Talmente ubriaco da non riuscire a trovare il proprio telefono, nella disperata ricerca ha iniziato a suonare tutti i campanelli di via Verdi, a Conegliano. I residenti, infastiditi dal comportamento del 29enne, residente a Susegana ma di fatto senza fissa dimora, hanno quindi allertato la Polizia.
Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Conegliano sono intervenuti nella zona del centro città e, una volta identificato l’uomo, lo hanno denunciato per ubriachezza molesta, oltre ad allontanarlo dall’area in base al regolamento di Polizia urbana.
Sempre gli agenti del Commissariato hanno denunciato anche un cittadino gambiano di 36 anni sorpreso a spacciare nelle vicinanze dell’ex Safari Club di via Manin. L’uomo è stato fermato durante un controllo: addosso aveva diverse dosi di sostanze stupefacenti, una delle quali nascosta tra le natiche, oltre a 1.400 euro in contanti trovati nel portafoglio. La somma è stata sequestrata perché ritenuta provento dell’attività di spaccio.
(Autore: Simone Masetto) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
L’amministrazione comunale di Trevignano informa la cittadinanza che a seguito della realizzazione della nuova linea fognaria nella zona dei Villaggi Kennedy e Monica entrerà in vigore l’obbligo di allacciamento alla rete fognaria pubblica per tutti gli immobili serviti dalla nuova infrastruttura, ai sensi della normativa vigente.
Al fine di illustrare le modalità e le tempistiche di allacciamento, gli obblighi previsti per i proprietari degli immobili e le procedure tecniche e amministrative da seguire, è indetta una riunione informativa aperta a tutti gli interessati.
L’appuntamento è per giovedì 15 gennaio alle ore 20.30 a Villa Onigo.
Alla riunione interverranno rappresentanti del gestore del servizio idrico Alto Trevigiano Servizi, che saranno a disposizione per fornire chiarimenti e rispondere alle domande dei partecipanti. La partecipazione è fortemente raccomandata per tutti i proprietari e/o titolari di diritti sugli immobili interessati dalla nuova linea fognaria.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Un tema originale per valorizzare i nostri paesi. E visto che ogni comunità ha le sue anime, figure che ne custodiscono l’essenza o ne tracciano il futuro, si è pensato con questa rubrica di raccontare le storie di chi, con il proprio impegno, incarna i valori, le tradizioni e le ambizioni del proprio paese.
Attenzione, però: non si parla di celebrità, ma di persone riconosciute e amate dai loro concittadini o, in alcuni casi, a loro sconosciuti, ma che rappresentano dei veri simboli della storia, della continuità o del cambiamento, in positivo, del nostro territorio.
Ecco allora, dopo “luoghi dimenticati” e “campanili”, un altro filone della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.
La nostra rubrica settimanale ci porta ora a raccontare una vicenda umana che intreccia il destino di Refrontolo con le grandi pagine della storia del Novecento, ricordandoci come anche dai luoghi più raccolti possano nascere esempi di straordinaria dignità e valore civile.
Persone Iconiche del Comune di Refrontolo
Maria Bernardi nel “Libro dei Giusti”
Di Enrico Dall’Anese
Davvero numerosi sono i personaggi illustri di Refrontolo. In questa rubrica, anche per motivi di attualità, vogliamo ricordare Maria Bernardi (1910-2004).
Nel 1934 Maria Bernardi, all’età di 24 anni, si recava a Roma dove sarebbe stata assunta per servizio domestico dalla famiglia ebrea dei Volterra in un appartamento nel cuore di Trastevere.
In quella famiglia Maria si fece presto benvolere da tutti.
Dopo quattro anni, nella seconda metà del 1938, vennero emanate le infami leggi sulla razza secondo le quali agli ebrei non era permesso tenere a servizio domestico personale “ariano”.
Le sanzioni per chi infrangeva tali norme erano severe, ma Maria scelse di rimanere a lavorare clandestinamente presso i Volterra e per scongiurare i controlli dei gerarchi e i numerosi delatori ella risiedette formalmente in uno scantinato.
La famiglia Volterra aveva gestito fino ad allora due tabaccherie che vennero requisite con l’emanazione delle leggi razziali. Veniva così a mancare la fonte di sostentamento dell’intera famiglia.
Secondo le norme allora in vigore, la licenza requisita veniva posta in gara e concessa a chi raggiungeva il punteggio più alto. Alla gara parteciparono anche Maria Bernardi e suo fratello Virginio, anch’egli emigrato a Roma.
I due Bernardi gareggiarono formalmente in nome proprio ma in sostanza per conto e a favore dei Volterra. La sorte volle che la licenza venisse assegnata a Virginio.
Da quel giorno, per quattro anni fino alla fine della guerra, Maria gestì a nome del fratello e per conto dei Volterra la tabaccheria recando a tutta la famiglia i beni con cui sopravvivere.
I signori Volterra affermarono che sarebbe lungo e difficile raccontare tutte le peripezie passate in questo periodo da Maria che dovette affrontare quanti la tacciarono di favorire una famiglia ebrea.
L’ottobre del 1943 vide a Roma la razzia degli ebrei: oltre mille ebrei romani furono portati alla morte nei campi di sterminio nazisti. 14 membri della famiglia Volterra, allargata a parenti ed affini, si rifugiarono in Sabina.
In quei tragici momenti Maria non solo non abbandonò i Volterra, ma in talune circostanze fu fondamentale il suo aiuto proprio in quanto era l’unica persona che poteva liberamente circolare per tutte le necessità quotidiane di una famiglia clandestina che dovette cambiare dimora più volte per sottrarsi ai rastrellamenti e alle denunce.
Giunse finalmente la Liberazione e nel giugno 1944 la famiglia Volterra tornò a Roma. Maria con il fratello Virginio, in piena onestà e senza vantare la benché minima pretesa, restituì ufficialmente la licenza ai Volterra rimanendo a servizio domestico presso la famiglia.
Maria, rimasta nubile, accudì e allevò altre due generazioni e divenne un punto di riferimento per tutta la famiglia. Ancora nel 2001 viveva a Roma con la signora Elena, tre figli, nove nipoti e dieci bisnipoti, tutti a lei particolarmente affezionati.
Nello stesso anno ricevette a Roma un lusinghiero riconoscimento alla presenza del sindaco Veltroni e del rabbino capo Elio Toaf.
Ora il nome di Maria Bernardi, conosciuto anche dal Governo israeliano, è scritto ufficialmente nel Libro dei Giusti. La Bernardi nel luglio 2000 aveva ricevuto anche l’omaggio della cittadinanza refrontolese. Morì a Roma nel 2004.
(Autore: Alessandro Lanza) (Foto: Eventi Venetando) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Attualmente è in corso la demolizione di una parte – visibile da via del Ruio – dell’Ipsia Pittoni, istituto scolastico di Conegliano che è stato al centro di un progetto di accorpamento con l’Itis Galilei.
La progettualità, gestita dalla Provincia di Treviso, era stata concepita ancora nel 2020, in occasione dei lavori di manutenzione, efficientamento e consolidamento strutturale degli spazi del Galilei.
Accorpamento delle due sedi, che conduce quindi verso la creazione di una sorta di campus scolastico, con l’uso dei laboratori in comune.
Come ha specificato il sindaco Fabio Chies, la demolizione riguarda una parte dell’istituto, mentre l’edificio storico sarà preservato.
“La ‘scuola vecchia’ verrà mantenuta e la demolizione è a cura della Provincia – ha spiegato il primo cittadino -. Da parte nostra possiamo dire che liberiamo degli spazi, che saranno a disposizione di una progettazione futura. Si tratta infatti di una demolizione che sta avvenendo su territorio di proprietà comunale e, una volta liberato, potrà essere oggetto di ragionamenti che riguardano, ad esempio, palestre e strutture a favore della città” ha aggiunto.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto: Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
La chiusura dell’Ufficio postale di Rua di Feletto (in via Roma 17A) è stata prorogata fino al 15 gennaio. È quanto si legge all’esterno dell’Ufficio stesso, dove sono in corso dei lavori tecnici.
Una chiusura che è stata posticipata a più riprese.
In principio, essa era prevista dal 6 novembre per la durata di circa un mese, mentre l’ultimo avviso indicava la chiusura protratta fino al giorno dell’Epifania. Nel frattempo, l’utenza potrà usufruire in alternativa dell’Ufficio postale di Corbanese (frazione di Tarzo) in piazza Papa Luciani 6 oppure degli uffici postali di Conegliano in via Daniele Manin 26 e via Cadore 1.
Intanto, Poste Italiane comunica che da giovedì 15 gennaio l’Ufficio postale di Colle Umberto, in via Diaz, sarà interessato da interventi di ammodernamento per migliorare la qualità dei servizi e dell’accoglienza.
La sede è inserita nell’ambito di “Polis”, il progetto di Poste Italiane “per rendere semplice e veloce l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione”, nei Comuni con meno di 15 mila abitanti, con l’obiettivo di “favorire la coesione economica, sociale e territoriale del nostro Paese e il superamento del digital divide”.
Nel corso dei lavori, Poste Italiane garantirà ai cittadini di Colle Umberto la continuità di tutti i servizi, attraverso uno sportello dedicato nell’Ufficio postale di San Fior, aperto tutte le mattine da lunedì a sabato. Sono disponibili anche gli uffici postali di San Giacomo di Veglia (Vittorio Veneto) e Conegliano.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto: Arianna Ceschin) (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Una strada troppo stretta, una servitù agricola che nel tempo ha mostrato tutti i suoi limiti e una situazione di rischio vissuta da chi frequenta l’adiacente campo sportivo.
Dopo anni di difficoltà, l’amministrazione comunale di Montebelluna annuncia di avere compiuto “un passo importante per la messa in sicurezza dell’accesso ai campi sportivi di Busta, avviando formalmente il percorso per l’acquisizione dell’area di via Campo Sportivo e la sua successiva sistemazione”.
La strada, utilizzata da tempo come principale collegamento al campo sportivo, è sempre rimasta legata a una servitù di origine agricola, con una carreggiata stretta e non adeguata all’intenso passaggio di auto e pedoni, soprattutto nelle ore serali e nei momenti di maggiore afflusso. Una situazione che ha spesso generato incroci pericolosi tra veicoli, criticità per i genitori che accompagnano i figli alle attività sportive e problemi di sicurezza in prossimità dell’intersezione con la viabilità provinciale.
Nelle scorse settimane, dopo un primo sopralluogo e un confronto diretto, l’amministrazione comunale ha raggiunto “un accordo bonario con il proprietario dell’area, che ha dato la propria disponibilità alla cessione. Un passaggio che consente ora di superare definitivamente il regime di servitù e di avviare la fase amministrativa necessaria all’acquisizione della strada”.
Per questo motivo è stato affidato un incarico tecnico preliminare a un professionista esterno, finalizzato a svolgere tutte le attività propedeutiche all’intervento: rilievi strumentali, confronto catastale, individuazione puntuale dell’area interessata, definizione del tracciato, frazionamento, stima dei costi e predisposizione della documentazione necessaria alla formalizzazione dell’accordo e al futuro atto notarile. Un lavoro indispensabile per stabilire con precisione l’estensione dell’area da acquisire e per programmare l’allargamento della carreggiata.
«Parliamo di una questione aperta da molti anni – sottolinea il sindaco Adalberto Bordin – che finalmente trova una soluzione. Via Campo Sportivo è un accesso fondamentale per tante famiglie e per i ragazzi che frequentano l’impianto. Metterla in sicurezza ci consentirà di ridurre situazioni di pericolo quotidiane e dare una risposta attesa da tempo dalla frazione di Busta».
Una volta completata la fase amministrativa e perfezionata l’acquisizione dell’area, il Comune potrà procedere con la progettazione e l’esecuzione dei lavori di allargamento e sistemazione della strada, così da garantire condizioni di transito più sicure e funzionali.
«Con questo incarico – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Adriano Martignago – avviamo ufficialmente l’attività tecnica e amministrativa successiva all’intesa con il proprietario. L’obiettivo è arrivare all’acquisizione dell’area e poi intervenire sulla sede stradale, superando una situazione che oggi crea disagi e rischi, soprattutto quando due genitori si incrociano la sera, al buio, nei momenti di maggiore affluenza al campo sportivo».
(Autore: Redazione di Qdpnews.it) (Foto: Città di Montebelluna) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
“Un Inno per Jesolo”. E’ la nuova iniziativa lanciata dall’Associazione culturale mons. Giovanni Marcato d’intesa con l’Amministrazione Comunale. A questo scopo è stato redatto un apposito bando di concorso reperibile sul sito www.giovannimarcato.it dove è reperibile il testo integrale del bando ed i moduli di partecipazione. Il termine di scadenza per partecipare è il 28 febbraio prossimo. Il testo meritevole sarà selezionato da un’apposita commissione. L’inno prescelto sarà poi musicato.
“La città di Jesolo – spiega il presidente dell’Associazione Giampaolo Rossi – per la sua storia, quella più antica e quella più recente, per le qualità dimostrate dalla sua popolazione nel tempo, per la sua vocazione all’accoglienza e la qualità della sua ospitalità, merita un Inno che la celebri e che acquisisca nel tempo forza di simbolo unificate della comunità del territorio ma anche della comunità allargata dei suoi ospiti. Per questa ragione il bando è aperto non solo agli jesolani, ma anche a quanti conoscono ed amano la nostra località. Ci piacerebbe che questo potesse essere adottato come l’Inno ufficiale della città. L’obiettivo è quello di poter presentare questo Inno in occasione della festività del Santo Patrono della città”.
“L’iniziativa proposta dall’Associazione mons. Giovanni Marcato – aggiunge il sindaco Christofer De Zotti – è un’occasione preziosa per rafforzare il senso di comunità e di appartenenza alla città. È un progetto che invita a raccontare Jesolo attraverso parole e idee condivise, coinvolgendo prima di tutto i residenti, ma anche chi la frequenta e la vive come ospite. Questo approccio aperto e partecipato contribuisce a costruire legami, stimola il dialogo e valorizza il contributo di tutti, nel rispetto delle diverse sensibilità che compongono la nostra comunità”.
(Autore: Alessandro Lanza) (Foto: Archivio Qdpnews.it) (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Una banda composta da due/tre persone o uno spaccatore solitario: potrebbero essere questi i due fronti distinti che da settimane stanno terrorizzando i negozianti trevigiani con una lunga scia di furti e spaccate. Ormai non passa notte senza che una vetrina venga infranta a colpi di mazza o una porta scardinata con piedi di porco e arnesi simili, lasciando dietro di sé soprattutto danni ingenti e tanta esasperazione.
A colpire è soprattutto il magro bottino: nella maggior parte dei casi nullo o di pochissimo valore, complice anche la scelta dei commercianti di non lasciare più denaro in cassa durante la notte. Fanno eccezione i mille euro sottratti nei giorni scorsi al bar del Panorama. Elementi che potrebbero far pensare a ladri improvvisati, ma le immagini dei sistemi di videosorveglianza raccontano una storia più ambigua. Nei filmati i malviventi non vengono mai ripresi in modo nitido sopratutto per quanto riguarda i loro volti o parti del corpo utili all’identificazione. Fortuna o abilità, resta il fatto che dalle telecamere finora è arrivato ben poco.
Sulla frustrante serie di colpi nel capoluogo trevigiano stanno indagando gli agenti della Squadra Mobile della Questura, anche grazie al reparto di Polizia scientifica intervenuto dopo ogni furto in ogni attività commerciale.
Nel frattempo, sul fronte della sicurezza arrivano rinforzi. A comunicarlo è stato il deputato leghista e sindaco di Tarzo, Gianangelo Bof, che in una nota ha annunciato l’assegnazione di nuovi agenti al territorio: “I nuovi arrivi saranno distribuiti fra tre unità in Questura, cinque alla Polizia Stradale, otto alla Polfer e tre alla Polizia di Frontiera, garantendo una presenza più capillare e un controllo più efficace del territorio a tutela della sicurezza di tutti i cittadini”.
“Si tratta di un risultato frutto del lavoro svolto dalla Lega e dal sottosegretario Molteni, volto a rafforzare i presìdi di sicurezza e a tutelare le comunità locali – conclude Bof –. Ancora una volta, per la Lega la sicurezza e la tutela della legalità restano una priorità. Avanti così”.
(Autore: Simone Masetto) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
A Conegliano era noto per i numerosi episodi di disturbo e violenza all’interno di molti bar, ma il suo apice lo avrebbe raggiunto lo scorso 6 gennaio con l’aggressione verbale ai ai danni del sindaco Fabio Chies durante la tradizionale Corsa della Befana.
Nel corso della cerimonia pubblica svoltasi al convento dei Frati Cappuccini, il 41enne ha prima inveito contro i presenti e successivamente contro il primo cittadino, lamentando alcune problematiche legate alla propria condizione abitativa.
Immediato l’intervento degli agenti della Polizia locale del Coneglianese e del Commissariato di Pubblica Sicurezza della città del Cima, che hanno denunciato l’uomo e disposto il suo ricovero nel Pronto Soccorso cittadino, dove è stato sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio.
Ieri il questore di Treviso Alessandra Simone ha inoltre emesso nei suoi confronti un Dacur, il provvedimento che vieta al 41enne di accedere e stazionare nelle immediate vicinanze di bar e locali pubblici di Conegliano per la durata di tre anni.
(Autore: Simone Masetto) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Grave incidente nella mattina di oggi, martedì, a Borso del Grappa. Stando alle prime informazioni si sarebbe trattato di una fuoriuscita autonoma di strada, che ha coinvolto un Fiat Doblò.
E’ successo nella zona di Piazza Garibaldi, nella frazione di Sant’Eulalia. Sul posto automedica e ambulanza di Pedemontana Emergenza ODV con medico e infermieri (attivato anche l’elicottero da Treviso), Vigili del fuoco, che hanno estratto il conducente ferito dalle lamiere, e Carabinieri.
Il guidatore, un 53enne di Borso del Grappa, è stato poi elitrasportato all’ospedale Ca’ Foncello in gravi condizioni.
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