Tutti in coda verso la pianura. Come era prevedibile, la giornata odierna è stata caratterizzata, nel tratto bellunese della Strada statale 51 di Alemagna, da lunghe code di veicoli in direzione dello svincolo che immette nell’autostrada A27.
Il serpentone di auto, in alcune fasce orarie, partiva dal Cadore, con auto in fila indiana anche all’interno delle gallerie sopra Longarone.
Si tratta in gran parte di vacanzieri che tornano da Cortina e dalle altre località sciistiche bellunesi sfruttando l’ultimo dei diversi “ponti” di questa fine/inizio anno, quello dell’Epifania. “Ci abbiamo messo un’ora per percorrere 10 chilometri di Alemagna” una delle testimonianze giunte alla nostra redazione da automobilisti desiderosi di imboccare finalmente l’A27.
Ulteriori code saranno possibili anche domani, nel giorno che “tutte le feste si porta via” e che ovunque o quasi precede la riapertura delle scuole. La ferrovia Calalzo – Ponte nelle Alpi è regolarmente attiva.
Domani è anche il giorno che segnerà il mese esatto dall’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, e in tanti – magari stando in coda – si sono chiesti quale potrà essere l’impatto dei Giochi sulla mobilità stradale da e per Cortina, per la quale sono peraltro attesi contingentamenti.
Una grande novità è attesa tra una ventina di giorni, quando dovrebbero essere aperte al traffico le due varianti dell’Alemagna a Tai e Valle di Cadore, destinate a liberare dal traffico di attraversamento i rispettivi centri urbani.
Questa mattina ha provocato disagi alla viabilità da e per il Cadore l’incidente stradale verificatosi sull’Alemagna a Longarone.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it) (Foto: Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Al Christmas Space, allestito in occasione delle festività natalizie a Bellaria Igea Marina – Riviera Romagnola, la Società Te.Ma Spettacoli di Paolo, Grazia e Giorgia Teti, con il Patrocinio del Comune di Bellaria Igea Marina e di Fondazione Verdeblu, ha presentato il Calendario 2026 di “Miss Mamma Italiana”.
Protagoniste degli scatti del Calendario 2026 di “Miss Mamma Italiana” (che ci accompagnerà fino a gennaio 2027), sono le vincitrici della Finale nazionale del Concorso che si è tenuta la scorsa estate a Bellaria Igea Marina, capitanate da Sara Besutti “Miss Mamma Italiana 2025”.
“Miss Mamma Italiana”, ideato da Paolo Teti e giunto quest’anno alla sua 33° edizione, è il primo concorso nazionale di bellezza e simpatia dedicato alle mamme aventi un’età fra i 25 ed i 45 anni, quello di quest’anno è il 23° calendario (il primo fu realizzato nel 2003). Ecco, mese per mese, le protagoniste del Calendario 2026 di “Miss Mamma Italiana”:
GENNAIO:VALENTINA VITIELLO, 35 anni, operaia, di Casatico di Marcaria (MN), mamma di Nicola e Gabriele, di 11 e 7 anni. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Glamour 2025”.
FEBBRAIO:CONSUELO GIGANTIELLO, 43 anni, commessa, di Castelnuovo del Garda (VR), mamma di Alexei, David, Ethan e Mattia, di 24, 23, 21 e 13 anni. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Mio 2025”.
MARZO:MORENA ORLANDO, 37 anni, responsabile controllo qualità, di Gambettola (FC), mamma di Emil di 12 anni. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Radiosa 2025”.
APRILE:CHAIMA TRIKI, 36 anni, casalinga, di Udine, mamma di Giuseppe di 2 anni. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Solare 2025”.
MAGGIO:SONIA SACCU, 43 anni, impiegata aeroportuale, di Cascina (PI), mamma di Santiago e William, di 7 e 4 anni. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Dolcezza 2025”.
GIUGNO:ISABEL SARDU, 42 anni, sceneggiatrice, di Quartu Sant’Elena (CA), mamma di Sophie di 1 anno. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Sprint 2025”.
LUGLIO:NATALIA GEKALIUK, 31 anni, libera professionista, di Selargius (CA), mamma di Alessio ed Arianna, di 7 e 5 anni. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Eleganza 2025”.
Stefania Pasin mostra il calendario con la “sua” immagine
SETTEMBRE:SARA BESUTTI, 27 anni, agente di commercio, di Sabbioneta (MN), mamma di Bianca di 4 anni. È la vincitrice assoluta del concorso “Miss Mamma Italiana 2025”. Sua anche la bellissima immagine di copertina.
OTTOBRE:RITA SARACINO, 40 anni, commerciante, di Avetrana (TA), mamma di Vincenzo e Martina, di 21 e 12 anni. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Fashion 2025”.
NOVEMBRE:VALENTINA FEDERICO, 34 anni, rappresentante pet food, di Mugnano di Napoli, mamma di Heric di 2 anni. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana in Gambe 2025”.
DICEMBRE:GIULIA GAETANI, 30 anni, impiegata, di Fara in Sabina (RI), mamma di Rosa di 1 anno e mezzo. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Sorriso 2025”.
GENNAIO 2027:STELLA LO GRASSO, 34 anni, impiegata, di Roma, mamma di Andrea di 1 anno e mezzo. È la vincitrice della fascia “Miss Mamma Italiana Sponsor Top 2025”.
Gli scatti, realizzati nelle location più suggestive di Bellaria Igea Marina, sono della fotografa Gloria Teti.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it) (Foto: Gloria Teti – Miss Mamma Italiana) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Dal 1.01.2026 scatteranno aumenti dei pedaggi autostradali determinati dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) all’1,5%, pari all’inflazione programmata 2026, dopo che la Corte Costituzionale ha vanificato il tentativo di congelare le tariffe in attesa dell’aggiornamento dei Pef (piani economico finanziari).
L’adeguamento riguarda tutte le società concessionarie per le quali è in corso la procedura di aggiornamento Pef. Eccezioni: Concessioni del Tirreno (A10-A12), Ivrea-Torino-Piacenza (A5-A21) e Strada dei Parchi (A24-A25 Roma-L’Aquila) non applicano variazioni tariffarie in vigenza di periodo regolatorio; Salerno-Pompei-Napoli con adeguamento del 1,925%; Autostrada del Brennero (concessione scaduta, in riaffidamento) applica l’1,46%.
(Autore: Sistema Ratio) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Foto di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Ci aiuta questa giornata, per tradizione dedicata ai classici falò della vigilia del 6 gennaio, ai famosi “Panevin” che hanno il compito insostituibile di annunciarci l’Epifania del Signore, di accompagnare la manifestazione di Gesù Bambino ai Re Magi e al mondo intero, di dare simbolo e vigore alla luce che allontana le tenebre e dona un punto di riferimento sicuro all’umanità in ricerca.
La giornata ci aiuta, come detto, ma non è comunque facile.
Questo inizio di nuovo anno 2026, infatti, ci ha già proposto una serie di eventi problematici e preoccupanti sul piano internazionale, e soprattutto la tragedia dei ragazzi periti e ustionati per l’incendio in un locale durante la festa di Capodanno a Crans Montana, in Svizzera.
Quaranta morti, per lo più giovanissimi e giovani, e oltre un centinaio di feriti, anche molto gravi. Nel cuore dell’Europa ricca e benestante dobbiamo fare i conti con la durissima realtà: un’apocalisse di fuoco che spegne le vite, cancella i progetti, spezza i sogni di chi era in quel luogo di divertimento per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, per ascoltare la musica e ballare, per divertirsi, come hanno fatti in tantissimi a fine 2025, in ogni parte del pianeta.
E’ una fatica immane dover accettare che questo evento si sia così consumato, in poco tempo, bruciando letteralmente decine di meravigliose esistenze che avevano soltanto voglia di prendere il volo, di studiare, di formarsi, di dare concretezza e respiro ai propri talenti, di avere la possibilità di diventare un giorno protagonisti nel mondo dei grandi. Tutto finito per chi non c’è più. Tra loro, sei italiani, tutti “under 17”. Ed è notte profonda, buio pesto, dolore straziante, sofferenza infinita e indicibile per i loro genitori, familiari, compagni di scuola, amici e conoscenti. Non si trovano ragioni, non si riescono a dare spiegazioni sufficienti, non si recuperano parole che abbiano la capacità di dire in profondità, di consolare veramente, di toccare il cuore, oltre l’abisso.
Ci siamo sentiti tutti genitori di questi ragazzi, che sorridono felici in quelle foto ormai incluse in un passato sereno ormai archiviato per sempre. E’ notte, è buio, sono tenebre raggelanti, sono lacrime di rimpianto e nostalgia per giovanissimi e giovani che sono andati inconsapevoli all’appuntamento con la morte mentre speravano soltanto di trascorrere alcune ore divertenti e spensierate in compagnia. Eppure, non si può disperare, perché anche in queste ore tragiche, difficilissime, abbiamo tutti bisogno di una luce, di un conforto, di un appiglio, di una ragione di vita.
Dobbiamo innanzitutto chiamare per nome quello che è successo, senza sconti, senza fughe dalla realtà, senza rifugi in dimensioni altre che non siano quelle legate ai fatti accaduti. Serve fare luce sulle eventuali responsabilità, perché le domande ricorrenti e giustificate sulle cause dell’incendio possano trovare risposte.
E’ una luce che attendiamo, oltre il buio di questo insopportabile dolore. Ma ci sono luci già accese, come quelle delle candele che la pietà umana ha disposto a corona insieme ai fiori all’esterno del locale a Crans Montana, per ricordare le persone morte, per tenere viva la loro memoria, per essere testimonianza e monito di quanto successo, affinché non accada più. Candele semplici, minute, fragili, come le giovani vite spezzate: sono per loro, come loro, che per un terribile destino, ingiusto, improvvisamente hanno visto naufragare speranze, affetti e sorrisi dentro un oceano di buio e di dolore.
E ci sono le luci della solidarietà, attivate sin dal primo istante, che sono riuscite a soccorrere, sorreggere, aiutare, che si sono curvate sulle ferite dei superstiti, che hanno messo a repentaglio le loro stesse esistenze per poter salvare il maggior numero di persone coinvolte nell’incendio. Insieme a loro, pronti e ammirevoli i medici che si sono presi cura dei malati, all’interno di strutture sanitarie che in Svizzera e negli altri Paesi europei si sono mobilitate al massimo per far fronte a questa terribile emergenza.
Con loro, il personale logistico e psicologico a supporto delle famiglie arrivate alla ricerca dei propri cari, e quanti fra i residenti hanno compiuto gesti continui di accoglienza, ospitalità e generosità per poter alleviare, almeno un poco, le loro sofferenze. Infine, le istituzioni e l‘informazione, che hanno svolto bene il proprio ruolo di fondamentale rilievo per eventi luttuosi di questa gravità.
Oltre la notte di questa immane tragedia, pertanto, abbiamo riconosciuto la luce dei volti dell’umanità che non è indifferente, non passa oltre, non si chiama fuori, ma offre il meglio di se stessa, dona prontezza, competenze e sensibilità, si fa letteralmente “prossimo” per chi patisce e ha bisogno di una partecipazione reale, immediata, non differita, non virtuale. L’umanità migliore, ogni giorno, nei fatti, lontana dai riflettori, capace di dare senso e luce alla vita di tutti e al bene comune.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Coltello in mano e volto coperto: così un rapinatore solitario ha fatto irruzione sabato sera nel supermercato In’s di Pederobba, poco prima dell’orario di chiusura.
All’interno del punto vendita erano presenti ancora alcuni clienti quando l’uomo si è diretto verso una delle casse e, sotto la minaccia della lama, ha costretto la cassiera a consegnare il denaro disponibile. La dipendente, sotto choc, ha ceduto l’incasso, che ammonterebbe a circa 300 euro.
Con il bottino in tasca, il malvivente ha lasciato rapidamente il supermercato e si è allontanato in bicicletta, riuscendo a far perdere le proprie tracce nel giro di pochi minuti.
Immediata la chiamata ai Carabinieri da parte del responsabile dell’esercizio. Sul posto è intervenuta una pattuglia della Compagnia di Montebelluna, che ha avviato le ricerche nella zona, senza esito.
Le indagini proseguono con l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e di risalire all’identità dell’autore.
(Autore: Simone Masetto) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
C’è un pezzetto del nostro territorio nella fiction “Prima di noi”, andata in scena, con la sua prima puntata, ieri domenica sera su Rai1.
La fiction è tratta dall’omonimo romanzo, edito da Sellerio, scritto da Giorgio Fontana, che narra la storia della famiglia Sartori per quattro generazioni, dal 1917 al 2012, tra il Friuli rurale e la Milano contemporanea.
Una sorta di “ritratto narrativo del Novecento italiano”, che indaga come gli errori delle generazioni precedenti possano ricadere su quelle successive, a cui spetta il compito di liberarsene.
Un romanzo che è stato quindi trasposto nella fiction a puntate diretta da Daniele Lucchetti e Valia Santella, la quale ha curato la sceneggiatura insieme a Giulia Calenda.
Nella prima puntata la vicenda si è incentrata sull’incontro tra la friulana Nadia Tassan (Linda Caridi) e Maurizio Sartori (Andrea Arcangeli), i quali daranno vita a una famiglia con tre figli.
Tutto sullo sfondo di diversi accadimenti storici: la prima Guerra mondiale, la fine del Conflitto e il primo dopoguerra, l’epidemia di spagnola e l’avvento del fascismo.
Scenari storici che si intrecciano alle più evidenti difficoltà dell’epoca: la paura dell’invasore e la necessità di sostentarsi, l’attesa e la perdita dei propri cari al fronte, i problemi psicologici derivanti dagli anni in battaglia, la penuria di lavoro, la difficile convivenza con chi veste la camicia nera.
La storia di una famiglia che restituisce uno spaccato del Novecento italiano, vissuto dai nostri stessi bisnonni, nonni e genitori.
In tutto ciò anche il nostro territorio ha avuto la sua parte: durante la fiction erano infatti riconoscibili alcuni scorci di Serravalle.
“Entusiasti che Vittorio Veneto sia stata scelta tra le location per la serie tv” è il commento pubblico fatto dalla sindaca Mirella Balliana.
Oltre a Vittorio Veneto, anche il territorio friulano ha fatto capolino, con la zona di Cimolais, Val Cimoliana e Valcellina.
Scenari noti che, sicuramente, fanno un certo effetto una volta visti sullo schermo e che potrebbero tornare anche nella seconda puntata di domenica prossima.
(Autore: Arianna Ceschin) (Foto: Fermi immagine Rai 1 – Domenica 4 gennaio 2026) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
L’ultima giornata dei Campionati Italiani Giovanili di Ciclocross 2026, ieri domenica a Castello Roganzuolo di San Fior, è partita con condizioni climatiche rigide, con temperature sotto lo zero, ma grazie al lavoro notturno dell’organizzazione il tracciato è risultato perfettamente praticabile, sin dal mattino.
Nella prova degli Esordienti primo anno, con 99 partenti, la gara resta aperta e combattuta per tutti e tre i giri, senza un vero favorito iniziale. Nel corso della corsa emergono alcuni protagonisti, ma il finale premia Massimo Peretti (G.S. Avis Bike Amelia), che conquista la maglia tricolore. Alle sue spalle chiudono Nicolò Causero (B Team Cyclocross Project) al secondo posto e Pablo Zanolini (G.S. Alto Adige SudtirolPost) al terzo. Rimane ai piedi del podio l’atleta di casa Stefano Toffoli, mentre Leonardo Ponte (GS Pianello) conclude quinto.
Molto movimentata anche la gara degli Esordienti secondo anno, con 95 atleti al via, caratterizzata da numerosi imprevisti, problemi meccanici e continui ribaltamenti di fronte. Tra vigneti e olivi la corsa si seleziona progressivamente, fino agli episodi decisivi del finale che cambiano le carte in tavola davanti a un pubblico numerosissimo. A conquistare il titolo di Campione Italiano è Alberto Mario (MTB Academy Giaveno), autore di una prova solida e lucida. Luca Bacchin (Sanfiorese), atleta di casa, chiude secondo, mentre Thomas Vitaloni (A Favore del Ciclismo), protagonista di una grande rimonta nonostante i problemi tecnici, sale sul terzo gradino del podio. Completano la top five Fabio Pisarra (S.C. Alfredo Binda), quarto, e Alessandro Balbi (Cx Devo Academy), quinto.
Per le Esordienti primo anno (31 partenti), la corsa si decide nel finale dopo tre giri combattuti. A imporsi con decisione è Beatrice Di Pardo (Pol. Fiumicinese F.A.I.T. Adria), che stacca tutte tra gli olivi e conquista la maglia tricolore. Eleonora Lombardi (KTM Academy Le Marmotte) chiude seconda, mentre Nami Epis (KTM Academy Le Marmotte) sale sul terzo gradino del podio. Diletta Bandizziol (B-Team Cyclocross Project) è quarta, seguita da Margherita Bianchi (Velò Montirone) al quinto posto.
Nelle Donne Esordienti secondo anno, con 40 atlete al via, la protagonista assoluta è Giorgia Vottero (Cx Devo Academy), che prende il comando fin dalle prime fasi e allunga progressivamente giro dopo giro. Sul tecnico tracciato di Castello Roganzuolo crea un margine sempre più netto, consolidato nell’ultimo passaggio tra gli olivi del Muro del Baccanale.
Vottero conquista così la maglia tricolore davanti a Vittoria Bondi (Santa Cruz TSA Beltrami), seconda, e a Aurora Lecca (G.S. Lupi Valle d’Aosta), terza. Chiudono la top five Aurora Cerame (ASD DP66 Pinarello) al quarto posto e Rebecca Ducco (MTB Academy Giaveno) quinta.
Sulla linea di partenza delle Donne Allieveprimo anno si presentano 20 atlete. Tra i vigneti prende subito il comando Irene Righetto (A.S.D. Team Velociraptors), che impone il proprio ritmo fin dalle prime battute e aumenta progressivamente il vantaggio senza mai perdere la leadership.
La veneziana domina il tracciato di Castello Roganzuolo e conquista il titolo italiano, il quinto della sua carriera, precedendo Anna Mombello (Cx Devo Academy), seconda, e l’atleta di casa Zoe Del Ponte (Sanfiorese), terza. A completare la top five sono Eleonora Flaviani (ASD MTB Novagli) al quarto posto e Ruiz Navarro Leire Storani (Recanati Bike Team ASD) quinta.
Nel primo pomeriggio va in scena la gara delle Donne Allieve secondo anno, con 31 atlete al via, caratterizzata da continui cambi di ritmo e da un finale spettacolare. Dopo una prima fase combattuta, il confronto si accende tra Matilde Carretta (G.S. Mosole) e Rebecca Anzisi (Jam’s Bike Team Buja), protagoniste assolute lungo tutto il tracciato.
Nel giro conclusivo Anzisi trova il sorpasso decisivo tra gli olivi e va a conquistare la maglia tricolore dei Campionati Italiani Giovanili di Ciclocross 2026. Carretta chiude seconda, mentre Matilde Anselmi (Cx Devo Academy) completa il podio al terzo posto dopo una bella rimonta. Beatrice Mainfrè (Tirano Bike) è quarta, seguita da Nicole Trampus (ASD GS Sorgente Pradipozzo) quinta.
La gara degli Allievi maschiprimo anno, con circa 90 atleti al via, viene disputata su un tracciato asciutto e velocissimo. Fin dalle prime battute il ritmo è altissimo e la corsa si seleziona rapidamente, con Luca Ferro (Bustese Olonia A.S.D.) sempre al comando e autore di passaggi molto veloci. Nel finale il confronto si accende con Nathan Alex Longhi (Fas Airport Service Guerciotti), protagonista di un serrato testa a testa risolto solo in volata. Ferro taglia il traguardo per primo, davanti a Longhi, secondo, e a Franz Engele (Ask Kardaun-Cardano), terzo. Alberto Finetto (Hellas Monforte) chiude quarto, mentre Nicolò Maglietti (Cx Devo Academy) completa la top five al quinto posto.
La “sportellata” che ha cambiato la classifica degli Allievi maschi primo anno
Questa, almeno, è stata la classifica fino alla tarda serata di ieri, quando la Giuria è entrata in possesso di immagini dalle quali i giurati hanno evinto una scorrettezza (ostruzione) di Ferro ai danni di Longhi, che li ha portati a squalificare il vincitore, facendo di conseguenza “scalare” di una posizione verso l’alto tutti gli altri classificati, con Longhi che ha potuto dunque festeggiare la vittoria. In precedenza, entrambi i ciclisti erano stati sanzionati con un’ammenda di 200 euro a testa per scorrettezze reciproche durante la corsa.
Nella gara degli Allievi Maschi Secondo Anno, con 75 atleti al via su 4 giri del tracciato di 2,3 km, Alessio Borile (ASD DP66 Pinarello) prende subito il comando e aumenta progressivamente il vantaggio. Giro dopo giro consolida la leadership e chiude in solitaria, conquistando la maglia di Campione Italiano.
Alle sue spalle Michel Careri (Cx Devo Academy) si classifica secondo, mentre Matteo Jacopo Gualtieri completa il podio al terzo posto. Leonardo Onida chiude quarto e Mattia Bonavia quinto.
In questi due giorni di Campionati Italiani Giovanili di Ciclocross 2026 a Castello Roganzuolo ci sono state più di 5 mila persone. Quasi 200 atleti sabato, 500 domenica, oltre 120 mezzi dei team, 104 camper da tutt’Italia, alberghi quasi tutti pieni in tutta la Sinistra Piave da Cordignano a Vittorio Veneto, passando per Conegliano. “Un importante risultato per i primi Campionati della sostenibilità” commenta la Sanfiorese. Non fiori recisi sul palco, ma piante vere e proprie, sostenibili, offerte da Savno, coltivate con terriccio recuperato dalla frazione umida, in serre a biogas. E poi gadget realizzati con copertoni non commerciabili della Challenge Tires e tazze prodotte da una cooperativa che sostiene persone meno fortunate, per il reinserimento lavorativo.
“Ci aspettavamo una risposta positiva, ma non pensavamo di fare meglio di tre anni fa”, dice l’organizzazione della S.S. Sanfiorese, che ha messo in campo oltre 130 volontari e richiamato numerose associazioni per garantire la sicurezza e delle sane giornate di divertimento.
Sanfiorese seconda nel Team Relay
Il sindaco di San Fior, Gastone Martorel, ha aggiunto dal palco: “Voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione di una manifestazione così. Per noi è un orgoglio far conoscere una località così maestosa”. Il Ct della Nazionale Italiana Daniele Pontoni, presente assieme al presidente della FCI Cordiano Dagnoni alle gare di domenica, ha detto: “È stato un bilancio più che positivo, con bei spunti tecnici. Anche per me è una conferma, perché comunque parecchi di questi ragazzi erano già annotati sul nostro taccuino. È stata una giornata che alla fine ci ha regalato tante emozioni, tanti – ripeto – tanti bei risultati, ma soprattutto tanta gente, tanto bel pubblico. Un percorso esigente, spettacolare. Una giornata di festa che alla fine si è conclusa nel migliore dei modi”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it) (Foto: Alessandro Billiani) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Il periodo natalizio non ha certamente reso più buoni i ladri (o il ladro, non è ancora chiaro se si sia trattato di una sola persona o di più individui) che, a pochi giorni dalla fine delle festività, hanno rubato la pesante cassetta delle offerte del presepio della Cattedrale di Vittorio Veneto.
Un furto da poche decine di euro, forse meno di un centinaio, ma dall’elevato valore simbolico: la cassa, realizzata in ferro e resa ancora più pesante dalle monete al suo interno, sarebbe stata asportata molto probabilmente ieri domenica. A scoprire l’accaduto è stato questa mattina il parroco, arrivato di buon’ora nella chiesa principale della Diocesi di San Tiziano.
Al momento non è stata ancora presentata denuncia, ma il parroco dovrebbe formalizzarla già domani. Su quanto accaduto sono comunque stati informati i Carabinieri della Città della Vittoria.
Quello avvenuto in questi giorni non è un episodio isolato: solo poche settimane fa i Carabinieri di Farra di Soligo hanno denunciato due stranieri, un marocchino di 24 anni e un romeno di 20, accusati di tre furti all’interno delle chiese di Farra di Soligo e di Miane.
(Autore: Simone Masetto) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Ben 11 sacchi neri con dentro di tutto, compresi gli elementi che presto potrebbero “incastrare” gli autori dell’incivile abbandono che si è verificato questa mattina, lunedì, lungo via Toti dal Monte, dove ignoti (ancora per poco) hanno gettato a terra, ai margini della carreggiata, rifiuti di ogni tipo.
Peccato che, all’interno dei sacchi, ci fossero anche fatture e scontrini “rivelatori” della possibile identità dei responsabili del grave gesto. “Sono in corso le indagini a cura della nostra Polizia Locale e speriamo presto di poter dare un volto e un nome a questo incivili – il commento del sindaco, Stefano Soldan – Intanto i rifiuti, una notevole quantità, sono stati già rimossi e smaltiti. Una cosa posso garantire: faremo pagare ai responsabili il massimo della sanzione prevista (oltre 400 euro, ndr. per ogni singolo sacco abbandonato, più le spese per intervento e smaltimento”.
Dure anche le parole di Mohammed Hammouch, assessore all’Ambiente: “Quello che si è visto è inaccettabile: grandi sacchi neri abbandonati a bordo strada, come se il territorio fosse una discarica a cielo aperto. Questo non è un errore né una distrazione, ma un atto di totale inciviltà. È evidente che ci sono ancora persone che si ritengono più furbe degli altri e credono di poter ignorare le regole rispettate dalla maggioranza dei cittadini ogni giorno. A queste persone non deve essere riservata alcuna tolleranza. Le sanzioni dovrebbero essere esemplari per tali comportamenti. Durante l’ultima giornata ecologica, grazie all’impegno dei cittadini, sono stati raccolti circa 300 kg di rifiuti in poche ore. Questo dimostra che mentre molti fanno la propria parte, qualcun altro continua a comportarsi in modo irresponsabile. Abbandonare rifiuti lungo le strade è un gesto vergognoso che danneggia l’ambiente e offende l’intera comunità”.
(Autore: Alessandro Lanza) (Foto: Comune di Pieve di Soligo) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Nella mattinata di oggi, lunedì, intorno alle 10.30, i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Belluno sono intervenuti in via Don Pietro Zangrando, nel comune di Sospirolo, per l’incendio di un capanno situato nelle immediate vicinanze di un’abitazione.
Sul posto sono intervenute 3 squadre provenienti dalla sede centrale di Belluno con un’autopompa serbatoio, un’autobotte e un’autoscala. Le squadre hanno operato fino alle 13.40 circa, provvedendo allo spegnimento dell’incendio e alla messa in sicurezza dell’area.
Le cause dell’evento sono in fase di accertamento da parte delle squadre intervenute. Non si segnalano persone coinvolte.
(Autore: Alessandro Lanza) (Foto: Vigili del fuoco) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata