Author: michael.travan

  • Anziana trovata morta in casa

    Anziana trovata morta in casa

    E’ stata ritrovata priva di vita dai soccorritori oggi domenica, nella propria abitazione, una donna che risiedeva in paese.

    La signora, secondo quanto appreso, da qualche tempo non godeva di buona salute. Il decesso, secondo quanto fin qui ricostruito, è avvenuto per cause naturali. La salma è stata già affidata ai familiari.

    Sul posto si sono portati il personale del Suem 118 e i Carabinieri. Sempre nel pomeriggio un 70enne è stato trovato privo di vita nella propria casa di Castelfranco Veneto.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
    #Qdpnews.it riproduzione riservata

  • Sostenibilità incompiuta: l’Italia ricicla ma non capitalizza

    Sostenibilità incompiuta: l’Italia ricicla ma non capitalizza

    L’Italia sa riciclare, e lo fa bene. Anzi, benissimo se guardiamo ai numeri: siamo tra i primi in Europa per capacità di recupero dei materiali, con filiere storiche come carta, vetro e metalli che raggiungono tassi superiori al settanta per cento. Eppure, dietro questa medaglia luccicante si nasconde un rovescio meno rassicurante. Il rapporto “L’Italia che Ricicla 2025”, presentato a Roma dalla sezione Unicircular di Assoambiente, racconta un Paese che eccelle nella tecnica ma arranca nella strategia, capace di trasformare i rifiuti in risorse ma incapace di costruire attorno a questa abilità un vero modello di sostenibilità industriale.

    Partiamo dai numeri, che sono impressionanti. Ogni anno l’Italia produce quasi 194 milioni di tonnellate di rifiuti. La gran parte, oltre 164 milioni, sono rifiuti speciali provenienti soprattutto dal settore delle costruzioni e demolizioni, dal trattamento dei rifiuti stessi e dalle attività manifatturiere. I rifiuti urbani, quelli che produciamo nelle nostre case, ammontano invece a circa 29 milioni di tonnellate, dominati dalla frazione organica, seguita da carta e cartone, plastica e vetro. La raccolta differenziata ha raggiunto il 66,6 per cento, un traguardo significativo che ci pone tra i virtuosi del continente.

    Ma cosa succede dopo che separiamo diligentemente i nostri rifiuti? Oltre la metà dei rifiuti urbani viene effettivamente riciclata, un quinto finisce negli impianti di recupero energetico e circa il sedici per cento prende ancora la strada della discarica. Per i rifiuti speciali le performance sono ancora migliori, con un tasso di riciclo che sfiora il 73 per cento. Numeri che farebbero invidia a molti partner europei e che testimoniano una cultura della sostenibilità ambientale ormai radicata nel tessuto produttivo del Paese.

    Il problema, però, è che questi risultati non si traducono in un vantaggio competitivo duraturo. L’Italia ricicla molto ma non ha ancora imparato a trasformare questa capacità in autonomia dalle importazioni di materie prime, in risparmio energetico strutturale, in un contributo sostanziale agli obiettivi climatici europei. Come ha sottolineato Paolo Barberi, presidente di Unicircular, il rischio concreto è che l’economia circolare resti un’etichetta da esibire piuttosto che un motore di sviluppo sostenibile.

    Le criticità più evidenti emergono in quattro settori strategici. La plastica vive una crisi profonda, schiacciata dalla concorrenza dei polimeri vergini che costano meno di quelli riciclati, da bollette energetiche pesanti e da un quadro normativo incerto. Il settore dell’edilizia presenta un paradosso emblematico: il tasso di recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione supera l’ottanta per cento, ma gli aggregati riciclati restano accumulati nei piazzali perché nessuno li vuole. I capitolati degli appalti continuano a preferire materiali vergini e le normative cambiano da regione a regione, rendendo impossibile costruire un mercato nazionale. 

    Il tessile, in un Paese che è uno dei poli europei della moda, soffre di una raccolta ancora troppo scarsa per alimentare un’industria del riciclo competitiva. I rifiuti elettronici, i cosiddetti RAEE, vengono raccolti in quantità insufficienti, con la conseguenza che materiali preziosi e terre rare finiscono dispersi invece di tornare nel ciclo produttivo.

    Anche dove il sistema funziona, come nelle filiere della carta e del vetro, pesano i costi energetici elevati degli impianti e l’impatto del sistema europeo di scambio delle emissioni, che erode i margini delle imprese. Il tessuto industriale del riciclo italiano, infatti, è composto prevalentemente da micro e piccole aziende che operano con margini ridotti e sono esposte alla volatilità dei prezzi delle materie prime seconde. Manca quella massa critica che permetterebbe di negoziare condizioni migliori e di investire in innovazione sostenibile.

    La via d’uscita, secondo il rapporto, passa attraverso quella che viene definita osmosi industriale: collaborazioni tra imprese, scambi di sottoprodotti, integrazione delle filiere. Ma soprattutto servono interventi di sistema come regole chiare e uniformi su tutto il territorio nazionale, una fiscalità che premi davvero chi investe nella circolarità, criteri efficaci per definire quando un rifiuto cessa di essere tale e diventa una risorsa, e una politica di acquisti pubblici che trascini il mercato dei materiali riciclati invece di ignorarlo.

    La posta in gioco va oltre l’ambiente. Il riciclo è diventato una questione di sicurezza delle risorse, di competitività industriale, di indipendenza strategica. In un mondo dove le materie prime scarseggiano e le catene di approvvigionamento si fanno sempre più fragili, saper recuperare e riutilizzare i materiali non è più solo una buona pratica ecologica ma una necessità economica. L’Italia ha le competenze e le tecnologie per giocare un ruolo da protagonista in questa partita. Quello che ancora manca è la visione per mettere insieme i pezzi e trasformare una somma di eccellenze locali in una strategia nazionale di sostenibilità.

    La transizione verso un’economia realmente circolare rappresenta anche una delle leve più efficaci per la decarbonizzazione del Paese. Riciclare significa ridurre le emissioni legate all’estrazione e alla lavorazione di materie prime vergini, abbattere i consumi energetici e diminuire la dipendenza da fornitori esteri. In questo senso, la sostenibilità ambientale e quella economica camminano insieme, e il riciclo diventa il punto di incontro tra esigenze ecologiche e interessi industriali.

    Il rapporto “L’Italia che Ricicla 2025” ci restituisce insomma l’immagine di un Paese a metà del guado. Da una parte risultati tecnici di primo livello, dall’altra un sistema che non riesce a valorizzarli pienamente. La sfida dei prossimi anni sarà colmare questo divario, trasformando i numeri del riciclo in valore economico, posti di lavoro e autonomia dalle importazioni. Perché riciclare bene non basta più: bisogna anche saper costruire, attorno al riciclo, un futuro davvero sostenibile.

    (Autore: Paola Peresin)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Addio al Cavaliere Rocco Dalessandri, storico geometra e sottufficiale dell’Aeronautica

    Addio al Cavaliere Rocco Dalessandri, storico geometra e sottufficiale dell’Aeronautica

    “Hai raggiunto la tua amata Vittoria”: così la famiglia ha voluto salutare in epigrafe Rocco Dalessandri, Cavaliere della Repubblica e storico geometra della città di Treviso, mancato in questi giorni all’età di 89 anni.

    Sottufficiale dell’Aeronautica, aveva conosciuto il maestro Ettore Geslao, storica figura a cui è intitolata una società sportiva di scherma di Treviso, che in queste ore ha espresso pubblicamente le proprie condoglianze.

    Dalessandri svolgeva inoltre il ruolo di amministratore di condominio e, all’inizio degli anni Ottanta, aveva aperto uno studio di geometri a Treviso, ora portato avanti da uno dei figli.

    “Si era fatto da solo e aveva avuto una vita professionale e familiare intensa. Era inoltre un nonno a cui tutti erano molto affezionati”, ha raccontato chi lo conosceva.

    Rocco Dalessandri lascia i figli Marilena, Francesca (maestro nella società di scherma “maestro Ettore Geslao”), Raffaele e Antonio (entrambi all’interno del consiglio direttivo della stessa società di scherma), le nuore, i generi, i suoi amatissimi nipoti Elisa, Francesca Maria, Lorenzo, Alberto, Elisabetta, Alessandro, Giulia e Alessia, i suoi adorati pronipoti Ludovico, Livia e Linda, le sorelle, le cognate, i cognati, il compare Benito, i parenti e tutti gli amici.

    Il funerale verrà celebrato domani lunedì alle ore 9.30 nel Tempio di San Nicolò. La salma giungerà dall’ospedale Ca’ Foncello di Treviso e dopo il rito funebre verrà tumulata nel cimitero di Monigo.

    La famiglia chiede non fiori, ma eventuali offerte a favore del “Consorzio per mio figlio – Onlus”.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Onoranze funebri Azeglio Tonellato)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Scivola e ruzzola per 80 metri tra le balze di ghiaccio

    Scivola e ruzzola per 80 metri tra le balze di ghiaccio

    Questa mattina verso le 10.30 la Centrale del 118 è stata contattata dal compagno di un alpinista che era caduto in prossimità di una cascata di ghiaccio in Val di Gares, a Canale d’Agordo.

    Il 36enne austriaco si trovava con l’amico alla base della cascata Tre per Tre, che i due si stavano preparando a scalare, quando era scivolato, ruzzolando per un’ottantina di metri tra le balze gelate. Due volontari del Soccorso alpino di Belluno, che si trovavano casualmente sul posto, lo hanno raggiunto e gli hanno prestato prima assistenza, mentre si avvicinava l’eliambulanza “Falco 2” e la Stazione della Val Biois predisponeva l’intervento di suo personale a Capanna Comelle per eventuale supporto.

    Una volta individuato il luogo dell’incidente, l’elicottero ha sbarcato con un verricello di 20 metri il tecnico di elisoccorso, che ha messo in sicurezza il luogo attrezzando una sosta, e il medico e l’infermiere, che hanno provveduto a stabilizzare l’infortunato a seguito di un sospetto trauma al bacino e altre contusioni. Imbarellato e issato a bordo con l’aiuto dei due soccorritori, l’uomo è stato trasportato in codice giallo all’ospedale “Ca’ Foncello” di Treviso.

    Verso mezzogiorno e mezzo è scattato il secondo allarme, lanciato da uno scialpinista che si era fatto male all’altezza del Filon del Cornor, in Alpago. Il 32enne di Belluno si era procurato un trauma alla gamba e si trovava in una conca all’ombra sotto la croce. Risalito alle coordinate del punto tramite whatsapp, il tecnico di centrale operativa del Soccorso alpino le ha inviate all’equipaggio di Falco 2, in rientro da Treviso per l’intervento sopra descritto.

    Arrivati dalla Val Salatis, équipe medica e tecnico di elisoccorso sono sbarcati in hovering nelle vicinanze e si sono portati dall’infortunato, che al loro arrivo era affiancato da altre persone. Dopo avergli immobilizzato l’arto, i soccorritori hanno verricellato a bordo lo sciatore e lo hanno portato all’ospedale “San Martino” di Belluno. Pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino dell’Alpago.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Incendio in cucina, casa inagibile

    Incendio in cucina, casa inagibile

    Paura nella tarda mattinata di oggi domenica a Monastier di Treviso, dove un incendio ha interessato la cucina di un’abitazione. L’allarme è scattato attorno alle 11 in via Barbaran.

    Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con una squadra proveniente dal distaccamento di Motta di Livenza, che ha rapidamente domato le fiamme evitando la propagazione dell’incendio al resto dell’appartamento e alle abitazioni limitrofe.

    Nonostante il tempestivo intervento, i locali sono stati gravemente danneggiati dai prodotti della combustione. Per questo motivo l’abitazione è stata dichiarata inagibile.

    Al momento non si segnalano feriti.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Vigili del Fuoco)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Stazioni sempre più “olimpiche”: ecco i display di binario

    Stazioni sempre più “olimpiche”: ecco i display di binario

    A poco più di tre settimane dall’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, prosegue il processo di modernizzazione delle stazioni lungo la linea ferroviaria Conegliano – Ponte nelle Alpi – Calalzo Pieve di Cadore Cortina, che sarà una delle infrastrutture privilegiate per raggiungere Cortina d’Ampezzo da sud.

    In attesa del potenziamento dei collegamenti, che scatterà a ridosso del via alle gare con un cadenzamento orario mai visto prima sia verso la montagna sia verso la pianura, in diverse stazioni stanno comparendo i display elettronici sui marciapiedi dei binari, fino a poco fa grandi assenti in scali come Vittorio Veneto e Santa Croce del Lago (Alpago).

    Nella principale stazione vittoriese la scelta, almeno per il momento, è stata di installare sul marciapiede tra primo e secondo binario un unico impianto con due display, indicanti i treni in arrivo/partenza su entrambi i binari in servizio e gli eventuali ritardi.

    A pochi metri è stato installato anche un terzo display con l’elenco in ordine cronologico dei treni in partenza, già presente nell’atrio e sul primo binario. Ora sarà davvero difficile, per chiunque, sbagliare treno (anche grazie agli annunci vocali), mentre continua l’attesa per l’apertura del sottopasso pedonale.

    … e a Santa Croce del Lago

    A Santa Croce del Lago i display (in questo caso uno per marciapiede) dei due binari sono stati installati ancora prima dello scorso Natale, con immaginabile soddisfazione dei viaggiatori (soprattutto occasionali, spesso turisti) visto che le uniche indicazioni arrivavano, in precedenza, dai quadri orari cartacei e dagli annunci sonori, con difficoltà – per alcuni – anche a individuare il binario giusto.

    Anche la piccola stazione alpagota sarà interessata dal “potenziamento olimpico”, con treni in partenza ogni ora sia verso nord sia verso sud nei giorni dei Giochi, anche paralimpici.

    (Autore: Luca Anzanello)
    (Foto: Qdpnews.it)
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  • L’influenza ha già colpito 624 mila veneti. “Incidenza in calo”

    L’influenza ha già colpito 624 mila veneti. “Incidenza in calo”

    Sono 624 mila i cittadini veneti già colpiti dall’influenza stagionale da ottobre a oggi, con 63 mila casi nell’ultima settimana monitorata. Sono stati segnalati al sistema nazionale di sorveglianza 25 casi gravi di influenza, ovvero di persone con infezione influenzale e ricovero in terapia intensiva con un quadro di grave insufficienza respiratoria. L’età media di questi casi è di 66 anni e quasi tutti presentavano patologie pregresse. I casi gravi si sono verificati quasi tutti nella seconda metà di dicembre.

    Lo evidenzia l’ultimo aggiornamento realizzato dalla Direzione Prevenzione della Regione Veneto rispetto all’andamento dell’influenza, in data 7 gennaio scorso.

    “Ciò premesso – riferisce la Direzione Prevenzione – nelle ultime settimane si sta osservando un calo di casi di influenza e di sindromi simil-influenzali territoriali, con 13,6 casi ogni mille residenti, rispetto al picco della settimana dal 15 al 21 dicembre, uno dei più alti da quanto è attiva la sorveglianza con 18,8 casi ogni mille residenti. Il calo è registrato per tutte le fasce di età. Tuttavia il dato necessita di essere interpretato con prudenza e di essere rivalutato nelle prossime settimane anche alla luce della ripresa delle attività – tra cui le scuole – dopo le festività, che potrebbe comportare un incremento della trasmissione virale con conseguente crescita della curva di incidenza”.

    Gli esperti della Regione evidenziano anche che “il monitoraggio degli accessi nei Pronto Soccorso rileva, dalla seconda metà di dicembre, un progressivo incremento degli accessi per sintomi respiratori. Tale incremento risulta tuttora in essere, con dati superiori all’atteso rispetto alle scorse stagioni, in quasi tutti i Pronto Soccorso monitorati”.

    Il monitoraggio condotto sugli accessi agli studi dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta, durante il periodo di festività riporta un dato parziale perché, come ogni anno, si registra una riduzione delle segnalazioni legata alla presenza di giornate festive e a una minore propensione della popolazione a rivolgersi ai propri medici curanti e quindi una minore segnalazione di casi. In questi giorni infatti molte persone sono state distanti da casa per le vacanze.

    Tra i virus stagionali circolanti, il virus influenzale di tipo A risulta il più diffuso e in particolare, come per il resto d’Italia, l’A(H3N2). La variante K, già segnalata in altri Paesi, è risultata prevalente. Seguono il rhinovirus (spesso causa di raffreddore), il virus respiratorio sinciziale (principale causa di bronchiolite nel neonato) e il Sars-CoV-2 (responsabile di COVID-19).

    Per ridurre l’impatto e la trasmissione dei virus stagionali è importante mantenere le misure di prevenzione comportamentali, ovvero lavarsi frequentemente le mani, aerare gli ambienti in cui soggiornano più persone, evitare ambienti affollati in presenza di sintomi respiratori, utilizzare la mascherina quando si frequentano persone che soffrono di malattie croniche, utilizzare la mascherina FFP2 in ambienti affollati in particolare se si soffre di malattie croniche (come cardiopatie, diabete mellito, neoplasie, broncopneumopatia cronica ostruttiva, trapiantati, malattie reumatologiche autoimmuni come ad esempio l’artrite reumatoide), evitare di esporre neonati e bambini molto piccoli a persone con sintomi respiratori acuti in corso.

    Per proteggersi da influenza e COVID-19 sono ancora disponibili gratuitamente le vaccinazioni che vanno fatte prioritariamente prima dell’inizio della stagione, ma possono essere fatte comunque anche durante il mese di gennaio. Per tutti i nuovi nati, nel periodo di circolazione del virus respiratorio sinciziale (ottobre-marzo), è inoltre disponibile un’immunizzazione specifica.

    È possibile avere maggiori informazioni e vaccinarsi per l’influenza gratuitamente dal proprio Medico curante o Pediatra, in Farmacia o nei Servizi vaccinali della propria Azienda ULSS. E’ possibile vaccinarsi in Farmacia solo se ci si è vaccinati almeno una volta negli anni precedenti.

    Attualmente sono quasi 900 mila le dosi di vaccino anti-influenza somministrate da ottobre in Veneto e quasi 19 mila dosi di anticorpo monoclonale contro il Virus Respiratorio Sinciziale nei neonati.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Arance, protagoniste della ricerca

    Arance, protagoniste della ricerca

    Le arance sono gli agrumi più conosciuti e usati nell’alimentazione umana, quelle che portiamo normalmente sulle nostre tavole sono le arance dolci, da non confondere con le arance amare, e senza dimenticare le arance rosse di Sicilia, dalla caratteristica polpa di colore rosso rubino.

    Le arance sono considerate dei frutti benefici per la salute soprattutto per la loro ricchezza di Vitamina C che ci aiuterebbe nella prevenzione del raffreddore e dei malanni stagionali, rafforzando il sistema immunitario. Hanno delle proprietà anticancro che aiutano soprattutto a contrastare alcuni tipi di tumori che possono interessare la pelle, i polmoni, il seno, lo stomaco e il colon. Per il loro contenuto di potassio, le arance sono considerate benefiche per il cuore e la circolazione.

    Hanno proprietà antiossidanti, rinfrescanti e astringenti. La loro ricchezza di fibre aiuta ad alleviare la stitichezza e inoltre stimola l’apparato digerente per aiutarlo nell’eliminazione delle tossine. Le arance sono ricche di carotenoidi, delle sostanze che contribuiscono a proteggere gli occhi e la vista.

    Sono una fonte importante di vitamine e di sali minerali. Le arance con il loro contenuto di vitamina C contribuiscono a favorire l’assorbimento del ferro contenuto nei cibi vegetali. Si tenga presente che 100 grammi di arance forniscono al nostro organismo circa 53,2 mg di vitamina C, le cui dosi regolari, corrispondenti ad almeno un grammo assunto quotidianamente, hanno ridotto la durata media del raffreddore del 18% nei bambini e dell’8% negli adulti.

    Le arance, come tutti gli agrumi, sono un frutto poco calorico. Infatti 100 grammi di arance (parte edibile) apportano al nostro organismo soltanto circa 47 calorie. È stato riscontrato un particolare beneficio nelle arance rosse di Sicilia: per via di un particolare gene queste arance risultano utili per prevenire l’obesità e le malattie cardiache. Il merito è delle antocianine che proteggono il nostro Dna dallo stress ossidativo e dunque dai processi degenerativi e dall’invecchiamento precoce. Bere succo d’arancia con costanza contribuirebbe a migliorare le funzioni cognitive degli over 65. I ricercatori hanno valutato soprattutto il potere antiossidante di questi preziosi agrumi. I benefici riguarderebbero soprattutto il miglioramento delle funzionalità cerebrali e cognitive.

    Normalmente le arance non hanno particolari controindicazioni, ma potrebbero esserci casi di allergie, intolleranze, problemi di salute, assunzione di farmaci specifici o diete speciali da seguire per cui le arance potrebbero risultare sconsigliate.

    (Autore: Coldiretti, Campagna Amica. A cura di Giorgio e Cinzia Myriam Calabrese)
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  • Approvato il Bilancio 2026-2028: “Imposte comunali invariate, più di 3 milioni in opere pubbliche”

    Approvato il Bilancio 2026-2028: “Imposte comunali invariate, più di 3 milioni in opere pubbliche”

    Il Consiglio comunale, nella seduta dello scorso 30 dicembre, ha dato il via libera al Bilancio di Previsione per il triennio 2026-2028. Un documento programmatico che punta sulla stabilità fiscale e su investimenti strategici per la sicurezza e la riqualificazione del territorio.

    La principale conferma per i cittadini riguarda la pressione fiscale: l’Amministrazione ha scelto di “non aumentare le aliquote dei tributi comunali, mantenendo invariati i costi dei servizi nonostante il contesto economico generale. Una scelta di responsabilità volta a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese locali”.

    «Sul fronte delle opere pubbliche – spiega il sindaco Mattia Perencin – è stato aggiornato il programma triennale inserendo anche interventi che potrebbero subire modifiche nel corso dei prossimi mesi, ma che era necessario inserire in programmazione per poter essere pronti ad intercettare eventuali finanziamenti».

    Tre gli interventi ricompresi nell’elenco annuale, il più rilevante è quello di ristrutturazione e riqualificazione del Macello comunale: l’immobile di via Boschet 12 sarà infatti oggetto di un importante intervento, volto ad adeguare e modernizzare la struttura, che contribuirà a rafforzare l’economia locale, valorizzando i prodotti tipici e garantendo un contesto operativo moderno, sicuro e funzionale per gli operatori. Il valore dell’opera è pari a 2,2 milioni di euro, di cui 1,8 milioni finanziati con contributo regionale e 400 mila con fondi comunali.

    Il macello di Farra serve una vasta utenza comprendente allevatori, cacciatori e Piccole Produzioni Locali (PPL) e questo intervento, oltre a garantire la prosecuzione dell’attività di macellazione in conformità con le normative nazionali ed europee, “permetterà di implementare – spiega l’amministrazione comunale – una linea dedicata alla macellazione dei cinghiali così da valorizzare la carne di cinghiale, riducendo al contempo i danni economici provocati dalla fauna selvatica alle colture”.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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  • Incidenti e malori, un sabato di fuoco per il Suem dolomitico

    Incidenti e malori, un sabato di fuoco per il Suem dolomitico

    Il periodo di “alta stagione” sulle nevi delle Dolomiti bellunesi è in pieno svolgimento e, anche a scuole riaperte, sono numerosi i turisti italiani e stranieri che affollano strade e piste da sci bellunesi.

    Quella di ieri sabato è stata una giornata intensa per i soccorritori di Suem dell’Ulss 1 e Soccorso alpino, con gli elicotteri “Falco 1” e “Falco 2” decollati per ben cinque volte nell’arco di una sola mattinata.

    La giornata campale è iniziata poco dopo le 9, quando l’ambulanza di Alleghe è intervenuta a Feltre dove si era verificato un incidente stradale nel quale ha avuto la peggio una ventiduenne di Seren del Grappa. Viste le sue condizioni, è stata portata in codice giallo al Pronto Soccorso dell’ospedale feltrino.

    Circa mezz’ora più tardi, primo decollo giornaliero dell’elicottero per soccorrere un 78enne di Rovigo che aveva accusato un malore in pista da sci ad Alleghe: ne è stato disposto il ricovero all’ospedale di Agordo, ma le sue condizioni non sarebbero preoccupanti.

    Verso le 11 altro malore, questa volta a Forno di Zoldo, per un 76enne di Val di Zoldo: non grave, è stato comunque trasportato all’ospedale “San Martino” di Belluno.

    A mezzogiorno uno sciatore israeliano di 48 anni ha riportato un trauma sciando ad Arabba: soccorso da “Falco 2”, è stato portato in condizioni di media gravità al San Martino. Stessa sorte e destinazione, poco dopo, per uno sciatore statunitense di 33 anni impegnato sulle piste cortinesi.

    Intorno alle 13.30, un cinquantenne veneziano ha riportato un trauma durante un’escursione a Misurina: è stato elitrasportato all’ospedale di Pieve di Cadore.

    Al pomeriggio di ieri risale il soccorso ai due escursionisti ventunenni – uno di Vittorio Veneto e l’altro di Conegliano – che si erano trovati in difficoltà sul sentiero 217 Vandelli di Cortina.

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