Author: michael.travan

  • Consiglio regionale, insediate le commissioni permanenti. Ecco presidenti, vice e segretari

    Consiglio regionale, insediate le commissioni permanenti. Ecco presidenti, vice e segretari

    Nella mattinata di oggi lunedì si sono insediate le 6 commissioni consiliari permanenti del Consiglio regionale del Veneto. In occasione della prima seduta, ciascuna commissione ha proceduto, come previsto dal Regolamento consiliare, all’elezione del proprio Presidente, del Vicepresidente e del Segretario.

    Le riunioni si sono svolte a palazzo Ferro Fini, nelle sale consiliari “Sala Legni” e “Sala del Leone”, secondo il calendario prestabilito. A presiederle, pro tempore, il Presidente del Consiglio regionale Luca Zaia e i Vicepresidenti Francesco Rucco e Andrea Micalizzi, che hanno aperto i lavori delle singole commissioni. L’elezione delle cariche è avvenuta con un’unica votazione a scrutinio segreto.

    Di seguito, la composizione e le materie di competenza delle commissioni consiliari permanenti.

    Prima commissione: politiche istituzionali e dell’Unione europea, relazioni internazionali, bilancio e programmazione regionale).

    Seduta presieduta pro tempore (fino alla nomina del Presidente) da Luca Zaia.

           •      Presidente: Andrea Tomaello (Stefani Presidente), eletto con 34 voti favorevoli e 15 astenuti.

           •      Vicepresidente: Paolo Galeano (Pd), eletto con 37 voti favorevoli e 12 astenuti.

           •      Segretario: Cristiano Corazzari (Lega- Liga Veneta), eletto con 46 voti favorevoli e 3 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (M5S), Barbisan (Stefani Presidente), Benetti (FdI), Borgia (Fdi), Brescacin (Misto), Cendron (Le Civiche Venete), Dalla Pozza (Pd), Lovat (Szumski Resistere Veneto), Manildo (Pd), Marcon (Lega- LV), Micalizzi (Pd), Morosin (Liga Veneta Repubblica), Pasqualon (UDC), Patron (FI), Pressi (Stefani Presidente), Rocco (Uniti per Manildo Presidente), Szumski (Szumski Resistere Veneto),

    Seconda commissione: territorio, infrastrutture, trasporti, lavori pubblici, ambiente, difesa del suolo, cave, torbiere e miniere.

    Seduta presieduta pro tempore da Luca Zaia.

           •      Presidente: Elisa De Berti (Lega- LV), eletto con 29 voti favorevoli e 16 astenuti.

           •      Vicepresidente: Jonatan Montanariello (Pd), eletto con 18 voti favorevoli e 27 astenuti.

           •      Segretario: Anna Leso (FdI), eletto con 33 voti favorevoli e 12 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (FdI), Bevilacqua (Lega- LV), Bigon (Pd), Calligaro (FdI), Dalla Pozza (Pd), Galeano (Pd), Lovat (Szumski Resistere Veneto), Manildo (Pd), Marcon (Lega- Liga Veneta), Martini (Stefani Presidente), Micalizzi (Pd), Ostanel (AVS), Patron (FI), Rucco (FdI), Soranzo (FdI), Vianello (Lega- LV).

    Terza commissione: economia, agricoltura, montagna, caccia, pesca, politiche forestali ed energia.

    Seduta presieduta pro tempore da Francesco Rucco.

           •      Presidente: Roberto Marcato (Lega- LV), eletto con 35 voti favorevoli e 9 astenuti.

           •      Vicepresidente: Alessandro Del Bianco (Pd), eletto con 14 voti favorevoli e 30 astenuti.

           •      Segretario: Stefano Valdegamberi (Lega- LV), eletto con 33 voti favorevoli e 11 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (M5S), Barbera (FdI), Bedin (Lega- LV), Benetti (FdI), Bozza (FI), Conte (Lega- LV), Dalla Pozza (Pd), Maltauro (FI), Manildo (Pd), Montanariello (Pd), Mosco (Stefani Presidente), Rigo (Lega- Liga Veneta), Szumski (Szumski Resistere Veneto).

    Quarta commissione: valutazione delle politiche pubbliche e degli effetti della legislazione regionale, promozione della legalità.

    Seduta presieduta pro tempore da Francesco Rucco.

           •      Presidente: Gianpaolo Trevisi (Pd), eletto con 37 voti favorevoli e 2 astenuti

           •      Vicepresidente: Rosanna Conte (Lega- LV), eletto con 38 voti favorevoli e 2 astenuti.

           •      Segretario: Laura Besio (FdI), eletto con 38 voti favorevoli e 2 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (M5S), Barbera (FdI), Calzavara (Lega- LV), Galeano (Pd), Lovat (Szumski Resistere Veneto), Pressi (Stefani Presidente), Szumski (Szumski Resistere Veneto), Vianello (Lega- LV).

    Quinta commissione: politiche sociosanitarie

    Seduta presieduta pro tempore da Andrea Micalizzi.

           •      Presidente: Manuela Lanzarin (Lega- LV), eletto con 36 voti favorevoli e 10 astenuti. Due voti favorevoli per l’altro candidato, Riccardo Szumski (Szumski Resistere Veneto).

           •      Vicepresidente: Chiara Luisetto (Pd), eletto con 17 voti favorevoli e 31 astenuti.

           •      Segretario: Silvia Calligaro (FdI), eletto con 33 voti favorevoli e 15 astenuti.

           •      Componenti: Barbisan (Lega- LV), Bedin (Lega- LV), Besio (FdI), Bigon (Pd), Borgia (FdI), Bozza (FI), Brescacin (Misto), Conte (Lega- LV), Cunegato (AVS), Leso (FdI), Mosco (Stefani Presidente), Ostanel (AVS), Pasqualon (UDC), Rocco (Uniti per Manildo Presidente), Rucco (FdI), Sambo (Pd), Soranzo (FdI), Szumski (Szumski Resistere Veneto).

    Sesta commissione: istruzione, formazione, lavoro, ricerca, cultura, turismo e sport.

    Seduta presieduta pro tempore da Andrea Micalizzi.

           •      Presidente: Enoch Soranzo (FdI), eletto con 30 voti favorevoli e 16 astenuti.

           •      Vicepresidente: Monica Sambo (Pd), eletto con 13 voti favorevoli e 33 astenuti.

           •      Segretario: Francesco Calzavara (Lega- LV), eletto con 36 voti favorevoli e 10 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (FdI), Barbera (FdI), Besio (FdI), Borgia (FdI), Cendron (Le Civiche Venete), Cunegato (AVS), Del Bianco (Pd), Leso (FdI), Lovat (Szumski Resistere Veneto), Luisetto (Pd), Maltauro (FI), Marcon (Lega- Liga Veneta), Martini (Stefani Presidente), Ostanel (AVS), Trevisi (Pd), Vianello (Lega- Liga  Veneta).

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  • Referendum sulla Giustizia, si vota il 22 e 23 marzo. In alcuni collegi sarà “Election Day”

    Referendum sulla Giustizia, si vota il 22 e 23 marzo. In alcuni collegi sarà “Election Day”

    Il Consiglio dei Ministri, riunitosi oggi lunedì, ha indicato domenica 22 e lunedì 23 marzo come date nelle quali aprire le urne per il referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia, fortemente voluta dal Governo Meloni e dal Guardasigilli trevigiano Carlo Nordio in particolare.

    Le due date coincideranno anche – ove necessario – con elezioni politiche suppletive: è il caso dei collegi veneti nei quali erano stati eletti deputati al Parlamento il nuovo governatore Alberto Stefani e il suo assessore Massimo Bitonci, i cui nuovi ruoli sono incompatibili con gli scranni di Montecitorio.

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  • Ottantaquattrenne contromano in A28 a notte fonda, premiati i poliziotti che evitarono il peggio

    Ottantaquattrenne contromano in A28 a notte fonda, premiati i poliziotti che evitarono il peggio

    Nel corso del consueto scambio di auguri di fine anno della Società Autostrade Alto Adriatico, è stato riconosciuto il massimo risalto a un evento che ha al suo centro la sicurezza stradale.

    Il fattore tempo, l’autocontrollo, l’applicazione delle procedure e il lavoro di squadra sono elementi che fanno la differenza tra l’ordinario e lo straordinario, e talvolta tra la vita e la morte. Si tratta di capacità non comuni, di cui si è avuta un’eccezionale dimostrazione proprio nel corso di quest’anno: gli agenti della Polizia stradale di Spilimbergo, il sovrintendente Paolo Piva e l’agente scelto Daniele Mendolia, il 4 maggio 2025, in un servizio di pattugliamento sono riusciti a bloccare un automobilista 84enne che stava percorrendo l’autostrada A28 in contromano.

    Un’azione decisiva che ha consentito di scongiurare un grave pericolo per gli utenti della strada, visto che in situazioni analoghe spesso ci sono state anche perdite di vite.

    Proprio per questa azione tempestiva e fondamentale per la sicurezza stradale, Autostrade Alto Adriatico ha deciso di sottolineare il coraggio e la competenza dei due agenti della Polizia Stradale, premiandoli nel corso della festa di fine anno, alla presenza di centinaia di persone.

    Un gesto non solo simbolico, ma un vero e proprio “grazie”, concretizzatosi con un lungo e commosso applauso da parte della platea dei dipendenti della Concessionaria autostradale che si è alzata tutta in piedi per rendere onore al valoroso gesto dei due poliziotti.

    L’episodio, raccontato anche in un video realizzato e trasmesso in anteprima lo scorso autunno durante l’evento “Aiscat e Polizia stradale” tenutosi a Trieste, è avvenuto verso le 2.30 di notte del 4 maggio scorso. Fu una telefonata del Coa (Centro operativo autostradale) a informare i due agenti di quanto stava accadendo sulla Conegliano – Portogruaro, dove un veicolo era stato segnalato in contromano.

    Con prontezza, i due agenti iniziarono a superare tutti i veicoli che si stavano avvicinando, a loro insaputa, contro l’auto che procedeva in senso inverso. Quindi si sono posizionati al centro della carreggiata, con le luci di emergenza accese e il pannello “safety car” aperto come atto di protezione.

    Così facendo, la pattuglia ha rallentato il traffico alle loro spalle. Un po’ grazie all’istinto e un po’ con la preparazione che contraddistingue la polizia stradale, gli agenti Piva e Mendolia sono riusciti a fermare il veicolo contromano senza causare incidenti. Dopo aver scongiurato il peggio, gli operatori hanno anche accompagnato l’uomo, confuso e disorientato, in sicurezza fino a casa.

    “Una vicenda – afferma il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco – che sottolinea quanto sia importante la sinergia tra Autostrade Alto Adriatico e Polizia stradale, soprattutto lungo arterie ad alto scorrimento e velocità in cui gli attimi sono fondamentali per garantire la sicurezza. Agli “Eroi” Piva e Mendolia va il nostro grazie sincero per la grande opera quotidiana di protezione delle vite umane, fatta con il coraggio e la competenza che da sempre contraddistingue l’azione della Polizia stradale in favore di tutti i cittadini”.

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  • Ciò che non siamo

    Ciò che non siamo

    “Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.

    Sono le parole finali della famosa poesia di Eugenio Montale “Non chiederci la parola”, inserita nella raccolta “Ossi di seppia” (Torino, Piero Gobetti Editore 1925). Sono parole dense di significato, di sicura attualità, in un tempo in cui le mode, le correnti di pensiero dominanti, il “politicamente corretto” ci vorrebbero tutti richiusi dentro dinamiche poco rispondenti alle visioni e ai precetti di una vita buona e di un nuovo umanesimo.

    Si tratta in effetti di una risposta di distacco, di presa di distanza, di lontananza rispetto ad alcuni stereotipi che ci vorrebbero molto clienti e poco cittadini consapevoli, molto soli e poco arricchiti di sane relazioni, molto impauriti e statici invece che attivi e generativi del cambiamento necessario per migliorare con il nostro apporto il contesto  sociale.

    Quante volte, nel corso della nostra quotidianità, siamo posti di fronte a scelte non semplici, che interpellano la nostra concezione del mondo e ci dovrebbero vedere molto attenti e sensibili rispetto alle conseguenze delle nostre azioni. In varie situazioni, ci vediamo costretti a dire dei “no” per salvare la nostra libertà e dignità, anziché a pronunciare dei “sì” che sarebbero molto più facili, immediati, di acquiescenza rispetto a modi di fare che ormai sono scontati e approvati nella mentalità corrente.

    Ebbene, il richiamo in versi del poeta Montale, grande interprete dell’emetismo, potrebbe sembrare limitato, troppo scarno, addirittura sbrigativo. “Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, come se potessimo definirci soltanto in negativo, per quello che non rientra fra i parametri della nostra identità, e per quello che non figura nel programma dei nostri comportamenti.

    Potrebbe sembrare solo uno strumento difensivo, un chiamarsi fuori rispetto all’esigenza di offrire indicazioni, soluzioni e risposte che questa nostra epoca ci richiede continuamente, senza sosta, a velocità sostenuta, senza darci spesso il tempo di riflettere e di valutare al meglio le singole opzioni.

    Potrebbero sembrare due affermazioni capaci in qualche modo di alimentare un senso di estraneità, e di segnare una concreta presa di distanza rispetto a un’attualità che chiede a tutti e a ciascuno di essere protagonisti, costantemente “sul pezzo”, presenti e non assenti, vicini e non distanti, disponibili ad essere efficienti e risolutivi rispetto alle questioni che nascono continuamente nella nostra quotidianità  in ambito interpersonale, familiare, lavorativo e relazionale. Insomma, potrebbe essere letto come un messaggio che favorisce il disimpegno, anziché promuovere l’assunzione di responsabilità in una stagione che avrebbe invece bisogno di persone attente e sensibili rispetto alle domande che sorgono in ogni momento e chiedono attenzione e capacità di risposta.

    Ma in un tempo segnato da profonde inquietudini, ostilità e conflitti, in cui sembrano prevalere drammaticamente le logiche del “più forte” e del profitto a tutti i costi – a livello di scenari internazionali ma anche non lontano da noi, dentro i processi della modernità in chiave locale – recuperare queste specifiche parole del poeta significa riappropriarci delle cose in cui crediamo per davvero, dimostrando di essere indisponibili rispetto alle negoziazioni e alle transazioni di interessi e favori che potrebbero essere suggerite da una serie di prassi attuali, non condivise e non condivisibili.

    Certo, viviamo in un tempo in cui mancano solide certezze, e i cambiamenti sono costanti, strutturali, di notevoli dimensioni, ma anche profondi, arrivando sino alle nostre convinzioni personaggi, ai percorsi interiori, alla stessa concezione dell’uomo e del suo destino. Ecco, in una fase dell’umanità come questa – assolutamente nuova, problematica per i rischi che contiene ma anche affascinante per le opportunità che dona – ribadire innanzitutto a noi stessi, con chiarezza e onestà, “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, significa riprendere in mano la nostra vita, senza concessioni a disvalori, illusioni, opacità e sotterfugi.

    Significa chiamare esattamente per nome le negatività, le cose che non ci piacciono e non ci meritano, le situazioni che non devono vederci coinvolti, le ambizioni e i traguardi che non danno la felicità e che vogliamo evitare. Significa andare alle radici di noi stessi, senza sconti, riaffermando una volta di più i fondamenti della nostra architettura interiore, in virtù della quale i nostri “no” diventano paradossalmente forza, resistenza, distinzione, qualità, rinuncia al male.

    Non sono assolutamente sinonimo di estraneità, di disinteresse, di non coinvolgimento, di mancata attivazione e partecipazione ai processi. Si tratta di “non essere” e “non volere” per mantenersi fedeli a se stessi, ai propri principi, alla propria libertà, in vista di altri “sì”, coerenti, efficaci, sicuri, in grado di raccontare la verità di quello che siamo, in tutte le circostanze della nostra esistenza. E saranno garanzia di vita buona, per ciascuno di noi, e per tutti coloro che avremo accanto a noi.

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  • Sbordone, il ritorno. Il nuovo Questore “portafortuna” si presenta

    Sbordone, il ritorno. Il nuovo Questore “portafortuna” si presenta

    “Una Polizia in ascolto della comunità, capace di fare sinergia tra i vari uffici“. Sono queste le prime parole d’ordine del nuovo Questore di Venezia, Antonio Sbordone, pronunciate oggi, lunedì, in occasione del suo insediamento ufficiale nella città lagunare.

    Un ritorno in terra veneta, il suo, visti i trascorsi, sempre come Questore, a Padova. Poi l’incarico a Bologna, dove si è “dato il cambio” con il predecessore veneziano, Gaetano Bonaccorso.

    Come primo atto formale alla guida della Questura, Sbordone ha reso omaggio ai caduti della Polizia di Stato con la deposizione di una corona d’alloro nel corso di una breve cerimonia nella sede di Santa Croce, alla quale hanno presenziato i Dirigenti, i Funzionari della Questura e delle specialità della Polizia di Stato della provincia nonché la Sezione A.N.P.S. di Venezia, le rappresentanze sindacali della Polizia di Stato e dell’Amministrazione Civile dell’Interno e il personale in servizio.

    Nato a Napoli il 21 dicembre 1962, il nuovo Questore ha iniziato la sua carriera al Reparto Mobile di Genova, per poi prestare servizio per 20 anni, di cui 5 come dirigente, alla Digos di Napoli. È stato poi Vicario del Questore a Pesaro e a Salerno. Al comando prima della Questura di Ferrara e poi di quella di Reggio Emilia dal novembre 2017 ha ricoperto il ruolo di Questore a Perugia. Promosso Dirigente generale di pubblica sicurezza nel dicembre 2021, ha poi ricoperto l’incarico di Questore di Padova e di Bologna. E ora l’approdo al 500 di Santa Croce.

    “Questa è una città affascinante, con peculiarità che per ovvie ragioni qui sono ancora più marcate che in altri contesti – ha spiegato il neo Questore -. Dobbiamo essere presenti a ogni ora del giorno e della notte e dare risposte tempestive ai cittadini. Soprattutto, in sinergia con le altre Forze dell’ordine, dobbiamo dare il nostro contributo per essere vicini a commercianti, imprenditori e giovani. E, in particolare, ai minori e alle altre fasce più fragili“.

    Positivo il primo impatto con la realtà veneziana. “Ho illustrato ai colleghi le mie linee guida – ha sottolineato Sbordone -. Sinergia tra gli uffici, come già ho visto esserci, e, nelle attività esterne, una ‘Polizia in ascolto’, che sia in grado di rassicurare e rasserenare le persone nella loro quotidianità“.

    Poi una battuta, vista la felice coincidenza tra il suo insediamento e la liberazione in Venezuela del veneziano Alberto Trentini, scarcerato dopo ben 423 giorni: “Porto fortuna? Certo! – ha sdrammatizzato il Questore -. Devo dire anche sotto l’aspetto sportivo, perché ovunque sono andato ‘ho ottenuto grandi risultati’. Auspico succeda lo stesso anche qui, con il Venezia“.

    Il saluto del presidente Stefani

    “Auguro buon lavoro e rivolgo il mio più sentito benvenuto a Venezia al nuovo questore Antonio Sbordone che oggi si è insediato. Con l’occasione aggiungo un bentornato in Veneto, dove in passato ha prestato servizio a Padova. Ha assunto un incarico importante non solo per il prestigio della sede ma anche per le sfide che lo attendono a cominciare dal dare risposte sempre pronte ai cittadini in tema di sicurezza e legalità. In questo impegno la sua provata professionalità potrà sempre contare sulla collaborazione della Regione, nel rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali”.

    Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, saluta il nuovo questore del capoluogo. “Venezia e il suo territorio sono un riferimento universale – aggiunge – una grande realtà di residenti e attività imprenditoriali ma anche di milioni di presenze turistiche. Il dottor Sbordone ha un bagaglio professionale di rilievo e per la sua esperienza saprà ricoprire con slancio il ruolo che è affidato alla guida ad un’istituzione importantissima come la Questura. Nell’occasione rinnovo il saluto e un ringraziamento al suo predecessore, dottor Bonaccorso”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto e video: Alessandro Lanza)
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  • Scuole superiori di nuovo (quasi) tutte “al caldo”

    Scuole superiori di nuovo (quasi) tutte “al caldo”

    Riscaldamento delle scuole secondarie superiori: la situazione è tornata alla normalità. Dopo il grande impegno della Provincia di Treviso nei giorni scorsi per verificare e superare le criticità tecniche negli impianti di riscaldamento a seguito dell’abbassamento repentino delle temperature registrato nelle giornate precedenti, l’emergenza è rientrata e, “fatto salvo per alcune piccole situazioni localizzate – fa sapere il Sant’Artemio – le temperature sono tutte a regime e tutti gli studenti e le studentesse sono rientrati in classe”.

    Continua comunque il monitoraggio giornaliero dell’Ente.

    “L’obiettivo era quello di riportare tutto a regime per questa mattina ed è stato raggiunto – le parole di Stefano Marcon, presidente uscente della Provincia –. Ci scusiamo nuovamente e ricordiamo che la Provincia continuerà a fare sempre il massimo per tutelare gli studenti e il corretto svolgimento delle attività didattiche, sempre in collaborazione con dirigenti e docenti. I nostri tecnici sono al lavoro ogni giorno per verifiche quotidiane della temperatura”.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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  • Conte visita Tonino’s Pizza dopo la spaccata: “Chi delinque deve andare in galera”

    Conte visita Tonino’s Pizza dopo la spaccata: “Chi delinque deve andare in galera”

    Il sindaco Mario Conte ha fatto visita ad Antonio Amatruda, titolare della pizzeria Tonino’s Pizza di viale Cacciatori, vittima di una spaccata avvenuta nei giorni scorsi.

    Il primo cittadino ha espresso la solidarietà personale e dell’Amministrazione comunale, ribadendo la vicinanza delle istituzioni a chi subisce furti e spaccate e il pieno sostegno alla richiesta di giustizia e legalità.

    “I responsabili verranno presi”, le parole del sindaco. “Episodi come questo non possono essere tollerati e sono vicino ad Antonio che è una persona che lavora e investe sulla nostra Città. Capisco la rabbia e la frustrazione e la condivido. È necessario intervenire con leggi adeguate e pene certe per chi commette reati di questo tipo, a tutela del lavoro e della sicurezza dei cittadini, delle imprese e anche delle Forze dell’Ordine, che svolgono un lavoro esemplare. Per chi delinque deve essere prevista la galera, punto e basta”.

    “Noi non ci fermiamo e continuiamo ad impegnarci sul fronte della sicurezza e della legalità, in collaborazione con le Forze dell’Ordine e le autorità competenti, per garantire risposte concrete e rapide al territorio”, conclude il primo cittadino.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Città di Treviso)
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  • Non c’è notte senza spaccata. Altra vetrina in frantumi al Biblio Bar

    Non c’è notte senza spaccata. Altra vetrina in frantumi al Biblio Bar

    Non passa ormai notte che Treviso non sia bersagliata dai ladri. In quella appena trascorsa, poco dopo le 3.30, l’ennesima attività è finita nel mirino “dello spaccatore di vetrate”, in una lunga scia di furti e spaccate che sta mettendo in allarme i commercianti del capoluogo della Marca.

    A essere colpito questa volta è stato il Biblio Bar della centralissima via Diaz. Dopo aver spaccato il vetro d’ingresso con una mazza o un martello – con modalità analoghe alla spaccata della notte precedente alla pizzeria Tonino’s Pizza – il malvivente, secondo quanto emerso, non sarebbe nemmeno entrato nel locale.

    “Ha messo fuori uso una telecamera coprendola di schiuma – racconta Alberto, il titolare – , mentre dalla seconda non si vede nulla. Non è la prima volta che accade un fatto simile: mi era già successo lo scorso anno. Oggi riparare il vetro mi è costato 700 euro”.

    “Dopo tutto quello che sta succedendo in città – conclude – ogni mattina controllo. Oggi me ne sono accorto perché la telecamera non funzionava”.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Qdpnews.it)
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  • Adescamenti su siti d’incontri, poi le rapine: fratelli arrestati. Hanno 39 anni in due

    Adescamenti su siti d’incontri, poi le rapine: fratelli arrestati. Hanno 39 anni in due

    Adescavano uomini su siti d’incontri, per poi rapinarli. A una delle vittime, un 27enne del Trevigiano, avrebbero rubato il cellulare e “alleggerito” il conto per più di 500 euro. In manette sono finiti due fratelli che, in un caso, avrebbero anche rubato l’auto di una delle vittime, per poi abbandonarla in un campo del Comune di San Zenone degli Ezzelini.

    Nella prima mattinata di venerdì scorso, i Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno tratto in arresto in flagranza di reato due fratelli di Mussolente, una ragazza di 21 anni e il fratello di 18, ritenuti responsabili di aver commesso una rapina aggravata nel corso della precedente nottata.

    Nello specifico, verso l’una di quel giorno, si è presentato alla Stazione Carabinieri di Bassano del Grappa un ragazzo di 29 anni, di origini macedoni, residente nel Padovano, il quale ha riferito ai militari presenti che, poco più di un’ora prima, dopo essere arrivato a Bassano per recarsi a un appuntamento concordato con una ragazza conosciuta su di una chat di incontri online e dopo aver parcheggiato la proprio auto in via Monte Rambon, in prossimità del parco pubblico “Gino Pistorello”, si era avviato a piedi all’interno dello stesso al fine di sedersi su di una panchina, come da indicazioni ricevute dalla ragazza.

    Improvvisamente, il 29enne ha avvertito un rumore di passi dietro di lui, come di qualcuno che stesse correndo e, voltandosi, si è accorto della presenza di un uomo, alto e corpulento, travisato con un passamontagna.

    Quest’ultimo, che impugnava sulla mano destra un tirapugni e sull’altra un coltello, senza proferire alcuna parola, avrebbe colpito il malcapitato con alcuni pugni in testa, nel contempo minacciandolo con la suddetta arma bianca. Nel tentativo di chiedere aiuto, la vittima ha cercato di allontanarsi e prendere il proprio cellulare, ricevendo pertanto ulteriori minacce dall’uomo che gli intimava di consegnarglielo; tuttavia, approfittando di un momento di distrazione dell’aggressore, causato dal passaggio occasionale di un’auto, è riuscito ad allontanarsi a piedi, notando però che il malvivente, invece di seguirlo, si è diretto verso la sua vettura, lasciata dallo stesso aperta con le chiavi inserite, salito a bordo della quale si è allontanato velocemente, facendo perdere le proprie tracce.

    Pertanto, il 29enne, dopo aver chiesto l’aiuto di un familiare residente in zona, con il quale ha provato inizialmente a cercare il proprio veicolo nelle vie adiacenti, si è recato nella sede della Compagnia Carabinieri di Bassano del Grappa dove ha presentato denuncia-querela per la patita rapina e poi si è recato autonomamente al locale Pronto Soccorso per le cure del caso, a seguito delle lesioni ricevute, venendo successivamente dimesso con 7 giorni di prognosi.

    Nella circostanza, i militari della Stazione bassanese, insieme a quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, che già da qualche giorno stavano svolgendo alcune indagini su fatti simili accaduti in quel Comune, avendo già focalizzato l’attenzione su due fratelli, e avendo nell’immediatezza riscontrato il medesimo modus operandi, ritenendo con ragionevole certezza che gli stessi fossero gli autori – con ruoli differenti – anche di quest’ultima rapina aggravata, dopo averli identificati con certezza e rintracciati, li hanno sottoposti, nelle rispettive abitazioni, a perquisizioni personali e locali, all’esito delle quali, nello specifico nell’abitazione del 18enne sono stati trovati alcuni capi d’abbigliamento indossati dallo stesso nel corso dell’aggressione avvenuta poco prima, nonché il suo passamontagna, la noccoliera e, all’interno della sua auto, anche il coltello utilizzato per minacciare il 29enne del Padovano.

    I due fratelli hanno fornito anche le indicazioni per recuperare l’auto della vittima, dagli stessi condotta in un campo a San Zenone degli Ezzelini e lì abbandonata. Pertanto, individuata la zona e rintracciato il veicolo, lo stesso è stato restituito al legittimo proprietario.

    Inoltre, nel corso della perquisizione effettuata all’interno della residenza dell’indagato 18enne, i militari hanno trovato nella disponibilità dello stesso 12 piante di “marijuana”, dallo stesso custodite all’interno di una stanza della propria abitazione, adibita a vera e propria serra, tanto da avere anche le apposite lampade e un impianto di reazione. Il tutto, come il materiale rinvenuto e afferente alla rapina, è stato sottoposto a sequestro.

    I Carabinieri hanno acquisito ulteriori e gravi indizi di colpevolezza a carico dei due fratelli, ritenuti responsabili, sempre in concorso tra loro, di altri due episodi simili, una rapina consumata e una violenza privata, avvenuti a Bassano del Grappa il 22 novembre e il 4 gennaio scorsi, rispettivamente ai danni di:

    • un 27enne del Trevigiano, il quale, recatosi a Bassano del Grappa al fine di incontrare una ragazza conosciuta tramite una chat di incontri online, è stato avvicinato da un giovane sconosciuto all’interno del parco pubblico “Ragazzi del ‘99”, luogo scelto per l’incontro, il quale, dopo essersi fatto consegnare, previa minaccia, l’I-phone 15 pro max della vittima, ha costretto quest’ultima a prelevare e consegnargli, sempre dietro minaccia, la somma di 300 euro, per poi allontanarsi definitivamente con il telefono; nella circostanza, sempre il denunciante, qualche giorno dopo, ha constatato come dal suo conto corrente fossero stati prelevati ulteriori 250 euro, utilizzando verosimilmente l’apposita app presente sullo smartphone asportatogli;
    • un 24enne di Colceresa (Vicenza), il quale, giunto a Bassano del Grappa per incontrare una ragazza conosciuta su una chat di incontri online, la medesima della vittima dell’ultima rapina, dopo aver girato per alcune strade del centro, al fine di raggiungere il luogo dell’incontro, fissato, per volere dell’ignota interlocutrice, prima nella zona di parco “Ragazzi del ‘99” e poi nei pressi del “Pistorello”, per poi scegliere il parchetto di via Sanzio, insospettitosi dal modo di fare della ragazza, ha deciso di desistere, notando però di essere seguito da un veicolo di colore chiaro che, appunto, lo pedinava. Giunto in Viale Venezia, all’incrocio con Viale delle Fosse, fermatosi al semaforo rosso, ha notato il passeggero del veicolo che, sceso dall’abitacolo, travisato in volto, dopo avergli forato lo pneumatico posteriore sinistro, ha tentato di aprire la sua portiera, bussandogli energicamente sul vetro del finestrino; il 24enne, impaurito, ha ripreso immediatamente la marcia, subito seguito dal suddetto veicolo, nel contempo contattando la Centrale Operativa della Compagnia di Bassano del Grappa, il cui operatore, appreso quanto stava accadendo, lo ha guidato al fine di raggiungere la sede di quell’ufficio, dove è giunto poco dopo, mentre il mezzo inseguitore si è dileguato.

    Per tali episodi, i due fratelli sono stati denunciati per rapina aggravata e violenza privata. Per l’attività del 9 gennaio, invece, all’esito delle formalità di rito, stante quanto emerso dall’attività dei Carabinieri bassanesi, i due fratelli sono stati dichiarati in stato di arresto poiché ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso e, come disposto dal Pubblico Ministero, sottoposti, la 21enne alla misura cautelare degli arresti domiciliari nella propria residenza, e il 18enne della custodia in carcere, in attesa della celebrazione dell’udienza di convalida.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Carabinieri Vicenza)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • “La vita ha spesso una trama pessima”: 50 anni dalla morte della regina dei gialli Agatha Christie

    “La vita ha spesso una trama pessima”: 50 anni dalla morte della regina dei gialli Agatha Christie

    “La vita ha spesso una trama pessima. Preferisco di gran lunga i miei romanzi”: sono trascorsi 50 anni da quel 12 gennaio 1976 in cui Agatha Christie (all’anagrafe Agatha Mary Clarissa Miller), riconosciuta a livello globale come la regina dei gialli, morì all’età di 85 anni a Winterbrook (nel Regno Unito).

    Intramontabili i suoi personaggi, come il detective belga Hercule Poirot o l’arzilla Miss Marple, come suggestive le ambientazioni sempre differenti scelte a incorniciare le trame avvincenti.

    Per i suoi protagonisti e per gli scenari dei suoi romanzi, Agatha Christie prese ispirazione dai luoghi che aveva visitato (come ad esempio i siti archeologici) e dalle persone incontrate nel corso dei viaggi fatti in solitaria, con il primo marito, l’ufficiale dell’esercito Archibald Christie (del quale mantenne il cognome per le sue opere letterarie) e con il secondo consorte, l’archeologo Max Mallowan, incontrato a bordo del leggendario Orient Express.

    Hercule Poirot si ispirava a quei i belgi rifugiatisi a Torquay (dove nacque la stessa Christie) e da lei assistiti come volontaria, durante la prima Guerra mondiale, mentre Miss Marple riportava i tratti di una vecchia zia.

    Inoltre, aveva imparato a maneggiare veleni e sostanze chimiche durante la Seconda guerra mondiale, durante il periodo in cui fu addetta alla farmacia dell’University College Hospital di Londra. Sostanze che spesso comparivano nei diversi romanzi.

    I libri della Christie vennero tradotti in più di 50 lingue e trasposti al cinema (l’ultimo film è “Assassinio a Venezia”, uscito nel 2023 con Kenneth Branagh nel ruolo del detective Poirot), in televisione (indimenticabile la serie con David Suchet, sempre nei panni di Hercule Poirot).

    Pare che si tratti della scrittrice inglese più tradotta nella storia dell’editoria, seconda solo a William Shakespeare.

    Furono ben 66 i romanzi gialli da lei scritti e 14 le raccolte, senza contare le opere poetiche, storie su spiritismo e paranormale e i sei romanzi rosa, che firmò con lo pseudonimo di Mary Westmacott.

    Venne nominata commendatore dell’Ordine dell’Impero britannico e Dama dell’Impero, proprio in riferimento alla sua attività di scrittrice.

    Una fervida attività stimolata da una continua ispirazione, che la portò a essere “incoronata” come la regina dei gialli.

    E sono diverse le iniziative dedicate a questa regina dei gialli nel 50esimo dalla sua morte.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Wikipedia – Alexis Jazz)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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