Author: michael.travan

  • Carnevali di Marca: in più di 10 mila per le prime sfilate

    Carnevali di Marca: in più di 10 mila per le prime sfilate

    Un Carnevale che è molto più di una festa: è un simbolo di unione, collaborazione e identità condivisa. È questo il messaggio che emerge dal Carnevale di Pieve del Grappa, una manifestazione capace di coinvolgere migliaia di persone e decine di volontari, trasformando anche una giornata uggiosa in un’esplosione di gioia, colori e sorrisi. Ben 4.500 gli spettatori stimati. Un pomeriggio di festa organizzato dalle Pro Loco di Crespano e di Paderno, da Carnevali di Marca e dal Comune di Pieve del Grappa.

    La sfilata è stata aperta dalla Scuola dell’infanzia e Nido integrato “Caterina Basso” (Bee Happy! Il Carnevale delle api”). A seguire, il gruppo Genitori e Figli (“Pecore unite, problemi dimezzati”), il carro del Gruppo Amici di Levada (“Toy Story”), il gruppo Caerano Macchietta – La Gang Sfribollina (“I Minion”), il carro del Gruppo Aps Fuorigiri di Losson della Battaglia (“Ralph Spaccatutto”), il gruppo Sant’Eulalia Macchietta (“Sorriso a quattro ruote”), gli Amici del Carnevale di Roncade (“La tribù che balla”), ilGruppo Giovani Fietta e Paderno (“Umpagiovani –La Fabbrica di cioccolato”), il Gruppo Giovani di San Giorgio in Brenta (“La gentilezza spegne la violenza”), il gruppo Nati per caso (“Sogna ragazzo sogna”), gli Amici del Carnevale – Gruppo Giovanni Dal Monte (“Salutiamo la tristezza, è arrivata l’allegrezza), la Cooperativa “Vita e lavoro” (“Un ballo di emozione colorate”) e il Team Costruttori allo sbando di Cornuda (“I Puffi”).

    “Come Pro Loco speriamo di rendere felice la comunità – spiega Francesca Torresan, della Pro Loco di Crespano – perché organizziamo eventi che portano all’unione. I carri e il Carnevale in generale portano allegria e festa nel nostro paese. Il coinvolgimento di tanti volontari è la vera forza della manifestazione”.

    Un lavoro che parte da lontano: mesi di preparazione che vanno dalla scelta dei temi alla realizzazione dei chioschi, fino al coordinamento delle numerose associazioni del territorio che collaborano all’evento, dagli Alpini alla Protezione Civile, passando per il gruppo Gemma. Un esempio concreto di collaborazione tra realtà locali, reso possibile dall’unione delle Pro Loco di Crespano e Paderno.

    Un valore ribadito anche dalla sindaca Annalisa Rampin, che sottolinea il significato profondo della manifestazione: “Questo Carnevale nasce nel 2019 grazie alla collaborazione con Carnevali di Marca, proprio in occasione della nascita del Comune di Pieve del Grappa. È l’evento che ha sancito la fusione delle nostre comunità e che ogni anno ci ricorda quanto sia importante camminare insieme. Il mio grazie va alle Pro Loco di Crespano e Paderno, a Carnevali di Marca, ai gruppi partecipanti e a tutti i volontari che permettono di divertirsi in sicurezza”.

    Il Carnevale di Marca 2026 coinvolge complessivamente 23 Comuni, con un calendario di sfilate che si apre a Tarzo e Pieve del Grappa e si concluderà il 17 febbraio, martedì grasso. Un circuito diffuso che porta festa e partecipazione in tutto il territorio, segnando anche il ritorno della sfilata a Casale sul Sile dopo quarant’anni, grazie all’impegno di oltre 70 volontari.

    A Pieve del Grappa l’appuntamento è stato domenica 18 gennaio: la sfilata, presentata da Alessandro Masini, è partita alle 14.30 lungo il percorso da Paderno a Crespano, con animazione per tutti in piazza a Crespano e un pomeriggio di festa tra chioschi, musica e intrattenimento, organizzato dalla Pro Loco di Crespano, da Carnevali di Marca e dal Comune.

    Ad aprire la sfilata la Scuola dell’infanzia e Nido integrato “Caterina Basso” con “Bee Happy! Il Carnevale delle api”, seguita da numerosi gruppi e carri allegorici: dai Genitori e Figli ai Gruppi Giovani, fino alle associazioni provenienti da tutto il territorio, con temi che hanno spaziato dall’allegria dei cartoni animati ai messaggi di inclusione, gentilezza e condivisione.

    Migliaia le persone presenti, tantissimi i bambini coinvolti, per una giornata che – nonostante il cielo grigio – ha saputo regalare sorrisi, entusiasmo e un forte senso di appartenenza. Perché il Carnevale di Pieve del Grappa è prima di tutto questo: una grande comunità che si ritrova e festeggia insieme.

    La sfilata a Tarzo

    La forza della tradizione, il piacere della festa. Seimila persone, secondo la stima degli organizzatori della Pro Loco, hanno fatto da cornice alla sfilata dei carri allegorici che nel pomeriggio di oggi, domenica 18 gennaio, ha percorso le strade di Tarzo, inaugurando – assieme alla concomitante sfilata di Pieve del Grappa – l’edizione 2026 di Carnevali di Marca.

    Inserita nella 35^ Festa della Candelora – tradizione che si somma a tradizione – la sfilata dei carri allegorici è andata in scena a Tarzo per la 42^ volta. A precedere la sfilata, il gruppo danzante della palestra Movimento Fitness di Tarzo. Poi, accompagnati dalla voce di Moreno Meneguz, hanno fatto passerella per le vie del paese ben dieci carri mascherati, frutto dell’ingegno, della creatività e della passione di gruppi di volontari legati a parrocchie, scuole e comitati di festeggiamenti.

    Si trattava dei carri del Gruppo Parrocchiale di Nervesa della Battaglia (tema: ”La Banda dei Looney Tunes”), del GruppoCoriandolando per Pieve di Soligo (“Re Leone”), dell’Allegra Comitiva di Bidasio di Nervesa della Battaglia (“Gli Esploratori”), dell’associazione Festeggiamenti di Sernaglia della Battaglia(“Tra onde e sorrisi”), dell’associazione Ragazzi Anni 80 di Lovadina (“Raga 80 in volo”), del Gruppo Quei de Soligo (“Up Soligo vola, Soligo sogna”), del Gruppo Fon Fierun di Corbanese (“Corbanese Cortina 2026”), del Gruppo Amici di Susegana (“Super Mario”), dei SimpaBersa di San Stino di Livenza (“Ballando con gli dei”) e del Gruppo dell’Allegria di Maserada (“Un mare didee”).

    Le prossime sfilate

    La stagione di Carnevali di Marca proseguirà sino al gran finale del 17 febbraio, giorno di Martedì Grasso, toccando ben 23 Comuni. Il prossimo weekend, appuntamenti a Casale sul Sile (sabato), Pianzano di Godega Sant’Urbano (domenica) e Villorba (domenica).

    (Autrice:Mihaela Condurache)
    (Foto e Video: Mihaela Condurache)
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  • Incendio nella notte: un intossicato

    Incendio nella notte: un intossicato

    Violento incendio nella notte in un ristorante di via Boscalto a Resana. A bruciare, per cause in corso di accertamento da parte dei Vigili del Fuoco, sono stati tutti i casolari esterni alla struttura principale.

    L’allarme è scattato poco dopo le 4 di questa notte. Sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco dai distaccamenti di Castelfranco Veneto, Asolo e Cittadella con diversi uomini e mezzi. Una persona è stata trasportata in ospedale per una lieve intossicazione causata dal fumo sprigionato dall’incendio.

    In via Boscalto sono intervenuti anche i Carabinieri della compagnia di Montebelluna che, insieme ai tecnici dei Vigili del Fuoco, dovranno chiarire le cause del rogo, che non si esclude possano essere riconducibili a un cortocircuito dell’attrezzatura presente.

    Le squadre di soccorso sono riuscite a circoscrivere le fiamme, evitando che l’incendio si propagasse alla struttura principale del ristorante. L’incendio risulta sotto controllo, ma le operazioni di spegnimento e bonifica sono tuttora in corso.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Vigili del Fuoco Treviso)
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  • Messa del Vescovo Tomasi per i giornalisti: “Servono notizie buone”

    Messa del Vescovo Tomasi per i giornalisti: “Servono notizie buone”

    Ieri, sabato 17 gennaio il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, ha presieduto la celebrazione eucaristica con i giornalisti e gli operatori della comunicazione: una festa del patrono, san Francesco di Sales, promossa dall’ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, dal settimanale diocesano “La vita del popolo” e dall’Ucsi Veneto, in anticipo sulla memoria liturgica del santo, per poterla vivere insieme al Vescovo, prima della sua partenza per la visita pastorale ai missionari trevigiani in Ecuador. “Chiediamo – dalle parole del Vescovo – per tutti gli operatori della comunicazione la benedizione di un cuore buono, che permetta di comunicare cordialmente, ministri e strumenti di relazioni buone e di pace, messaggeri di notizie buone”.

    Una bella partecipazione di giornalisti e operatori della comunicazione questa mattina alla messa presieduta dal vescovo Tomasi nella chiesa del monastero della Visitazione di Treviso, che custodisce il cuore del fondatore dell’ordine della Visitazione di Maria, san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Una celebrazione della festa del santo in anticipo (la memoria liturgica è il 24 gennaio), per poterla celebrare con il Vescovo prima della sua partenza per il viaggio pastorale in Ecuador. Ad animare i canti una corale delle parrocchie di Ponzano, Paderno, Merlengo e San Pelagio.

    Con il vescovo ha concelebrato mons. Lucio Bonomo, direttore della “Vita del popolo”, presente con la redazione e un nutrito gruppo di collaboratori. A promuovere l’iniziativa sono stati l’ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali e il settimanale diocesano, insieme all’Ucsi del Veneto, presente con il suo presidente, Mimmo Vita.

    Nell’omelia mons. Tomasi, ricordando le figure di sant’Antonio abate, di cui ricorreva la memoria proprio il 17 gennaio, e la chiamata di Saul e di Matteo, di cui parlava la Scrittura, ha ricordato che c’è una notizia, una Parola, che cambia la vita delle persone perché ne cambia il cuore e, se ascoltata, creduta e vissuta, cambia anche la storia e la storia della salvezza.

    “Ci siamo trovati per celebrare insieme il rendimento di grazie per la vita, la professione, direi anche la missione dei giornalisti e degli operatori della comunicazione”, ha detto mons. Tomasi, che ha definito “ministri della notizia” coloro che sono “al servizio della ricerca, della scelta e della comunicazione delle notizie, di quanto serve alla collettività e ai singoli per conoscere ciò che avviene nel proprio mondo e nel proprio tempo”.

    Notizie che non possono sempre essere “buone notizie”, ma che possono essere sempre “notizie buone”, ha ricordato il Vescovo, perché contribuiscono alla conoscenza e all’interpretazione di ciò che insieme si vive e permettono a tutti di “partecipare alla vita della collettività, di prendersi cura del bene possibile, per sé e per gli altri. Una notizia buona, comunicata per un sincero interesse per la vita delle persone, per quanto le tocca, le preoccupa, le motiva. Una notizia non falsa e quindi verificata, ponderata, comunicata nella sua corrispondenza a quanto è accaduto nei fatti. Non manipolata né manipolatoria. Oserei dire: una notizia vera”.

    Ricordando l’impegno di san Francesco di Sales, che nella Svizzera tra Cinque e Seicento utilizzava i nuovi strumenti a stampa per diffondere il suo messaggio, mons. Tomasi ha sottolineato che “il gusto, la missione, la necessità di raccontare le vicende del nostro tempo trovano anche oggi strumenti potentissimi, che presentano enormi possibilità e rischi altrettanto grandi di abuso e di manipolazione”. Come ricordano le anticipazioni del messaggio di papa Leone XIV per la 60ª Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, “il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana”.

    La voce umana deve sempre rimanere al centro di ogni sforzo comunicativo e informativo. “Soltanto la voce umana – ha ricordato il Vescovo – può contribuire alla crescita in umanità delle persone, delle comunità, della società intera”.

    “Basta amare bene per dire bene”, diceva san John Henry Newman, proclamato da papa Leone dottore della Chiesa. “Per dire bene servono certo anche competenza, applicazione, lavoro, intelligenza e perseveranza. Ma amare bene è fondamentale, oggi come allora. Lasciamoci ispirare dal cuore di san Francesco di Sales, dal suo bene amare per bene dire, richiamiamoci tutti al suo atteggiamento mite e coraggioso, amabile e dolce. Chiediamo – ha concluso il Vescovo – per tutti gli operatori della comunicazione la benedizione di un cuore buono, che permetta di comunicare cordialmente, ministri e strumenti di relazioni buone e di pace, messaggeri di notizie buone”.

    (Autore: Redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Diocesi di Treviso)
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  • Rinnovo trattori obsoleti: in arrivo 248 milioni con bando ISI Inail

    Rinnovo trattori obsoleti: in arrivo 248 milioni con bando ISI Inail

    Grazie all’accordo di cooperazione Masaf-Inail-Ismea-Crea 2025-2027 sottoscritto alla fine dello scorso anno, i fondi del bando ISI Inail di prossima apertura per l’ammodernamento dei mezzi agricoli e forestali salgono da 90 a 248 milioni

    Gli incidenti sul lavoro in agricoltura comportano, ogni anno, oltre 100 decessi a causa del ribaltamento di trattori, dell’utilizzo di macchine obsolete senza dispositivi di sicurezza o di attrezzature non conformi. Sono numeri che delineano una “piccola” strage, di cui si fatica ad avere contezza a causa del fatto che raramente se ne parli, ma che bastano da soli a rendere evidente l’esigenza di adottare misure di prevenzione non più procrastinabili.

    Va in questa direzione l’Accordo di cooperazione 2025-2027 sottoscritto da Masaf, Inail, Ismea e Crea, presentato al Ministero dell’Agricoltura alla fine dello scorso anno con l’obiettivo, appunto, di “rafforzare la sicurezza nei campi attraverso una strategia integrata che unisce rinnovo del parco macchine, adeguamento dei trattori esistenti e diffusione della cultura della prevenzione”, cercando di aggredire uno dei principali fattori di rischio del settore primario e cioè l’elevata età media dei trattori e delle attrezzature agricole, ancora largamente utilizzate soprattutto nelle micro e piccole imprese.

    In concreto, la dotazione prevista nell’Asse 5 del Bando Inail, atteso per gennaio 2026, dedicata all’acquisto e all’ammodernamento dei trattori agricoli e forestali passa da 90 a 248 milioni di euro, con un incremento quindi di 158 milioni di euro, di cui potranno beneficiare le micro e le piccole imprese del settore agricolo, i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, le cooperative agricole, i consorzi agricoli e i giovani agricoltori (circa 5.000 soggetti su tutto il territorio nazionale).

    Due le tipologie delle misure finanziate:

    – l’acquisto di macchine agricole nuove in sostituzione di quelle obsolete che vanno demolite o rottamate, come i trattori con cabina ROPS (Roll-Over Protective Structure) oppure FOPS (Falling Object Protective Structure), le macchine semoventi (mietitrebbie, vendemmiatrici) e le attrezzature portate (aratri, erpici, seminatrici);

    – l’installazione di dispositivi di sicurezza, come le strutture di protezione ROPS contro il ribaltamento, le strutture FOPS contro la caduta di oggetti, le cinture di sicurezza per trattori, i dispositivi di arresto motore in caso di ribaltamento e i sistemi di segnalazione acustica e visiva.

    Il bando prevede un contributo del 65% a fondo perduto, che sarà compreso tra una cifra minima di 1.000 euro e una massima di 60.000 euro.

    Calcolatrice alla mano, i fondi stanziati riusciranno a coprire circa 5.000 richieste (un numero limitato se confrontato con 1,2 milioni di trattori ancora oggi privi dei più basilari strumenti di sicurezza come cinture e rollbar), ma, come conferma Federacma (la Federazione Italiana delle Associazioni Nazionali dei Servizi e Commercio Macchine), “si tratta di un primo passo concreto per affrontare un problema strutturale, visto che per la prima volta viene previsto un fondo specifico dedicato all’adeguamento dei mezzi già in circolazione”.

    L’iniziativa va inquadrata nell’orientamento espresso dal Ministero dell’Agricoltura a partire dal 2023, che mira a introdurre elementi di premialità e condizionalità, con una penalizzazione per le imprese che non rispettano determinati requisiti in materia di legalità e tutela dei lavoratori: “In questo e altri bandi, ha chiosato il Ministro, vogliamo essere chiari: le aziende che non rispondono a queste richieste sono fuori dai giochi, serve tutela delle imprese e dei lavoratori, quindi serve puntare sulla rete di qualità: chi non lo fa scende in graduatoria rispetto a chi si impegnerà in questa direzione”.

    Infine, una dotazione di 500.000 euro verrà finalizzata a promuovere studi sui fenomeni infortunistici, seminari tecnici e campagne divulgative rivolte alle imprese agricole, perché la prevenzione non è fatta solo di soluzioni tecniche, ma anche, e forse soprattutto, di una cultura della sicurezza che, è proprio il caso di dire, va coltivata e promossa presso datori di lavoro e dipendenti.

    (Autore: (Autore: MICHELE ORLANDOSistema Ratio)
    (Foto: Qdpnews.it)
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  • La dura legge del Tenni: Treviso batte anche l’Adriese

    La dura legge del Tenni: Treviso batte anche l’Adriese

    Il Treviso FBC fa valere ancora una volta la legge del Tenni e supera l’Adriese con un successo netto e mai in discussione. I biancocelesti controllano la gara dall’inizio alla fine, sbloccando il risultato nel primo tempo e chiudendo i conti nella ripresa, confermando solidità, maturità e continuità di rendimento davanti al proprio pubblico. Una vittoria che consolida il primato in classifica e rafforza ulteriormente la fiducia di una squadra che continua a dettare il ritmo del campionato.

    La prima vera occasione arriva al 7’: lancio lungo dalla difesa di Munaretto e conclusione al volo di Scotto, che prova a sorprendere la retroguardia ospite. Al 12’ è invece Artioli a cercare la via del gol con un tiro dalla distanza, costringendo Adorni a una parata plastica. La gara fatica a decollare sul piano delle occasioni, ma è il Treviso a gestire quasi totalmente il possesso del pallone e al 27’ i biancocelesti sbloccano il risultato: Gucher calcia direttamente dalla bandierina e Camerotto, nel tentativo di allontanare, spizza di testa nella propria porta per l’1-0.

    Al 35’ l’Adriese si rende pericolosa con Bedeschi, che prova la conclusione al volo da fuori area mandando il pallone di poco sopra la traversa. Due minuti più tardi un errore della difesa dei padroni di casa apre una chance per Camerotto, che supera Vadjunec in uscita ma conclude debolmente, permettendo al Treviso di salvarsi. Nel finale di frazione i biancocelesti tornano a controllare il gioco, facendo girare palla e gestendo i ritmi fino all’intervallo, che si chiude sull’1-0.

    La ripresa si apre sulla falsariga del primo tempo, con il Treviso saldamente in controllo per possesso, ritmo e presenza costante nella metà campo avversaria. Al 20’ arriva il raddoppio: punizione dal limite, Scotto calcia con potenza trovando la risposta centrale, ma non impeccabile, di Adorni; sulla ribattuta è Salvi il più lesto a insaccare per il 2-0. Al 32’ l’Adriese resta in dieci uomini per l’espulsione di Stalla, che trattiene Scotto lanciato a rete. Al 37’ Svidercoschi riesce a liberarsi per la conclusione, ma il suo tiro termina alto sopra la traversa.

    Nel finale il Treviso continua a far girare il pallone con ordine, affacciandosi più volte in area avversaria senza forzare i tempi. Senza ulteriori sussulti la gara si chiude con una vittoria pienamente meritata per i biancocelesti.

    “Non è stata una partita semplice, così come non è stata una formalità come tanti proclamavano prima del match – commenta mister Gorini – Loro hanno corso molto e ci hanno pressato, per questo la vittoria ha un valore doppio. Vincere le partite costa fatica, nulla è mai scontato. Ci sono però tanti aspetti positivi e ora ci concentriamo subito sulla prossima sfida”.

    TABELLINO – 20ª giornata Serie D 2025/26 – Girone C

    Treviso FBC 2 – Adriese 0 (1° tempo 1-0; 2° tempo 1-0)

    Reti: 27’ pt aut. Camerotto, 20’ st Salvi.

    Treviso FBC: Vadjunec; Brigati (36’ st Kalombola), Munaretto, Salvi, Fragnelli (28’ st Guerriero); Serena, Gucher, Perin; Artioli (25’ st Svidercoschi), Beltrame (33’ st Brevi), Scotto.

    Adriese: Adorni; Bedeschi, Stalla, Gasparini; Bah (7’ st Zuolo), Morelli (4’ st Badalì), Lolli (39’ st Temgoua), Andreoli, Bertoni; Cescon, Camerotto (40’ st Di Maira).

    Ammoniti: Brigati, Andreoli.

    Espulsi: Stalla.

    Recupero: 2’ pt, 5’ st.

    Spettatori: 1.080.

    (Autore: Redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Fotostampa)
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  • I bambini realizzano i cartelli stradali: collaborazione tra comune e scuola dell’infanzia

    I bambini realizzano i cartelli stradali: collaborazione tra comune e scuola dell’infanzia

    Una nuova iniziativa arriva da Vidor e che probabilmente verrà copiata anche da altri comuni: da una collaborazione tra amministrazione comunale e scuola dell’infanzia i bambini hanno realizzato dei cartelli stradali, che sono stati collocati in varie parti del territorio.

    L’inaugurazione si è tenuta ieri mattina, sabato 17 gennaio, nel cortile della scuola dell’infanzia “Cavalier Carlo Tittoni”, alla presenza del sindaco di Vidor Mario Bailo, della vice sindaco Gianna Vidori, degli assessori Cristina PavanMauro Miotto e David Camilli, del presidente della scuola Luciano Manzato, delle insegnanti Sonia MiottoManuela Bet e Lisa Tormena, della segretaria Laura Comarella, di Marta Bisol e Francesca Stanghellini del consiglio di amministrazione della scuola, dei bambini che hanno realizzato i disegni lo scorso anno e che attualmente frequentano la prima elementare, accompagnati dalle famiglie, dalla cittadinanza e con la benedizione di Don Walter.

    Il progetto “Vai piano, noi stiamo giocando”, è un’idea originale, promossa dall’amministrazione comunale, per sensibilizzare gli automobilisti alla sicurezza stradale nelle aree vicine ai parchi gioco e nasce da un’esigenza concreta del territorio: tutelare gli spazi dedicati ai bambini anche nei punti in cui non è possibile installare i tradizionali dissuasori di velocità. Da qui la volontà di cercare una soluzione diversa, più immediata ed efficace, capace di parlare direttamente a chi guida.

    I cartelli stradali, già visibili in diverse zone del comune, riportano proprio i disegni realizzati dai bambini della scuola dell’infanzia vidorese. Colori vivaci e immagini semplici che attirano l’attenzione e trasmettono un messaggio chiaro e difficile da ignorare.

    “Siamo partiti da un problema concreto manifestato da una mamma che segnalava preoccupazione per eccessi di velocità in paese ed abbiamo cercato una risposta pratica.” – spiega la vice sindaco Gianna Vidori – “Coinvolgere i bambini è stato naturale e divertente: ci ha permesso di farli attori protagonisti e di renderli partecipi di un progetto che riguarda la loro realtà quotidiana. Tutti i disegni realizzati, circa una ventina, sono stati valorizzati: quelli non utilizzati per la segnaletica stradale sono diventati cartelli dedicati al rispetto dell’ambiente e collocati nelle aree pubbliche accanto ai cestini, altro tema sul quale abbiamo voluto porre l’attenzione di tutti. Un progetto semplice ma originale, che unisce sicurezza, partecipazione e collaborazione tra amministrazione, scuola e territorio, dando voce ai bambini e trasformando un’esigenza in un lavoro di gruppo.” – conclude la vice sindaco.

    “Come scuola abbiamo accolto con immenso favore la proposta del Comune. Spesso pensiamo che l’educazione civica sia un concetto astratto da insegnare ai più grandi, ma questo progetto dimostra il contrario.” – aggiungono le insegnanti – “Quando i bambini della sezione grandi dello scorso anno si sono messi al lavoro, non stavano solo disegnando; stavano riflettendo sul valore dello spazio pubblico e sul diritto di tutti, a partire dai più piccoli, di vivere il proprio paese in sicurezza.” – proseguono le maestre – “Siamo partiti dalle interviste ai bambini sulle attività preferite nei parchi, che hanno fatto emergere un entusiasmo travolgente per la libertà e il gioco. Ogni tratto di colore sui fogli è stato un esercizio di collaborazione. Vedere oggi quei disegni trasformati in cartelli stradali è per loro, e per noi insegnanti, motivo di grande orgoglio. Il messaggio che questi cartelli inviano agli adulti è di una potenza straordinaria: non è un divieto che cala dall’alto, ma una richiesta di cura che arriva direttamente dai bambini. Grazie alla sinergia con l’amministrazione comunale, abbiamo dato ai nostri alunni la prova concreta che la loro voce e la loro fantasia possono realmente contribuire a migliorare la comunità in cui vivono.”

    (Autore: Antonella Callegaro)
    (Foto: Antonella Callegaro)
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  • Capitan Cossalter: il bimbo raccattapalle al primo gol dal professionista

    Capitan Cossalter: il bimbo raccattapalle al primo gol dal professionista

    Alcuni gol finiscono negli almanacchi. Altri, invece, rimangono incastrati da qualche parte, tra il cuore e i ricordi. Come quello segnato da Thomas Cossalter, domenica scorsa. Perché il tabellone dello Zugni Tauro dice Dolomiti Bellunesi-Lecco 1-4, ma la storia, quella vera, racconta molto di più.

    Racconta di un ragazzo che, in quello stesso stadio, una volta correva lungo la linea laterale con la pettorina da raccattapalle addosso. Campionato di Eccellenza, Feltrese. Racconta di un bambino che guardava il campo dal basso, con gli occhi pieni di futuro, senza sapere che un giorno sarebbe tornato lì da capitano, con la fascia al braccio e il numero 7 sulle spalle, a segnare il suo primo gol tra i professionisti. Serie C. Casa sua, allo Zugni Tauro.

    “È un gol che lascia un po’ il tempo che trova, se vogliamo inutile”, dice oggi Cossalter, con quella lucidità che appartiene solo a chi sa distinguere il risultato dal significato. “Ma è innegabile che mi faccia piacere aver segnato proprio qui, allo Zugni Tauro. Una piccolissima soddisfazione me la sono tolta”. Piccolissima, forse. Ma profonda. Perché lo Zugni Tauro non è solo un impianto: è una linea del tempo. “Ne ho parlato pure con mio fratello Alex. Pensare di giocare la Serie C in questo territorio, per di più da capitano, è un grande privilegio”. È il cerchio che si chiude, o forse che si apre davvero. È la provincia che diventa palcoscenico, senza perdere la propria identità.

    Attorno, un’atmosfera che sa di orgoglio e appartenenza, con la Brigata Piave a cantare e spingere senza mollare mai. “I tifosi ci sostengono continuamente – sottolinea Cossalter – e rendono meravigliosa l’atmosfera. Non smetteremo mai di ringraziarli”. Eppure, il rammarico si tocca con mano. “Mi dispiace tantissimo per questa sconfitta, arrivata con una cornice di pubblico così bella. So quante persone abbiano lavorato dietro le quinte per adeguare lo stadio al professionismo. Avrei voluto regalare loro una gioia. Il calcio, però, è anche questo”.

    Resta allora l’immagine più forte: Cossalter in rete, sotto la tribuna che lo ha visto crescere. Non cancella il 4-1 al passivo, ma lo attraversa. E lo rende, in qualche modo, sopportabile. “Ora dobbiamo dimenticare lo scivolone il prima possibile e guardare avanti”, dice il capitano. Perché il viaggio continua. E passa dalla Lombardia, con la trasferta di domenica 25 gennaio sul campo dell’Alcione Milano, dove il gruppo guidato da Andrea Bonatti è chiamato a ripartire.

    (Autore: Redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Dolomiti Bellunesi)
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  • Paola Roma lascia il comune: “Sarò sempre vicina alla mia Ponte”. Lorenzon sindaco reggente fino alle elezioni

    Paola Roma lascia il comune: “Sarò sempre vicina alla mia Ponte”. Lorenzon sindaco reggente fino alle elezioni

    Si è svolto ieri mattina il Consiglio comunale a Ponte di Piave, il terzo e conclusivo nell’ambito del procedimento di decadenza del sindaco Paola Roma, eletta in Regione Veneto e nominata assessore a Sociale, Abitare e Sport. Dopo le sedute di dicembre e del 5 gennaio, la procedura si è chiusa formalmente: il vicesindaco Sergio Lorenzon assumerà il ruolo di sindaco reggente fino alle prossime elezioni comunali previste in primavera.

    Durante la votazione del punto relativo alla decadenza, la minoranza ha lasciato l’aula e non ha partecipato al voto. Il provvedimento è stato approvato all’unanimità dai consiglieri presenti.

    Nel suo intervento di saluto, Paola Roma ha ringraziato l’amministrazione e la comunità: “Voglio ringraziare tutti quanti hanno lavorato per il bene di Ponte di Piave. Sarò sempre vicina alla mia Ponte e, da assessore regionale, lo farò con la stessa passione di sempre”. Sulla scelta della minoranza di abbandonare l’aula, ha aggiunto: “Spiace per un comportamento che denota poca responsabilità. Al primo consiglio si è votato contro chiedendo di fatto la mia permanenza, al secondo all’unanimità, oggi l’uscita dall’aula. Più che una strategia politica, appare confusione e indifferenza verso i bisogni della gente e il governo della comunità”.

    Non è mancato il ringraziamento alla maggioranza e alla macchina comunale: “Ringrazio la mia squadra, che ha lavorato tantissimo, e tutti i dipendenti comunali per l’impegno. Sono certa che chi continuerà a lavorare lo farà con lo stesso spirito. Buon lavoro a Sergio Lorenzon e alla sua squadra: vi sarò sempre vicina”.

    Nel discorso integrale pronunciato in Consiglio, Roma ha ripercorso il proprio cammino istituzionale, iniziato a 23 anni in Consiglio comunale e proseguito dal 2014 alla guida del Comune, al terzo mandato, ribadendo la convinzione che la politica resti “uno strumento straordinario per cambiare le cose” e che il contributo di ciascuno, con la propria storia e sensibilità, possa incidere concretamente sulla società. Ha ringraziato i componenti della maggioranza e i consiglieri di minoranza per il confronto “corretto e aperto”, confermando la volontà di restare presente sul territorio anche nel nuovo incarico regionale.

    Tra le priorità indicate per il lavoro in Regione, Roma ha citato le politiche sociali, la natalità, il futuro dei giovani, il diritto all’abitazione e la qualità della vita in una società sempre più longeva, auspicando un Veneto capace di guardare avanti e confrontarsi a livello nazionale e internazionale. In chiusura, un ampio ringraziamento alle forze dell’ordine, ai volontari, alla protezione civile, al mondo della scuola, alle parrocchie, alle associazioni, agli operatori sociali e sanitari, alle imprese e ai commercianti, con l’augurio di “servire e realizzare ciascuno, con le proprie responsabilità, facendo bene il bene nelle nostre comunità”.

    (Autore: Redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Archivio Qdpnews.it)
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  • Oggi la Giornata Mondiale della Neve: riflettori puntati su sport, ambiente e futuro delle montagne

    Oggi la Giornata Mondiale della Neve: riflettori puntati su sport, ambiente e futuro delle montagne

    Oggi, domenica 18 gennaio 2026, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Neve (World Snow Day), l’evento internazionale promosso dalla Federazione Internazionale Sci (FIS) per avvicinare bambini, famiglie e appassionati agli sport invernali e alla cultura della montagna.

    Nata con l’obiettivo di far scoprire la neve come luogo di gioco, sport e socialità, la ricorrenza coinvolge ogni anno centinaia di località sciistiche e territori montani, che per l’occasione organizzano attività gratuite o a prezzi agevolati: dallo sci alpino allo snowboard, dal fondo alle ciaspolate, fino ai laboratori didattici dedicati ai più piccoli.

    Ma la Giornata Mondiale della Neve non è soltanto una festa. L’edizione 2026 cade infatti in un momento particolarmente delicato per l’ambiente alpino e montano, sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico. La diminuzione delle precipitazioni nevose, l’innalzamento delle temperature e la trasformazione degli ecosistemi rendono la neve una risorsa preziosa, da conoscere e tutelare.

    Accanto al divertimento, molte iniziative pongono quindi l’accento sulla sostenibilità, sull’uso responsabile delle risorse naturali e sull’importanza di educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente. Un messaggio chiaro: il futuro degli sport invernali passa anche dalla capacità di proteggere la montagna.

    La Giornata Mondiale della Neve si conferma così un appuntamento che unisce sport, turismo e consapevolezza ambientale, celebrando la magia dell’inverno ma ricordando, allo stesso tempo, che la neve non è un bene scontato. Un’occasione per scendere in pista, ma anche per fermarsi a riflettere.

    (Autore: Alessandro Lanza)
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  • Fiorina Della Libera compie 108 anni. “Il segreto? Poco cibo e farsi i fatti propri”

    Fiorina Della Libera compie 108 anni. “Il segreto? Poco cibo e farsi i fatti propri”

    Ancora una volta la signora Fiorina Della Libera, classe 1918, ha stupito tutti arrivando al traguardo dei 108 anni con uno spirito tenace e un’evidente commozione in viso. 

    Già festeggiata il primo giorno dell’anno per il compleanno, la signora Fiorina ha accolto ieri, sabato 17 gennaio, amici e parenti alla residenza per anziani “Padre Pio” di Tarzo, dove è stata onorata da tutti i presenti, compreso il sindaco di Refrontolo Mauro Canal e il Capogruppo degli Alpini Ferdinando De Martin, arrivati per celebrare la più anziana residente del comune. 

    Ultima di dieci fratelli, la festeggiata racconta di un’infanzia semplice, trascorsa a Nove, frazione di Vittorio Veneto, aiutando genitori e fratelli nei lavori agricoli. Passa poi qualche anno a Milano “per servire” in casa di una famiglia. 

    Rientrata in paese, confessa di aver avuto svariati corteggiatori: “è naturale quando si è giovani” – dice sorridendo; ma ha capito subito che l’uomo giusto era Angelo Taffarel con cui si sposa a 21 anni: “Mio marito era un uomo buono, con lui ho trascorso una vita serena; lui aveva un lavoro sicuro all’Enel e io ho potuto prendermi cura della casa e di mia figlia”. 

    “La mia vita però non è stata solo rose e fiori – continua – ho perso una figlia che aveva sei mesi e anni fa ho avuto un tumore”. Ricordi di dolori ormai lontani che la signora Fiorina ha superato con una caparbietà e una gioia di vivere che ancora oggi riesce a trasmettere sorridendo e scherzando con coloro che le si avvicinano per farle gli auguri. 

    Dopo la morte del marito, ormai nel lontano 1993, Fiorina vive sola a Nove fino agli ottant’anni, quando si trasferisce a Vittorio Veneto per far compagnia ad un’amica. Qui sarebbe dovuta rimanere solo qualche settimana e invece rimarrà per altri 18 anni, i primi dieci accudendo l’amica e poi sola per altri otto. Ancora perfettamente autonoma, “A Vittorio prendeva il tram e faceva la spesa da sola – rivela la figlia – tenendosi occupata facendo assistenza agli anziani e collaborando con alcune associazioni locali. 

    A 98 anni va a vivere a Refrontolo, a casa della figlia e solo a 103 anni, a seguito di un incidente, inizia a risiedere in casa di riposo. Qui a Tarzo, dove vive da due anni e mezzo, è benvoluta da tutti e non sembra per niente essere la più anziana della struttura. Fino a qualche anno fa si dedicava ancora al cruciverba e a punto croce ha ricamato i corredi di tutti i suoi nipoti. 

    Il segreto per arrivare ad un’età così venerabile? “Non esagerare col cibo – dichiara e farsi i fatti propri“. 

    “Non me li sento 108 anni” continua, con in mano un bicchiere di vino, e in effetti a guardarla e parlandoci insieme, la signora ne dimostra molti di meno: ancora cammina in autonomia con il solo ausilio di un girello, che a volte sostituisce volentieri sostenendosi al braccio di uno dei nipoti; ha ancora un buon udito;  e subito, appena li vede, riconosce il sindaco di Refrontolo e il Capogruppo degli alpini arrivati con uno splendido mazzo di fiori e una lettera che la signora Fiorina legge ad alta voce senza occhiali, emozionandosi all’augurio che “questo giorno così speciale sia pieno di tutto ciò che rende felice il tuo cuore”.

    (Autore: Bruno Gasparetto)

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