Author: michael.travan

  • Colore blu

    Colore blu

    Lo chiamano “Blue Monday” e fanno riferimento al terzo lunedì di gennaio: in questo 2026, proprio oggi, 19 gennaio.

    Da tempo ormai questo primo giorno della terza settimana nel mese inaugurale dell’anno viene indicato con il colore blu, “pantone” di tristezza, in quando prende a spunto un testo dello scrittore inglese Geoffrey Chaucer risalente al XIV secolo. E ci sarebbero motivi fondati per definire questo Blue Monday il giorno più triste in assoluto, come ad esempio le rigide temperature invernali e la limitata disponibilità economica dopo le spese dovute ai regali natalizi e di inizio d’anno, e pure la fase lunga di attesa in previsione delle nuove vacanze, non prima di Pasqua.

    Sta di fatto che questa singolare giornata, con queste caratteristiche davvero poco felici ed entusiasmanti, viene celebrata ormai da tempo a livello universale, assumendo anche connotati visibili dal punto di vista commerciale, e comunque all’insegna di questo colore blu diventato sinonimo di una narrazione contraddistinta da una evidente malinconia e da un diffuso pessimismo.

    Che cosa significa, in verità? Che dobbiamo adeguarci, forse? Che non possiamo mettere in discussione questo “totem”?  E che se vogliamo essere “alla moda” non possiamo sottrarci all’idea di considerare questo “lunedì blu” all’italiana un giorno davvero insuperabile in termini di infelicità personale e collettiva, da vivere e trascorrere con questo spirito distintivo? Bene, non vogliamo drammatizzare questa ricorrenza, e perderci entro giri vertiginosi e riflessioni ardite  per tentare di dare e accogliere significati particolari collegati alla nostra esistenza quotidiana. Al tempo stesso, non vogliamo banalizzare e, se possibile, tentiamo invece di innescare un qualche motivo utile di pensiero e di azione per il nostro approccio alla vita delle persone e della comunità.

    Un primo motivo di condivisione potrebbe essere la constatazione del fatto che i percorsi temporali collettivi suscitano sempre interesse e curiosità, a livello di scienze antropologiche e sociologiche esatte, ma non solo. Da questo punto di vista, anche “Blue Monday” non verrebbe meno a questa strategia di osservazione complessiva, volendo in qualche modo segnalare uno stato d’animo ricorrente non favorevole nella condizione umana, una situazione di difficoltà, un ostacolo ciclico per il singolo e la collettività che varrebbe la pena conoscere al meglio per poter prospettare soluzioni efficaci a questi casi di malessere esistenziale.

    Una seconda  considerazione puntuale potrebbe prendere in esame invece le situazioni in concreto, ossia le ragioni principali che si prospettano alla radice di questo lunedì annuale di invincibile tristezza. Possiamo dire che non ci sembrano particolarmente probanti: parlare di disagio da freddo invernale, di budget limitati, o ancora di vacanze troppo lontane, o addirittura del sovrappeso a causa delle feste, non sembrano in verità delle ragioni solide e valide per alimentare uno stato d’animo così negativo e frustrante.

    Se proprio dobbiamo aprire una discussione, non temiamo di avanzare dubbi, perplessità e riserve, convinti che ben altri sono i motivi di tristezza che affliggono la condizione umana  nel tempo moderno, anche in questa fase iniziale del nuovo anno 2026. Purtroppo, l’elenco triste – qui davvero l’aggettivo è adeguato e congeniale – dei fatti di cronaca e delle vicende luttuose che hanno già contrassegnato a livello internazionale la prima parte del mese di gennaio del nuovo anno 2026 ci suggerisce di non dare seguito e importanza a cose sostanzialmente futili e banali, o a pensieri irrilevanti, e di non preoccuparsi per carenze o scadenze che possono essere tranquillamente risolte e onorate.

    Vale la pena, insomma, anche in questo presunto “Blue Monday” tenere lo sguardo fisso sulle cose che contano davvero, sulle situazioni realmente preoccupanti, sulle fonti indiscutibili di disagio e di tristezza, senza cedere il passo o dare rilievo ad eventi o motivazioni che potrebbero essere interpretate come una sorta di fuga dalla realtà.

    In definitiva, visto che l’esistenza quotidiana, comunque, è già fragile, delicata e problematica – soprattutto per alcuni, che hanno contatto continuo con la sofferenza e con la fragilità – facciamo in modo di non disperderci  entro dinamiche poco significative, o labirinti complessi, o interpretazioni fuorvianti.

    Chiamiamo tristi le cose che lo sono veramente, senza perderci in dimensioni che non appartengono a questo sentire effettivo, reale, motivato.

    Infine, “salviamo” il colore blu da questa patina aggiunta di considerazioni negative: vanno bene le citazioni letterarie, ma ricordiamoci che il blu è simbolo di profondità, di armonia, di equilibrio, di assoluta eleganza. Non può essere costretto entro logiche così negative, per partito preso.

    Il cielo blu, il mare blu sono bellezza totale, che incontra l’umanità, esalta il paesaggio, migliora la qualità della vita. Crediamoci davvero, e le nostre giornate saranno dipinte  dalla felicità che non delude, ragionevole e creativa, generativa di autentico bene per tutti.

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  • “Incontri & Racconti 2026”, Valentina Mastroianni inaugura la rassegna che ospiterà anche Monari (con due olimpioniche), Senaldi e Di Bella

    “Incontri & Racconti 2026”, Valentina Mastroianni inaugura la rassegna che ospiterà anche Monari (con due olimpioniche), Senaldi e Di Bella

    Torna a Farra di Soligo “Incontri&Racconti” la rassegna culturale organizzata dall’amministrazione comunale di Farra di Soligo e in programma da gennaio a maggio con ospiti di grande richiamo. Sarà Valentina Mastroianni a inaugurare, venerdì 23 gennaio 2026 alle ore 20.45, la quarta edizione di una manifestazione che ha visto tra gli ospiti Antonio Caprarica, Red Canzian, Antonio Pennacchi, Vera Gheno, Alan Friedman, Marino Bartoletti e il generale Mario Mori.

    “Anche quest’anno – dichiara il sindaco di Farra di Soligo Mattia Perencin – vogliamo proporre alla cittadinanza, e alle numerosissime persone che arriveranno da fuori, occasioni di riflessione, conoscenza e approfondimento su temi di attualità e interesse generale. Come sempre gli ospiti sono autorevoli, volti noti, nomi per così dire ‘fuori circuito’. Abbiamo predisposto ancora una volta, visto il consenso ed il successo riscontrato nelle precedenti stagioni, un cartellone di quattro serate. Gli incontri si terranno nell’auditorium comunale di Santo Stefano e saranno condotti dalla giornalista Adriana Rasera, ideatrice e coordinatrice della manifestazione”.

    Giovedì 26 febbraio arriverà Fabrizio Monari, giornalista televisivo e radiofonico – a Parigi 2024 ha raccontato in telecronaca per Eurosport la scalata della Nazionale femminile verso l’oro olimpico – per presentare il suo ultimo libro che racconta tredici storie di donne, di volley e d’oro: “Sarà una serata di grande sport – aggiunge Perencin – con una grande sorpresa. Monari infatti sarà accompagnato da due atlete olimpiche”.

    Fabrizio Monari

    Venerdì 10 aprile sarà la volta di Pietro Senaldi e infine, venerdì 15 maggio, di Antonio Di Bella.

    Ad aprire “Incontro & Racconti 2026”, venerdì 23 gennaio, sarà Valentina Mastroianni, scrittrice e divulgatrice, mamma di Cesare, morto a 6 anni nel febbraio 2025, dopo aver convissuto con una malattia rara. In tanti conoscono la sua storia perché Valentina Mastroianni l’ha raccontata sui social in un blog personale seguito da oltre 400 mila persone e poi nei suoi libri: “Una vicenda tragica, come la scomparsa di un figlio – spiega Adriana Rasera – si è trasformata, ed elevata, fino a diventare una celebrazione della vita. Infatti Valentina, invece di vedere quello che è successo come una punizione, cerca di vedere quanto le ha dato. Nel suo ultimo libro, intorno al quale dialogheremo, ritorna spesso la parola gratitudine, senza tralasciare però la rabbia e la fatica del dolore”.

    Pietro Senaldi

    Valentina Mastroianni è impegnata nella sensibilizzazione contro l’isolamento delle famiglie e per l’integrazione dei bambini con disabilità e, non ultimo per la raccolta fondi destinati all’Hospice il Guscio dell’ospedale “Gaslini” di Genova. Gli incontri inizieranno alle 20.45. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a sedere. La rassegna gode della collaborazione con la libreria TraLeRighe di Conegliano.

    Antonio Di Bella

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Incontri&Racconti)
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  • Addio a uno dei giganti della moda: venerdì il funerale di Valentino

    Addio a uno dei giganti della moda: venerdì il funerale di Valentino

    Se n’è andato oggi a 93 anni uno dei giganti della moda: addio a Valentino Garavani, talentuoso stilista che ha contribuito a esportare il gusto del Made in Italy nel mondo, con i suoi abiti di alta moda per uomo e donna.

    Mercoledì e giovedì ci sarà la camera ardente, mentre venerdì verrà celebrato il funerale a Roma.

    Originario di Voghera, il gusto per la moda ha conquistato Valentino fin da giovanissimo, motivo per cui ha studiato stilismo all’estero, formandosi a Parigi.

    Una formazione sul campo proseguita anche al suo ritorno in Italia, in altri atelier, fino all’apertura di una sua maison aperta nel 1957, mentre risale al 1959 l’apertura del suo atelier a Roma, in via dei Condotti.

    Nel 1960 l’inizio della collaborazione con Giancarlo Giammetti, il quale seguirà lo sviluppo del suo marchio.

    A renderlo famoso fu il cosiddetto “Rosso Valentino”, ovvero una sfumatura cromatica di rosso creata dallo stilista tendente all’arancione, per la quale prese ispirazione dai toni cromatici visti durante una vacanza in Spagna.

    Tra i riconoscimenti ricevuti ci sono il Premio Neiman Marcus, una sorta di Oscar della moda, la decorazione di Grand’ufficiale dell’Ordine al merito, i titoli di Cavaliere di Gran Croce e di Cavaliere del lavoro, assieme alla Legion d’onore, ovvero la più alta onorificenza della Repubblica francese.

    Suoi gli abiti vestiti da nomi altisonanti della nobiltà e del jet set internazionale, come ad esempio l’abito da sposa di Jacqueline Bouvier per il suo matrimonio con Onassis.

    Un altro grande nome ha quindi lasciato l’Olimpo della moda.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Wikipedia)
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  • Inaugurata la nuova struttura a supporto del Centro Ali: investimento da 113 mila euro

    Inaugurata la nuova struttura a supporto del Centro Ali: investimento da 113 mila euro

    “Evviva, abbiamo raggiunto un altro traguardo”: è quanto si legge all’interno della nuova struttura inaugurata a supporto del Centro Ali di Valdobbiadene, che fungerà da sala polivalente per riunioni, proiezioni e attività varie.

    Il taglio del nastro si è svolto oggi pomeriggio in via Leopardi, alla presenza del sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese, dell’architetto Fabio Tittonel, del presidente del Centro Ali Mirco Baratto, di Fabiola Fighera (moglie dello storico presidente del Centro, della quale oggi è stato festeggiato anche il compleanno), di Andrea Casagrande dell’impresa Costruzioni srl di Valdobbiadene, di Natalino Filippini della Direzione Disabilità dell’Ulss 2 e di don Romeo Penon.

    I lavori hanno visto anche la collaborazione delle imprese e ditte Gam di Valdobbiadene, Mia di Miane, Zanuni Azir di Moriago della Battaglia. L’intervento ha richiesto la cifra complessiva di 113 mila euro, dei quali 94 mila euro per i soli lavori.

    “Un cantiere che è durato un po’, ma quando si raggiunge il risultato, la soddisfazione è maggiore – il commento del sindaco -. Questo è il risultato di tante azioni, per quella che è stata pensata come un’aula polifunzionale”.

    “Il lavoro è stato buono anche sotto il punto di vista dei materiali – ha affermato il direttore dei lavori Fabio Tittonel -. La costruzione è avvenuta in un periodo intenso, in cui i prezzi dei materiali erano molto alti”.

    Prima della benedizione, don Romeo ha colto l’occasione per osservare che “quando una comunità si impegna per gli ultimi, assicura il futuro alla nostra società”.

    La cerimonia si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Arianna Ceschin)
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  • Incendio del capannone: l’allarme lanciato da un camionista di passaggio. La proprietaria: “Sono disperata”

    Incendio del capannone: l’allarme lanciato da un camionista di passaggio. La proprietaria: “Sono disperata”

    Le fiamme sono ancora ben visibili all’interno del capannone, la struttura è stata piegata dalle alte temperature e il tetto è crollato sotto la furia del rogo. E poi ci sono le lacrime di chi, come la proprietaria, questa mattina ha visto andare in fumo anni di sacrifici. Il violento incendio scoppiato nella notte ha distrutto il capannone – che ospita materiale di aziende diverse – lungo via Magnagola, nella zona industriale di Motta di Livenza. “Sono disperata”, commenta la donna, in lacrime, sorretta dalla figlia e rincuorata da Vigili del Fuoco e Carabinieri.

    Matteo di Battista

    La prima chiamata alla sala operativa dei Vigili del Fuoco della Marca è arrivata, quasi provvidenziale, da un camionista di passaggio, che ha notato le fiamme alzarsi dal capannone mentre transitava davanti alla struttura. La mobilitazione di uomini e mezzi è stata immediata e massiccia: circa quaranta vigili del fuoco, provenienti dai distaccamenti trevigiani e veneziani, sono accorsi per cercare di contenere il rogo. Se nelle prime ore il vento ha impedito che l’incendio intaccasse l’intera struttura, in mattinata le raffiche hanno invece alimentato i focolai, rendendo più complesse e lunghe le operazioni di spegnimento.

    “Lavoreremo sicuramente tutta questa giornata – spiega il funzionario dei Vigili del Fuoco Matteo Di Battista – ma molto probabilmente proseguiremo anche domani. Solo una volta spento completamente l’incendio potremo entrare e cercare di capire le cause”. Le operazioni sono infatti complicate dalla massiccia presenza di materiale all’interno del deposito e dalla pericolosità strutturale del capannone: per questo motivo i vigili del fuoco non possono accedere all’interno e stanno proseguendo lo spegnimento dall’alto, con autoscale e idranti.

    “Stiamo operando su una zona di circa 20 mila metri quadrati – aggiunge Di Battista – in un capannone che, per la presenza di diverse attività, tra cui alcune che trattano legname e imballaggi, presenta vari compartimenti. Questo ci ha costretti a impiegare molto personale e numerosi mezzi”.

    Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dell’Arpav, ma al momento non sembrano emergere criticità legate all’inquinamento dell’aria. Solo una volta terminate le operazioni di spegnimento si potrà indagare su quanto accaduto e sulle cause che hanno scatenato la forza distruttiva dell’incendio. 

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto e video: Simone Masetto)
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  • Settantenne ritrovata nel Meschio, il dolore della comunità

    Settantenne ritrovata nel Meschio, il dolore della comunità

    Si sta pian piano ricostruendo quanto accaduto questa mattina a San Giacomo di Veglia, dove una donna di circa 70 anni residente in città è stata ritrovata priva di vita nel fiume Meschio nel tratto che taglia il popoloso quartiere.

    Sul caso stanno indagando i Carabinieri di Vittorio Veneto. L’identificazione della donna è avvenuta questa mattina, dopo il tragico ritrovamento seguito all’allarme per la sua scomparsa lanciato all’alba dai familiari. Nel decesso sarebbero escluse responsabilità di terze persone.

    La sindaca Mirella Balliana ha espresso sconcerto e dolore per questa notizia, che nessuno avrebbe voluto: “Apprendiamo di quanto accaduto con dolore” ha affermato la prima cittadina.

    Sono attivi numeri verdi ai quali chiunque può rivolgersi per avere supporto e aiuto psicologico. Tra questi: Telefono Amico (02-23272327), Telefono Azzurro (19696), Progetto Inoltre della Regione Veneto (800.334.343) e De Leo Fund (800.168.678).

    (Autore: Arianna Ceschin. Ha collaborato Simone Masetto)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Camion danneggia il ponte sul Sile, chiusa al traffico la Strada Jesolana

    Camion danneggia il ponte sul Sile, chiusa al traffico la Strada Jesolana

    A causa di un incidente su via Cristo Re, che ha interessato il ponte sul Sile della Strada regionale 43 “Jesolana”, i Vigili del fuoco hanno disposto in via cautelativa la chiusura di via Adriatico, in attesa delle verifiche congiunte con Veneto Strade sulle condizioni di staticità dell’infrastruttura.

    Intorno alle 15.20 di oggi, lunedì, un autocarro con cassone sollevato, probabilmente calcolando male le misure, ha danneggiato il ponte, causando lesioni alla struttura e la chiusura della strada per motivi precauzionali. Nessuna persona è rimasta coinvolta.

    “Per questo motivo ci sono dei rallentamenti su via Roma destra e via Mameli – ha segnalato il sindaco di Jesolo, Christofer De Zotti -. Varie pattuglie della Polizia locale gestiscono il traffico negli snodi principali”.

    Sono in corso accertamenti per valutare i danni e i tempi di ripristino. Sul posto anche i Vigili del fuoco con autopompa e autoscala, le squadre di Veneto Strade e i Carabinieri di San Donà di Piave.

    Aggiornamento ore 18.30: Via Adriatico resterà chiusa per questa notte e fino ad un primo intervento di puntellamento del ponte che dovrebbe riuscire a garantire l’istituzione di un senso unico alternato sulla stessa via Adriatico. Sarà poi valutata la necessità di un intervento di più importante sulla parte danneggiata del ponte.

    “A breve è previsto l’intervento dell’autogrù dei pompieri che permetterà di rimuovere il cassone rimasto incastrato sotto al ponte. In via cautelativa i cantieri stradali a Jesolo Paese sono stati sospesi in attesa di capire l’evoluzione della situazione nelle prossime ore – scrive il sindaco De Zotti – La Polizia Locale, con il coordinamento diretto del comandante Vanin, in sintonia con Jesolo Patrimonio sta predisponendo un piano del traffico per gestire la viabilità nei prossimi giorni“.

    “In ogni caso, alcune direttrici come via Roma destra saranno interessate da un aumento del traffico, quindi chiediamo pazienza e comprensione nei prossimi giorni – conclude il primo cittadino – I residenti e le attività di via Cristo Re dal ponte in poi utilizzeranno la deviazione momentanea lungo la nuova pista ciclabile parallela a via Adriatico”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Veneto Strade)
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  • “Discarica abusiva” in area aziendale: denunciato amministratore di società edile

    “Discarica abusiva” in area aziendale: denunciato amministratore di società edile

    Venerdì scorso i Carabinieri della Stazione di Villorba, nell’àmbito di una mirata attività di prevenzione e contrasto ai reati ambientali, hanno denunciato in stato di libertà un 32enne, amministratore unico di una società operante nel settore edile, ritenuto responsabile di gestione illecita di rifiuti.

    Nel corso del controllo, i militari hanno accertato la presenza di un ingente quantitativo di rifiuti speciali, accumulati in assenza delle prescritte autorizzazioni su un’area di circa 60 metri quadrati in gestione all’azienda. L’area, utilizzata di fatto come discarica abusiva secondo gli inquirenti, è stata immediatamente sottoposta a sequestro.

    Tra i materiali rinvenuti e posti sotto sequestro figurano rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da rottami ferrosi di varia natura – quali ringhiere abbandonate e biciclette fuori uso – nonché materiali in vetro, legno e plastica, numerose bombolette spray con residui di sostanze non identificabili e rifiuti derivanti da demolizioni edilizie. Sono stati inoltre rinvenuti rifiuti speciali pericolosi, in particolare oli minerali esausti contenuti in un bidone e in parte, sempre secondo gli inquirenti, riversi direttamente sul terreno.

    L’attività rientra nel più ampio impegno dell’Arma dei Carabinieri a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, volto a contrastare condotte illecite che arrecano un grave danno al territorio e all’ecosistema. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e la corretta gestione dei rifiuti prodotti dall’attività aziendale.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Carabinieri)
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  • Polizia locale, bilancio in crescita. Conte: “Il 2026 sarà l’anno del taser”

    Polizia locale, bilancio in crescita. Conte: “Il 2026 sarà l’anno del taser”

    In occasione della ricorrenza di San Sebastiano, patrono della Polizia locale, è stato presentato a Treviso il bilancio dell’attività svolta dal Comando nel corso del 2025. I dati restituiscono il quadro di un anno caratterizzato da un controllo costante del territorio, con interventi che hanno interessato in modo continuativo il capoluogo e le aree limitrofe, nei diversi ambiti di competenza: sicurezza stradale, sicurezza urbana, polizia giudiziaria, ambiente e benessere animale.

    “Snocciolando i numeri di un anno di attività della Polizia locale ci si rende conto di quanto la loro presenza sia fondamentale per tenere in equilibrio una comunità: far rispettare le regole, tutelare il commercio, garantire la sicurezza stradale. È un lavoro che, letto attraverso i dati, appare impressionante per quantità di ore, di controlli, di indagini e di approfondimenti richiesti” ha dichiarato il sindaco Mario Conte.

    Nel corso dell’anno la Centrale operativa della Polizia locale di Treviso ha gestito oltre 38 mila telefonate, garantendo un presidio quotidiano con personale dedicato e diversi canali di contatto. Gli interventi complessivi eseguiti sul territorio sono stati più di 32 mila, confermando una presenza costante e diffusa, non limitata ai soli confini comunali ma estesa, per alcune attività specifiche, all’intero contesto della Marca.

    “I numeri sulle richieste di intervento e sulle attività svolte dimostrano l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini della Polizia Locale. Parliamo di oltre 38 mila contatti con la Centrale operativa e di più di 32 mila interventi eseguiti sul territorio: dati che fotografano un’attività continua, strutturata e capillare” ha spiegato il comandante Patrich Antonello.

    Sul fronte della sicurezza stradale, nel 2025 sono state ritirate 278 patenti, un dato in forte aumento rispetto all’anno precedente, anche a seguito delle modifiche al Codice della Strada entrate in vigore nel dicembre 2024, che prevedono il ritiro immediato in caso di utilizzo del telefono cellulare alla guida. I veicoli sequestrati sono stati 195, mentre 64 sono stati sottoposti a fermo amministrativo, in larga parte per mancanza di copertura assicurativa.

    Accertati 1.888 passaggi con semaforo rosso, rilevati attraverso sistemi automatici, e 3.442 controlli con precursore, con 55 casi di guida in stato di ebbrezza. Le contestazioni hanno riguardato anche il mancato uso delle cinture di sicurezza, la sosta irregolare sugli stalli per disabili, l’uso improprio dei monopattini e le violazioni commesse da biciclette e velocipedi a pedalata assistita. Nel corso dell’anno sono stati identificati oltre 8 mila conducenti. Gli incidenti stradali rilevati sono stati 452, con 278 feriti e 4 vittime.

    Per quanto riguarda la Polizia giudiziaria, le persone indagate sono state 159, con 219 denunce contro ignoti e 37 sequestri penali. Prosegue anche l’attività del laboratorio di analisi documentale del Comando, che ha esaminato 82 documenti e verificato 1.520 patenti estere presentate per la conversione, nell’àmbito di una collaborazione con la Motorizzazione civile.

    Nel settore della sicurezza urbana sono state identificate 1.851 persone durante i servizi dedicati e sono stati effettuati 84 sequestri di sostanze stupefacenti. Le attività hanno portato a 157 sanzioni per accattonaggio, 85 per ubriachezza manifesta, 261 ordini di allontanamento temporaneo e 749 violazioni del Regolamento di Polizia urbana.

    “La Polizia locale di Treviso, insieme all’amministrazione comunale, non punta solo sull’aspetto repressivo, ma investe molto anche sulla sensibilizzazione e sugli aspetti culturali. È una Polizia locale che guarda al futuro, che lavora con i giovani e che chiede semplicemente il rispetto delle regole e il rispetto tra le persone” ha aggiunto il sindaco.

    Rilevante anche l’attività della polizia ambientale, con 5.656 controlli complessivi, di cui 4.923 relativi all’abbandono dei rifiuti, e 315 interventi per il decoro urbano. In ambito di benessere animale sono stati effettuati 154 controlli, con il recupero di 60 animali e 20 interventi congiunti con i veterinari dell’Ulss.

    Nel settore della polizia amministrativa ed edilizia sono stati eseguiti 107 controlli e sopralluoghi, elevate 36 sanzioni amministrative, trasmesse 19 notizie di reato all’Autorità giudiziaria e 37 persone sono state indagate. I controlli hanno interessato anche il commercio e i pubblici esercizi, con 68 verifiche su attività in sede fissa, 75 su pubblici esercizi, 35 controlli in materia di igiene alimentare e 4 chiusure temporanee per irregolarità accertate. Nel corso dell’anno sono stati inoltre effettuati 46 Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) e 9 Accertamenti Sanitari Obbligatori (ASO).

    Proprio in tema di TSO e ASO, dal bilancio emerge come la maggior parte degli interventi abbia riguardato giovani maggiorenni, prevalentemente ventenni, provenienti in larga parte da Comuni limitrofi. I pazienti vengono spesso condotti all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, circostanza che comporta l’obbligo per il sindaco di Treviso di autorizzare formalmente i provvedimenti, anche quando gli interessati non sono residenti in città.

    “Il numero dei TSO non è cambiato rispetto agli anni precedenti, ma resta significativo per l’impegno e la sensibilità richiesti agli operatori. Sono interventi delicati, che riguardano spesso persone molto giovani e che richiedono attenzione, preparazione e coordinamento” ha sottolineato Antonello.

    Nel contrasto all’abusivismo commerciale sono stati controllati e identificati 121 venditori, con 5 sequestri amministrativi e 131 articoli sequestrati.

    Nel corso del 2025 la Polizia locale ha inoltre garantito i servizi di sicurezza per 234 manifestazioni pubbliche, 132 eventi sportivi e 25 partite di calcio, assicurando supporto operativo allo svolgimento delle attività cittadine.

    Ampio spazio è stato dedicato alla formazione e alla prevenzione, considerate centrali dall’amministrazione comunale: nelle scuole sono state svolte oltre 1.500 ore di educazione civica, coinvolgendo più di 2.200 studenti di 39 istituti, mentre l’investimento complessivo sulla formazione del personale ha raggiunto le 3.316 ore, a conferma di una strategia orientata alla qualificazione continua.

    “La formazione, sia interna sia rivolta ai giovani, è un elemento centrale della nostra attività. Superare le 3.300 ore complessive significa investire sulla qualità del lavoro e sulla preparazione degli operatori, oltre che sulla prevenzione e sull’educazione civica” ha evidenziato il comandante.

    “Credo sia necessario offrire ai ragazzi alternative concrete anche nel tempo libero del pomeriggio: sport, cultura, associazionismo. Meno tempo lasciamo all’ozio e più opportunità diamo di impegnarsi in attività positive, meno spazio resta per comportamenti a rischio” ha concluso il sindaco.

    Guardando al futuro, il 2026 sarà l’anno della sperimentazione del taser per la Polizia locale, strumento ritenuto utile soprattutto in un’ottica di tutela degli operatori, insieme all’ulteriore sviluppo delle bodycam, già in dotazione, e al rafforzamento delle tecnologie di controllo e videosorveglianza. L’amministrazione ha ribadito come, anno dopo anno, non vi sia mai stata una riduzione degli investimenti sul tema della sicurezza urbana e del decoro, che restano elementi prioritari dell’azione politica: risorse destinate a tecnologie, incremento del personale, sistemi di tutela assicurativa per gli agenti e nuovi strumenti operativi.

    Conte ha sottolineato come la Polizia locale rappresenti una colonna portante dell’amministrazione comunale, anche per i rischi che gli operatori affrontano quotidianamente sul territorio, spesso in assenza di tutele normative paragonabili a quelle delle altre forze di polizia. Proprio per questo, ha evidenziato, “l’impegno politico e amministrativo sul tema della sicurezza è continuo e strutturale, nella convinzione che sicurezza, decoro, correttezza e convivenza civile siano elementi fondamentali per la qualità della vita della città”.

    (Autrice: Mihaela Condurache)
    (Foto e video: Mihaela Condurache)
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  • Il Seminario di Venezia approda nel territorio Unesco: l’ambasciata d’Italia a Londra e oltre 50 giornalisti internazionali in trasferta

    Il Seminario di Venezia approda nel territorio Unesco: l’ambasciata d’Italia a Londra e oltre 50 giornalisti internazionali in trasferta

    Una delegazione di oltre 50 giornalisti britannici e corrispondenti italiani hanno fatto tappa ieri nel territorio Unesco, assieme all’ambasciatore d’Italia a Londra Inigo Lambertini, nell’ambito della 30esima edizione del Seminario di Venezia, un weekend dedicato agli stessi media britannici, tra promozione dei prodotti e delle peculiarità del territorio.

    Ad accoglierli, in un viaggio sensoriale tra il gusto dei prodotti vinicoli abbinati ai sapori della tavola, sono stati il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e Astoria Wines, nella stessa Tenuta di Astoria a Refrontolo.

    Come ha spiegato l’ambasciatore, si tratta di un’occasione per conoscere meglio territori anche al di fuori della città di Venezia, oltre a essere un appuntamento di comunicazione istituzionale promosso dall’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito. 

    L’iniziativa offre a una selezionata delegazione di giornalisti britannici l’opportunità di confrontarsi, in un contesto informale e riservato regolato dalla “Chatham House Rule”, con rappresentanti del Governo e del mondo economico-finanziario italiano sui principali temi di politica estera ed economica.

    Il programma vede anche la proposta di una serie di iniziative collaterali, tese a valorizzare realtà culturali di particolare interesse e, proprio in tale contesto, si è inserito l’atteso appuntamento nella Tenuta di Astoria Wines.

    Un appuntamento che rappresenta un segnale forte nel territorio, considerata la presenza dell’ambasciatore Lambertini, assieme a una qualificata rappresentanza di giornalisti, provenienti dalle principali emittenti televisive internazionali – BBC, Channel 4, Sky News – e da autorevoli testate britanniche, quali The Economist, Financial Times, The Times, The Observer, oltre a corrispondenti di primarie testate italiane con sede a Londra, tra cui Ansa e Rai.

    Una prima parte dedicata alla degustazione di prodotti vinicoli, con tutte le illustrazioni del caso, ha lasciato quindi spazio a un momento conviviale, dedicato all’abbinamento dei vini a prodotti culinari tipici del nostro territorio. Successivamente era prevista un’altra piccola gita tra le nostre colline, prima del rientro in terra britannica.

    Una giornata utile per riflettere sulle potenzialità di relazione che il nostro Paese può avere tramite i propri prodotti e anche sulla possibilità di posizionamento del Prosecco nei mercati esteri e non solo britannici.

    “Credo che sia essenziale la ricerca di un sostegno per la promozione del nostro Paese all’estero – ha affermato l’ambasciatore Lambertini, il quale ha rimarcato l’importanza di appuntamenti come questi, per valorizzare la diplomazia istituzionale -. La diplomazia è oggi cambiata, quindi la cosiddetta diplomazia integrata è essenziale“.

    “L’Italia è un Paese che deve usare tutti gli strumenti a disposizione per promuoversi”, ha aggiunto.

    E, alla luce di ciò, i giornalisti coinvolti hanno così avuto l’opportunità di toccare con mano le peculiarità del territorio Unesco e di una viticoltura spesso e volentieri definita “eroica”. Un’esperienza sul campo che intende così lanciare un messaggio preciso, così come ha riferito Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg.

    “Vogliamo far vedere la nostra viticoltura eroica e parte di questi 4.700 chilometri di ciglioni scavati a mano in 100 anni – ha detto Diego Tomasi -. Intendiamo far capire che è una viticoltura fragile, anche a causa dei cambiamenti climatici. Allo stesso tempo, vogliamo far capire che è una viticoltura unica, con un prodotto unico, frutto della fatica dell’uomo, di cui stiamo raccogliendo i risultati”.

    Una viticoltura con un prodotto che può piazzarsi nei mercati esteri: un tema che è al centro di iniziative come questa, secondo quanto confermato da Filippo Polegato, amministratore delegato di Astoria Wines.

    “Fare queste masterclass serve a far capire le qualità del nostro territorio: fanno capire l’amore e la passione verso queste zone – le parole di Filippo Polegato -. Fare scuola di valore e di prodotto serve a far capire le diversità. Queste iniziative, nel tempo, servono a creare un marchio, a diffondere consapevolezza del nostro territorio e a formare una comunicazione corretta”.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto e video: Arianna Ceschin)
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