Author: michael.travan

  • Venezuela, De Bona (Abm): “Vicinanza alle comunità all’estero, chiediamo democrazia”

    Venezuela, De Bona (Abm): “Vicinanza alle comunità all’estero, chiediamo democrazia”

    I gravi eventi che si sono verificati oggi, sabato, in Venezuela, in un contesto di persistente instabilità politica e istituzionale, riportano al centro dell’attenzione internazionale una crisi che da anni segna profondamente il Paese sudamericano. Le notizie diffuse dalle principali agenzie parlano di nuovi momenti di tensione e di un clima che continua a impedire una normalizzazione della vita democratica e sociale.

    Una situazione che tocca da vicino anche il territorio bellunese, storicamente legato al Venezuela da una lunga e articolata vicenda migratoria. In questo quadro si inserisce la riflessione di Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm), che richiama non solo l’attualità ma anche la memoria collettiva dell’emigrazione.

    “Seguiamo con grande attenzione quanto sta accadendo in Venezuela – afferma De Bona – Un Paese nel quale vivono ancora comunità di origine bellunese con radici profonde”. Il presidente Abm sottolinea quindi l’auspicio dell’associazione: “Ci auguriamo che possa finalmente tornare la democrazia, attraverso il rispetto del voto espresso dagli elettori. È una condizione indispensabile per restituire dignità e futuro a un popolo che da troppo tempo vive nella difficoltà”.

    Un auspicio che si lega anche alla dimensione associativa e umana: “È dai tempi di Chávez che non abbiamo più potuto incontrare direttamente le comunità bellunesi presenti in Venezuela. Speriamo che si possa tornare a visitarle, ristabilendo relazioni e contatti che per noi sono fondamentali”.

    Il legame tra Belluno e il Venezuela non è solo storico, ma ancora vivo nelle testimonianze dei discendenti degli emigrati. Emblematica è la storia di Francisc Boyer Sumavila, venezuelano di origine bellunese: il suo bisnonno, Antonio Sommavila, partì da Belluno nel 1877 e si stabilì ad Araira, nello Stato di Miranda, insieme a decine di famiglie italiane. Eventi naturali e la perdita dei registri civili hanno cancellato molte tracce ufficiali di quelle origini, lasciando ai discendenti il compito di custodire una memoria fragile ma identitaria. Oggi, come allora, la crisi costringe molti venezuelani a pensare alla partenza.

    Non è la prima volta che Belluno manifesta pubblicamente la propria vicinanza al popolo venezuelano. Già nel 2014 (foto in allegato), piazza Martiri ospitò una manifestazione di solidarietà intitolata “Sos Venezuela”, “Siamo la voce del Venezuela”, “Italia-Venezuela uniti per la pace”. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo insieme a PopolInsieme e Migrantes – su impulso di Daniele Marchioro -, portò nel cuore della città una trentina di venezuelani e i colori giallo, blu e rosso della loro bandiera.

    In quell’occasione, De Bona sottolineò come si trattasse di “una giornata unica a livello veneto per dimostrare ai venezuelani e ai nostri emigranti in Venezuela la solidarietà e la vicinanza di Belluno”. Parole che oggi tornano di attualità, in una provincia dove vivono circa un centinaio di cittadini venezuelani e dove molti ex emigranti bellunesi guardano con apprensione ai figli e ai nipoti rimasti oltreoceano.

    Solidarietà, unità e difesa dei diritti democratici restano, per l’Associazione Bellunesi nel Mondo, valori fondanti e criteri di lettura anche di una crisi che continua a interrogare la coscienza europea e internazionale.

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    (Foto: Associazione Bellunesi nel Mondo)
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  • Lotta alla droga, Stefani: “Creata una rete contro le nuove sostanze”

    Lotta alla droga, Stefani: “Creata una rete contro le nuove sostanze”

    La Giunta regionale del Veneto accelera le iniziative di lotta alla droga e, in particolare, di contrasto alla diffusione delle nuove sostanze psicoattive. Nei giorni scorsi è stata deliberata la creazione di una specifica rete regionale per la quale è previsto un finanziamento di oltre 200 mila euro.

    In coerenza con il Piano Triennale Dipendenze 2024-2026, la “Rete regionale per l’individuazione precoce delle sostanze NPS” prenderà corpo, a livello sperimentale, dalla fresca approvazione dello schema dell’accordo di 24 mesi (prorogabile) con il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri che erogherà il finanziamento a favore della Regione. Questa provvederà a un cofinanziamento (7.500 euro) per la valorizzazione di risorse umane, beni e servizi di strutture del Servizio sanitario regionale.

    “Le forme di dipendenza cambiano ed è necessario aggiornare gli strumenti per contrastarle – sottolinea il neo governatore Alberto Stefani -. Oggi diamo un segnale in questa direzione, creando un fondo per intervenire contro le nuove sostanze stupefacenti che circolano a danno della salute pubblica e a minaccia di cittadini e famiglie. La rete che si delinea dallo schema dell’accordo è in grado di dialogare con quella nazionale di rilevamento NEWS-D: consentirà di individuare precocemente le sostanze che rappresentano un rischio con la loro diffusione, monitorare l’assunzione e il consumo, prevenendo così fenomeni di abuso o intossicazione, grazie a un sistema di allerta rapido basato su scambi informativi e analisi dei dati”.

    “Guardare al sociale significa anche interessarsi delle forme di disagio e delle cause che ne sono all’origine – aggiunge Stefani -. La prevenzione contro le dipendenze è fondamentale: passa per una sorveglianza epidemiologica in tempo reale che è strategica insieme al rafforzamento della formazione continua delle centinaia di professionisti sociosanitari coinvolti. Questi sono tra gli obiettivi principali del provvedimento, che consideriamo un investimento e non una spesa”.

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  • Venezuela, Zaia: “Sostenere ogni sforzo per il rilascio di Alberto Trentini”. E Stefani chiama Tajani

    Venezuela, Zaia: “Sostenere ogni sforzo per il rilascio di Alberto Trentini”. E Stefani chiama Tajani

    “Le notizie che giungono dal Venezuela in queste ore rappresentano uno snodo di particolare delicatezza. Come istituzione regionale, sentiamo il dovere di esprimere vicinanza alla comunità venezuelana residente in Veneto e di rivolgere un pensiero ai molti veneti e italiani che vivono in Venezuela, spesso legati da storie familiari e migrazioni che affondano le radici nel secondo dopoguerra.”

    Così il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Luca Zaia, interviene a seguito dell’operazione militare condotta dagli Stati Uniti, che ha colpito siti strategici e istituzionali in Venezuela, portando – secondo quanto comunicato dal Presidente Donald Trump – alla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores.

    “Il Veneto è terra di legami profondi – sottolinea Zaia – e non possiamo restare indifferenti davanti all’apprensione vissuta da chi oggi teme per la sicurezza dei propri cari in Venezuela o per il futuro della propria comunità. Nelle nostre città e nelle nostre province vivono molti cittadini venezuelani, da tempo integrati in professioni e percorsi di vita diversi, ma uniti da un denominatore comune: una perfetta integrazione in Veneto e, al tempo stesso, un legame autentico e profondo con la loro terra d’origine. Secondo i dati sono 1.115 i cittadini venezuelani residenti in Veneto, a cui si aggiunge una presenza più ampia di oriundi venezuelani e famiglie miste che negli anni hanno contribuito alla crescita sociale, culturale e produttiva del nostro territorio. A tutti loro rivolgo un pensiero e la più alta vicinanza istituzionale”.

    Il Presidente ha voluto dedicare un passaggio specifico alla vicenda di Alberto Trentini, cittadino veneto detenuto da mesi in Venezuela.

    “Alla luce di questi nuovi scenari, ci uniamo all’appello perché si compiano tutti i passi necessari per garantire una soluzione positiva del caso Trentini. Ogni sforzo, in coordinamento con le autorità competenti, deve essere messo in campo e accelerare per tutelare la sua incolumità, i suoi diritti fondamentali e arrivare ad un rientro in Italia. Il suo nome oggi rappresenta simbolicamente tutti i nostri connazionali che si trovano in territori colpiti da instabilità.”

    Pur senza entrare nel merito delle dinamiche internazionali, Zaia ha richiamato il contesto che ha preceduto l’azione americana: “La decisione degli Stati Uniti arriva al termine di una fase lunga e complessa, segnata da tensioni strutturali, crisi istituzionale e accuse reiterate da parte della comunità internazionale nei confronti del governo venezuelano. È comprensibile che vi siano istanze di sicurezza e di contrasto a fenomeni gravi come il narcotraffico, che richiedono risposte forti da parte delle democrazie occidentali. Ma proprio per questo, in momenti come questi, è fondamentale che il diritto, la tutela delle persone e il senso di responsabilità prevalgano su ogni altra considerazione.”

    “Rivolgo un appello – conclude Zaia – alla prudenza, al dialogo e al rispetto dei valori fondamentali. A tutte le comunità collegate al Venezuela, dentro e fuori dal nostro Paese, rinnovo la vicinanza del Veneto. Continueremo a seguire, come istituzioni, l’evolversi della situazione.”

    Stefani chiama Tajani: “Auspico possa ricongiungersi con la famiglia”

    “Sono vicino ai familiari e agli amici di Alberto Trentini, detenuto in un carcere venezuelano – dichiara il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, dopo un colloquio con il titolare della Farnesina, avvenuto nelle prime ore di questo pomeriggio -. Ho sentito al telefono il ministro degli esteri italiano, Antonio Tajani, che sta seguendo l’evolversi della situazione, e gli ho rappresentato l’apprensione di tutta la nostra comunità per la sorte del cooperante veneto. Pur nella complessità degli eventi di queste ore, il ministro e le competenti autorità stanno collaborando col massimo impegno per tutelare l’incolumità di Trentini e di tutti i veneti residenti in Venezuela – fa sapere Stefani – L’auspicio è che Alberto Trentini possa ricongiungersi presto con la propria famiglia e con la propria terra. Noi lo aspettiamo”.

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  • Crisi dell’automotive: i trevigiani puntano sulle riparazioni

    Crisi dell’automotive: i trevigiani puntano sulle riparazioni

    Nonostante la crisi dell’automotive, tiene la filiera artigiana dell’auto nella Marca Trevigiana. Un settore che do ve operano nella manutenzione e riparazione 1.054 imprese artigiane, pari all’85,5% del totale delle imprese del comparto e che hanno segnato una crescita dell’1,6% a fronte di un meno 1,4% in Veneto e meno 0,6% a livello nazionale. Bene anche le carrozzerie, con 287 imprese artigiane, pari all’87,2% del totale di comparto, con un incremento dell’1,1%, meglio del Veneto che ha visto un meno 0,7%. 

    A completare la filiera ci sono anche 38 piccole imprese che fabbricano a parti e accessori per veicoli, pari all’88,4% del totale delle imprese del comparto in provincia e che danno lavoro a 462 addetti, il 32,3% del totale.

    «Questi dati vanno correlati con le caratteristiche del parco macchine», fa notare Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «In provincia di Treviso solo il 7,4% i veicoli ha meno di due anni d’età, dato che ci colloca al 39° posto tra le province italiane. Di converso, il 36,3% delle auto ha più di 15 anni. Quelle sotto i dieci anni sono meno della metà, il 45,2%».

    Il parco circolante nel 2024 nella Marca Trevigiana era di 621.087 autovetture, di queste 378.162 (60,9%) sono euro 5 e 6, mentre 238.440 sono fino a euro 4. A fare la parte del leone sono le auto alimentate a gasolio (259.403, pari al 41,8%), quasi alla pari con quelle a benzina (258.294, il 41,6%). Quelle ibride sono 45.177 (7,3%), mentre l’elettrico si ferma a 4.344 vetture (0,7%), dato che comunque colloca Treviso al 30° posto provinciale per consistenza parco autovetture ibride ed elettriche.

    «A fronte dell’aumento dei prezzi d’acquisto delle autovetture», sottolinea il presidente Armando Sartori, «il trevigiano tende a ritardare l’investimento e a rivolgersi maggiormente alle manutenzioni. Va anche aggiunto che in Italia l’aumento dei prezzi delle manutenzioni è stato più contenuto rispetto ad altri paesi europei: + 2,8% rispetto al + 3,2% della Francia, il 3,3% della Spagna e il + 5,6% della Germania. Il processo di aggiornamento del parco veicoli accentua comunque il problema di carenza della manodopera qualificata. In Veneto nel 52,6% delle posizioni sono richieste competenze digitali e dato che sale al 72,6% per le competenze green».

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  • Furti d’auto, la banda fermata dopo una fuga da film…anche in bici

    Furti d’auto, la banda fermata dopo una fuga da film…anche in bici

    La sera del 30 dicembre scorso sono stati intensificati i servizi di prevenzione predisposti dalla Compagnia Carabinieri di Feltre, per contrastare i reati predatori sul territorio.

    Tale attività ha consentito l’arresto di tre giovani malviventi, impiegando diverse pattuglie in orario tardo pomeridiano-serale. Da alcune settimane, infatti, nel territorio feltrino si erano registrati diversi casi di furti di autovetture, tutte asportate con chiavi inserite, prelevate sia di giorno che di notte nelle abitazioni di privati, ma anche all’esterno di pubblici esercizi laddove lasciate in sosta dai legittimi proprietari.

    Verso le 17.00 di martedì scorso un’ulteriore auto è stata rubata dal centro di Feltre. A seguito della segnalazione della vittima sono state immediatamente diramate le ricerche e il veicolo è stato poco dopo intercettato dalla pattuglia del comando stazione carabinieri di Setteville, mentre procedeva lungo la Sp1 bis da Busche verso Vas.

    Il conducente e i due passeggeri che si trovavano a bordo hanno tentato la fuga non fermandosi all’alt dei carabinieri, proseguendo la marcia a forte velocità con manovre spericolate per alcuni km, fino all’abitato di Alano di Piave dove hanno abbandonato l’auto.

    I tre malviventi, nonostante fossero braccati dalle pattuglie dei carabinieri, hanno proseguito poi la fuga a piedi nella campagna e tra le abitazioni di quella frazione da dove hanno anche rubato delle biciclette per cercare di sfuggire all’inseguimento, venendo infine bloccati dopo circa due ore nei pressi della stazione ferroviaria di Fener.

    Gli arrestati, tutti ventenni di origine straniera, sono risultati già noti per diversi precedenti di denunce per reati contro il patrimonio. Si tratta due fratelli residenti nel Basso Feltrino e un loro complice residente a Valdobbiadene.

    Restituita l’autovettura rubata al legittimo privato, dopo le formalità di rito i tre sono stati associati alla casa circondariale di Belluno a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Proseguono nel frattempo le indagini al fine di riscontrare altri diversi analoghi casi di furti di autovetture e in abitazione verificatisi nei mesi scorsi nel Feltrino attribuibili ai tre arrestati.

    Arresti resi possibili grazie alla strenua caparbietà dimostrata dai militari che, nonostante il buio e il freddo pungente, non hanno desistito nel ricercare ed assicurare alla giustizia i tre malfattori. Da qui anche l’invito dei militari alla popolazione locale a non lasciare le auto incustodite con le chiavi inserite, anche se all’interno delle pertinenze delle proprie abitazioni, per non agevolare simili azioni criminose.

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    (Foto: Carabinieri Belluno)
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  • Auto ritrovata a Pian delle Fugazze, le ricerche di Simone si spostano in montagna

    Auto ritrovata a Pian delle Fugazze, le ricerche di Simone si spostano in montagna

    Sono iniziate questa mattina, sabato, le ricerche di Simone Dal Bon, l’escursionista del 1983 di Schio (VI), di cui non si hanno notizie dal 27 dicembre scorso. Nei primi giorni dalla scomparsa, denunciata il 29 dicembre, le sue ricerche si sono focalizzate in ambiente urbano, per poi spostarsi in montagna a partire da oggi, dopo il ritrovamento della sua macchina a Pian delle Fugazze, al confine tra Trentino e Veneto, avvenuta nella serata di ieri, venerdì.. 

    Le operazioni di ricerca, coordinate dalla Stazione Vallagarina del Soccorso Alpino e Speleologico con il supporto del Gruppo Tecnico Ricerca, prevedono il coinvolgimento dei cani molecolari della Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe per provare a trovare una traccia a partire dai reperti che l’uomo ha lasciato nella sua macchina, aperta dai Carabinieri e dai Vigili del Fuoco.  

    Nel frattempo, via terra, gli operatori e le operatrici delle Stazioni Vallagarina del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e delle Stazioni di Schio, Arsiero e Recoaro del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, oltre che le unità cinofile, stanno scandagliando via terra i sentieri nelle zone attorno alla macchina, al Pian delle Fugazze, ma anche del rifugio Campogrosso e del monte Baffelan, dopo la segnalazione da parte di due persone che potrebbero averlo visto lungo il sentiero 177. 

    Coinvolti nell’operazione di ricerca anche l’elicottero del nucleo elicotteri della Provincia Autonoma di Trento per un sorvolo dall’alto, i Vigili del Fuoco permanenti di Trento con i droni, i Vigili del Fuoco volontari, la Guardia di Finanza per le indagini su celle telefoniche e telecamere.

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    (Foto: Soccorso Alpino Veneto)
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  • Esce di casa per vedere i fuochi di Capodanno e muore investita, denunciato 30enne: era positivo all’alcoltest

    Esce di casa per vedere i fuochi di Capodanno e muore investita, denunciato 30enne: era positivo all’alcoltest

    Nella nottata del 1° gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa, dopo alcuni preliminari accertamenti, hanno denunciato alla Procura di Vicenza, un 30enne di Mussolente, il quale, alle ore 00.05 circa, mentre alla guida della propria auto stava percorrendo via Marangoni nel comune di Cassola (VI), per cause tuttora in corso di accertamento, ha investito una 73enne del posto, lì residente, che si trovava lungo quell’arteria stradale, a ridosso dell’uscita del cancelletto pedonale della propria abitazione, che si apre direttamente sulla pubblica via, sprovvista di marciapiede, verosimilmente per assistere ai fuochi d’artificio di Capodanno.

    Dopo l’impatto, la donna era stata sbalzata in avanti per alcuni metri, cadendo rovinosamente a terra, mentre il veicolo aveva terminato la sua corsa andando a impattare contro la recinzione perimetrale in cemento dell’abitazione del civico 10, danneggiandola.

    Nella circostanza, la malcapitata era stata soccorsa da personale sanitario del 118, giunto tempestivamente, che, dopo le prime manovre di rianimazione, l’aveva trasportata all’ospedale di Bassano del Grappa, dove è poi deceduta, a causa dei molteplici traumi subiti, alle successive 02.30 circa.

    Sul posto è intervenuto personale della Stazione Carabinieri di Rosà che, nell’ambito rilievi stradali, ha sottoposto il conducente del veicolo, rimasto illeso, all’alcoltest, appurando come lo stesso fosse positivo con un tasso pari a 1,32 g/l.

    All’uomo è stata ritirata la patente di guida, mentre il veicolo, fortemente danneggiato, è stato sottoposto a sequestro penale e contestuale fermo amministrativo. Lo stesso veniva pertanto denunciato per omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza.

    La salma della 73enne, come disposto dal Pubblico ministero di turno alla Procura di Vicenza, informato nell’immediatezza dai militari operanti, è stata trasferita nella camera mortuaria dell’Ospedale di Bassano del Grappa, in attesa dei successivi accertamenti.

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    (Foto: Carabinieri di Vicenza)
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  • Furgone avvolto dalle fiamme in strada: salvo l’autista

    Furgone avvolto dalle fiamme in strada: salvo l’autista

    Momenti di paura questa mattina, sabato, a Quinto di Treviso. Erano circa le 10.20 quando, lungo via Contea, per cause in corso di accertamento, un furgone di una cooperativa farmaceutica ha preso fuoco durante la marcia.

    Illeso fortunatamente l’autista, che è riuscito a mettersi in salvo prima che il mezzo venisse divorato dalle fiamme. Sul posto i Vigili del fuoco di Treviso, che hanno domato il rogo, e i Carabinieri di Zero Branco.

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  • Coldiretti: “Bene proroga decreti etichetta, ora battaglia in Europa per origine obbligatoria su tutti i cibi”

    Coldiretti: “Bene proroga decreti etichetta, ora battaglia in Europa per origine obbligatoria su tutti i cibi”

    La proroga dei decreti sull’etichettatura d’origine conferma il ruolo dell’Italia di leader nelle politiche di trasparenza e di sicurezza alimentare. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per la misura varata dal ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, insieme ai ministri delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, che estende al 31 dicembre 2026 il regime sperimentale italiano sull’indicazione in etichetta della provenienza dell’ingrediente primario per pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e prodotti lattiero-caseari.

    L’etichettatura obbligatoria degli alimenti rappresenta una storica conquista di Coldiretti, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza, assicurare la tracciabilità dei prodotti e tutelare i cittadini consumatori. Grazie proprio alle battaglie portate avanti dalla più grande organizzazione agricola d’Italia oggi l’indicazione dell’origine copre circa l’80% della spesa alimentare.

    “Una conquista non scontata – afferma il presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan – e un impegno che Coldiretti ha rilanciato a livello europeo, con una proposta di legge di iniziativa popolare europea per mettere finalmente in trasparenza tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione. Solo con una normativa chiara e trasparente sarà possibile porre fine all’inganno dei prodotti esteri camuffati da Made in Italy – prosegue Salvan – oggi reso possibile dalle falle del codice doganale europeo, che consente ‘l’italianizzazione’ dei cibi anche dopo semplici trasformazioni marginali effettuate nel nostro Paese; proprio per questo motivo chiederemo a Comuni e Regione di essere al nostro fianco nel dare un segnale politico per rimuovere queste falle e dare dignità a rispetto ai nostro agricoltori, allevatori e pescatori che lottano contro frodi e concorrenza sleale”.

    Secondo l’ultimo rapporto Coldiretti/Censis, l’87% degli italiani apprezza particolarmente l’italianità, da cui si sente garantito e per la quale sarebbe pronto a spendere qualche euro in più rispetto a prodotti analoghi di altra provenienza. Tale propensione coinvolge anche oltre l’85% dei redditi più bassi che a tavola, anche in momenti di difficoltà, vuole comunque ci siano qualità, sicurezza e salubrità.

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  • Borgia: “Dedichiamo a Matteo Miotto un progetto per diffondere nelle scuole la cultura del dovere e del servizio”

    Borgia: “Dedichiamo a Matteo Miotto un progetto per diffondere nelle scuole la cultura del dovere e del servizio”

    “A 15 anni dalla tragica morte del caporale maggiore Matteo Miotto è doveroso rinnovare l’impegno che quel giovane soldato aveva scelto di portare avanti con le proprie forze e con straordinaria lucidità: spiegare ai suoi coetanei il senso della sua scelta di vita, diventare un soldato, fare l’Alpino”. Lo afferma il montebellunese Claudio Borgia, capogruppo di Fratelli d’Italia a palazzo Ferro Fini, ricordando la figura del militare originario di Thiene caduto in Afghanistan nel 2010.

    “La lettera-testamento che Matteo Miotto scrisse in occasione del 4 Novembre, rivolta alla sua città – ricorda il capogruppo – è diventata celebre per la purezza dei sentimenti e per la straordinaria chiarezza nell’analisi di un impegno – quello del soldato italiano – profondamente umano e capace di comprendere e rispettare contesti culturali diversi”.

    “In questo avvio di legislatura – prosegue Borgia – in un contesto geopolitico profondamente mutato e in una fase storica segnata da un forte disagio giovanile, spesso legato alla mancanza di punti di riferimento e di valori autentici, Fratelli d’Italia intende impegnare la Giunta regionale nel rafforzare una progettualità strutturata rivolta alle scuole. È necessario tornare a parlare ai giovani di doveri e non solo di diritti, di impegno verso la propria comunità, di spirito di servizio: valori che in Veneto trovano una testimonianza concreta e attuale nel ruolo che l’Associazione Nazionale Alpini sa incarnare quotidianamente. Esiste già un protocollo tra Regione del Veneto, Presidenza della Regione e Ufficio scolastico regionale che negli ultimi 10 anni ha sostenuto iniziative importanti come la diffusione della cultura alpina, i campi scuola dell’ANA e la conoscenza della Protezione civile. Un protocollo sottoscritto dal presidente Zaia che oggi va rinnovato e rafforzato”.

    “Dedichiamo a Matteo Miotto questo rinnovato impegno della Regione del Veneto – conclude Borgia – coinvolgendo i testimonial più credibili ed efficaci: giovani che hanno scelto di servire il Paese nelle Forze Armate, nella Marina, nell’Aeronautica, nell’Arma dei Carabinieri e nell’Esercito, in particolare negli Alpini, che di questa terra sono parte integrante. Come rinnovare e trasmettere nuovamente questo spirito di servizio è una domanda alla quale la politica ha il dovere di rispondere”.

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