Dormiva in tenda al parco di San Giovanni Bosco: rimpatriato

Dormiva in una tenda nel parco di San Giovanni Bosco, in località Campolongo. È stato rintracciato in stato di irregolarità dalla Polizia Locale e rimpatriato nel pomeriggio di ieri dalla Polizia di Stato dalla frontiera aerea di Venezia Marco Polo un cittadino pakistano classe 1975.

L’uomo, cinquantenne, da alcune settimane viveva accampato in centro città. Dopo il controllo degli agenti coneglianesi e gli accertamenti sulla sua posizione sul territorio nazionale, è scattato il provvedimento di espulsione con accompagnamento immediato alla frontiera disposto dal Questore di Treviso, Alessandra Simone.

Il rimpatrio rientra nell’ambito dell’intensificazione delle attività di contrasto all’immigrazione irregolare e di allontanamento dei cittadini stranieri ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, disposta dalla Questura di Treviso.

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha eseguito altri due provvedimenti analoghi. È stato rimpatriato un cittadino albanese classe 1984, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, condannato nel 2019 a due anni di reclusione per il trasporto e la detenzione di diversi chili di marijuana destinati alle piazze di spaccio della provincia e arrestato nuovamente nel novembre 2024 per una piantagione di marijuana scoperta nelle campagne di Roncade. In quell’occasione, durante la perquisizione, era stato trovato in possesso anche di quasi 200 grammi di hashish e di un bilancino di precisione. A seguito del provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Treviso per pericolosità sociale, il Questore ne ha disposto l’immediato accompagnamento alla frontiera, con imbarco su un volo per Tirana.

Altro rimpatrio ha riguardato un cittadino kosovaro classe 1983, già destinatario di un precedente provvedimento eseguito a gennaio 2025. Arrestato nell’agosto dello scorso anno per essere rientrato illegalmente in Italia, aveva tentato di sanare la propria posizione presentando un’istanza di protezione internazionale, poi rigettata. Anche in questo caso il Questore ha disposto l’accompagnamento immediato alla frontiera, con imbarco su un volo diretto a Pristina.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Questura di Treviso)
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