Category: Bellunese

  • Malore mortale durante la discesa in motoslitta

    Malore mortale durante la discesa in motoslitta

    Verso le 19.15 di domenica 4 gennaio la Centrale operativa è stata allertata da un uomo il cui amico era stato colto da malore mentre stavano scendendo in motoslitta dal Rifugio Auronzo verso Misurina.

    Arrivati all’altezza del secondo tornante, l’uomo alla guida del mezzo si era infatti fermato perché all’improvviso il compagno, che stava dietro di lui, era caduto a terra.

    Resosi conto della gravità della situazione, ha lanciato l’allarme e iniziato le manovre di rianimazione. Sul posto sono sopraggiunti l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano e una squadra del Soccorso alpino di Auronzo, avvicinatasi in fuoristrada e poi con il quad.

    Purtroppo non c’è stato nulla da fare e il medico ha solamente potuto constatarne il decesso. La salma è stata trasportata al Campo sportivo di Auronzo e affidata alla Guardia di Finanza.

    In precedenza, attorno alle 16.30, due escursionisti avevano contattato la Centrale del 118 poiché si trovavano in difficoltà a Cortina d’Ampezzo, incrodati lungo il Sentiero attrezzato dei Kaiserjäger, sotto la cresta del Lagazuoi a circa 2.600 metri di quota.

    I due, un 68enne di Milano e un 54enne di Corsico, dicevano di trovarsi nell’impossibilità di muoversi a causa del ghiaccio e di aver perso i ramponi, e inoltre che si trovavano a qualche metro l’uno dall’altro in posizione precaria, ormai prossimo il buio.

    Dopo averli geolocalizzati, è intervenuto l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore che li ha individuati senza attrezzatura dove la neve aveva cancellato la traccia del sentiero, sopra 300 metri di parete verticale. Recuperati dal tecnico di elisoccorso mediante verricello, i due sono stati trasportati a valle. Pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino di Cortina.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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  • Crans Montana, Galli De Min trasferita al Niguarda

    Crans Montana, Galli De Min trasferita al Niguarda

    Nel primo pomeriggio di oggi domenica Alessandra Galli De Min, imprenditrice tra i feriti del disastro di Crans-Montana, è stata trasportata all’ospedale Niguarda di Milano.

    La donna, nata a Belluno, si era trasferita a Ginevra nel 2000, inserendosi perfettamente nel tessuto sociale svizzero. Lì aveva assunto anche la presidenza dell’Associazione Bellunese di Ginevra.

    Inizialmente le informazioni a disposizione sul suo conto erano risultate contrastanti: da un lato veniva data tra i dispersi, dall’altro indicata tra i feriti ricoverati in ospedale.

    Poi era stata confermata la notizia del suo ricovero: non è in pericolo di vita e pare che abbia riportato delle ustioni alle mani e a parte del volto.

    Oggi pomeriggio è quindi stata elitrasportata dall’ospedale svizzero di Aarau al Niguarda, per ricevere tutte le cure necessarie. Oltre a lei, anche lo studente 16enne Kaiser Kaligdan Kean del Liceo Virgilio di Milano.

    (Autore: Arianna Ceschin)
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  • Incidenti in Alemagna e Agordina, gravi due giovani

    Incidenti in Alemagna e Agordina, gravi due giovani

    Soccorsi mobilitati poco prima delle 4 di mattina di oggi domenica per un incidente stradale avvenuto sulla Strada regionale 203 Agordina, in territorio comunale di San Tomaso Agordino.

    Per cause in corso di accertamento da parte delle Forze dell’ordine, un 25enne bellunese è rimasto ferito in modo grave e ha avuto bisogno dell’intervento dei soccoritori.

    Partita da Alleghe, l’ambulanza del Suem 118 ha caricato a bordo il giovane paziente e lo ha trasportato – in codice giallo – all’ospedale di Agordo.

    Alcune ore prima, intorno alle 17 di ieri sabato, i sanitari erano intervenuti a Vallesina (Valle di Cadore) dove si era verificato un altro incidente su un’importante arteria di comunicazione, la Statale 51 di Alemagna: anche in questo caso il bilancio è di un ferito di giovane età: una 23enne bellunese che l’ambulanza ha portato in condizioni di media gravità all’ospedale di Pieve di Cadore.

    Tra ieri e oggi si registrano anche una mezza dozzina di interventi del Suem per infortuni sulle piste da sci bellunesi.

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  • Prova di forza in Umbria: il Belluno Volley aggancia il secondo posto

    Prova di forza in Umbria: il Belluno Volley aggancia il secondo posto

    Il girone bianco di Serie A3 Credem Banca ha una nuova vice capolista: è il Belluno Volley, capace di aggiudicarsi lo scontro diretto in Umbria, di scavalcare l’ErmGroup Altotevere in graduatoria e di agganciare la seconda piazza. È un’autentica prova di forza quella sfoderata dal collettivo di Vincenzo Mastrangelo, che chiude i conti in tre parziali e non permette mai a San Giustino di spingersi oltre quota 16 punti, all’interno dei singoli parziali.

    Di fronte a un avversario reduce da ben otto vittorie consecutive – e con appena 2 set lasciati per strada – i rinoceronti si rendono protagonisti di una serata “da cinema”, ispirata da un regista che meriterebbe la statuetta: Sebastiano Marsili, magistrale nel dettare i ritmi e coinvolgere i compagni. In primis, i centrali: Mozzato attacca col 100 per cento, Basso col 91. In una parola: eccellenza. La stessa cavalcata dalle due bande, Loglisci e Corrado: 23 in tandem.

    MURO GRANITICO – Ottimo l’approccio, dominante il muro. E così, sfruttando questi due fattori, i bellunesi mettono subito le mani sul match. Tanto è vero che Giannotti, grazie a un potente contrattacco, doppia gli avversari (6-3) e il “Monster Block” diventa un marchio di fabbrica per i vari Loglisci (9-4), Marsili (13-6), Corrado (18-10) e il già citato Giannotti (22-12). Il divario assume contorni rassicuranti e la gestione del vantaggio è in linea con l’interpretazione generale del set d’avvio: impeccabile.

    MORBIDO TOCCO – E il livello non scende di mezza tacca neppure in un secondo round aperto da due muri in sequenza di Corrado, per il 7-3 biancoblù. I ragazzi di Mastrangelo hanno il merito di capitalizzare qualche sbavatura nella metà campo umbra (out la parallela di Alpini per il 13-8 ospite) e di mantenere buone percentuali anche in ricezione: un aspetto che permette a Marsili di giocare parecchio al centro. Con estrema efficacia. L’Altotevere prova a reagire e a riportarsi a -3, ma un irresistibile serie al servizio di Giannotti dà il “la” alla definitiva fuga, nobilitata da due punti in sequenza di un Loglisci senza macchie perfino in seconda linea, mentre il pallone numero 25 lo adagia a terra Marsili, con un morbido tocco sotto rete. 

    BINARIO – Il Belluno Volley è un treno in corsa. E sfreccia sul binario del successo, anche in un terzo atto in cui è il servizio a offrire risultati di assoluto rilievo: dai 9 metri, Corrado apre le danze con l’ace che vale il primo break (8-5) e un altro lo piazzerà poi sul 19-11. Al capitolo “servizi vincenti” si iscriverà pure Loglisci. San Giustino non ha la forza per rientrare in partita e contrastare lo strapotere di Marsili e compagni: i tre punti sono certificati e valgono l’approdo in seconda posizione. Momentaneo, perché il campionato non si ferma mai. E il prossimo appello è dietro l’angolo: il giorno dell’Epifania, quando andrà in scena il derby veneto con Trebaseleghe.

    L’ANALISI – «I ragazzi sono stati bravi, bravi, bravi. Tutti – analizza coach Vincenzo Mastrangelo -. E tutto ha funzionato: dal cambio palla, che Marsili ha gestito in maniera straordinaria, alla fase break, interpretata con la giusta aggressività pallavolistica. La nostra è stata una partita ordinata, intelligente e matura, per di più in casa della seconda in classifica e imbattuta da otto giornate. Ora, però, testa e concentrazione alla prossima gara: non sarà facile, anche perché avremo poco tempo per prepararla».

    ERMGROUP ALTOTEVERE SAN GIUSTINO-BELLUNO VOLLEY 0-3 (15-25, 16-25, 16-25)

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    (Foto: Belluno Volley)
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  • Venezuela, De Bona (Abm): “Vicinanza alle comunità all’estero, chiediamo democrazia”

    Venezuela, De Bona (Abm): “Vicinanza alle comunità all’estero, chiediamo democrazia”

    I gravi eventi che si sono verificati oggi, sabato, in Venezuela, in un contesto di persistente instabilità politica e istituzionale, riportano al centro dell’attenzione internazionale una crisi che da anni segna profondamente il Paese sudamericano. Le notizie diffuse dalle principali agenzie parlano di nuovi momenti di tensione e di un clima che continua a impedire una normalizzazione della vita democratica e sociale.

    Una situazione che tocca da vicino anche il territorio bellunese, storicamente legato al Venezuela da una lunga e articolata vicenda migratoria. In questo quadro si inserisce la riflessione di Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm), che richiama non solo l’attualità ma anche la memoria collettiva dell’emigrazione.

    “Seguiamo con grande attenzione quanto sta accadendo in Venezuela – afferma De Bona – Un Paese nel quale vivono ancora comunità di origine bellunese con radici profonde”. Il presidente Abm sottolinea quindi l’auspicio dell’associazione: “Ci auguriamo che possa finalmente tornare la democrazia, attraverso il rispetto del voto espresso dagli elettori. È una condizione indispensabile per restituire dignità e futuro a un popolo che da troppo tempo vive nella difficoltà”.

    Un auspicio che si lega anche alla dimensione associativa e umana: “È dai tempi di Chávez che non abbiamo più potuto incontrare direttamente le comunità bellunesi presenti in Venezuela. Speriamo che si possa tornare a visitarle, ristabilendo relazioni e contatti che per noi sono fondamentali”.

    Il legame tra Belluno e il Venezuela non è solo storico, ma ancora vivo nelle testimonianze dei discendenti degli emigrati. Emblematica è la storia di Francisc Boyer Sumavila, venezuelano di origine bellunese: il suo bisnonno, Antonio Sommavila, partì da Belluno nel 1877 e si stabilì ad Araira, nello Stato di Miranda, insieme a decine di famiglie italiane. Eventi naturali e la perdita dei registri civili hanno cancellato molte tracce ufficiali di quelle origini, lasciando ai discendenti il compito di custodire una memoria fragile ma identitaria. Oggi, come allora, la crisi costringe molti venezuelani a pensare alla partenza.

    Non è la prima volta che Belluno manifesta pubblicamente la propria vicinanza al popolo venezuelano. Già nel 2014 (foto in allegato), piazza Martiri ospitò una manifestazione di solidarietà intitolata “Sos Venezuela”, “Siamo la voce del Venezuela”, “Italia-Venezuela uniti per la pace”. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo insieme a PopolInsieme e Migrantes – su impulso di Daniele Marchioro -, portò nel cuore della città una trentina di venezuelani e i colori giallo, blu e rosso della loro bandiera.

    In quell’occasione, De Bona sottolineò come si trattasse di “una giornata unica a livello veneto per dimostrare ai venezuelani e ai nostri emigranti in Venezuela la solidarietà e la vicinanza di Belluno”. Parole che oggi tornano di attualità, in una provincia dove vivono circa un centinaio di cittadini venezuelani e dove molti ex emigranti bellunesi guardano con apprensione ai figli e ai nipoti rimasti oltreoceano.

    Solidarietà, unità e difesa dei diritti democratici restano, per l’Associazione Bellunesi nel Mondo, valori fondanti e criteri di lettura anche di una crisi che continua a interrogare la coscienza europea e internazionale.

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    (Foto: Associazione Bellunesi nel Mondo)
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  • Furti d’auto, la banda fermata dopo una fuga da film…anche in bici

    Furti d’auto, la banda fermata dopo una fuga da film…anche in bici

    La sera del 30 dicembre scorso sono stati intensificati i servizi di prevenzione predisposti dalla Compagnia Carabinieri di Feltre, per contrastare i reati predatori sul territorio.

    Tale attività ha consentito l’arresto di tre giovani malviventi, impiegando diverse pattuglie in orario tardo pomeridiano-serale. Da alcune settimane, infatti, nel territorio feltrino si erano registrati diversi casi di furti di autovetture, tutte asportate con chiavi inserite, prelevate sia di giorno che di notte nelle abitazioni di privati, ma anche all’esterno di pubblici esercizi laddove lasciate in sosta dai legittimi proprietari.

    Verso le 17.00 di martedì scorso un’ulteriore auto è stata rubata dal centro di Feltre. A seguito della segnalazione della vittima sono state immediatamente diramate le ricerche e il veicolo è stato poco dopo intercettato dalla pattuglia del comando stazione carabinieri di Setteville, mentre procedeva lungo la Sp1 bis da Busche verso Vas.

    Il conducente e i due passeggeri che si trovavano a bordo hanno tentato la fuga non fermandosi all’alt dei carabinieri, proseguendo la marcia a forte velocità con manovre spericolate per alcuni km, fino all’abitato di Alano di Piave dove hanno abbandonato l’auto.

    I tre malviventi, nonostante fossero braccati dalle pattuglie dei carabinieri, hanno proseguito poi la fuga a piedi nella campagna e tra le abitazioni di quella frazione da dove hanno anche rubato delle biciclette per cercare di sfuggire all’inseguimento, venendo infine bloccati dopo circa due ore nei pressi della stazione ferroviaria di Fener.

    Gli arrestati, tutti ventenni di origine straniera, sono risultati già noti per diversi precedenti di denunce per reati contro il patrimonio. Si tratta due fratelli residenti nel Basso Feltrino e un loro complice residente a Valdobbiadene.

    Restituita l’autovettura rubata al legittimo privato, dopo le formalità di rito i tre sono stati associati alla casa circondariale di Belluno a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Proseguono nel frattempo le indagini al fine di riscontrare altri diversi analoghi casi di furti di autovetture e in abitazione verificatisi nei mesi scorsi nel Feltrino attribuibili ai tre arrestati.

    Arresti resi possibili grazie alla strenua caparbietà dimostrata dai militari che, nonostante il buio e il freddo pungente, non hanno desistito nel ricercare ed assicurare alla giustizia i tre malfattori. Da qui anche l’invito dei militari alla popolazione locale a non lasciare le auto incustodite con le chiavi inserite, anche se all’interno delle pertinenze delle proprie abitazioni, per non agevolare simili azioni criminose.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Carabinieri Belluno)
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  • “Preparati al futuro”: immaginare oggi il lavoro di domani, con la Camera di Commercio

    “Preparati al futuro”: immaginare oggi il lavoro di domani, con la Camera di Commercio

    La Camera di Commercio nel mese di novembre ha realizzato a Treviso e a Belluno due eventi di orientamento scolastico dal format innovativo.

    Gli incontri sono stati ideati per le studentesse e gli studenti delle scuole medie accompagnati dai loro genitori, considerati presenza indispensabile per il ruolo primario della famiglia nelle decisioni formative.

    La frase “Preparati al futuro” è stata scelta perché può essere letta con un duplice accento: è un invito (prepàrati!), ma anche un obiettivo (essere preparàti).

    Questo il senso dell’iniziativa realizzata dalla Camera di commercio di Treviso – Belluno |Dolomiti, con il supporto di “Lavoro & Persone” ed in particolare del suo staff di “Formashow”, che del fare orientamento tramite il cosiddetto “edutainment” ha costruito una propria caratteristica distintiva.

    Il format è innovativo proprio perché unisce educazione e intrattenimento. Il team di psicologi del lavoro e gli attori di Formashow hanno coinvolto i partecipanti in un’esperienza formativa dinamica ed emotivamente coinvolgente, caratterizzata da un linguaggio semplice e con esempi pratici e interazioni dirette.

    In particolare, imprenditori e collaboratori di un pool di aziende trevigiane e bellunesi, rappresentative di diversi settori economici, hanno condiviso testimonianze, esperienze e visioni sul futuro, offrendosi come una guida per i giovani, aiutandoli a riflettere in modo consapevole sulle proprie inclinazioni e a riflettere sulle future scelte formative e professionali.

    Straordinarie le imprese che hanno accettato di essere coinvolte in questa avventura.

    Per l’evento di Treviso:

    •     Db Group SpA – Montebelluna (distribuzione, logistica, consulenza doganale)

    •     Flow Srl – Conegliano (agenzia di marketing e comunicazione)

    •     Granzotto Srl – Susegana (impianti industriali)

    •     Labomar SpA – Istrana (integratori alimentari, dispositivi medici, cosmetici)

    •     Mermec Group Spa – Morgano (Sistemi di diagnostica ferroviaria)

    •     Ohvale Srl – Quinto di Treviso (moto e minimoto da competizione)

    Per l’evento di Belluno:

    •     Azienda Agricola Moldoi – Sospirolo (prodotti fitoterapici da piante e frutti delle Dolomiti)

    •     Casere Luxury Lodge – Chies d’Alpago (turismo nell’altopiano)

    •     Cooperativa Cadore – Pieve di Cadore (servizi per la comunità)

    •   Copeland Controls Srl – Alpago (sistemi di controllo elettronico per la catena del freddo)

    •     Imap Srl – Sedico (frigoriferi industriali e sistemi di crioterapia)

    •     Martini Occhiali Srl – Domegge di Cadore (Occhiali)

    “Ringrazio le imprese che hanno dedicato il proprio tempo negli incontri con gli studenti sia a Treviso che a Belluno perché questi eventi, voluti dalla Camera di Commercio, hanno permesso a studenti e genitori di conoscere da vicino e interagire con persone, imprenditori e tecnici che ogni giorno affermano nel mondo l’eccellenza delle nostre produzioni e dei nostri servizi comprendendo e conoscendo da vicino cosa offre il nostro territorio – commenta il presidente della Camera di commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti, Mario Pozza – . Siamo convinti che il dialogo diretto e la conoscenza sul campo, siano la via migliore per raccontare le aziende e i loro professionisti. Questo approccio è fondamentale per far scoprire ai giovani le nostre imprese e come esse siano veri contesti evoluti, capaci di cogliere le trasformazioni digitali e la spinta alla sostenibilità. Ma, soprattutto, investendo sul capitale umano e in particolare sui giovani, fanno crescere le competenze  superando così, le vecchie distinzioni tra lavoro intellettuale e operativo.

    È indispensabile – conclude Pozza – raccontare queste realtà e coinvolgere le giovani generazioni affinché possano scegliere con assoluta serenità tutte le possibilità che il nostro sistema di formazione e del fare impresa mette in campo”.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Camera di Commercio)
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  • Controlli di Capodanno: la misteriosa valigia “imbottita” di hashish e le denunce agli automobilisti “brilli”

    Controlli di Capodanno: la misteriosa valigia “imbottita” di hashish e le denunce agli automobilisti “brilli”

    Nel corso della notte di Capodanno i Carabinieri della Compagnia di Cortina d’Ampezzo hanno attuato un servizio coordinato di largo raggio su tutto il comprensorio ampezzano e cadorino, garantendo un controllo continuo nelle ore più delicate dell’anno.

    L’attività ha prodotto risultati operativi significativi. Nel settore del contrasto agli stupefacenti sono state effettuate due segnalazioni amministrative per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale, con il sequestro complessivo di circa 1,3 grammi di hashish e marijuana. A questi interventi si aggiunge un rinvenimento autonomo lungo la Strada Provinciale 251, nel territorio di Selva di Cadore, dove i militari hanno individuato una valigia abbandonata contenente oltre 20 grammi di hashish, immediatamente sequestrati e posti a disposizione dell’autorità competente. Gli accertamenti investigativi sono tuttora in corso.

    Sul fronte della sicurezza stradale, cuore dell’operazione, i controlli hanno portato alla denuncia in stato di libertà di sette conducenti per guida in stato di ebbrezza o per rifiuto di sottoporsi all’alcoltest. I tassi alcolemici riscontrati nei casi accertati hanno raggiunto valori ampiamente superiori ai limiti consentiti, con punte fino a 1,74 g/l, a conferma dell’importanza dei posti di controllo attivati nel corso della notte. In due episodi i conducenti, pur evidenziando chiari sintomi di alterazione, hanno rifiutato l’accertamento strumentale, incorrendo nelle sanzioni previste dalla legge.

    Un dispositivo che ha consentito di interrompere tempestivamente condotte potenzialmente pericolose, evitando conseguenze ben più gravi per la collettività e garantendo la sicurezza delle principali arterie stradali, particolarmente trafficate per il rientro notturno dopo i festeggiamenti.

    Il bilancio dell’attività è stato tracciato dal Maggiore Alessandro Bui, Comandante dei Carabinieri di Cortina d’Ampezzo, che ha sottolineato come “i servizi predisposti per la notte di Capodanno avevano una forte valenza preventiva. I numeri dei controlli e gli interventi effettuati dimostrano l’efficacia di una presenza capillare sul territorio, che ha permesso di individuare situazioni di rischio e di garantire a residenti e turisti di festeggiare in sicurezza“.

    L’operazione, svolta in sinergia con le Stazioni territoriali dell’area e con il costante raccordo con l’Autorità giudiziaria e amministrativa della provincia di Belluno, conferma il ruolo centrale dell’Arma nel presidio del territorio, soprattutto in occasione di eventi e ricorrenze che comportano un aumento dei flussi e dei rischi connessi alla circolazione stradale.

    Una notte intensa, fatta di controlli, numeri e interventi concreti, che si è tradotta in un risultato chiaro: Capodanno in sicurezza, grazie al lavoro silenzioso ma determinante dei Carabinieri di Cortina d’Ampezzo.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Carabinieri di Belluno)
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  • Travolto da una valanga: morto alpinista 50enne

    Travolto da una valanga: morto alpinista 50enne

    Un alpinista veneziano ha perso la vita questa mattina, venerdì, a seguito dei traumi riportati dopo essere stato trascinato per diverse decine di metri da una slavina, che lo ha coinvolto mentre con un amico stava scendendo il Vaio Gabellele o Gabele.

    I due erano saliti con piccozze e ramponi questa mattina presto dal Vaio Diagonale decidendo di rientrare dal Vaio Gabele, che scende da Cima Mesole verso l’Altopiano delle Montagnole. Mentre si trovavano nella parte finale è avvenuto il distacco di neve e sassi che ha trascinato il 50enne di Venezia per un lungo tratto.

    Pur rimanendo in superficie, l’uomo ha sbattuto sulle rocce affioranti, riportando gravissimi traumi alla testa e all’addome. L’amico lo ha raggiunto ed estratto dalla neve, dando l’allarme.

    Verso le 10.10 il Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno è stato attivato dalla Centrale di Vicenza e una squadra si e preparata in sede a intervenire, mentre sopraggiungeva l’elicottero di Treviso Emergenza.

    Dopo una prima perlustrazione senza esito, ostacolata dalle forti raffiche di vento, l’eliambulanza ha imbarcato un soccorritore che ha guidato l’equipaggio nella zona, dove è stato individuato il punto. Con un verricello di 70 metri sono stati calati in due rotazioni tecnico di elisoccorso ed équipe medica.

    Al contempo una squadra partita in motoslitta da località La Gabiola ha raggiunto poi a piedi il luogo dell’incidente, per riaccompagnare a valle l’amico. Purtroppo per il 50enne non è stato possibile fare nulla e il medico ne ha solamente potuto constatare il decesso.

    La salma è stata recuperata con il verricello, trasportata al Campo base e affidata ai Carabinieri e al carro funebre.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Soccorso Alpino)
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  • Strage di capodanno nel locale di Crans Montana, una bellunese tra i feriti

    Strage di capodanno nel locale di Crans Montana, una bellunese tra i feriti

    Una bellunese è tra gli italiani rimasti feriti dall’esplosione del bar Le Constellation a Crans Montana, gettonata località sciistica in Svizzera. Il fatto è avvenuto la scorsa notte, mentre la festa di Capodanno era in corso.

    Si tratta della 54enne Alessandra Galli Demin, presidente dell’Associazione Bellunese di Ginevra, presente alla festa di Capodanno insieme ai figli, i quali sembra siano rimasti illesi.

    La donna è attualmente ricoverata all’ospedale di Zurigo, ma secondo quanto fin qui trapelato non è in pericolo di vita.

    C’è attesa per conoscere lo sviluppo delle condizioni di salute degli italiani ricoverati, ma ancora più preoccupazione riguarda al momento i connazionali ancora dispersi.

    Un’esplosione che è stata un’autentica strage, considerato che il bilancio provvisorio registra una cinquantina di morti e oltre 115 feriti, tra cui molti giovanissimi (ma i dati sono destinati a mutare, a seconda degli sviluppi).

    Alla base dell’esplosione e incendio del locale ci sarebbe l’utilizzo da parte dello staff di candeline accese poste sulle bottiglie di champagne, come strumento coreografico per la serata.

    Alcune candeline sarebbero state avvicinate troppo al soffitto in legno del locale, scatenando la tragedia. Sotto la lente degli inquirenti c’è anche l’adeguatezza o meno delle vie d’uscita del locale.

    Fin dal principio le autorità politiche e sanitarie italiane hanno dato tutto il loro supporto a quelle svizzere.

    Alla comunità colpita e ai familiari delle vittime è giunto il messaggio di vicinanza di Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, di cui la Famiglia Bellunese di Ginevra fa parte: «In questo momento di profondo dolore – ha dichiarato De Bona – desideriamo esprimere la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte le persone coinvolte. Un pensiero particolare va ai nostri corregionali presenti nel locale: sappiano che la grande famiglia dei Bellunesi nel Mondo è loro accanto».

    (Autore: Arianna Ceschin. Ha collaborato Alessandro Lanza)
    (Foto: per gentile concessione dell’associazione Bellunesi nel Mondo)
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