Author: michael.travan

  • Sale la febbre da Fiamma olimpica nell’Alta Marca: il programma in tre Comuni

    Sale la febbre da Fiamma olimpica nell’Alta Marca: il programma in tre Comuni

    Questa settimana sarà all’insegna del passaggio della Fiamma olimpica nelle nostre zone, in attesa delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

    Domenica alle 10 (quindi prima del passaggio della fiamma alle 11.45) all’ex convento di San Francesco (aula magna) di Conegliano andrà in scena l’appuntamento “La fiamma dentro”, con il racconto di 12 ospiti olimpionici.

    Si tratta di Gabriella Dorio, ex mezzofondista italiana con 5 finali olimpiche nei 1.500 metri piani e negli 800 metri piani, tra il 1976 e il 1984, oltre che campionessa olimpica a Los Angeles nel 1984; Carlo Grippo, ex mezzofondista italiano, con 25 presenze in nazionale e 10 vittorie ai Campionati italiani, ancora detentore della seconda prestazione all-time; Renzo Bariviera, ex cestista italiano di ruolo ala, che fa parte dell’Italia Basket Hall of Fame e conta tra i suoi titoli anche due bronzi europei.

    E ancora, Riccardo Pittis, uno dei più forti cestisti italiani nel periodo tra gli anni Novanta e Duemila che, assieme a Dino Meneghin, è l’unico giocatore ad aver vinto tutti i trofei di basket e a essere secondo assoluto nel numero di vittorie totali; Mauro Gallo è un nuotatore azzurro con diverse medaglie e titoli, tra cui ori e argenti ai Campionati del mondo, ai Campionati europei e ai Giochi del Mediterraneo; Alessandro Ballan è un ex ciclista italiano su strada e ha vinto il Giro delle Fiandre nel 2007, oltre a essere stato campione del mondo in linea nel 2008 a Varese; Alessandra Patelli è una canottiera italiana, che nel 2016 ha partecipato alle Olimpiadi di Rio de Janeiro con Sara Bertolasi e ai Giochi olimpici di Tokyo nel 2021 con Chiara Ondoli.

    Non mancheranno Salvatore Bettiol, ex maratoneta italiano, bronzo in Coppa del mondo a Seul nel 1987, che ha partecipato alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 e ai Giochi olimpici di Atlanta nel 1996; Andrea Meneghin dopo un inizio nell’atletica leggera è passato al bob, partecipando ai Giochi olimpici di Sarajevo nel 1984 e alle Olimpiadi di Calgary nel 1988; Roberto Zandonella nel 1968 ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi olimpici invernali di Grenoble di bob a quattro, assieme ad altri titoli in competizioni di prestigio; Matteo Tagliarol è uno schermidore italiano specializzato nella spada, che ha vinto l’oro ai Giochi olimpici di Pechino nel 2008 nella spada individuale e il bronzo in squadra; Silvia Bortot è un’atleta di boxe, premiata come miglior combattente nel 2005 e nel 2006, mentre nel 2019 ha vinto il titolo EBU di campionessa europea di pugilato professionistico in Francia.

    A Conegliano domenica la fiamma percorrerà viale Venezia, le vie XXVIII Aprile, Spellanzon, Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II, Mazzini, XI Febbraio, Cavallotti e Immacolata di Lourdes. In queste zone la circolazione sarà interdetta dalle 9.30 alle 12.30, con il divieto di sosta con rimozione dei veicoli presenti lungo il percorso.

    Sempre domenica la fiamma passerà dalle 13.50 alle 14.40 anche a Vittorio Veneto, con partenza da piazza Giovanni Paolo I a Ceneda. Il percorso toccherà piazza San Francesco, via Galilei, viale della Vittoria, via Cavour fino a piazza Foro Boario, con arrivo alle 14.40.

    Prima ancora, a Montebelluna, domani mercoledì il convoglio con la torcia olimpica partirà intorno alle ore 14.10 dallo stadio comunale San Vigilio, in via Biagi, da dove prenderà il via una staffetta simbolica composta da 13 tedofori, ciascuno impegnato in un breve tratto del percorso. Il passaggio della Fiamma nel territorio comunale è previsto indicativamente tra le ore 14.10 e le 14.50, lungo via Piave, piazza IV Novembre, corso Mazzini, via XXX Aprile e via Monte Grappa, davanti all’ospedale, per poi proseguire verso via Monte Valbella.

    Già dalle 12 alle 14.30 saranno in vigore il divieto di transito e di sosta con rimozione forzata in via San Vigilio, nel tratto compreso tra via Buziol e via Piave, area destinata all’ammassamento del corteo e alle operazioni preliminari.

    Nel primo pomeriggio, dalle 14 alle 15, e comunque per il tempo strettamente necessario al passaggio della Fiamma olimpica, la circolazione veicolare sarà temporaneamente sospesa lungo il percorso interessato. Ulteriori limitazioni sono previste dalle ore 13 alle 15.30 nelle vie Monte Valbella e Monte Pallone, dove è programmato lo scioglimento della staffetta.

    Nella stessa giornata sono previste anche modifiche allo svolgimento del mercato settimanale: per motivi di sicurezza e per consentire l’allestimento del percorso, la sola area mercatale di corso Mazzini chiuderà anticipatamente alle ore 11.30, con sgombero dell’area entro le 12, mentre il mercato si svolgerà regolarmente nelle altre aree non interessate dal provvedimento.

    Durante le chiusure, il traffico sarà deviato su percorsi alternativi opportunamente segnalati.

    E a proposito di Alta Marca, le olimpioniche azzurre Sarah Fahr e Monica De Gennaro, giocatrici della Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano (che questa sera alle 20.30 sarà impegnata a Pesaro sul taraflex di Vallefoglia per un match di campionato), hanno già avuto o avranno l’onore di portare la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026. Fahr, ospite di Gruppo Save, è stata tedofora a Rovereto domenica scorsa, mentre De Gennaro lo sarà a Bassano del Grappa, ospite di Prosecco DOC, domani mercoledì.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Imoco Volley)
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  • Da Cima Grappa al Bellunese: lo spettacolo mozzafiato dell’aurora boreale

    Da Cima Grappa al Bellunese: lo spettacolo mozzafiato dell’aurora boreale

    Uno spettacolo unico, mozzafiato. E’ quello che in queste notti stanno osservando (e immortalando) molti cittadini in zone montane, prealpine e persino di pianura.

    E’ semplicemente l’aurora boreale, suggestivo fenomeno naturale luminoso che si osserva appunto nel cielo notturno, soprattutto nelle regioni vicine al Polo Nord. E che, anche la scorsa notte, ha affascinato tanti abitanti nell’area del Grappa (soprattutto a Cima Grappa) e nel Bellunese.

    Si verifica quando particelle cariche provenienti dal Sole (trasportate dal vento solare) entrano in contatto con il campo magnetico terrestre e colpiscono gli atomi dell’atmosfera (ossigeno e azoto).
    Questo processo produce luci colorate che sembrano onde, archi o tende nel cielo:

    • Viola e blu: azoto
    • Verde: il colore più comune (ossigeno)
    • Rosso: ossigeno ad alta quota

    SAR (Stabile Auroral Red), quella “rossa”, è proprio la tipologia ben visibile ad esempio dalla webcam di Cima Grappa, guardando verso Nord.

    Ad osservarla la notte scorsa anche gli agenti in servizio della Squadra Volante della Questura di Belluno, che hanno prontamente immortalato il momento: “L’aurora boreale vista stanotte dai poliziotti della Squadra Volante della Questura di Belluno – il messaggio postato sulla pagina facebook ufficiale – Grazie al nostro collega Gabriele per questa bellissima foto”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Questura di Belluno)
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  • Troppo grandi per bere: il paradosso delle regine dei bombi

    Troppo grandi per bere: il paradosso delle regine dei bombi

    Un recente studio pubblicato su PNAS da un team internazionale guidato da ricercatori della Sun Yat-Sen University rivela un segreto nascosto nella lingua dei bombi, offrendo una spiegazione inaspettata per uno dei comportamenti più caratteristici di questi insetti sociali.

    Nel mondo dei bombi, le regine conducono una doppia vita. Durante la fondazione del nido, quando sono sole, si dedicano instancabilmente alla raccolta del nettare. Ma non appena le prime operaie emergono, la regina abbandona completamente questa attività per concentrarsi sulla deposizione delle uova. Gli scienziati hanno sempre attribuito questo cambiamento a fattori ormonali o metabolici, ma nessuno aveva mai pensato di guardare da vicino la lingua di questi insetti.

    La lingua del bombo è una struttura straordinaria: un organo allungato ricoperto da migliaia di minuscoli peli disposti in anelli concentrici. Quando il bombo si immerge nel nettare e ritrae la lingua, questi peli intrappolano il liquido zuccherino come una spugna microscopica. I ricercatori hanno dissezionato e analizzato al microscopio elettronico le lingue di 99 bombi, tra regine e operaie, scoprendo qualcosa di sorprendente.

    Mentre la lunghezza della lingua aumenta quasi proporzionalmente con le dimensioni corporee, la spaziatura tra i peli cresce molto più lentamente. Questo significa che nelle regine, sempre più grandi delle operaie, i peli risultano troppo distanziati rispetto alle dimensioni della lingua. L’effetto è simile a quello di una spugna con buchi troppo larghi: il liquido sfugge invece di essere trattenuto.

    Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno filmato ad alta velocità i bombi mentre bevevano soluzioni zuccherine di diversa densità. Hanno così potuto misurare quanto nettare ogni insetto riusciva a catturare con ogni singola leccata. I risultati sono stati eloquenti: a parità di dimensioni corporee, le regine trattenevano sistematicamente meno nettare delle operaie. Il loro “fattore di riempimento“, cioè la percentuale di volume della lingua effettivamente occupata dal liquido, era costantemente inferiore.

    La fisica del fenomeno coinvolge la tensione superficiale del nettare. Quando la lingua si ritrae, il liquido forma dei minuscoli ponti tra un pelo e l’altro. Questi menischi generano una pressione capillare che trattiene il nettare. Ma se i peli sono troppo distanziati, come nelle regine, questa forza di ritenzione si indebolisce e il nettare gocciola via prima di raggiungere la bocca dell’insetto.

    I ricercatori hanno sintetizzato le loro osservazioni in un elegante modello matematico basato su due numeri adimensionali, il numero di Bond e il numero capillare, che descrivono l’equilibrio tra forze gravitazionali, viscose e capillari. Il modello mostra che per mantenere un’elevata efficienza di raccolta all’aumentare delle dimensioni corporee, un insetto dovrebbe modificare la geometria della sua lingua in modo molto più drastico di quanto la biologia consenta. Esiste insomma un vincolo fisico insormontabile che penalizza gli individui più grandi.

    Questa scoperta getta nuova luce sulla divisione del lavoro negli insetti sociali. Le regine non smettono di foraggiare semplicemente perché “scelgono” di dedicarsi alla riproduzione o perché i loro ormoni cambiano. Lo fanno anche perché, letteralmente, non sono attrezzate per farlo bene. La loro lingua, pur essendo più lunga, è troppo porosa per competere con quella delle operaie nella raccolta del nettare.

    Lo studio ha implicazioni che vanno oltre i bombi. Tradizionalmente, l’adattamento tra api e fiori è stato studiato in termini puramente geometrici, confrontando la lunghezza della lingua con la profondità della corolla. Questo lavoro suggerisce che bisogna considerare anche la “porosità” della lingua e le proprietà fisiche del nettare. È un cambio di prospettiva che potrebbe aiutare a comprendere meglio l’evoluzione delle relazioni tra impollinatori e piante, e che potrebbe persino ispirare la progettazione di nuove superfici porose per applicazioni tecnologiche.

    (Autore: Paola Peresin)
    (Foto: Qdpnews.it)
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  • Olimpiadi, Treviso “alleata” di Cortina: un ufficiale e 5 agenti di Polizia locale dislocati nella conca

    Olimpiadi, Treviso “alleata” di Cortina: un ufficiale e 5 agenti di Polizia locale dislocati nella conca

    In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, il Comune di Treviso ha definito un accordo di collaborazione con il Cortina d’Ampezzo per il supporto operativo legato alla gestione della sicurezza durante il grande evento.

    L’intesa prevede il coinvolgimento diretto della Polizia locale di Treviso, che metterà a disposizione 6 operatori, nello specifico un ufficiale e cinque agenti, destinati a operare a Cortina per il periodo necessario allo svolgimento delle Olimpiadi. Le attività saranno coordinate dall’ufficiale trevigiano, in raccordo con le altre forze dell’ordine impegnate sul territorio.

    Come spiegato dal comandante della Polizia locale trevigiana, l’accordo rientra nell’impegno assunto dall’amministrazione comunale per contribuire, secondo le proprie competenze, alla riuscita dell’evento olimpico e paralimpico, garantendo supporto qualificato nelle attività di controllo e gestione del territorio.

    “Per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 l’amministrazione si è impegnata attraverso un accordo con il Comune di Cortina d’Ampezzo – ha spiegato il comandante – che prevede l’invio di 6 operatori della Polizia Locale, chiamati a svolgere attività operative coordinate direttamente dal nostro ufficiale”.

    Sul tema è intervenuto anche il sindaco di Treviso Mario Conte, sottolineando il valore della collaborazione istituzionale tra territori: “Milano Cortina è un evento mondiale che richiede l’impegno di tutto il territorio”.

    Il sindaco ha inoltre precisato che era stata valutata anche la possibilità di impiegare la Protezione civile, che tuttavia sarà coordinata a livello regionale e non rientrerà nell’impiego diretto previsto dall’accordo. Gli agenti trevigiani utilizzeranno mezzi di servizio propri, adeguati e attrezzati per operare nel contesto montano.

    “Le Olimpiadi rappresentano un evento straordinario – ha aggiunto Conte – e vedranno il coinvolgimento di numerosi Comuni, ciascuno chiamato a contribuire mettendo a disposizione personale e risorse. Anche Treviso farà la sua parte, in un’ottica di collaborazione e responsabilità istituzionale”.

    L’impegno della Polizia locale di Treviso si inserisce nel più ampio dispositivo organizzativo previsto per Milano Cortina 2026, che coinvolgerà enti locali, forze dell’ordine e strutture operative su scala regionale e nazionale, con l’obiettivo di garantire lo svolgimento dell’evento in condizioni di sicurezza ed efficienza.

    (Autrice: Mihaela Condurache)
    (Foto e video: Mihaela Condurache)
    (Articolo, foto e video di proprietà Dplay Srl)
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  • Francesco Fabbri, 49 anni fa

    Francesco Fabbri, 49 anni fa

    Riceviamo e pubblichiamo da Marco Zabotti per Rete culturale Vite Illustri Pieve di Soligo – VIP:

    L’anniversario sarà ricordato nella messa di domenica 25 gennaio alle 9.30 nella chiesa parrocchiale del suo paese di origine: il 20 gennaio 1977, a soli 55 anni di età, si spegneva per malattia lo statista Francesco Fabbri, nato il 15 agosto 1921 a Solighetto di Pieve di Soligo. Egli era allora Ministro della Marina Mercantile in carica nel terzo governo Andreotti. Parliamo di una perdita immensa, che vide un popolo affranto, stordito e sgomento esprimere ai funerali nel Duomo pievigino, alla presenza delle più alte cariche dello Stato  – con grandissimo affetto, con profonda riconoscenza – i sentimenti di stima e di eterna gratitudine per la vita buona, esemplare e in pienezza di un autentico servitore della Repubblica.

    La memoria che resta intatta

    A 49 anni dalla sua scomparsa, Francesco Fabbri non è mai stato dimenticato e continua ad essere compianto ma, soprattutto, rimpianto. La vivissima gratitudine per la sua figura e la sua opera encomiabile si è come tramutata in un sentimento di nostalgia e di ammirazione senza tempo, quasi in un sentire laico di devozione per uno statista che ha manifestato in concreto il senso autentico del servizio fattivo, disinteressato e generoso alla società e alle istituzioni. Ancor oggi, quando si pronuncia il suo nome, si fermano dibattiti, confronti e contrasti di politica “politicante”, e ci si unisce in una sorta di riverente omaggio alla storia feconda di un cattolico coerente che ha donato la sua esistenza interamente al bene comune, interpretando al meglio i valori più alti e le istanze più vere degli uomini e delle donne della sua amata terra trevigiana. Un “leader”, che ha inventato percorsi, iniziative, attività, che ha saputo guardare all’oggi e al domani, e che con sguardo lungimirante ha rappresentato la libertà e la solidarietà, insieme, nella vita quotidiana delle istituzioni. Una memoria integra, alla quale concorrono fondazioni, associazioni, circoli, centri culturali, pubblicazioni, ma anche scuole, strade, piazze a lui intitolate, diffuse un po’ dovunque, perché la “consegna” di questi insegnamenti passi soprattutto alle giovani generazioni, nel segno di una speranza condivisa.

    Una “vita illustre” della società e delle istituzioni

    Prigioniero nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale, l’allora sottotenente di artiglieria alpina Francesco Fabbri aveva maturato proprio in questi luoghi di indicibile sofferenza e disumanità la sua decisione di dedicarsi al servizio politico.  Già sindaco di Pieve di Soligo e vice presidente della Provincia di Treviso, deputato e senatore, Fabbri aveva rivestito l’incarico di Sottosegretario di Stato al Tesoro nel secondo governo Andreotti  nel 1972, e quindi nel quarto e quinto governo Rumor e nel quarto e quinto Governo Moro, prima di diventare Ministro della Marina Mercantile nel luglio 1976. La sua “vita illustre” ci racconta che fu insegnante elementare, direttore didattico, laureato in scienze agrarie, giovanissimo responsabile di Azione Cattolica e poi nei Maestri Cattolici, dirigente della Cisl sindacato scuola, impegnato per le Comunità Emigranti con la rivista Il Campanile, presidente dell’ospedale civile Balbi Valier, membro del collegio sindacale in Banca Piva e consigliere nazionale UNCEM. In pratica, Fabbri stabilì e coltivò sempre relazioni profonde con il territorio di Marca in tutte le dimensioni sociali, economiche e istituzionali, come a concretizzare e rendere efficace e credibile la dimensione sturziana dei “liberi e forti” che hanno a cuore la società civile, i corpi intermedi, la democrazia sociale, l’idea di una Repubblica che fa sintesi e unisce nel segno della pace e del progresso morale e materiale dei suoi cittadini. E tra le sue realizzazioni più significative, non si può non ricordare la fondazione del Consorzio BIM Piave Treviso per l’avvio dell’opera di metanizzazione nella Marca, senza dimenticare i ruoli nell’ambito delle realtà della cooperazione territoriale: egli fu infatti tra i tra i fondatori dell’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana, tra gli iniziatori e poi presidente della Cantina Sociale Colli del Soligo, e anche dirigente e presidente della Federazione Provinciale delle Cooperative Mutue di Treviso. In pratica, egli fu un convinto allevo, sostenitore e promotore sul campo delle visioni e delle azioni di un grande maestro della cooperazione, il sociologo ed economista cattolico Giuseppe Toniolo, altra geniale “vita illustre” della città di Pieve di Soligo.

    Al servizio del bene comune

    Fabbri va ricordato per la saldezza dei suoi valori e per la rettitudine dimostrate in tutto il suo percorso, e per una competenza eccellente in tema di regole, contenuti concreti della politica e buona amministrazione, modello e “icona” delle istituzioni repubblicane che seppe contribuire al meglio alla rinascita dell’Italia dopo la seconda guerra mondiale. Animato da profonda fede cristiana, egli si dedicò senza riserve alla politica intesa quale “forma esigente di carità”. Oggi abbiamo nostalgia per Fabbri e per il suo sguardo lungo di statista, ossia di servitore delle istituzioni, artefice di sviluppo e uomo libero che pensa e agisce per le generazioni del presente e del futuro. “Il reticolato nudo e spinoso s’è destato al sole d’aprile e ha germogliato il fiore della libertà”: così Francesco Fabbri il 13 aprile 1945 nel suo diario di prigionia, mentre riassapora il ritorno a casa, il rientro tanto agognato presso la sua gente dopo anni di indicibile dolore fisico e morale. Oggi la sua lezione è intatta, i suoi insegnamenti di straordinaria attualità: la sua fede nella libertà ci aiuta a sperare ancora, e a cercare di vincere l’assedio del reticolato delle gravi difficoltà del nostro tempo che ci intristiscono e ci affaticano. E se adesso, ancora una volta, guardassimo sinceramente a lui e al suo luminoso esempio, non avremmo paura di provare a dare nuovo senso e nuovo vigore all’impegno cristianamente ispirato al servizio del bene comune, nonostante tutto.

    (Foto: Fondazione Francesco Fabbri)
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  • I Fioi del ’55: per un bilancio di annata dell’associazione

    I Fioi del ’55: per un bilancio di annata dell’associazione

    Bilancio positivo per l’associazione coneglianese “I Fioi del ’55”, realtà impegnata su vari fronti nella solidarietà.

    Il gruppo, tramite Walter Piovesan, ha fatto un resoconto di tutte le iniziative svolte nel corso dell’anno: le ultime, in ordine di tempo, sono la vendita delle arance, con la raccolta di 1.200 euro a sostegno dell’autismo, con i quali è stata acquistata e donata un’asciugatrice.

    A dicembre il gruppo, in collaborazione con gli Alpini di Ogliano e Barbisano, ha raccolto dei giocattoli da donare, per un totale di circa 762 pacchi regalo.

    Nel mese di novembre, tramite una vendita di mele, sono stati indirizzati circa 2.072 euro a un’associazione di case famiglia di Vidor.

    Grazie al tributo al cantante Lucio Battisti, “I Fioi del ’55” hanno donato 1.600 euro all’associazione Agito (Associazione genitori insieme tumori ossei).

    Lo scorso ottobre la vendita di ciclamini, svolta insieme al Gruppo Alpini e alla Pro loco, ha consentito la raccolta di circa 10.900 euro a sostegno della ricerca per la fibrosi cistica.

    Nello stesso mese, la vendita di mele a supporto della ricerca per la Sclerosi multipla ha consentito di raccogliere un quantitativo complessivo pari a 8.697 euro.

    Andando più indietro nei mesi, il gruppo ha supportato l’associazione La Nostra Famiglia, con la vendita di piantine per un totale di 5.300 euro raccolti.

    E, secondo quanto ha fatto intendere Piovesan, l’associazione ha l’intenzione di fare ancora molto a favore del territorio.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: per gentile concessione di Walter Piovesan)
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  • 700.000 pensioni in pagamento da oltre 40 anni

    700.000 pensioni in pagamento da oltre 40 anni

    A causa delle eccessive anticipazioni del passato ma anche degli ultimi 12 anni, sono attualmente in pagamento oltre 1,5 milioni di pensioni da oltre 30 anni, di cui circa 400.000 da oltre 42 anni e più di 700.000 da 40 anni, considerando le prestazioni di invalidità previdenziale, vecchiaia (compresa anzianità e anticipate) e i superstiti.

    Si legge nel rapporto di Itinerari previdenziali su previdenza e assistenza presentato alla Camera, secondo cui le pensioni di anzianità, anticipate, prepensionamenti e Quote, hanno in media una durata superiore a 31 anni; le vecchiaia di oltre 25 anni e le reversibilità di oltre 14 anni.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
    (Foto di proprietà di Dplay Srl)
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  • Calendario: martedì 20 gennaio 2026

    Calendario: martedì 20 gennaio 2026

    Le persone giuste non ti cambiano, ti migliorano.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Fonte: calendariogeniale.it)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • L’ultima passeggiata al capitello di Agnese, poi la tragedia: “La sua una vita tutta lavoro e famiglia”

    L’ultima passeggiata al capitello di Agnese, poi la tragedia: “La sua una vita tutta lavoro e famiglia”

    Stava andando a piedi, come era solita fare, per raggiungere il Capitello votivo che si trova a pochi metri dalla sua abitazione.

    Una breve camminata che questa mattina, lunedì, è risultata purtroppo fatale ad Agnese Guadagnin, 86 anni, da sempre residente nel borgo di Costa, a Pederobba.

    Erano circa le 10.30 quando l’anziana, vedova e con tre figli, è uscita di casa per fare la sua solita passeggiata in via Santa Margherita. Ad un certo punto, passando dietro a un mezzo ecologico di Contarina, è stata investita dallo stesso, impegnato probabilmente in una manovra.

    Oltretutto quel tratto di strada risulta al momento chiuso per alcuni lavori, circostanza che potrebbe aver influito sulla dinamica dell’incidente. “Una grandissima lavoratrice – il ricordo di un parente -. Faceva prima la contadina, poi ha lavorato in casa di riposo, comunque ha trascorso sempre la sua vita a lavorare”.

    Comprensibilmente sotto shock l’autista del mezzo, che non si è reso conto della presenza della donna se non quando era ormai troppo tardi. “Una tragedia che ha dell’incredibile, sono davvero costernato – il commento del sindaco di Pederobba, Marco Turato -. Non conoscevo personalmente la vittima e la sua famiglia, ma esprimo loro le più sentite condoglianze a nome mio e di tutta l’Amministrazione comunale”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Qdpnews.it)
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  • Incidente in Feltrina, camion finisce fuori strada: traffico in tilt

    Incidente in Feltrina, camion finisce fuori strada: traffico in tilt

    Incidente nel primo pomeriggio di oggi, lunedì, lungo la Feltrina, nel territorio di Montebelluna. Un camion, a causa di un incidente, è finito fuori strada.

    Disagi alla viabilità lungo la SR48, chiusa per consentire la rimozione in sicurezza dell’autocarro. Stando alle prime informazioni, ci sarebbero feriti.

    Sul posto Polizia locale di Montebelluna, Vigili dl fuoco e Suem 118. Ancora in corso le operazioni di rimozione del mezzo pesante con l’autogru.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Qdpnews.it)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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