Author: michael.travan

  • Le faville del Panevin vanno a mattina. Stefani e Zaia: “Sarà comunque un anno prospero”

    Le faville del Panevin vanno a mattina. Stefani e Zaia: “Sarà comunque un anno prospero”

    Le faville che puntano chiaramente verso mattina, secondo la tradizione, non prometterebbero un 2026 particolarmente prospero. Ma a smentire la credenza popolare ci pensano il proverbiale ottimismo del governatore uscente Luca Zaia e quello dell’attuale presidente Alberto Stefani che, dal palco del Panevin più alto e più famoso della Marca, quello di Arcade, indicano un anno in arrivo ricco di soddisfazioni. Forse, come suggeriscono in molti, grazie alla proverbiale “voglia di fare” del popolo veneto.

    La 59ª edizione del Panevin di Arcade segna anche un simbolico passaggio di testimone. Da una parte Luca Zaia, oggi presidente del Consiglio regionale e “cittadino onorario del nostro Comune”, come ha ricordato il sindaco di Arcade Domenico Presti; dall’altra Alberto Stefani, al suo primo Panevin da governatore. “Ora anche Alberto è uno di noi”, ha aggiunto Presti, strappando un applauso alla piazza.

    “Questa è una bellissima piazza e una grande tradizione – ha commentato Stefani –. Le tradizioni esistono solo se c’è qualcuno che le porta avanti: per questo sono orgoglioso di essere qui questa sera”.

    L’intervista ad Alberto Stefani

    Oltre 10 mila persone hanno raggiunto Arcade per assistere all’accensione del grande falò, curata dal gruppo podistico La Piave sulle note della Banda di Pederobba. Il Panevin, che quest’anno sfiora i dieci metri d’altezza, ha dominato la notte tra luci, musica e l’odore del legno che brucia. Una novantina gli addetti impegnati a garantire la sicurezza dei presenti, con ruspe e mezzi pesanti a delimitare l’area della piazza.

    “Riusciamo a garantire la sicurezza di tutti – ha sottolineato il sindaco Presti – e per questo ringrazio quanti hanno lavorato, per settimane, alla riuscita di questo Panevin”. Presenti anche il vicepresidente della Provincia di Treviso Fabio Maggio, il consigliere regionale Claudio Borgia e il neoeletto presidente di Veneto Agricoltura Federico Caner.

    Luca Zaia

    In prima linea, come da tradizione, gli Alpini di Arcade (con il capogruppo Rolando Migotto), i Carabinieri in congedo, la Protezione Civile, i Carabinieri e la Polizia Locale, mentre il controllo delle fiamme è stato affidato ai Vigili del Fuoco.

    “Questa sera ho acceso cinque Panevin – ha concluso Zaia, ricordando anche la tragedia di Crans Montana e le oltre 60 guerre ancora in corso nel mondo – e Arcade è l’apoteosi, non solo dal punto di vista organizzativo. Le diecimila persone presenti dimostrano quanto qui questa tradizione sia viva e profondamente radicata”.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto e video: Simone Masetto)
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  • Spiaggia 2.0, si progettano i chioschi del futuro: “Nuovi servizi per i turisti”

    Spiaggia 2.0, si progettano i chioschi del futuro: “Nuovi servizi per i turisti”

    L’Associazione Chioschi Confcommercio prende forma e pensa già ai chioschi in spiaggia del futuro. Nella sede dell’associazione dei commercianti di Jesolo, si è tenuta la prima assemblea del costituente organismo che, facendo capo a Confcommercio, è chiamato a tutelare i diritti degli imprenditori del settore (i “chioschi”, ovvero gli esercizi che si trovano lungo l’arenile di Jesolo), con uno sguardo alle nuove opportunità che derivano dal rinnovato assetto organizzativo-gestionale dell’arenile.

    “Quello che abbiamo intrapreso – premette il presidente Mirco Zanchetto – è un percorso avviato otto mesi fa. Allora avevano accolto questa opportunità sindacale otto imprenditori; oggi sono in venti gli iscritti, a testimonianza della bontà del progetto e dei nostri obiettivi. Insieme vogliamo progettare un futuro che, di fatto, è già iniziato e che va colto in tutti i suoi aspetti e opportunità”.

    Da ricordare che Zanchetto è, dallo scorso giugno, presidente regionale di Fiva Confcommercio, la federazione che rappresenta gli ambulanti; quindi, guida la Fiva Metropolitana di Venezia e Rovigo e l’associazione Caid, che riunisce gli operatori dei carrettini di bibite e gelati. Porta con sé oltre vent’anni di esperienza nel settore e una visione chiara: rilanciare un comparto in sofferenza, ma ancora vitale.

    E a proposito di visione e opportunità, la neo costituita associazione si sta già muovendo per promuovere un nuovo modello di “chiosco”, seguendo le linee guida dettate dal nuovo Piano Particolareggiato dell’Arenile.

    “Abbiamo affidato l’incarico allo studio Planum – spiega ancora Zanchetto – per realizzare un progetto che riveda queste strutture, da ogni punto di vista: operativo, di tutela igienico-sanitaria e di sicurezza. Lo studio ci ha già presentato i primi risultati che abbiamo avuto la possibilità di condividere con l’Amministrazione comunale, che ha dimostrato di apprezzare”.

    Come dire, insomma, che si stanno gettando delle basi solide per le attività del futuro prossimo, caratteristiche per la città, ma anche importanti per i servizi che offrono al turista, in termini di presenza e contenuti.

    “Oltre a questo – conclude il presidente Zanchetto – l’associazione rafforzerà la presenza in termini sindacali, in un momento storico strategico per il futuro della spiaggia e, di conseguenza, delle attività che vi insistono”.

    Da questo punto di vista l’associazione giocherà un ruolo importante, come evidenziato dal presidente di Confcommercio San Donà-Jesolo, Angelo Faloppa.

    “Questo organismo – ha sottolineato – aiuta e aiuterà a rafforzare la presenza dei balneari; importante, dunque, che sempre più imprenditori abbiano deciso di aderirvi. Per quanto riguarda la riprogettazione delle strutture e il futuro delle stesse, ora ci sarà il passaggio definitivo con i nuovi assetti. Uniti significa avere ancora più peso e più voce in capitolo”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
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  • Dell’urgenza di chiamare le bestie col loro nome. Propositi per l’anno nuovo, con annesse considerazioni zoologiche

    Dell’urgenza di chiamare le bestie col loro nome. Propositi per l’anno nuovo, con annesse considerazioni zoologiche

    Fra i molti propositi che mi sono imposto per l’anno venturo — imparare il finlandese, dimenticarlo, comprare un’enciclopedia, non leggerla, pentirmene, rivenderla, ripentirmene — ve n’è uno che mi sta particolarmente a cuore, e che sottopongo all’attenzione del lettore benevolo.

    Vorrei che finalmente si imparasse a parlare di animali.

    «Ma come!» esclamerà il lettore, che è sempre pronto ad esclamare. «Non si fa altro! I documentari, i social, i programmi televisivi…»

    Ecco, appunto. Qui sta il busillis, come diceva mio zio Ivanhoe, che però non sapeva cosa fosse un busillis e lo usava a sproposito, talvolta anche come insulto.

    Il fatto è che dell’animale si parla moltissimo, ma dell’animale in quanto tale non si parla affatto. Se ne parla in quanto pretesto.

    Prendete il lupo. Il lupo è un canide sociale, con una struttura di branco fluida, comportamenti cooperativi nella caccia e nella cura della prole. Questo è il lupo. Ma quando se ne parla, il lupo diventa immediatamente o il Nemico Ancestrale della Civiltà Pastorale oppure il Simbolo del Selvaggio Incontaminato. Il lupo, insomma, non è mai un lupo. È una bandiera.

    Lo stesso dicasi per l’orso, che quando attacca qualcuno diventa oggetto di dibattiti in cui nessuno, dico nessuno, si premura di spiegare cos’è un’area di dominanza, cosa significa comportamento stereotipato, o perché un plantigrado non è un peluche con velleità aggressive.

    «Ma il pubblico vuole emozioni!» mi si obietterà.

    Certo. E il pubblico vuole anche la cioccolata a colazione, ma non per questo gliela diamo. O meglio, gliela diamo, ma questo è un altro discorso.

    Il mio proposito per l’anno nuovo è dunque questo: che nelle nostre conversazioni entrino finalmente parole come etogramma, fitness inclusiva, selezione sessuale, convergenza evolutiva. Non per pedanteria — Dio me ne scampi — ma perché senza queste parole non si capisce nulla. È come voler discutere di musica senza sapere cosa sia una nota. Si può fare, per carità: mio cugino Demis lo fa continuamente. Ma i risultati sono quelli che sono.

    Vorrei che quando qualcuno dice «il cane è geloso», qualcun altro potesse rispondere: «Geloso in che senso? Parliamo di possessività alimentare? Di competizione per risorse sociali? O stiamo antropomorfizzando?» E che questa risposta non venisse accolta con lo stesso entusiasmo che si riserva ai guastafeste ai matrimoni.

    Vorrei, in sostanza, che la zoologia smettesse di essere o intrattenimento pittoresco o terreno di battaglia ideologica, e diventasse quello che è: una scienza. Una scienza con il suo vocabolario, i suoi metodi, le sue meravigliose complessità.

    Il cammino è lungo. Solo ieri ho sentito un tizio in televisione definire le api «generose». Le api! Generose! Come se l’altruismo riproduttivo in insetti eusociali fosse una questione di buon cuore.

    Ma non dispero. Dopotutto, un tempo si credeva che le rondini svernassero in fondo agli stagni, e oggi quasi nessuno lo crede più.

    Quasi.

    P.S. — Ho sottoposto questo articolo a mia zia Gessica, che mi ha detto: «Bello, ma non hai parlato dei gattini.» Ecco: è esattamente questo il problema.

    (Autore: Paola Peresin)
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  • Nel segno della tradizione: la Cerimonia di benedizione del fuoco e la partenza dei tedofori

    Nel segno della tradizione: la Cerimonia di benedizione del fuoco e la partenza dei tedofori

    Come tradizione vuole, la sera del 5 gennaio è riservata al Panevin, il falò che riunisce la collettività, con il rogo della “vecia”, di fronte a un bicchiere di vin brulé e a una fetta di pinza.

    Dal 1993 il Consorzio delle Pro loco del Quartier del Piave ha fatto della tutela e della valorizzazione di questa usanza uno dei propri obiettivi principali, impegnandosi a preservare una tradizione che, con l’avvento della modernità e delle nuove tecnologie, rischiava di andare perduta. 

    Negli ultimi anni, il Panevin è stato rilanciato grazie a una serie di iniziative mirate, capaci di coniugare rispetto della tradizione e attenzione ai temi attuali.

    Tra queste, l’introduzione del Panevin ecologico, in linea con la crescente sensibilità ambientale, che prevede l’utilizzo esclusivo di legna vergine e il rispetto di precise regole e indicazioni, affinché tutti i falò siano allestiti secondo tradizione e nel pieno rispetto delle normative vigenti.

    Una tradizione che lunedì sera si è espressa nella Cerimonia di benedizione del fuoco e nella partenza dei tedofori, un appuntamento organizzato dalla Pro loco di San Pietro di Feletto, sul sagrato della chiesa della frazione di Rua di Feletto.

    Un appuntamento (presentato da Nicola Sergio Stefani) costruito sulla cornice tematica della “Tradizione del fuoco”, grazie al sottofondo canoro e musicale dei Cantori da Filò del Quartier del Piave e della 1906 Feletto Band.

    Presenti all’iniziativa i sindaci del territorio assieme al primo cittadino di San Pietro di Feletto Cristiano Botteon, l’onorevole Gianangelo Bof, una rappresentanza del Consorzio delle Pro loco del Quartier del Piave, il vicepresidente di Banca Prealpi SanBiagio (che ha supportato l’iniziativa assieme ad altri sponsor) Flavio Salvador e il presidente del Gal Alta Marca Trevigiana Giuseppe Carlet, i quali hanno portato i propri saluti.

    Non sono mancati gli Alpini, con i rappresentanti della Sezione Ana di Conegliano e il suo presidente Francesco Botteon, diverse Pro loco del territorio, gli Artiglieri e associazioni combattentistiche, realtà associative varie presenti con i loro labari, il gruppo Trevisani nel mondo, l’Avis territoriale, l’associazione Viezzer.

    “Insieme a quattro colleghi abbiamo portato avanti un emendamento su una deroga riguardante i falò, che fanno parte delle nostre tradizioni – il commento dell’onorevole Bof -. Ringrazio gli Alpini e il volontariato, che è il motore del Veneto: grazie per le iniziative che promuovono il territorio”.

    Federico Della Puppa, site manager dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Unesco, ha osservato che è “una grossa responsabilità e un piacere lavorare con e per questo territorio. Siamo un territorio Unesco giovane, che ha dimostrato di saper fare molto e dobbiamo dimostrare al mondo quello che sappiamo fare. Quello che abbiamo di fronte è il racconto di quello che siamo stati e che possiamo raccontare alle prossime generazioni”.

    Un rito ancestrale che sopravvive: è questa la definizione che si può attribuire al Panevin, questa sera preceduto dalla cerimonia della benedizione del fuoco, presieduta dal vescovo monsignor Riccardo Battocchio alla presenza di don Adriano Bazzo e don Mirco Miotto.

    “Con il segno del fuoco e della luce iniziamo questo momento di preghiera: che questo fuoco porti luce e consolazione a tanti oggi” le parole del vescovo.

    La benedizione del fuoco ha visto quindi l’arrivo dei tedofori, in rappresentanza dei Comuni di Vidor, Cison di Valmarino, Miane, Moriago della Battaglia, Farra di Soligo, Follina, Susegana, Revine Lago, Sernaglia della Battaglia, Pieve di Soligo, Refrontolo, Tarzo e San Pietro di Feletto.

    Prima di percorrere chilometri a piedi, così da raggiungere i diversi Panevin del Quartier del Piave e della Vallata, i tedofori hanno attinto al fuoco benedetto con le loro torce: un momento dalla forte valenza simbolica.

    Nel frattempo Arcangelo Marcon, presidente della Pro loco di San Pietro di Feletto, ha ringraziato tutti i presenti e i tedofori per la partecipazione, mentre il sindaco Cristiano Botteon ha affermato quanto fosse “un belvedere e un onore” vedere tutta quella gente.

    Il presidente regionale delle Pro loco Rino Furlan ha ricordato che in Italia ci sono 7 mila Pro loco, di cui quasi 600 in Veneto, con 50 mila volontari “che lavorano silenziosamente”.

    Ha quindi ricordato la necessità di difendere le tradizioni, “che vengono invidiate da altre regioni e nelle altre province del Veneto”, ringraziando Mauro Canal (sindaco di Refrontolo), con cui ha messo a punto le modalità tecniche su come organizzare tali manifestazioni in sicurezza.

    La cerimonia si è conclusa con il simbolico “passaggio della scopa” tra il sindaco Botteon e l’assessore di Pieve di Soligo Federico Fantin.

    Tutto di fronte al presidente della Pro loco di Pieve di Soligo Mauro Gai, a cui il prossimo anno spetterà l’organizzazione della cerimonia della benedizione del fuoco.

    I Panevin nella Marca

    A Treviso il sindaco Mario Conte ha partecipato ai Panevin di San Paolo, Sant’Angelo e San Giuseppe: “Ho vissuto l’importanza della comunità – ha raccontato il primo cittadino sui social -. Attorno al fuoco si ritrova lo spirito ma anche la vicinanza: un brulè, una cioccolata calda, una fetta di pinza diventano il modo più semplice per condividere un momento e sentirsi parte della stessa comunità”.

    “Il Panevin è un rito antichissimo che guarda avanti – conclude Conte -: nelle fiamme si affidano speranze, auspici, sogni per l’anno che inizia. Un gesto collettivo che dà calore a persone, quartieri e generazioni nel segno della convivialità. Con le faive a sud ovest ci sono tutti i presupposti per un buon anno”.

    Nella serata di domenica 4 gennaio si è svolto il Panevin a Bidasio di Nervesa della Battaglia, dove la befana è arrivata in … ape!

    L’arrivo della befana a Bidasio di Nervesa della Battaglia

    A Cappella Maggiore, lo storico Panevin di Borgo Gava ha festeggiato il traguardo dei cinquant’anni di presenza con gli attuali organizzatori, essendo stato fondato nel 1976. La serata è iniziata con l’aperitivo ed è proseguita con la lucciolata e l’accensione del fuoco, quindi con musica e dj.

    Cinquant’anni di Panevin a Borgo Gava

    Nella piccola Rugolo di Sarmede anche la neonata associazione Pro Loco Rugolo Aps ha celebrato la tradizione con un partecipato Panevin.

    Il Panevin a Rugolo di Sarmede. Foto Pro Loco Rugolo

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto e video: Arianna Ceschin e Qdpnews.it)
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  • Incendio nel sottotetto: una persona in ospedale

    Incendio nel sottotetto: una persona in ospedale

    Un incendio si è sviluppato nella serata di ieri, lunedì 5 gennaio, nel sottotetto di un appartamento a Villorba. L’allarme è scattato attorno alle 20.30, quando le fiamme hanno interessato il tetto dell’abitazione, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi.

    Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Treviso con tre mezzi, tra cui un’autoscala e un’autobotte, per un totale di dieci operatori. Le squadre sono riuscite a circoscrivere rapidamente il rogo, evitando che l’incendio si propagasse e limitando i danni alla struttura.

    In via precauzionale una persona è stata affidata alle cure dei sanitari del 118 per una lieve inalazione di fumo. Presenti sul luogo dell’intervento anche i Carabinieri.

    Le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza si sono concluse intorno alle 23.30.

    Per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area, il traffico veicolare lungo via Centa è stato temporaneamente interrotto e successivamente riaperto dopo circa due ore. Sul posto era presente anche il sindaco di Villorba, Francesco Soligo.

    “Abbiamo espresso alla famiglia coinvolta la piena vicinanza dell’Amministrazione comunale e garantito tutta la nostra disponibilità per offrire supporto in questo momento difficile – dichiara il sindaco –. Un sentito ringraziamento va ai Vigili del Fuoco e a tutti i soccorritori per la professionalità e la rapidità dell’intervento, che ha evitato conseguenze più gravi”.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Vigili del Fuoco)
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  • Nidi privati, dal Comune 41 mila euro di contributi. “Aiuto concreto per 49 famiglie”

    Nidi privati, dal Comune 41 mila euro di contributi. “Aiuto concreto per 49 famiglie”

    Un sostegno per le famiglie con bambini piccoli e un segnale di attenzione ai servizi per la prima infanzia. Il Comune di Montebelluna ha dato il via libera all’erogazione dei contributi per le rette dei nidi privati, assegnando 49 voucher per un importo complessivo di 41.024,71 euro, relativi all’annualità 2025.

    La misura rappresenta la fase conclusiva di un percorso avviato nei mesi scorsi con l’apertura del bando comunale, finanziato attraverso le risorse del Fondo di Solidarietà Comunale, destinate al potenziamento dei servizi educativi 0-3 anni e al raggiungimento degli obiettivi di servizio fissati a livello nazionale.

    I numeri fotografano l’impatto dell’intervento: 69 le domande presentate, di cui 49 risultate ammissibili e finanziate, mentre 20 non hanno potuto accedere al contributo perché la spesa sostenuta dalle famiglie era inferiore a quella prevista per la frequenza del nido comunale. L’ammontare complessivo delle richieste accolte rientra pienamente nelle risorse disponibili, senza rendere necessaria la formazione di una graduatoria.

    Il contributo è stato calcolato secondo un principio di equità: per ciascuna famiglia è stata riconosciuta la differenza tra la retta del servizio privato frequentato e quella del nido comunale, al netto di eventuali altri sostegni già percepiti, come il Bonus Nido INPS. Un criterio pensato per non penalizzare chi, per necessità organizzative o mancanza di posti, sceglie strutture private.

    «L’erogazione di questi contributi – sottolinea il sindaco Adalberto Bordin – nasce dalla consapevolezza che l’accesso ai nidi privati rappresenta una misura complementare e non sostitutiva rispetto al servizio offerto dal nido comunale Pio X, che resta un punto di riferimento per la città. Il contributo alle rette consente di ampliare le possibilità di scelta per le famiglie e di rispondere in modo concreto alla domanda di servizi per la prima infanzia. In questo modo garantiamo equità di accesso e sostegno reale, senza indebolire ma anzi rafforzando l’intero sistema educativo 0-3 del territorio».

    Sulla stessa linea l’assessore ai Servizi sociali, Maria Bortoletto, la quale evidenzia il valore sociale dell’intervento: «Parliamo di una misura che consente di alleggerire il peso delle rette e di sostenere l’accesso ai servizi educativi nei primi anni di vita. I 49 contributi erogati dimostrano quanto questo strumento sia importante per le famiglie e quanto sia fondamentale continuare a rafforzare l’offerta educativa sul territorio».

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Poche segnalazioni al Fisco dai Comuni

    Poche segnalazioni al Fisco dai Comuni

    I proventi riconosciuti ai Comuni per la collaborazione al recupero dell’evasione fiscale nel 2024 hanno toccato il minimo storico, portando nelle casse comunali poco più di 2,5 milioni di euro.

    Gli incassi sono più che dimezzati in 7 anni: circa 3 milioni nel 2022 e 2023, da 6,7 milioni del 2021 e 11,4 milioni del 2018. Lo ha calcolato il Centro Studi Enti Locali, esaminando i dati del gettito riversato nelle casse comunali.

    Il Comune che ha ottenuto di più è Genova che grazie alle sue segnalazioni ha consentito di sottrarre all’evasione oltre 800.000 euro; Vasia, un piccolo Comune ligure con meno di 400 abitanti, arriva a incassare più del doppio di Roma: 20.710 euro contro 10.

    (Autore: Sistema Ratio)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Furto alla luce del sole nell’auto parcheggiata in piazza

    Furto alla luce del sole nell’auto parcheggiata in piazza

    Un furto è avvenuto domenica scorsa, indicativamente tra le 12 e le 15, in piazza dell’Emigrante a Valmareno, frazione di Follina.

    Secondo una prima ricostruzione, ignoti hanno rotto il finestrino di un’auto che si trovava lì posteggiata.

    I ladri hanno quindi rubato due borse presenti all’interno della vettura, ma non è noto quanto denaro sia stato trafugato insieme alle borse stesse.

    Nel frattempo, è partito l’appello sui social per trovare qualcuno che abbia visto qualcosa.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Calendario: martedì 6 gennaio 2026

    Calendario: martedì 6 gennaio 2026

    “Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi se lo ricordano”
    (Antoine de Saint-Exupéry)

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Fonte: calendariogeniale.it)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Si rompe tubatura sulla Provinciale: Ats al lavoro

    Si rompe tubatura sulla Provinciale: Ats al lavoro

    Lavori in corso da parte di Ats lungo la strada provinciale in prossimità della strada di Col, nel territorio comunale di Follina.

    I lavori stanno procedendo per consentire il ripristino della viabilità, dopo la rottura di una tubazione.  

    Come ha fatto sapere l’amministrazione comunale ai cittadini, il fondo stradale risulta bagnato, motivo per cui è stato necessario lo spargimento di sale “per garantire maggiore sicurezza alla circolazione”.  

    “Invitiamo tutti alla massima prudenza in transito e a prestare attenzione alla segnaletica presente” l’allerta diramato dal Comune di Follina.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Comune di Follina)
    (Articolo di proprietà di Dplay Srl)
    #Qdpnews.it riproduzione riservata