Author: michael.travan

  • Droghe tra i giovanissimi. I dati dell’Ulss: “Un diciottenne su cinque fa uso di Cannabis”

    Droghe tra i giovanissimi. I dati dell’Ulss: “Un diciottenne su cinque fa uso di Cannabis”

    Un quadro articolato, che mette in luce criticità ma anche margini di intervento concreti, quello tracciato dal direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, Francesco Benazzi, illustrando i risultati di un’ampia indagine condotta tra gli studenti del territorio.

    “In accordo con la scuola e con il Provveditorato abbiamo testato 3.685 ragazzi delle scuole superiori della Provincia – ha spiegato Benazzi –, un campione che va dai 14 ai 18 anni. I dati mostrano un incremento significativo dell’uso di cannabis con l’età. A 15 anni l’uso della cannabis riguarda circa il 13% dei ragazzi, mentre tra i 17 e i 18 anni si arriva al 20%: numeri importanti, che non vanno sottovalutati” spiega Benazzi.

    Più contenuto, fortunatamente, l’utilizzo di altre droghe. “Quando parliamo di altre sostanze – ha precisato Benazzi – intendiamo anfetamine e nuove droghe. L’uso di fentanil è oggi molto ridotto, così come quello di cocaina e sostanze allucinogene, che si attestano complessivamente intorno all’8% nella fascia tra i 15 e i 18 anni, su un campione complessivo di circa 3.685 ragazzi in tutta la provincia”.

    Accanto al tema delle dipendenze, emerge con forza anche quello del disagio legato all’isolamento e all’uso delle tecnologie: “Sono ragazzi che spesso si trovano da soli davanti al computer – ha proseguito il direttore generale – e questo si collega a problematiche come il bullismo online, attraverso i social network e internet. È un ambito su cui dovremo lavorare molto, perché è fondamentale evitare l’isolamento e favorire il lavoro di gruppo e le relazioni tra pari, in collaborazione con le scuole”.

    (Autore: Simone Masetto)
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  • Videosorveglianza urbana: Comune sanzionato per illegittimità commesse

    Videosorveglianza urbana: Comune sanzionato per illegittimità commesse

    Dalla lettura del provvedimento sanzionatorio emanato dal Garante emergono alcuni elementi chiave a cui bisogna fare attenzione per poter attivare correttamente sistemi di videosorveglianza urbani.

    Tutto il provvedimento è frutto di un’istruttoria iniziata da una segnalazione presentata all’Autorità (ai sensi dell’art. 144 del Codice). È interessante evidenziare i principali elementi che hanno contribuito a ritenere illegittimo il trattamento del sistema di videosorveglianza di un piccolo Comune laziale.

    Innanzitutto, i soggetti pubblici possono, di regola, trattare dati personali mediante dispositivi video se il trattamento è necessario per adempiere ad un obbligo legale o per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri (art. 6, par. 1, lett. c) ed e) e par. 2 e 3 del GDPR). In ogni caso, il titolare è tenuto a rispettare i principi in materia di protezione dei dati personali, fra i quali, quelli di “liceità, correttezza e trasparenza” e “minimizzazione” (art. 5, par.1, lett. a) e c) del GDPR).

    In tale contesto, è consentito ai Comuni l’impiego di telecamere di videosorveglianza atte a riprendere ad ampio raggio e su base continuativa la pubblica via, ai soli fini di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, previa stipula di un Patto per l’attuazione della sicurezza urbana con la Prefettura territorialmente competente. Precisando che, nel caso in cui nel Patto non vengano definite le zone maggiormente a rischio, ci devono essere evidenze (es. in verbali del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica o in altra documentazione) che attestino specifiche valutazioni in merito all’effettiva necessità e proporzionalità dell’impiego di telecamere di videosorveglianza per la prevenzione di tali fenomeni di criminalità.

    Il Garante ha poi ribadito l’importanza di una corretta applicazione del principio della “Trasparenza” nei confronti degli interessati. In questo caso rappresentata dai cartelli informativi (c.d. di “primo livello”) e dell’informativa completa, contenente tutti gli elementi previsti dall’art. 13 del GDPR (c.d. di “secondo livello”). Per quanto riguarda i cartelli, questi non erano stati compilati in modo completo e riportavano evidenti errori (il QR Code presente, rimandava ad un sito web di un altro soggetto) né correttamente posizionati, ossia prima di accedere alle zone videosorvegliate, risultando generici e insufficienti a fornire le prime informazioni di base.

    L’informativa di secondo livello, invece, riportava imprecisioni importanti, quali: come unico punto di contatto un indirizzo PEC del Comune (sia per l’esercizio dei diritti che per contattare il DPO), privando così gli interessati della possibilità di contattare direttamente il DPO senza transitare dal protocollo generale dell’Ente; le finalità indicate sono variegate, anche se tutte legittime, senza però, effettuare puntuali riferimenti alla rispettiva base giuridica dei singoli altri trattamenti; è indicato, erroneamente, il Comando di Polizia Locale, che è un articolazione interna all’Ente, quale “Responsabile del trattamento”; è affermato che le immagini sono conservate per 7 giorni, senza precisare che, ove queste dovessero costituire elemento di prova di condotte illecite, avente rilevanza penale, le stesse possono essere trattate per periodi più lunghi (ai fini dei conseguenti procedimenti); non viene attribuito all’interessato il diritto di opposizione al trattamento riconosciuto dall’art. 21 del GDPR ove i dati siano trattati ai sensi dell’art. 6, par. 1, lett. e) del GDPR.

    Come ultima carenza, l’Autorità rileva la mancanza di una Valutazione d’Impatto, così come richiesto dall’art. 35, par. 3, lett. c) del GDPR.

    A conclusione dell’istruttoria che ha portato a evidenziare tutti gli elementi sopra descritti e considerato che il Comune ha provveduto a mantenere attivo il sistema di videosorveglianza urbano per un breve lasso di tempo (avendo poi provveduto a spegnere il sistema), il Garante ha ritenuto la gravità delle violazioni di livello mediocre, infliggendo all’Ente in questione il pagamento di una somma complessiva di 6.000 euro.

    (Autore: Luca Leoni – Sistema Ratio)
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  • “Non smettere mai di sognare”, il futuro al centro del dialogo con gli studenti dell’Istituto Lepido Rocco

    “Non smettere mai di sognare”, il futuro al centro del dialogo con gli studenti dell’Istituto Lepido Rocco

    Gli studenti dell’Istituto Fondazione Lepido Rocco di Motta di Livenza, degli indirizzi robotica e automazione, informatica, domotica e meccanica, hanno incontrato Oscar Marchetto, Presidente e Amministratore Delegato di Somec Gruppo ed ex allievo dell’Istituto, per un dialogo aperto sulle loro ambizioni, sul futuro e sul mondo del lavoro.

    Dal 2013 Marchetto è alla guida di Somec Gruppo, società quotata in Borsa Italiana e specializzata nella progettazione, produzione e realizzazione di opere complesse chiavi in mano in ambito civile e navale, con sede principale a San Vendemiano (Conegliano) e una presenza internazionale che riunisce oltre trenta aziende. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto autentico tra scuola e impresa, mettendo al centro il valore della formazione tecnica come leva strategica per l’occupazione e la competitività del sistema produttivo italiano.

    Moderato dal giornalista Andrea Bettini, l’incontro ha preso avvio dal libro Non smettere mai di sognare(FrancoAngeli), scritto a quattro mani, che racconta il percorso imprenditoriale e umano di Marchetto. Un racconto fatto di esperienze, scelte e visione, condiviso con gli studenti attraverso aneddoti e spunti concreti su come trasformare le idee in progetti e le aspirazioni in obiettivi. Le numerose domande dei ragazzi hanno reso il confronto partecipato, diretto e coinvolgente.

    “Tornare nella mia scuola è una sincera emozione. Qui ho messo le basi per il mio futuro, imparando che il fare e il sapere devono procedere insieme”, ha dichiarato Oscar Marchetto. “Il messaggio più importante che voglio lasciare ai ragazzi è racchiuso nel titolo del mio libro: non smettere mai di sognare. Ma i sogni devono essere accompagnati dalla voglia di imparare, di mettersi in gioco, di alzare continuamente l’asticella e fare la differenza”.

    Nel corso dell’incontro, il Presidente di Somec ha affrontato uno dei temi centrali per il sistema produttivo: la difficoltà crescente nel reperire figure professionali qualificate, in particolare nei settori tecnici. “Oggi le aziende faticano sempre di più a trovare professionisti preparati. Anche in Somec Gruppo siamo costantemente alla ricerca di competenze tecniche solide e della capacità di affrontare progetti complessi. Per questo il dialogo tra scuola e impresa è più che mai fondamentale. Fare rete con istituti come il Lepido Rocco significa investire nel futuro del territorio e del Paese, perché è qui che si formano le competenze che rendono forte e competitiva l’industria italiana”.

    La Fondazione Lepido Rocco è una realtà formativa articolata in più sedi – Motta di Livenza, Castelfranco Veneto, Caorle, Pramaggiore e Lancenigo – e accoglie complessivamente circa 1.600 studenti tra i 14 e i 18 anni. Un presidio educativo di riferimento per il territorio, impegnato nella formazione di profili tecnici altamente specializzati nei settori elettrico, elettronico, informatico, meccanico e turistico, sempre più richiesti dal sistema produttivo e industriale.

    Somec Gruppo è leader nell’ingegnerizzazione, progettazione e realizzazione di progetti complessi chiavi in mano in ambito civile e navale, operando attraverso tre divisioni: Horizons, Talenta e Mestieri. Le società del Gruppo lavorano in modo integrato e sinergico secondo rigorosi standard di qualità e sicurezza, garantendo un elevato grado di personalizzazione e un know-how specialistico sui diversi materiali. Con oltre 40 anni di storia, una presenza in 12 Paesi e 3 continenti, più di 1.000 dipendenti e ricavi pari a 383 milioni di euro nel 2024, Somec ha consolidato una reputazione di qualità e affidabilità operativa e finanziaria su scala globale.

    (Autore: Dplay)
    (Foto e video: Mihaela Condurache)
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  • Falsa petizione per un referendum sulla legittima difesa

    Falsa petizione per un referendum sulla legittima difesa

    Sta circolando su WhatsApp un messaggio che invita a recarsi in Comune a Valdobbiadene, per firmare per un presunto referendum sulla legittima difesa.

    Si tratta di una bufala e a confermarlo è lo stesso Comune di Valdobbiadene, che ha riferito che non esiste nessuna raccolta firme in corso per un referendum.

    Un messaggio a catena, quindi, che fa riferimento a un fatto non veritiero e che conferma quanto si debba prestare attenzione di fronte a certi messaggi che si ricevono.

    Sempre l’amministrazione ha precisato che, nel momento in cui ci sono iniziative di raccolte firme per referendum, viene data comunicazione di tutto ciò direttamente sul sito istituzionale del Comune.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Calendario: venerdì 16 gennaio 2026

    Calendario: venerdì 16 gennaio 2026

    “La realizzazione dei tuoi desideri inizia con la convinzione che sei degno di vederli esauditi”
    (Louise Hay)

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Fonte: calendariogeniale.it)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Tir di traverso e in bilico sul vigneto: strada bloccata

    Tir di traverso e in bilico sul vigneto: strada bloccata

    Nel primissimo pomeriggio di oggi giovedì un tir adibito al carico e scarico delle merci ha effettuato una manovra nella strada di Guia, a Valdobbiadene, rimanendo incastrato e bloccando completamente il tratto di strada.

    Durante la manovra il mezzo è rimasto parzialmente sospeso, con le ruote posteriori sollevate, andando a urtare leggermente alcune viti presenti su un terreno adiacente la carreggiata.

    La situazione ha provocato disagi alla circolazione veicolare (alcuni mezzi hanno fatto retromarcia, altri hanno tentato stradine alternative) fino alla rimozione del mezzo pesante e al ripristino della viabilità.

    Non si registrano persone ferite.

    (Autrice: Mihaela Condurache)
    (Foto: Mihaela Condurache)
    (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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  • Famiglia al cinema, ladri falliscono l’assalto alla casa. In altro blitz sparisce un orologio

    Famiglia al cinema, ladri falliscono l’assalto alla casa. In altro blitz sparisce un orologio

    Ladri in azione nella prima serata di ieri mercoledì nelle campagne di Mareno di Piave, dove almeno due abitazioni sono state prese di mira nel giro di pochi minuti.

    In un clima di forte tensione, poco prima delle 20 sono stati segnalati anche alcuni spari provenienti dai campi, uditi distintamente da diversi residenti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno avviato le indagini senza però trovare riscontro agli spari sentiti dai residenti. 

    Il primo colpo è avvenuto in via San Pio X, in aperta campagna. A fare la scoperta è stata una giovane, rientrata a casa quando non erano ancora le 19. Davanti a lei uno scenario che non lasciava dubbi: ambienti completamente messi a soqquadro, mobili aperti e oggetti rovesciati.

    Secondo la ricostruzione, i malviventi avrebbero fatto irruzione dal retro dell’abitazione, dopo aver divelto la recinzione. Da lì si sarebbero arrampicati su una tettoia per poi forzare, probabilmente con un cacciavite, il balcone del bagno al primo piano.

    Un’azione rapida, interrotta forse dall’arrivo della proprietaria, che potrebbe averli messi in fuga. Il bottino, fortunatamente, è stato limitato: a sparire “soltanto” un orologio appartenente al fidanzato della giovane. Immediata la chiamata alle forze dell’ordine e l’attivazione dell’allarme.

    A poche centinaia di metri, in via San Marco, un secondo tentativo di furto è stato segnalato quasi in contemporanea. Qui la famiglia era uscita da poco per andare al cinema. Al rientro, i proprietari hanno trovato un balcone socchiuso, ma la presenza di una sbarra di sicurezza ha impedito ai malviventi di entrare, costringendoli ad allontanarsi a mani vuote.

    La fuga sarebbe avvenuta ancora una volta attraverso i campi. Ed è proprio da quell’area che, poco prima delle 20, sono stati uditi distintamente alcuni colpi d’arma da fuoco. Sui furti stanno indagando i Carabinieri della Compagnia di Conegliano.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Si rompe il tubo del gas, traffico in tilt nell’ora di punta

    Si rompe il tubo del gas, traffico in tilt nell’ora di punta

    Disagi alla viabilità nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì, a Caerano di San Marco. Poco dopo le 18.00 si è infatti verificata la rottura di un tubo del gas lungo via San Marco, all’altezza dell’ex Pozzobon.

    Un inconveniente che ha costretto a chiudere la strada, con inevitabili ripercussioni sul traffico, visto anche l’orario di punta.

    “Girare prima in via Industrie Comunello, per chi viene da nord, e al semaforo per chi viene da sud”, il suggerimento fornito dall’Amministrazione tramite i canali social del Comune.

    Un consiglio che non ha impedito tuttavia il formarsi di code e relativi ingorghi. Nel giro di un’ora, comunque, la situazione si è risolta.

    “L’intervento pronto di Vigili del Fuoco, Carabinieri e Apigas ha permesso di far rientrare l’emergenza e di ripristinare la viabilità”, ha infatti confermato poco fa, intorno alle 19.40, il Comune.

    ((Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Archivio Qdpnews.it.)
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  • La Fiamma olimpica “torna” nel Montebellunese dopo 70 anni. Nel capoluogo della Marca anche il braciere

    La Fiamma olimpica “torna” nel Montebellunese dopo 70 anni. Nel capoluogo della Marca anche il braciere

    Cresce l’attesa a Montebelluna per il passaggio della Fiamma Olimpica delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, in programma mercoledì 21 gennaio, quando la città sarà attraversata da uno dei simboli più potenti e riconoscibili dello sport mondiale, capace di unire generazioni, territori e comunità.

    Ad accompagnare l’avvicinamento a questo momento storico, oggi è stata consegnata ufficialmente al sindaco Adalberto Bordin e all’assessore allo Sport Andrea Marin la fiaccola olimpica originale dei Giochi Invernali di Cortina 1956, portata allora dal tedoforo montebellunese Edoardo Sartor, assieme ad altri atleti dello Sci Club Montebelluna, del Calcio Montebelluna e del veloce Club Montebelluna – Gianni Faraguna, Franco Brunello, Giuseppe Sernaglia, Alfio Bianchin, Franco Trinca e Giovanni Pagnan – che presero parte a quella storica staffetta il 24 gennaio 1956. Un gesto dal forte valore simbolico, reso possibile grazie alla disponibilità dei familiari di Sartor, che hanno voluto condividere con la comunità un prezioso frammento della memoria sportiva cittadina.

    Edoardo Sartor, classe 1920, originario di Montebelluna, corse un km della fiaccolata del 1956 dalla piazza centrale fino a via Boccacavalla. Dedicò la sua vita allo sport, fino al 2023, anno in cui mancò all’età di 104 anni.

    La fiaccola del 1956 – testimone di un passaggio che segnò profondamente la storia di Montebelluna – sarà esposta grazie a un’iniziativa del Comune assieme a Six Team, alla collaborazione di Lucio Loat e Giovanni Mondin e al sostegno di Gallo Pubblicità – in municipio e visitabile negli orari di apertura fino al 23 gennaio, offrendo a cittadini, studenti e appassionati l’opportunità di rivivere l’emozione di quell’evento avvenuto esattamente settant’anni fa.

    All’esterno del municipio sono esposti i pannelli che riportano i momenti più salienti vissuti con il passaggio della fiaccola a Montebelluna nel 1956. «La fiaccola portata da Edoardo Sartor non è solo un oggetto storico, ma il racconto di una comunità, di valori e di passione sportiva – commenta il sindaco Adalberto Bordin –. Riportarla oggi in municipio permette di creare un ponte ideale tra il 1956 e il 2026, tra la Montebelluna di ieri e quella di oggi, che si prepara ad accogliere nuovamente la Fiamma con lo stesso entusiasmo e senso di appartenenza.

    Un ringraziamento sincero va alla famiglia Sartor, all’associazione Six Team, a Giovanni Mondin e Lucio Loat e a tutte le persone che hanno contribuito a custodire e tramandare questa memoria sportiva. È anche un modo simbolico e sentito per ricordare Edoardo Sartor e, attraverso di lui, rendere omaggio a una generazione di sportivi che ha fatto la storia della nostra città. Un filo ideale che unisce gli atleti del passato a quelli di oggi e alle giovani generazioni, che continuano a regalarci risultati, entusiasmo e grande orgoglio».

    Aggiunge l’assessore allo Sport Andrea Marin: «Il passaggio della Fiamma rappresenta un’occasione straordinaria per rafforzare il legame tra sport, memoria e territorio. Montebelluna ha una lunga tradizione sportiva e poterla raccontare attraverso simboli così forti è un valore aggiunto, soprattutto per le giovani generazioni».

    Il passaggio della Fiamma il 21 gennaio

    Dalle ore 14.10, la staffetta olimpica prenderà il via dallo Stadio comunale Biagi, per poi attraversare il centro cittadino lungo via Piave, il sottopasso ferroviario, corso Mazzini e piazza Dall’Armi, dove sarà allestito il palco centrale di accoglienza. Da qui la Fiamma proseguirà lungo viale XX Aprile e via Montegrappa, fino all’arrivo all’Ospedale San Valentino.

    Lungo il percorso si alterneranno 13 tedofori, ciascuno per circa 200 metri, dando vita a un momento di grande intensità simbolica e partecipazione. In piazza Dall’Armi, ad accogliere la staffetta, saranno presenti il sindaco, gli amministratori comunali e l’ex tedoforo Franco Trinca, testimone diretto della storia olimpica montebellunese.

    Ad animare il centro cittadino e a dare il benvenuto alla Fiamma saranno scolaresche, la Banda musicale, l’Ente Palio, i Gruppi Alpini, oltre a numerose associazioni culturali e sportive, coinvolte per rendere l’evento una vera festa collettiva.

    Per consentire lo svolgimento in sicurezza della manifestazione, il mercato settimanale del centro sarà eccezionalmente chiuso a partire dalle ore 12 di mercoledì 21 gennaio. Nei prossimi giorni il Comune comunicherà nel dettaglio anche le modifiche temporanee alla viabilità e alla sosta, gestite con il supporto della Polizia Locale e della Protezione Civile.

    Cittadini, famiglie, studenti e appassionati sono invitati a partecipare e ad accogliere la Fiamma lungo il percorso, per condividere insieme un momento che unisce sport, storia e senso di comunità, riportando Montebelluna al centro del grande racconto olimpico.

    Nel capoluogo anche il braciere

    Anche la Città di Treviso si prepara ad accogliere uno dei momenti più simbolici e partecipati dei Giochi Olimpici Invernali: il passaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026, in programma giovedì 22 gennaio.

    Il percorso cittadino prenderà il via intorno alle ore 11.45 dalla palestra CONI di viale Vittorio Veneto, per poi proseguire sul PUT e fare ingresso in centro storico da Porta Calvi. La staffetta attraverserà quindi viale Cesare Battisti e Calmaggiore, toccando alcune delle vie più rappresentative della città.

    Momento centrale della mattinata sarà la breve sosta in Piazza dei Signori, dove alle ore 12.30 è prevista la presenza del braciere olimpico, offrendo alla cittadinanza un’occasione di incontro e partecipazione collettiva nel luogo simbolo di Treviso.

    Si proseguirà poi per viale Martiri della Libertà, via San Leonardo, via Santa Caterina, via Stangade, via Carlo Alberto, viale dei Mille, Ponte Dante, Riviera Garibaldi e Riviera Santa Margherita. Nei prossimi giorni verranno comunicate tutte le modifiche alla viabilità per il passaggio di tedofori e convoglio.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Città di Montebelluna)
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  • I consigli di lettura della Libreria Lovat

    I consigli di lettura della Libreria Lovat

    Tornano i consigli di lettura forniti dalla libreria Lovat di Villorba, uno spazio con proposte di libri – anche curiosi – per tutti i gusti. Marco Val ci accompagna tra le pagine de “Il futuro della verità” di Werner Herzog.

    “Ma è possibile essere egualmente abili in varie arti contemporaneamente? La risposta è Werner Herzog, non è neanche ‘sì’, perché Herzog è capace di fare grandissimi film del calibro di ‘Fitzcarraldo’, ‘Agir’, ‘Nosferatu’, ‘Il cattivo tenente’, ‘Woyzeck’.

    Insomma, la lista è infinita, ma sa anche trattare con la scrittura dei temi elevatissimi, senza cadere mai nel banale e l’ha fatto di nuovo.

    Dopo ‘Il crepuscolo del mondo’, ‘Ognuno per sé’ e ‘Dio contro tutti’, Herzog torna con ‘Il futuro della verità’un saggio filosofico sul concetto proprio di verità, questa cosa che cerchiamo per tutta la vita, in tutta la nostra arte, in tutte le nostre scelte: che cos’è veramente?

    Partendo da esempi storici, da grandi autori della filosofia, ma anche dal suo cinema, da sempre intriso di contenuto, Herzog cercherà non di rispondere a questa domanda assurda – che cos’è la verità e come ottenerla – ma cercherà semplicemente di migliorare la qualità di questa domanda.

    Vista la potenza di questo libro, in sole 100 pagine affronta così tanti argomenti che non si dovrà più dire quanto siete bravi ‘da 1 a 10’, ma quanto siete bravi ‘da 1 a Herzog’”.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto e video: Qdpnews.it – Libreria Lovat)
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