Author: michael.travan

  • Custodi e innovatori: don Nilo Faldon e Lia e Flaminio De Martin

    Custodi e innovatori: don Nilo Faldon e Lia e Flaminio De Martin

    Un tema originale per valorizzare i nostri paesi. E visto che ogni comunità ha le sue anime, figure che ne custodiscono l’essenza o ne tracciano il futuro, si è pensato con questa rubrica di raccontare le storie di chi, con il proprio impegno, incarna i valori, le tradizioni e le ambizioni del proprio paese.

    Attenzione, però: non si parla di celebrità, ma di persone riconosciute e amate dai loro concittadini o, in alcuni casi, a loro sconosciuti, ma che rappresentano dei veri simboli della storia, della continuità o del cambiamento, in positivo, del nostro territorio.

    Ecco allora, dopo “luoghi dimenticati” e “campanili”, un altro filone della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.

    La nostra rubrica settimanale ci porta ora nel cuore del Felettano, dove emergono figure che hanno lasciato segni profondi nella storia locale e nel panorama culturale veneto.

    Persone iconiche di San Pietro di Feletto

    Don Nilo Faldon e Lia e Flaminio De Martin

    Di Enrico Dall’Anese

    Volendo ricordare un personaggio che in tempi recenti possa essere considerato “illustre”, sorge spontaneo il ricordo di mons. Nilo Faldon, nato nel 1921 e scomparso nel 2016.

    È stato ricercatore, bibliofilo e biografo. Autore di molte decine di pubblicazioni, ha tra l’altro studiato gli antichi Statuti medievali di Conegliano e si è occupato delle opere del grammatico cinquecentesco Alessandro Citolini, da lui ritrovate a Londra.

    Ma la sua passione era soprattutto dedicata al Feletto, territorio che ha contribuito a far conoscere dal punto di vista culturale e paesaggistico approfondendone la storia e le tradizioni. Il presidente della Repubblica gli conferì la medaglia d’oro di benemerito della scuola, della cultura e dell’arte.

    Fu membro della fondazione “Cima da Conegliano”, dell’Ateneo di Treviso e della Deputazione di Storia Patria per le Venezie.

    Ma è doveroso ricordare in questa rubrica anche i coniugi Lia e Flaminio De Martin, personaggi che con la loro cultura e squisita ospitalità, hanno veramente concorso a rendere “illustre” questo territorio, divenuto per molti artisti famosi fonte di profonda ispirazione.

    I coniugi De Martin fondarono, nel 1962 a Santa Maria, il Centro culturale denominato “Clan Verdurin”, un punto di incontro e polo di riferimento per artisti, pittori, scultori, poeti.

    In questo cenacolo culturale privato si sono dati appuntamento i più grandi nomi del panorama artistico-culturale del Novecento italiano.

    Il poco spazio a disposizione ci consente solo di ricordarne qualcuno.

    Fra gli altri: Andrea Zanzotto, Giovanni Comisso, Carlo Della Corte, Alberto Moravia, Mario Soldati, Fulvio Tomizza, Diego Valeri, Neri Pozza, Toti Dal Monte, Mario Luzi, Carlo Bo, Massimo Cacciari, Giuseppe Mazzotti, Piero Chiara.

    E ancora personaggi come: Walter Chiari, Federico Fellini, Stefania e Amanda Sandrelli, Oreste Lionello, Marcello Mastroianni, Rodolfo Sonego, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Gianni Minà, Lina Wertmuller, Stefano Zecchi, Gian Antonio Cibotto, Bino Rebellato, Fulvio Roiter e molti altri.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Eventi Venetando)
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  • Trasporto pubblico locale, assegnati 51,87 milioni del Fondo Nazionale: 5,5 per la Marca

    Trasporto pubblico locale, assegnati 51,87 milioni del Fondo Nazionale: 5,5 per la Marca

    “Con lo stanziamento di ulteriori 51,87 milioni di euro dal Fondo Nazionale Trasporti, la Regione conferma il forte impegno nel garantire la qualità e continuità del servizio di trasporto pubblico locale automobilistico, tramviario e di navigazione lagunare. Grazie al lavoro svolto in sede di Conferenza delle Regioni, queste risorse andranno ad integrare i fondi già erogati nel corso dell’anno, portando l’investimento complessivo per il 2025 a 311,52 milioni di euro. Si tratta di un’importante dotazione di risorse a sostegno delle 29 aziende affidatarie dei servizi del tpl. Il nostro obiettivo resta tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini veneti e rispondere con puntualità alle esigenze di collegamento del territorio”.

    Lo ha detto l’Assessore regionale ai Trasporti e mobilità, Diego Ruzza, con riferimento al provvedimento con il quale sono state ripartite ed impegnate le risorse del Fondo Nazionale per il trasporto pubblico locale trasferite al Veneto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a titolo di saldo per l’esercizio 2025.

    “Nel dettaglio – ha spiegato l’Assessore Ruzza –, si tratta di 51.877.217,49 euro così ripartiti per provincia: 21.090.693,60 euro andranno a Venezia, 2.612.626,97 a Belluno, 7.849.432,03 a Padova, 2.163.917,95 euro a Rovigo, 5.517.752,60 euro a Treviso, 7.245.063,93 euro a Verona, 5.397.730,41 euro a Vicenza. Un’assegnazione capillare di risorse per garantire la migliore operatività possibile dei servizi sull’intero territorio regionale per un sistema di mobilità sempre più efficiente e connesso”.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Archivio Qdpnews.it)
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  • Sci di fondo, Falcade torna a vestirsi di tricolore con la Coppa Italia e i Campionati italiani

    Sci di fondo, Falcade torna a vestirsi di tricolore con la Coppa Italia e i Campionati italiani

    Torna a vestirsi di tricolore Falcade. Nella località agordina ai piedi del Focobon e delle Cime d’Auta, che tanti fondisti ha visto nascere e crescere fino ad arrivare ai vertici italiani e internazionali, il 17 e 18 gennaio prossimi andranno in scena la Coppa Italia Senior e i Campionati italiani Giovani dello sci di fondo. A organizzare la due giorni sarà lo Sci club Val Biois, il sodalizio presieduto da Matteo Cagnati che vanta oltre settant’anni di storia che nelle ultime stagioni è stato un punto di riferimento importante nell’organizzazione di eventi. Lo scorso anno ha proposto una tre giorni di Fesa Cup, il circuito continentale riservato alle nazioni alpine, negli anni precedenti diverse edizioni di campionati italiani e Coppa Italia.

    Tra una decina di giorni, un nuovo impegno organizzativo. Sabato 17 gennaio si svolgerà una sprint in tecnica classica che sarà valida per la Coppa Italia Senior e per la Coppa Italia delle categorie Aspiranti e Juniores. Domenica 18 spazio invece alle gare su distanza (10 chilometri in tecnica classica per tutti, tranne per la categoria Giovani femminile che si confronterà sui 7.5 chilometri) che, per quanto riguarda Under 18 e Under 20 assegneranno i titoli nazionali.

    Si tratterà di un appuntamento di grande rilevanza, non solamente perché si assegneranno i primi “scudetti” della stagione ma anche perché le gare di Falcade serviranno per definire la nazionale azzurra per i Mondiali Juniores di Trondheim (Norvegia) di inizio marzo e anche per definire gli ultimi posti disponibili in vista della composizione della squadra italiana che parteciperà, in Val di Fiemme, alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

    «Siamo orgogliosi che la federazione di abbia scelto un’altra volta per una manifestazione di alto livello» dice il presidente dello Sci club Val Biois, Matteo Cagnati. «È una soddisfazione che voglio condividere con tutti i consiglieri dello sci sci club, gli sponsor e i volontari che negli anni hanno lavorato molto e bene, permettendoci di crescere e di diventare un punto di riferimento a livello organizzativo. Per il 17 e 18 gennaio prossimi attendiamo attorno ai trecento atleti: la maggior parte saranno, evidentemente, italiani ma, essendo le gare sotto l’egida della Fis (federazione internazionale dello sci e dello snowboard, ndr) avremo al via anche diversi stranieri. Hanno già dato la loro adesione atleti di Spagna, Bulgaria, Australia e Brasile. Altri ne attendiamo per i prossimi giorni».

    «La pista Pietro Scola è pronta» dice ancora Cagnati. «Sono diversi gli atleti, anche di levatura nazionale e internazionale, che in questi giorni sono venuti ad allenarsi da noi, visto che siamo uno dei pochi centri aperti nell’arco alpino. Abbiamo a disposizione un anello di quasi 5 chilometri di piste, contiamo allungarlo ulteriormente nei prossimi giorni anche grazie alle temperature rigide che ci consentono di azionare l’innevamento artificiale. Abbiamo la possibilità di allenamenti anche in notturna: il martedì e il giovedì dalle 18 alle 21».

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Sci club Val Biois)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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  • Regata delle Befane, l’arrivo sotto la grande calza sospesa sul Ponte di Rialto

    Regata delle Befane, l’arrivo sotto la grande calza sospesa sul Ponte di Rialto

    Si è svolta questa mattina, martedì, giorno dell’Epifania, sul Canal Grande, nonostante le rigide condizioni meteorologiche, la Regata delle Befane, che ha celebrato il traguardo della 45esima edizione con l’arrivo sotto la grande calza sospesa sul Ponte di Rialto.

    La tradizionale competizione, organizzata dalla Reale Società Canottieri Bucintoro 1882, rinnovata ogni anno nel segno della tradizione veneziana, è nata nel 1979 dall’estro di Nino Bianchetto ed Enzo Rinaldo. Protagoniste della gara cinque “Befane” a bordo di mascarete colorate, che si sono sfidate a colpi di remo tra scialli e mantelle, offrendo al pubblico uno spettacolo fortemente identitario.

    “Le condizioni meteo, caratterizzate da neve e vento, hanno reso particolarmente suggestiva la 45. edizione della Regata delle Befane – ha dichiarato Giovanni Giusto, consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni – La manifestazione ha registrato, anche quest’anno, una significativa e costante partecipazione di pubblico. Il vento ha comportato alcune difficoltà nella fase di allineamento delle imbarcazioni, rendendo più complesse le manovre iniziali; nonostante ciò, la regata si è regolarmente svolta, offrendo momenti di grande coinvolgimento. L’appuntamento è rinnovato al prossimo anno, con l’auspicio di condizioni meteorologiche più favorevoli”. Presente alla manifestazione anche il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano Marco Borghi.

    Il campione in carica Riccardo Romanelli ha tagliato per primo il traguardo sulla sua mascareta celeste. Alle sue spalle, in una sfida avvincente, Andrea Ciccarello (rosso), Sandro Inchiostro (bianco), Francesco Guerra (rosa) e Federico Bianchini (giallo) hanno completato la classifica, regalando al pubblico uno spettacolo intenso e coinvolgente.

    Come di consueto, la Regata è stata preceduta dal corteo acqueo delle imbarcazioni societarie che, alle 10, dai Magazzini del Sale – sede della RSC Bucintoro – hanno scortato le cinque Befane finaliste sul campo di gara, trasportando la grande calza, simbolo giocoso dell’evento. In prima fila si è distinta anche la canoa delle Pink Lioness, aggiungendo dinamismo e colore al corteo.

    Alle 11, il via sul percorso tradizionale: partenza davanti al Palazzo della Banca d’Italia, con il Ponte di Rialto alle spalle, giro del paletto – boa volante – all’imbocco di Rio di San Polo e ritorno, con arrivo sotto la volta del ponte, a suggellare lo spettacolo.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Comune di Venezia)
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  • Epifania, partecipata Messa dei popoli in cattedrale

    Epifania, partecipata Messa dei popoli in cattedrale

    “Non è folclore quello che stiamo vivendo, è la manifestazione evidente di ciò che è la Chiesa. Siamo Chiesa delle genti, Chiesa di Cristo in tutto il mondo, qui insieme a celebrare l’Eucaristia per dire che siamo un popolo, abbiamo insieme un destino e portiamo una comune responsabilità”: così il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, ha salutato i molti fedeli che hanno partecipato alla messa dei popoli nella solennità dell’Epifania, in cattedrale.

    Una celebrazione animata dall’ufficio diocesano Migrantes, con le comunità etniche che vivono nel territorio diocesano e l’associazione “Trevisani nel mondo”, che rappresenta i tanti emigrati italiani del passato e i giovani che, anche oggi, cercano lavoro e futuro all’estero. Numerosa la rappresentanza del Comune di Treviso, con il sindaco, Mario Conte, gli assessori Gloria Tessarollo, Rosanna Vettoretti, Andrea De Checchi e alcuni consiglieri; presente anche Domenico Demaio, vicario del Questore.

    Nel suo saluto, il direttore dell’ufficio diocesano Migrantes, don Silvano Perissinotto, ha ricordato i Paesi in guerra, i migranti morti in mare e lungo tutti i cammini dell’emigrazione, l’Ucraina, Gaza, il Sudan e il popolo del Venezuela, per quanto sta vivendo: “Il Signore, che continua a venire disarmato e disarmante ci aiuti a percorrere strade di pace, dialogo e di rinnovata solidarietà”.

    Mons. Tomasi ha sottolineato come la chiesa di Cristo sia “profezia dell’umanità unita, perché fatta di fratelli e sorelle, tutti figli dello stesso Padre che tutti ama con amore infinito, un solo popolo, non una convivenza pacifica di tanti popoli uno accanto all’altro”. Un solo popolo che vive della “bellezza dei doni dei carismi di tutti, un solo popolo colorato, che ha tante ricchezze, tradizioni, tanta bellezza da portare, un popolo che ascolta tante lingue, che parla con tante voci, che ha la fantasia stessa della creazione”, dove tutti portano la bellezza di ciò che sono, in un mosaico di unità e di pace.

    Dal Vescovo l’invito a “decidere da che parte stare, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nella comunità nazionale e internazionale”, non tra i succubi di Erode, ma “in cammino assieme ai saggi per cercare vie di giustizia, di libertà e di pace”. E ricordando i doni dei Magi, mons. Tomasi ha citato “l’oro, quella ricchezza, anche materiale, che anche questa nostra bella e industriosa terra può costruire e produrre tutti insieme. Tutti insieme, perché tutti abbiamo bisogno di tutti. Ma soprattutto può produrre l’oro dello splendore della dignità di ogni persona e di ogni popolo”.

    “Fratelli e sorelle – l’appello – portiamo la disponibilità a spenderci gli uni per gli altri, per la giustizia, per la verità e per la pace. Allora, la nostra comunità sarà coi Magi. E il bimbo, che ancora contempliamo fragile nella culla, sarà il potente re di pace, sarà lui a reggere le sorti del mondo e sarà lui ad accogliere da noi l’oro della bellezza dell’umanità, l’incenso della nostra sincera fede e la mirra della disponibilità che abbiamo di donarci gli uni agli altri”.

    La festa è poi continuata all’oratorio parrocchiale di Silea.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Diocesi Treviso)
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  • Una lunga tradizione familiare nel Jazz Manouche di Gianluca Viezzer

    Una lunga tradizione familiare nel Jazz Manouche di Gianluca Viezzer

    Un sodalizio antico quello tra la musica e Gianluca Viezzer, violinista e polistrumentista trevisano di Pieve di Soligo, la cui storia musicale ha origini lontane.

    Gianluca è introdotto alla musica alla tenera età di tre anni e mezzo dalla madre Eleonora Mometti, pianista e insegnate alla scuola di musica “Corelli” di Vittorio Veneto, che gli regala il suo primo violino. L’aspirante musicista dimostra fin da subito una passione e un talento molto peculiari, a cui di certo contribuisce una genetica familiare ricca di eredità melodica.

    Mentre ricostruisce ai nostri microfoni l’albero genealogico della sua famiglia, capiamo che Gianluca la musica ce l’ha nel sangue: dotato di orecchio assoluto – la rara capacità di identificare l’altezza di una nota musicale con precisione, senza riferimenti esterni – il violinista pievigino ci racconta di alcuni musicisti della sua famiglia. Tra questi, oltre alla madre, spicca sicuramente lo zio del nonno paterno, il fu don Mansueto Viezzer, pianista, organista e compositore conosciutissimo, cappellano della Casa per Anziani di Pieve di Soligo e direttore della Corale “San Gallo” di Soligo, la cui memoria è conservata dall’associazione che porta il suo nome; ma va ricordato anche Angelo Mometti, prozio della madre e violinista “da osteria”, che, in duo con l’artista di strada e suonatore di sega musicale Mario Pansolin, Renga per gli amici, tra gli anni ’50 e ’60 ha intrattenuto i compaesani in molte serate al ristorante Alla Colomba di Pieve di Soligo e nelle vecchie balere del Quartier del Piave, e il cui ricordo è mantenuto vivo da alcune fotografie che ancora oggi si possono osservare in certi locali di Pieve di Soligo.

    Erede di una tradizione artistico-musicale piuttosto importante, Gianluca intraprende una formazione classica e ottiene giovanissimo svariati riconoscimenti. Dopo il diploma superiore, nel 2009 vive un’esperienza importante nell’orchestra della University of California di Los Angeles. Qui scopre nuove direzioni musicale e possibilità espressive diverse da quelle della musica classica europea. Inizia allora ad avvicinarsi ai molti generi della musica afro-americana, tra cui il jazz per cui maturerà una passione profonda.

    Il giovane violinista è attratto da questo genere per il gesto istintivo ed estemporaneo che questo tipo di musica richiede, e inizia in tal modo una carriera piuttosto particolare che lo porterà a distanziarsi dalla rigidità degli istituti musicali che a suo dire «tolgono anima alla musica riducendola a logiche materiali».

    La ricerca di un’alternativa più autentica lo porterà a viaggiare in Europa, stabilendosi prima a Londra e poi tra il 2015 e il 2017 a Parigi. A Londra nel 2011 vede per la prima volta il gypsy jazz suonato dal vivo e rimane «affascinato dalle melodie gitane, dalla forma particolarissima delle chitarre e dal modo in cui il suono del violino si fondeva con quelle armonie e suoni».

    Da quel momento nulla è più come prima, e Gianluca inizia un percorso che lo porterà proprio a Parigi tra le strade di Montmartre, per cercar di svelare i segreti di questo genere lì dove era nato negli anni Trenta, dai virtuosismi chitarristici di Django Reinhardt.

    La realtà zingaresca degli artisti di strada piace molto a Gianluca che, rientrato in Italia, inizia ad esibirsi come Gege Viezzi in molti locali in giro per la Penisola, dove incontra e collabora con molti musicisti, partecipando in svariate formazioni nelle quali ricopre sempre un ruolo di primo piano. L’idea del nomignolo deriva dall’esperienza parigina e dalla volontà quindi di proporsi ad un pubblico più internazionale.

    Dopo il periodo del Covid, che ha portato non poche difficoltà alla sua attività artistica, nel 2024 Gianluca incontra dei musicisti con i quali costruire un rapporto duraturo: insieme a Tobia Davico e Francesco Greppi alla chitarra e Pippi Dimonte al contrabbasso, forma il Gege Viezzi Quartet. Con questa nuova formazione dal respiro nazionale – Davico è torinese, Greppi di Pisa e Dimonte lucano – Viezzer raggiunge l’apice del suo rapporto con il jazz manouche, pubblicando il suo primo album dal titolo Swing de Venice, una raccolta di standard, con qualche inedito, che rappresenta il coronamento del percorso iniziato a Parigi.

    Artista poliedrico ormai maturo e poco incline a cedere a compromessi con le necessità dell’industria musicale, Gianluca Viezzer, alias Gege Viezzi, raccoglie la sua eredità familiare senza dimostrare interesse per il successo mediatico o accademico. Sua prima ambizione sembra piuttosto quella di dare sfogo a una passione artistica genuina quanto rigorosissima e sempre protratta al futuro.

    Instancabile ricercatore di nuove armonie e tradizioni musicali, a microfoni spenti ci rivela che negli ultimi tempi si sta spingendo ancor più «verso est», sperimentando nuovi arrangiamenti di brani tipicamente balcanici: “Dalla musica gitana ho tratto molto” dichiara, ”ma ultimamente sta diventando troppo inflazionata, l’ambiente è estremamente concorrenziale e la qualità sembra sempre l’ultima cosa importante”, e aggiunge: “Con il gruppo stiamo sperimentando molto e sono convinto che presto potremmo proporre un nuovo repertorio di inediti”.

    (Autore: Bruno Gasparetto)
    (Foto: Bruno Gasparetto)
    (Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
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  • Pavanetto in Regione, Elisa Casellato subentra in Consiglio comunale

    Pavanetto in Regione, Elisa Casellato subentra in Consiglio comunale

    La segreteria generale del Comune di Jesolo ha terminato le operazioni di surroga di un consigliere comunale a seguito delle dimissioni del consigliere e presidente del Consiglio comunale uscente Lucas Pavanetto, recentemente nominato vicepresidente della giunta regionale del Veneto.

    A subentrare a Pavanetto, a scorrimento della lista Fratelli d’Italia-De Zotti Sindaco, sarà Elisa Casellato, 43 anni, impiegata, già rappresentante del Comune di Jesolo all’interno dell’assemblea del BIM Basso Piave, che ha formalmente accettato l’incarico. La surroga sarà deliberata in occasione della prossima seduta del Consiglio comunale, come previsto dalla norma, riportando quindi a 16 membri più il sindaco la composizione dell’assemblea. Nella stessa seduta il Consiglio comunale provvederà ad eleggere il nuovo presidente.

    Christofer De Zotti, sindaco di Jesolo: “Do il benvenuto ad Elisa Casellato all’interno del Consiglio comunale. Questo nuovo ingresso rappresenta al tempo stesso la possibilità di portare energie ed esperienze nuove all’interno del massimo consesso comunale e della maggioranza di governo, aumentando la rappresentanza di genere femminile. Colgo l’occasione anche per rinnovare il ringraziamento e la stima nei confronti del vicegovernatore Lucas Pavanetto, che ha guidato in maniera esemplare il Consiglio comunale in questi anni e che continuerà a rappresentare un faro per la città di Jesolo e per la nostra amministrazione”.

    Elisa Casellato, consigliera comunale: “È un onore per me poter subentrare al neo vicepresidente Pavanetto, al quale faccio un particolare augurio per questa nuova avventura. Sono prontamente a disposizione del sindaco e di tutta la comunità per iniziare a lavorare da subito e dare il mio contributo”.

    Fabio Visentin, vicepresidente del Consiglio comunale: “Ringrazio il vicegovernatore del Veneto Lucas Pavanetto che in questi tre anni e mezzo ha svolto con estrema capacità ed equilibrio l’incarico di presidente del Consiglio. Nella prossima seduta ratificheremo le sue dimissioni e procederemo alla surroga con Elisa Casellato oltre alla nomina del nuovo presidente del Consiglio. Ad entrambi esprimo le mie congratulazioni e auguro buon lavoro per il bene della nostra città”.

    Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione Veneto ed ex presidente del Consiglio comunale di Jesolo: “Il ruolo di vicepresidente della giunta regionale, arrivato qualche ora prima della nomina, ha accelerato le cose. Un passaggio, come promesso da tempo nell’ottica di quella staffetta che deve esserci in una vera comunità politica, era comunque previsto. Con rammarico ma con molta tranquillità, lascio un Consiglio comunale in ordine, pacato, acceso nelle discussioni, ma attivo e vivo nella sua centralità decisionale. Ringrazio il sindaco, fratello e amico di mille battaglie, ogni componente del Consiglio e della giunta, ogni operatore/dipendente della macchina comunale per aver reso tutto ciò una bellissima esperienza seguita anche al di fuori dei nostri confini territoriali. Alla consigliere Casellato i miei più sentiti auguri di buon lavoro che saprà affrontare con grande determinazione e capacità con il suo carattere e la sua intelligenza da donna combattente”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Comune di Jesolo)
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  • Fiocchi di neve a Jesolo nel giorno dell’Epifania

    Fiocchi di neve a Jesolo nel giorno dell’Epifania

    Nella mattinata dell’Epifania, oggi martedì 6 gennaio, Jesolo è stata interessata da una breve e inattesa nevicata, che ha regalato un’atmosfera suggestiva per la città, proprio nell’ultimo giorno delle festività natalizie.

    Tra luci, bancarelle e qualche fiocco nell’aria, la neve ha reso ancora più suggestiva l’atmosfera in città, avvolgendo anche le ultime giornate dei mercatini di Natale.

    I fiocchi, radi e intermittentiimbiancando leggermente la città, senza però determinare accumuli significativi su strade, spiaggia o marciapiedi. Il fenomeno è stato documentato dalle immagini inviate da alcuni lettori presenti in loco.

    La nevicata, iniziata in mattinata, prosegue in modo debole e intermittente, attirando sguardi e fotografie. Un episodio suggestivo, capace di regalare stupore e di chiudere le festività con un’immagine insolita per una località di mare.

    (Autrice: Mihaela Condurache)
    (Foto e video per gentile concessione di alcuni lettori)
    (Articolo, foto e video di proprietà Dplay Srl)
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  • La befana arriva con l’autoscala: i Vigili del Fuoco nei reparti pediatrici

    La befana arriva con l’autoscala: i Vigili del Fuoco nei reparti pediatrici

    La Befana, secondo la tradizione, arriva di notte e vola su una scopa. Quella dei Vigili del Fuoco, invece, si cala dal cielo con l’autoscala e, come ormai accade ogni anno, porta dolci e caramelle ai bambini ricoverati nei reparti di pediatria degli ospedali della Marca.

    Quest’anno la missione è stata particolarmente riuscita: i Vigili del Fuoco della provincia sono infatti riusciti, in contemporanea, a raggiungere tutti gli ospedali del territorio, soprattutto nelle città dove è presente un distaccamento operativo. Sono stati coinvolti i reparti di Pediatria degli ospedali di Treviso, Oderzo, Montebelluna e Conegliano, la comunità Piccola Resi di Vittorio Veneto e il centro Atlantis di Castelfranco Veneto.

    E così anche a Treviso, con il caschetto in testa e la scopa in mano, l’autoscala ha fatto scendere la Befana-pompiere sulla terrazza del reparto di pediatria, sotto gli occhi increduli e pieni di entusiasmo dei piccoli pazienti. Accanto a loro, il personale medico e infermieristico ha accolto la simpatica visita con applausi e sorrisi. Presente anche il personale dell’Associazione nazionale dei Vigili del Fuoco.

    “Anche quest’anno abbiamo rinnovato questo appuntamento a cui teniamo moltissimo – commenta il funzionario dei Vigili del Fuoco Antonio Zambon –. Siamo riusciti a raggiungere contemporaneamente gli ospedali di Treviso, Conegliano, Oderzo e Montebelluna, oltre ad altri centri pediatrici a Vittorio Veneto e ancora a Conegliano”.

    “I bambini sono i nostri primi tifosi – conclude Zambon – e, come nello sport il tifoso è il giocatore in più, noi vogliamo coccolare questi nostri piccoli amici che ci vogliono bene e ai quali vogliamo bene anche noi”.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Simone Masetto e Vigili del Fuoco)
    (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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  • Riempiono il carrello e tentano la fuga: bloccati e denunciati dalla Polizia

    Riempiono il carrello e tentano la fuga: bloccati e denunciati dalla Polizia

    Tentato furto nel pomeriggio di ieri, lunedì, al supermercato In’s di via Venier a Treviso. Gli agenti delle Volanti hanno denunciato tre persone: un cittadino bulgaro e due italiani, tutti residenti a Milano e di età compresa tra i 23 e i 35 anni.

    Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, uno dei tre avrebbe riempito il carrello di generi alimentari mentre il cittadino di nazionalità bulgara ha tentato di portarlo all’esterno del punto vendita. A insospettire il personale è stato l’allarme antitaccheggio, entrato in funzione non appena l’uomo ha oltrepassato la porta d’ingresso. Il direttore del supermercato ha quindi seguito il presunto ladro all’esterno e ha immediatamente contattato la Polizia.

    Gli agenti delle Volanti sono intervenuti tempestivamente, trovandosi già impegnati in controlli del territorio nella zona, riuscendo a bloccare i tre. Per tutti è scattata la denuncia per tentato furto, mentre la merce è stata recuperata e riconsegnata al punto vendita.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Archivio Qdpnews.it)
    (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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