere regionale Sonia Brescacin, il consigliere provinciale Paola Chies, Roberto Franceschet alla guida del Consorzio delle Pro loco del Quartier del Piave e Benedetto De Pizzol, coordinatore del Veneto dell’Associazione Città del Vino.
Non è mancato, naturalmente, Carmelo Coppola, l’artista dell’opera: “Non è un affresco e neppure un murale, ma una tecnica specializzata nell’ultimo decennio – ha affermato – Vengono stesi due strati di intonaco con un unico colore e, dopo l’asciugatura, avviene l’incisione: l’effetto finale presenta dei disegni definiti”.
Dopo la presentazione, si è svolto il tradizionale taglio del nastro e un momento conviviale organizzato dalla Pro loco di San Pietro di Feletto.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto: Arianna Ceschin) (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Domani inizia ufficialmente il mese di Carnevali di Marca, tradizionale appuntamento che riunisce un centinaio di carri allegorici e gruppi mascherati, quasi 9mila figuranti, 21 sfilate e sei eventi collaterali, con una previsione di almeno 300mila spettatori attesi.
Redo Bezzo, presidente dell’associazione Carnevali di Marca
Sono i numeri della manifestazione presentata questa mattina, negli spazi dell’hotel ristorante Ca’ del Poggio di San Pietro di Feletto.
Tutto avrà inizio domani con le sfilate di Tarzo e Pieve del Grappa, per poi concludersi il 17 febbraio, giornata di martedì grasso.
Testimonial della manifestazione è ancora una volta Elena Facchin che, quest’anno, veste i panni di Sbirulino.
In tutto sono 23 i Comuni coinvolti: oltre a quelli citati, il 2026 segna il ritorno (dopo 40 anni) della sfilata a Casale sul Sile (con 70 volontari all’opera e la sfilata allestita lungo la strada provinciale), appuntamento al fianco di quelli previsti a Pianzano (Godega di Sant’Urbano), Villorba, Farra di Soligo, Carbonera, Giavera del Montello, Pieve di Soligo, Mareno di Piave, San Vendemiano, Zero Branco, Santa Lucia di Piave, Ponte della Muda-Cordignano, Breda di Piave, Montebelluna, Sant’Angelo di Treviso, Sernaglia della Battaglia, Zenson di Piave, Roncade, Vittorio Veneto, Conegliano e Treviso.
Sindaci e amministratori dei Comuni coinvolti nelle sfilate allegoriche
“Vogliamo coinvolgere un numero sempre maggiore di Comuni – ha affermato Redo Bezzo, presidente dell’associazione Carnevali di Marca – Ci saranno contenuti e spettacoli nuovi, così da dare un senso di uniformità all’iniziativa, dal punto di vista performativo”.
“Le sfilate sono tutte a ingresso gratuito e vedono la partecipazione di numerose scuole di ogni ordine e grado, con gruppi di pedibus – ha proseguito – Grande attenzione è infatti rivolta ai più piccoli e alle famiglie: Carnevale è allegria e cooperazione tra le persone”.
Bezzo ha quindi ringraziato gli sponsor dell’iniziativa, che sono “la terza colonna della manifestazione”, ovvero Banca Prealpi SanBiagio, NoiXNoi, Soligo Spumanti, Sarlo Group, Dema, Pagnossin, Ops Group, Toffolatti Gioielli, Homes, Gse, Maxì, Spak, Vip Tende.
La conferenza stampa di presentazione della manifestazione
Silvia Sartorel, consigliere dell’associazione Carnevali di Marca, ha ricordato l’importanza della sinergia con le Forze dell’Ordine, “per fare tutto in sicurezza”. “Queste sfilate ci ricordano quanto il Carnevale, senza essere Venezia, possa essere riconosciuto anche qui nei nostri territori”, ha affermato.
Da non perdere, inoltre, la lotteria con un montepremi complessivo pari a 25mila euro (i biglietti sono acquistabili in occasione delle sfilate allegoriche e nei punti vendita indicati nel sito di Carnevali di Marca).
Una lotteria di beneficenza, considerato che 10 centesimi di ogni biglietto (del costo di 2,50 ciascuno) verranno devoluti alle associazioni del territorio: l’estrazione si terrà sabato 14 marzo, all’oratorio “Giovanni Paolo II” di San Vendemiano e vedrà come primo premio una Nuova Opel Corsa 5 Porte, assieme a buoni acquisto da spendere nei negozi Toffolatti Gioielli e supermercati Maxì.
L’auto in palio con la lotteria di Carnevali di Marca
Silvano De Ruos, altro consigliere dell’associazione Carnevali di Marca, ha ricordato che i carri allegorici saranno incentrati su svariati temi: dalle favole ai cartoni animati, fino al nuovissimo tema di “Corbanese-Cortina”.
“In media ci sono 60 persone coinvolte per carro. Carri che iniziano a essere progettati dal mese di settembre – ha affermato De Ruos – Sono persone che creano così una comunità solidale e creativa”.
L’onorevole Gianangelo Bof (e sindaco di Tarzo) ha ricordato come sia utile per tutti “fare le cose con gioia e prendersi meno sul serio”: “La vita è aggregazione e stare insieme alle persone”, ha aggiunto.
Tutte le date e gli aggiornamenti sulle sfilate di Carnevali di Marca sono disponibili sul sito www.carnevalidimarca.it e sui canali social dell’associazione.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto e video: Arianna Ceschin) (Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Un nuovo murale caratterizza il giardino interno della scuola primaria “Papa Luciani” di Bagnolo, frazione del Comune di San Pietro di Feletto.
Negli ultimi due anni la scuola primaria è stata interessata da una serie di interventi realizzati grazie alla collaborazione tra famiglie e insegnanti.
La primaria negli ultimi tempi ha fatto parlare di sé, per la difficoltà nel trovare degli iscritti per la formazione della classe prima, motivo per cui lo scorso marzo era stata organizzata una riunione con i genitori, con l’impegno di incentivare tutte le attività utili per incrementare le nuove iscrizioni.
Al momento, come ha riferito il sindaco di San Pietro di Feletto Cristiano Botteon, il numero delle preiscrizioni fa ben sperare per il futuro della scuola.
“Attendiamo i numeri, nel senso che le preiscrizioni ci sono e confidiamo nei genitori e nella loro volontà di confermare la propria volontà di iscrivere i propri figli nella scuola di Bagnolo”, ha affermato il primo cittadino.
Nel frattempo, prosegue la collaborazione tra genitori e insegnanti: nell’estate 2024 un gruppo di genitori volontari si era occupato della tinteggiatura di alcuni ambienti centrali dell’edificio, ovvero la mensa, l’aula laboratoriale e i corridoi.
Un lavoro svolto fuori dall’orario scolastico, che ha restituito spazi più luminosi e funzionali agli alunni.
Il percorso è quindi proseguito nell’autunno 2025, con la realizzazione di un murale nel giardino interno della scuola, dedicato al tema della lettura all’aperto.
L’opera, nata dalla collaborazione tra insegnanti, famiglie e la maestra d’arte Monica Parussolo, “arricchisce uno spazio già utilizzato per attività didattiche e invita i bambini a vivere la lettura come esperienza quotidiana, anche a contatto con l’ambiente naturale”, come ha riferito il Comune.
“In un contesto segnato dal calo delle nascite e dalle difficoltà ormai evidenti che investono il sistema scolastico, amministrazione e cittadinanza ribadiscono l’importanza di mantenere attivi i presìdi educativi sul territorio. La scuola primaria, in particolare, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per le famiglie e per la vitalità delle frazioni – ha riferito l’amministrazione – Gli interventi realizzati a Bagnolo mostrano come, anche in un quadro complesso, sia possibile rafforzare il senso di appartenenza e prendersi cura dei luoghi dell’educazione, con l’obiettivo condiviso di non rinunciare a un servizio essenziale per il presente e il futuro della comunità”.
“Alcuni genitori si sono proposti come volontari per queste tinteggiature – ha aggiunto il sindaco Botteon – Per noi è piacevole vedere come i genitori si mettano così a disposizione”.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto: Comune di San Pietro di Feletto) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
La chiusura dell’Ufficio postale di Rua di Feletto (in via Roma 17A) è stata prorogata fino al 15 gennaio. È quanto si legge all’esterno dell’Ufficio stesso, dove sono in corso dei lavori tecnici.
Una chiusura che è stata posticipata a più riprese.
In principio, essa era prevista dal 6 novembre per la durata di circa un mese, mentre l’ultimo avviso indicava la chiusura protratta fino al giorno dell’Epifania. Nel frattempo, l’utenza potrà usufruire in alternativa dell’Ufficio postale di Corbanese (frazione di Tarzo) in piazza Papa Luciani 6 oppure degli uffici postali di Conegliano in via Daniele Manin 26 e via Cadore 1.
Intanto, Poste Italiane comunica che da giovedì 15 gennaio l’Ufficio postale di Colle Umberto, in via Diaz, sarà interessato da interventi di ammodernamento per migliorare la qualità dei servizi e dell’accoglienza.
La sede è inserita nell’ambito di “Polis”, il progetto di Poste Italiane “per rendere semplice e veloce l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione”, nei Comuni con meno di 15 mila abitanti, con l’obiettivo di “favorire la coesione economica, sociale e territoriale del nostro Paese e il superamento del digital divide”.
Nel corso dei lavori, Poste Italiane garantirà ai cittadini di Colle Umberto la continuità di tutti i servizi, attraverso uno sportello dedicato nell’Ufficio postale di San Fior, aperto tutte le mattine da lunedì a sabato. Sono disponibili anche gli uffici postali di San Giacomo di Veglia (Vittorio Veneto) e Conegliano.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto: Arianna Ceschin) (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Qualche fiocco, pochi minuti appena, ma quanto basta per farsi notare.
Questa mattina anche Treviso si è svegliata sotto una leggera nevicata, più scenografica che sostanziale.
Nessun accumulo e fenomeno durato pochissimo, ma era da diversi anni che nel capoluogo non si vedeva la neve, nemmeno in forma così lieve (l’ultima nevicata risale al 26 dicembre 2020).
Un episodio breve e quasi simbolico, che ha colto di sorpresa chi era già in strada nelle prime ore del mattino, regalando per un attimo un’atmosfera invernale ormai rara per la città.
Nel frattempo, in mattinata qualche fiocco è sceso anche nelle zone di San Pietro di Feletto e Tarzo.
(Autore: Simone Masetto) (Foto: Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Un tema originale per valorizzare i nostri paesi. E visto che ogni comunità ha le sue anime, figure che ne custodiscono l’essenza o ne tracciano il futuro, si è pensato con questa rubrica di raccontare le storie di chi, con il proprio impegno, incarna i valori, le tradizioni e le ambizioni del proprio paese.
Attenzione, però: non si parla di celebrità, ma di persone riconosciute e amate dai loro concittadini o, in alcuni casi, a loro sconosciuti, ma che rappresentano dei veri simboli della storia, della continuità o del cambiamento, in positivo, del nostro territorio.
Ecco allora, dopo “luoghi dimenticati” e “campanili”, un altro filone della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.
La nostra rubrica settimanale ci porta ora nel cuore del Felettano, dove emergono figure che hanno lasciato segni profondi nella storia locale e nel panorama culturale veneto.
Persone iconiche di San Pietro di Feletto
Don Nilo Faldon e Lia e Flaminio De Martin
Di Enrico Dall’Anese
Volendo ricordare un personaggio che in tempi recenti possa essere considerato “illustre”, sorge spontaneo il ricordo di mons. Nilo Faldon, nato nel 1921 e scomparso nel 2016.
È stato ricercatore, bibliofilo e biografo. Autore di molte decine di pubblicazioni, ha tra l’altro studiato gli antichi Statuti medievali di Conegliano e si è occupato delle opere del grammatico cinquecentesco Alessandro Citolini, da lui ritrovate a Londra.
Ma la sua passione era soprattutto dedicata al Feletto, territorio che ha contribuito a far conoscere dal punto di vista culturale e paesaggistico approfondendone la storia e le tradizioni. Il presidente della Repubblica gli conferì la medaglia d’oro di benemerito della scuola, della cultura e dell’arte.
Fu membro della fondazione “Cima da Conegliano”, dell’Ateneo di Treviso e della Deputazione di Storia Patria per le Venezie.
Ma è doveroso ricordare in questa rubrica anche i coniugi Lia e Flaminio De Martin, personaggi che con la loro cultura e squisita ospitalità, hanno veramente concorso a rendere “illustre” questo territorio, divenuto per molti artisti famosi fonte di profonda ispirazione.
I coniugi De Martin fondarono, nel 1962 a Santa Maria, il Centro culturale denominato “Clan Verdurin”, un punto di incontro e polo di riferimento per artisti, pittori, scultori, poeti.
In questo cenacolo culturale privato si sono dati appuntamento i più grandi nomi del panorama artistico-culturale del Novecento italiano.
Il poco spazio a disposizione ci consente solo di ricordarne qualcuno.
Fra gli altri: Andrea Zanzotto, Giovanni Comisso, Carlo Della Corte, Alberto Moravia, Mario Soldati, Fulvio Tomizza, Diego Valeri, Neri Pozza, Toti Dal Monte, Mario Luzi, Carlo Bo, Massimo Cacciari, Giuseppe Mazzotti, Piero Chiara.
E ancora personaggi come: Walter Chiari, Federico Fellini, Stefania e Amanda Sandrelli, Oreste Lionello, Marcello Mastroianni, Rodolfo Sonego, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Gianni Minà, Lina Wertmuller, Stefano Zecchi, Gian Antonio Cibotto, Bino Rebellato, Fulvio Roiter e molti altri.
(Autore: Alessandro Lanza) (Foto: Eventi Venetando) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Come tradizione vuole, la sera del 5 gennaio è riservata al Panevin, il falò che riunisce la collettività, con il rogo della “vecia”, di fronte a un bicchiere di vin brulé e a una fetta di pinza.
Dal 1993 il Consorzio delle Pro loco del Quartier del Piave ha fatto della tutela e della valorizzazione di questa usanza uno dei propri obiettivi principali, impegnandosi a preservare una tradizione che, con l’avvento della modernità e delle nuove tecnologie, rischiava di andare perduta.
Negli ultimi anni, il Panevin è stato rilanciato grazie a una serie di iniziative mirate, capaci di coniugare rispetto della tradizione e attenzione ai temi attuali.
Tra queste, l’introduzione del Panevin ecologico, in linea con la crescente sensibilità ambientale, che prevede l’utilizzo esclusivo di legna vergine e il rispetto di precise regole e indicazioni, affinché tutti i falò siano allestiti secondo tradizione e nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Una tradizione che lunedì sera si è espressa nella Cerimonia di benedizione del fuoco e nella partenza dei tedofori, un appuntamento organizzato dalla Pro loco di San Pietro di Feletto, sul sagrato della chiesa della frazione di Rua di Feletto.
Un appuntamento (presentato da Nicola Sergio Stefani) costruito sulla cornice tematica della “Tradizione del fuoco”, grazie al sottofondo canoro e musicale dei Cantori da Filò del Quartier del Piave e della 1906 Feletto Band.
Presenti all’iniziativa i sindaci del territorio assieme al primo cittadino di San Pietro di Feletto Cristiano Botteon, l’onorevole Gianangelo Bof, una rappresentanza del Consorzio delle Pro loco del Quartier del Piave, il vicepresidente di Banca Prealpi SanBiagio (che ha supportato l’iniziativa assieme ad altri sponsor) Flavio Salvador e il presidente del Gal Alta Marca Trevigiana Giuseppe Carlet, i quali hanno portato i propri saluti.
Non sono mancati gli Alpini, con i rappresentanti della Sezione Ana di Conegliano e il suo presidente Francesco Botteon, diverse Pro loco del territorio, gli Artiglieri e associazioni combattentistiche, realtà associative varie presenti con i loro labari, il gruppo Trevisani nel mondo, l’Avis territoriale, l’associazione Viezzer.
“Insieme a quattro colleghi abbiamo portato avanti un emendamento su una deroga riguardante i falò, che fanno parte delle nostre tradizioni – il commento dell’onorevole Bof -. Ringrazio gli Alpini e il volontariato, che è il motore del Veneto: grazie per le iniziative che promuovono il territorio”.
Federico Della Puppa, site manager dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Unesco, ha osservato che è “una grossa responsabilità e un piacere lavorare con e per questo territorio. Siamo un territorio Unesco giovane, che ha dimostrato di saper fare molto e dobbiamo dimostrare al mondo quello che sappiamo fare. Quello che abbiamo di fronte è il racconto di quello che siamo stati e che possiamo raccontare alle prossime generazioni”.
Un rito ancestrale che sopravvive: è questa la definizione che si può attribuire al Panevin, questa sera preceduto dalla cerimonia della benedizione del fuoco, presieduta dal vescovo monsignor RiccardoBattocchio alla presenza di don AdrianoBazzo e don Mirco Miotto.
“Con il segno del fuoco e della luce iniziamo questo momento di preghiera: che questo fuoco porti luce e consolazione a tanti oggi” le parole del vescovo.
La benedizione del fuoco ha visto quindi l’arrivo dei tedofori, in rappresentanza dei Comuni di Vidor, Cison di Valmarino, Miane, Moriago della Battaglia, Farra di Soligo, Follina, Susegana, Revine Lago, Sernaglia della Battaglia, Pieve di Soligo, Refrontolo, Tarzo e San Pietro di Feletto.
Prima di percorrere chilometri a piedi, così da raggiungere i diversi Panevin del Quartier del Piave e della Vallata, i tedofori hanno attinto al fuoco benedetto con le loro torce: un momento dalla forte valenza simbolica.
Nel frattempo Arcangelo Marcon, presidente della Pro loco di San Pietro di Feletto, ha ringraziato tutti i presenti e i tedofori per la partecipazione, mentre il sindaco Cristiano Botteon ha affermato quanto fosse “un belvedere e un onore” vedere tutta quella gente.
Il presidente regionale delle Pro loco Rino Furlan ha ricordato che in Italia ci sono 7 mila Pro loco, di cui quasi 600 in Veneto, con 50 mila volontari “che lavorano silenziosamente”.
Ha quindi ricordato la necessità di difendere le tradizioni, “che vengono invidiate da altre regioni e nelle altre province del Veneto”, ringraziando Mauro Canal (sindaco di Refrontolo), con cui ha messo a punto le modalità tecniche su come organizzare tali manifestazioni in sicurezza.
La cerimonia si è conclusa con il simbolico “passaggio della scopa” tra il sindaco Botteon e l’assessore di Pieve di Soligo Federico Fantin.
Tutto di fronte al presidente della Pro loco di Pieve di Soligo Mauro Gai, a cui il prossimo anno spetterà l’organizzazione della cerimonia della benedizione del fuoco.
I Panevin nella Marca
A Treviso il sindaco Mario Conte ha partecipato ai Panevin di San Paolo, Sant’Angelo e San Giuseppe: “Ho vissuto l’importanza della comunità – ha raccontato il primo cittadino sui social -. Attorno al fuoco si ritrova lo spirito ma anche la vicinanza: un brulè, una cioccolata calda, una fetta di pinza diventano il modo più semplice per condividere un momento e sentirsi parte della stessa comunità”.
“Il Panevin è un rito antichissimo che guarda avanti – conclude Conte -: nelle fiamme si affidano speranze, auspici, sogni per l’anno che inizia. Un gesto collettivo che dà calore a persone, quartieri e generazioni nel segno della convivialità. Con le faive a sud ovest ci sono tutti i presupposti per un buon anno”.
Il Panevin a Soligo
Nella serata di domenica 4 gennaio si è svolto il Panevin a Bidasio di Nervesa della Battaglia, dove la befana è arrivata in … ape!
L’arrivo della befana a Bidasio di Nervesa della Battaglia
A Cappella Maggiore, lo storico Panevin di Borgo Gava ha festeggiato il traguardo dei cinquant’anni di presenza con gli attuali organizzatori, essendo stato fondato nel 1976. La serata è iniziata con l’aperitivo ed è proseguita con la lucciolata e l’accensione del fuoco, quindi con musica e dj.
Cinquant’anni di Panevin a Borgo Gava
Nella piccola Rugolo di Sarmede anche la neonata associazione Pro Loco Rugolo Aps ha celebrato la tradizione con un partecipato Panevin.
Il Panevin a Rugolo di Sarmede. Foto Pro Loco Rugolo
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto e video: Arianna Ceschin e Qdpnews.it) (Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Dal Comune di San Pietro di Feletto un supporto alla chiesa parrocchiale della frazione di Bagnolo: è quanto emerso martedì sera, nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 2025.
Ogni Comune, infatti, destina l’8% del bilancio di oneri di urbanizzazione secondaria per opere di culto.
Solitamente sono le varie parrocchie che avanzano la propria richiesta per questo contributo, utili a supportare spese, manutenzioni oppure opere varie.
Quest’anno soltanto la parrocchia di Bagnolo ne ha fatto richiesta, per lavori di manutenzione straordinaria e altri interventi specifici previsti. In questo caso, il contributo approvato in consiglio è stato di 2 mila euro.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
È polemica a San Pietro di Feletto per lo scoppio di petardi e i loro resti non rimossi da terra.
Petardi scoppiati nonostante un’ordinanza comunale che ne vieti l’utilizzo fino al giorno dell’Epifania compreso.
Come si legge nell’ordinanza, è vietata l’accensione come il lancio dei fuochi d’artificio, lo scoppio di mortaretti, oltre allo sparo di petardi, a fronte di una sanzione dai 25 ai 500 euro.
Un provvedimento che, come specificato sul sito istituzionale del Comune, è stato preso in quanto “l’uso di artifizi pirotecnici nel periodo fra Capodanno e l’Epifania ha conseguenze negative per la tranquillità psicofisica di anziani, bambini e ammalati, oltreché per animali domestici e non, senza contare i picchi di inquinamento dell’aria che si verificano nei giorni successivi allo sparo dei botti”.
“In particolare, gli animali, sia domestici che selvatici, sono spesso vittime inconsapevoli di questa tradizione: il rumore dei botti genera spavento, smarrimento e situazioni di pericolo, che possono essere facilmente evitate – prosegue il testo sul sito -. Sono da preferire modalità di festeggiamento più consapevoli e sicure, valorizzando iniziative che uniscano la comunità, senza provocare danni o disagi”.
Parole istituzionali che non sono state ascoltate, a giudicare dai resti di petardi rinvenuti al mattino del 1° gennaio in via Po, zona Crevada.
A segnalarlo è stata una residente: “Questo è quello che hanno lasciato i ragazzini stanotte in via Po, in Crevada – ha riferito pubblicamente -. Si ringraziano i genitori per aver educato così bene i loro figli. Si spera che vengano a pulire“.
“Non so chi siano i genitori dei ragazzi e li ho visti anche il giorno di San Silvestro, che facevano scoppiare petardi vicino alle case – ha detto a margine la signora, la quale ha riferito di aver trovato nuovamente dei ragazzi il pomeriggio del 1° gennaio in quel punto, con dei nuovi petardi, poi lasciati a terra -. Ho chiesto loro di pulire e mi hanno mostrato il dito medio”.
“Ogni anno mi buttano i petardi in giardino per dispetto, per spaventare il gatto. Sono sempre i soliti quattro”, il commento di un altro residente di fronte alla segnalazione della signora.
Nel frattempo c’è chi, nell’affrontare il tema botti, ha chiesto “una scelta di coerenza”, proponendo di “vietare anche la caccia”.
“Quando alla domenica mattina presto ci sono persone che vorrebbero dormire, perché durante la settimana lavorano e si alzano presto, e il meritato riposo viene negato loro, perché alcuni individui decidono di andare per prati e per boschi a sparare a creature che non hanno fatto nulla di male, addobbati come se dovessero partire per chissà quale guerra mondiale, portando cani che abbaiano continuamente e insistentemente, richiamati dai loro padroni con fischi e fischietti, tutti rumori che arrivano fino a dentro casa e che disturbano, io penso che bisogna iniziare a capire che tutti meritano rispetto e che non basti una ‘licenza’ per poter fregarsene della tranquillità altrui – il messaggio scritto -. I miei cani, quando sentono sparare i cacciatori, hanno paura, tremano, alcuni sono morti dallo spavento. Mia nonna, che soffre di svariate malattie, si spaventa, ha paura e non riesce a riposare. Forse mia nonna o i nonni di qualcun altro non sono importanti? E i colpi di fucile, spari dal rumore che entra fino a dentro casa disturbando tutti, non possono essere considerati un disturbo alla quiete pubblica?”.
“Ecco, quindi, che qui si capisce quanto possa essere marcia la società: se pagano possono disturbare e fare quello che vogliono, altrimenti gli si può togliere un quarto d’ora di tradizione una volta l’anno, perché qualcuno si sente disturbato” ha concluso.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto: per gentile concessione di una lettrice) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
“Entro l’anno (2026, ndr) ci sarà il progetto esecutivo”: è quanto espresso martedì sera da Loris Dalto, assessore ai Lavori pubblici, durante il consiglio comunale di San Pietro di Feletto.
La ciclabile andrà a collegare Corbanese (frazione di Tarzo) a Casotto (località di San Pietro di Feletto), per un investimento pari a 700 mila euro, di cui 515 mila finanziati dalla Sisus, due terzi della somma restante a carico dell’amministrazione di Tarzo e un terzo coperto dal Comune di San Pietro di Feletto (circa 61.600 euro, come è emerso).
Il percorso ciclabile andrà così a comporre un nuovo tassello del cosiddetto “GiraMonticano”, ovvero un percorso naturalistico e ciclabile che andrà a collegare diverse località del Trevigiano.
Nella seduta è stato inoltre approvato uno schema di convenzione tra i Comuni di San Pietro di Feletto e Tarzo, con Ats e Piave Servizi, così da concordare i rispettivi costi dell’operazione e le future manutenzioni.
Se le amministrazioni coinvolte si occuperanno dei costi (manutenzioni comprese) della ciclabile, Ats e Piave Servizi si concentreranno su tutto ciò che riguarda rispettivamente la rete di fognatura e l’acquedotto.
Nel frattempo, sono già stati siglati gli accordi con le proprietà che la ciclabile andrà a toccare, così come è emerso durante la seduta consiliare.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto: Arianna Ceschin) (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata