Category: Veneto

  • Scuola, aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/27

    Scuola, aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/27

    Da oggi e fino al 14 febbraio 2026 sono aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/2027.

    Le domande per il I e il II ciclo di istruzione potranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Unica, all’indirizzo: https://unica.istruzione.gov.it/it/orientamento/iscrizioni.

    La modalità online è prevista anche per le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e alle scuole paritarie che, su base volontaria, aderiscono alla modalità telematica.

    L’accesso alla piattaforma Unica avviene tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

    Restano invece cartacee, e devono pertanto essere presentate direttamente nelle segreterie delle istituzioni scolastiche, le domande di iscrizione alla Scuola dell’infanzia, alle scuole della Valle d’Aosta, di Trento e di Bolzano, nonché quelle relative a specifici percorsi indicati annualmente nella nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

    All’interno della piattaforma Unica sono disponibili informazioni dettagliate sugli istituti (“Cerca la tua scuola”) e specifiche sezioni dedicate all’orientamento, pensate per accompagnare le famiglie e gli studenti della Scuola secondaria di I grado nella scelta del percorso formativo e professionale successivo. Tra queste: “Il tuo percorso”, “E-Portfolio”, “Docente tutor”, “Guida alla scelta”, “Statistiche su istruzione e lavoro” e, a partire da quest’anno, “What’s Next: l’orientamento nel Metaverso”, un innovativo servizio digitale.

    Per l’anno scolastico 2026/27 è possibile accedere alle importanti opportunità offerte dalla filiera formativa tecnologico-professionale presentando domanda d’iscrizione alle prime classi dei percorsi di 4 anni degli istituti tecnici e professionali e ai percorsi innovativi del Liceo del Made in Italy.

    Le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026-2027 interessano 1.342.504 studenti e le relative famiglie. Tutte le informazioni sono disponibili su https://www.istruzione.it/iscrizionionline/ e su https://unica.istruzione.gov.it/it/orientamento/iscrizioni.

    “La ulteriore semplificazione realizzata dal Ministero su richiesta del Ministro Giuseppe Valditara sta dando risultati significativi: alle 11.30 (di oggi martedì ndr) le iscrizioni sono triplicate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno grazie alla velocizzazione dei tempi della procedura” fa sapere il Ministero.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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  • Lupi come ombre nella neve

    Lupi come ombre nella neve

    I lupi non si lasciano fotografare quando vogliono davvero nascondersi. Questa potrebbe essere la sintesi di uno studio che ha confrontato due modi molto diversi di osservare la vita quotidiana di questi predatori: le fototrappole piazzate lungo le strade forestali e i sensori di movimento agganciati direttamente al collo degli animali.

    Per oltre un decennio, ricercatori in Croazia e nella Turchia nordorientale hanno raccolto dati su trentasette lupi dotati di collari con accelerometri, dispositivi capaci di registrare ogni movimento del corpo, ogni corsa, ogni riposo. Contemporaneamente, centinaia di fototrappole disseminate lungo le strade forestali immortalavano il passaggio di questi carnivori, accumulando migliaia di scatti.

    Il confronto tra i due metodi ha rivelato qualcosa di interessante. In linea generale, entrambi gli approcci concordano sul fatto che i lupi siano animali prevalentemente notturni, con un calo di attività nelle ore centrali del giorno. Ma quando si entra nei dettagli, le differenze diventano significative. Le fototrappole, per esempio, non sono riuscite a cogliere un cambiamento importante nel comportamento dei lupi durante la tarda primavera, quando le femmine allevano i cuccioli. In quel periodo, gli accelerometri hanno registrato un aumento dell’attività diurna, probabilmente legato alla necessità di procurare prede più piccole e vulnerabili per nutrire i piccoli. Le telecamere sulle strade, invece, non hanno catturato questo fenomeno, semplicemente perché i lupi in quei momenti evitavano le vie forestali.

    Il motivo è legato al modo in cui questi animali usano le strade. I lupi le percorrono soprattutto per spostarsi rapidamente da un punto all’altro del territorio, specialmente durante le ore notturne quando il rischio di incontrare esseri umani è minimo. Ma per attività più delicate, come il riposo o la cura dei cuccioli, preferiscono stare alla larga dai sentieri battuti. Questo significa che una fototrappola piazzata su una strada cattura solo una fetta particolare del comportamento del lupo, quella legata agli spostamenti veloci.

    Le differenze tra i due siti di studio hanno aggiunto ulteriori sfumature. In Croazia, dove i lupi si nutrono in buona parte di ungulati selvatici come caprioli e cervi, la correlazione tra i dati delle fototrappole e quelli degli accelerometri era più forte. In Turchia, invece, dove il bestiame domestico e i piccoli mammiferi costituiscono la base dell’alimentazione e dove i boschi sono più radi, le discrepanze erano maggiori. I lupi turchi, costretti a cacciare in aree aperte dove non è possibile installare telecamere, risultavano quasi invisibili alle fototrappole durante alcune ore del giorno.

    Un altro fattore interessante riguarda la neve. Durante l’inverno croato, le fototrappole hanno registrato un picco di attività notturna dei lupi sulle strade. La spiegazione più probabile è che le strade sgomberate dalla neve offrissero percorsi più agevoli rispetto al sottobosco innevato. In Turchia, invece, dove le strade forestali in inverno vengono raramente utilizzate e si coprono di neve più del terreno circostante grazie alla minore copertura arborea, i lupi tendevano a evitarle, risultando meno visibili alle telecamere proprio nei mesi più freddi.

    Questi risultati non significano che le fototrappole siano uno strumento inutile per studiare la fauna selvatica. Al contrario, rappresentano un metodo economico e non invasivo che può fornire informazioni preziose sulla presenza e sulla distribuzione delle specie. Ma suggeriscono cautela nell’interpretazione dei dati, soprattutto quando le telecamere vengono posizionate in punti strategici come strade e sentieri piuttosto che in modo casuale sul territorio.

    La lezione più importante riguarda forse la complessità del comportamento animale. Un lupo non è semplicemente attivo o inattivo in determinate ore del giorno. La sua attività cambia in base alla stagione, alle condizioni meteorologiche, alla disponibilità di prede, alla presenza umana e persino alla conformazione del terreno. Catturare questa complessità richiede strumenti diversi, ciascuno con i propri punti di forza e i propri limiti. Gli accelerometri offrono un ritratto dettagliato e continuo della vita di un singolo individuo, ma richiedono la cattura e la manipolazione dell’animale. Le fototrappole permettono di monitorare intere comunità senza disturbo, ma raccontano solo ciò che accade nei luoghi dove sono installate.

    In un’epoca in cui la tecnologia offre strumenti sempre più sofisticati per osservare la natura, questo studio ricorda che nessun metodo è perfetto e che la verità spesso emerge dal confronto tra prospettive diverse. I lupi, dal canto loro, continuano a vivere le loro vite complesse, indifferenti agli sforzi umani di comprenderli, svelando i loro segreti solo a chi sa guardare nel posto giusto al momento giusto.

    (Autore: Paola Peresin)
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  • In arrivo la fiamma olimpica: tutte le date del passaggio nelle nostre zone

    In arrivo la fiamma olimpica: tutte le date del passaggio nelle nostre zone

    Continua il conto alla rovescia per l’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina (dal 6 al 22 febbraio), appuntamento tanto atteso per il quale anche le nostre zone si stanno preparando.

    Un appuntamento che sarà anticipato dal passaggio della fiamma olimpica, un rito sportivo e simbolico, che annuncia l’arrivo dei Giochi invernali, oltre a essere un momento collettivo molto sentito.

    Tutto ha avuto inizio lo scorso 26 novembre, con la cerimonia di accensione della fiamma nel bosco dell’antica Olimpia, dove nacquero i Giochi olimpici e ora, di fatto, la fiamma stessa sta attraversando varie zone d’Italia.

    Quando passerà nei nostri territori? Stanno circolando le date e, nei prossimi giorni, sicuramente si conosceranno gli orari e i punti precisi dei passaggi.

    Mercoledì 21 gennaio la fiamma olimpica toccherà Asolo, Montebelluna e Castelfranco Venetogiovedì 22 gennaio arriverà a Treviso, Mestre, Porto Marghera e Veneziavenerdì 23 gennaio a Jesolo.

    E ancora, domenica 25 gennaio giungerà a Conegliano, Vittorio Veneto, Valdobbiadene, Feltre, Trichiana e Bellunolunedì 26 gennaio Ponte nelle Alpi, Farra d’Alpago, Longarone, Pieve, Tai, Valle e San Vito di Cadore, per poi approdare a Cortina d’Ampezzo al Rifugio Tofane.

    La data scelta per l’arrivo della fiamma olimpica a Cortina non è stata scelta a caso: il 26 gennaio 1956 proprio a Cortina d’Ampezzo andarono in scena le Olimpiadi invernali, le prime in Italia e in diretta televisiva. Un passaggio che susciterà sicuramente una girandola di emozioni.

    (Autore: Arianna Ceschin)
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  • Consiglio regionale, insediate le commissioni permanenti. Ecco presidenti, vice e segretari

    Consiglio regionale, insediate le commissioni permanenti. Ecco presidenti, vice e segretari

    Nella mattinata di oggi lunedì si sono insediate le 6 commissioni consiliari permanenti del Consiglio regionale del Veneto. In occasione della prima seduta, ciascuna commissione ha proceduto, come previsto dal Regolamento consiliare, all’elezione del proprio Presidente, del Vicepresidente e del Segretario.

    Le riunioni si sono svolte a palazzo Ferro Fini, nelle sale consiliari “Sala Legni” e “Sala del Leone”, secondo il calendario prestabilito. A presiederle, pro tempore, il Presidente del Consiglio regionale Luca Zaia e i Vicepresidenti Francesco Rucco e Andrea Micalizzi, che hanno aperto i lavori delle singole commissioni. L’elezione delle cariche è avvenuta con un’unica votazione a scrutinio segreto.

    Di seguito, la composizione e le materie di competenza delle commissioni consiliari permanenti.

    Prima commissione: politiche istituzionali e dell’Unione europea, relazioni internazionali, bilancio e programmazione regionale).

    Seduta presieduta pro tempore (fino alla nomina del Presidente) da Luca Zaia.

           •      Presidente: Andrea Tomaello (Stefani Presidente), eletto con 34 voti favorevoli e 15 astenuti.

           •      Vicepresidente: Paolo Galeano (Pd), eletto con 37 voti favorevoli e 12 astenuti.

           •      Segretario: Cristiano Corazzari (Lega- Liga Veneta), eletto con 46 voti favorevoli e 3 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (M5S), Barbisan (Stefani Presidente), Benetti (FdI), Borgia (Fdi), Brescacin (Misto), Cendron (Le Civiche Venete), Dalla Pozza (Pd), Lovat (Szumski Resistere Veneto), Manildo (Pd), Marcon (Lega- LV), Micalizzi (Pd), Morosin (Liga Veneta Repubblica), Pasqualon (UDC), Patron (FI), Pressi (Stefani Presidente), Rocco (Uniti per Manildo Presidente), Szumski (Szumski Resistere Veneto),

    Seconda commissione: territorio, infrastrutture, trasporti, lavori pubblici, ambiente, difesa del suolo, cave, torbiere e miniere.

    Seduta presieduta pro tempore da Luca Zaia.

           •      Presidente: Elisa De Berti (Lega- LV), eletto con 29 voti favorevoli e 16 astenuti.

           •      Vicepresidente: Jonatan Montanariello (Pd), eletto con 18 voti favorevoli e 27 astenuti.

           •      Segretario: Anna Leso (FdI), eletto con 33 voti favorevoli e 12 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (FdI), Bevilacqua (Lega- LV), Bigon (Pd), Calligaro (FdI), Dalla Pozza (Pd), Galeano (Pd), Lovat (Szumski Resistere Veneto), Manildo (Pd), Marcon (Lega- Liga Veneta), Martini (Stefani Presidente), Micalizzi (Pd), Ostanel (AVS), Patron (FI), Rucco (FdI), Soranzo (FdI), Vianello (Lega- LV).

    Terza commissione: economia, agricoltura, montagna, caccia, pesca, politiche forestali ed energia.

    Seduta presieduta pro tempore da Francesco Rucco.

           •      Presidente: Roberto Marcato (Lega- LV), eletto con 35 voti favorevoli e 9 astenuti.

           •      Vicepresidente: Alessandro Del Bianco (Pd), eletto con 14 voti favorevoli e 30 astenuti.

           •      Segretario: Stefano Valdegamberi (Lega- LV), eletto con 33 voti favorevoli e 11 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (M5S), Barbera (FdI), Bedin (Lega- LV), Benetti (FdI), Bozza (FI), Conte (Lega- LV), Dalla Pozza (Pd), Maltauro (FI), Manildo (Pd), Montanariello (Pd), Mosco (Stefani Presidente), Rigo (Lega- Liga Veneta), Szumski (Szumski Resistere Veneto).

    Quarta commissione: valutazione delle politiche pubbliche e degli effetti della legislazione regionale, promozione della legalità.

    Seduta presieduta pro tempore da Francesco Rucco.

           •      Presidente: Gianpaolo Trevisi (Pd), eletto con 37 voti favorevoli e 2 astenuti

           •      Vicepresidente: Rosanna Conte (Lega- LV), eletto con 38 voti favorevoli e 2 astenuti.

           •      Segretario: Laura Besio (FdI), eletto con 38 voti favorevoli e 2 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (M5S), Barbera (FdI), Calzavara (Lega- LV), Galeano (Pd), Lovat (Szumski Resistere Veneto), Pressi (Stefani Presidente), Szumski (Szumski Resistere Veneto), Vianello (Lega- LV).

    Quinta commissione: politiche sociosanitarie

    Seduta presieduta pro tempore da Andrea Micalizzi.

           •      Presidente: Manuela Lanzarin (Lega- LV), eletto con 36 voti favorevoli e 10 astenuti. Due voti favorevoli per l’altro candidato, Riccardo Szumski (Szumski Resistere Veneto).

           •      Vicepresidente: Chiara Luisetto (Pd), eletto con 17 voti favorevoli e 31 astenuti.

           •      Segretario: Silvia Calligaro (FdI), eletto con 33 voti favorevoli e 15 astenuti.

           •      Componenti: Barbisan (Lega- LV), Bedin (Lega- LV), Besio (FdI), Bigon (Pd), Borgia (FdI), Bozza (FI), Brescacin (Misto), Conte (Lega- LV), Cunegato (AVS), Leso (FdI), Mosco (Stefani Presidente), Ostanel (AVS), Pasqualon (UDC), Rocco (Uniti per Manildo Presidente), Rucco (FdI), Sambo (Pd), Soranzo (FdI), Szumski (Szumski Resistere Veneto).

    Sesta commissione: istruzione, formazione, lavoro, ricerca, cultura, turismo e sport.

    Seduta presieduta pro tempore da Andrea Micalizzi.

           •      Presidente: Enoch Soranzo (FdI), eletto con 30 voti favorevoli e 16 astenuti.

           •      Vicepresidente: Monica Sambo (Pd), eletto con 13 voti favorevoli e 33 astenuti.

           •      Segretario: Francesco Calzavara (Lega- LV), eletto con 36 voti favorevoli e 10 astenuti.

           •      Componenti: Baldan (FdI), Barbera (FdI), Besio (FdI), Borgia (FdI), Cendron (Le Civiche Venete), Cunegato (AVS), Del Bianco (Pd), Leso (FdI), Lovat (Szumski Resistere Veneto), Luisetto (Pd), Maltauro (FI), Marcon (Lega- Liga Veneta), Martini (Stefani Presidente), Ostanel (AVS), Trevisi (Pd), Vianello (Lega- Liga  Veneta).

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  • Referendum sulla Giustizia, si vota il 22 e 23 marzo. In alcuni collegi sarà “Election Day”

    Referendum sulla Giustizia, si vota il 22 e 23 marzo. In alcuni collegi sarà “Election Day”

    Il Consiglio dei Ministri, riunitosi oggi lunedì, ha indicato domenica 22 e lunedì 23 marzo come date nelle quali aprire le urne per il referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia, fortemente voluta dal Governo Meloni e dal Guardasigilli trevigiano Carlo Nordio in particolare.

    Le due date coincideranno anche – ove necessario – con elezioni politiche suppletive: è il caso dei collegi veneti nei quali erano stati eletti deputati al Parlamento il nuovo governatore Alberto Stefani e il suo assessore Massimo Bitonci, i cui nuovi ruoli sono incompatibili con gli scranni di Montecitorio.

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  • Ottantaquattrenne contromano in A28 a notte fonda, premiati i poliziotti che evitarono il peggio

    Ottantaquattrenne contromano in A28 a notte fonda, premiati i poliziotti che evitarono il peggio

    Nel corso del consueto scambio di auguri di fine anno della Società Autostrade Alto Adriatico, è stato riconosciuto il massimo risalto a un evento che ha al suo centro la sicurezza stradale.

    Il fattore tempo, l’autocontrollo, l’applicazione delle procedure e il lavoro di squadra sono elementi che fanno la differenza tra l’ordinario e lo straordinario, e talvolta tra la vita e la morte. Si tratta di capacità non comuni, di cui si è avuta un’eccezionale dimostrazione proprio nel corso di quest’anno: gli agenti della Polizia stradale di Spilimbergo, il sovrintendente Paolo Piva e l’agente scelto Daniele Mendolia, il 4 maggio 2025, in un servizio di pattugliamento sono riusciti a bloccare un automobilista 84enne che stava percorrendo l’autostrada A28 in contromano.

    Un’azione decisiva che ha consentito di scongiurare un grave pericolo per gli utenti della strada, visto che in situazioni analoghe spesso ci sono state anche perdite di vite.

    Proprio per questa azione tempestiva e fondamentale per la sicurezza stradale, Autostrade Alto Adriatico ha deciso di sottolineare il coraggio e la competenza dei due agenti della Polizia Stradale, premiandoli nel corso della festa di fine anno, alla presenza di centinaia di persone.

    Un gesto non solo simbolico, ma un vero e proprio “grazie”, concretizzatosi con un lungo e commosso applauso da parte della platea dei dipendenti della Concessionaria autostradale che si è alzata tutta in piedi per rendere onore al valoroso gesto dei due poliziotti.

    L’episodio, raccontato anche in un video realizzato e trasmesso in anteprima lo scorso autunno durante l’evento “Aiscat e Polizia stradale” tenutosi a Trieste, è avvenuto verso le 2.30 di notte del 4 maggio scorso. Fu una telefonata del Coa (Centro operativo autostradale) a informare i due agenti di quanto stava accadendo sulla Conegliano – Portogruaro, dove un veicolo era stato segnalato in contromano.

    Con prontezza, i due agenti iniziarono a superare tutti i veicoli che si stavano avvicinando, a loro insaputa, contro l’auto che procedeva in senso inverso. Quindi si sono posizionati al centro della carreggiata, con le luci di emergenza accese e il pannello “safety car” aperto come atto di protezione.

    Così facendo, la pattuglia ha rallentato il traffico alle loro spalle. Un po’ grazie all’istinto e un po’ con la preparazione che contraddistingue la polizia stradale, gli agenti Piva e Mendolia sono riusciti a fermare il veicolo contromano senza causare incidenti. Dopo aver scongiurato il peggio, gli operatori hanno anche accompagnato l’uomo, confuso e disorientato, in sicurezza fino a casa.

    “Una vicenda – afferma il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco – che sottolinea quanto sia importante la sinergia tra Autostrade Alto Adriatico e Polizia stradale, soprattutto lungo arterie ad alto scorrimento e velocità in cui gli attimi sono fondamentali per garantire la sicurezza. Agli “Eroi” Piva e Mendolia va il nostro grazie sincero per la grande opera quotidiana di protezione delle vite umane, fatta con il coraggio e la competenza che da sempre contraddistingue l’azione della Polizia stradale in favore di tutti i cittadini”.

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  • Adescamenti su siti d’incontri, poi le rapine: fratelli arrestati. Hanno 39 anni in due

    Adescamenti su siti d’incontri, poi le rapine: fratelli arrestati. Hanno 39 anni in due

    Adescavano uomini su siti d’incontri, per poi rapinarli. A una delle vittime, un 27enne del Trevigiano, avrebbero rubato il cellulare e “alleggerito” il conto per più di 500 euro. In manette sono finiti due fratelli che, in un caso, avrebbero anche rubato l’auto di una delle vittime, per poi abbandonarla in un campo del Comune di San Zenone degli Ezzelini.

    Nella prima mattinata di venerdì scorso, i Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno tratto in arresto in flagranza di reato due fratelli di Mussolente, una ragazza di 21 anni e il fratello di 18, ritenuti responsabili di aver commesso una rapina aggravata nel corso della precedente nottata.

    Nello specifico, verso l’una di quel giorno, si è presentato alla Stazione Carabinieri di Bassano del Grappa un ragazzo di 29 anni, di origini macedoni, residente nel Padovano, il quale ha riferito ai militari presenti che, poco più di un’ora prima, dopo essere arrivato a Bassano per recarsi a un appuntamento concordato con una ragazza conosciuta su di una chat di incontri online e dopo aver parcheggiato la proprio auto in via Monte Rambon, in prossimità del parco pubblico “Gino Pistorello”, si era avviato a piedi all’interno dello stesso al fine di sedersi su di una panchina, come da indicazioni ricevute dalla ragazza.

    Improvvisamente, il 29enne ha avvertito un rumore di passi dietro di lui, come di qualcuno che stesse correndo e, voltandosi, si è accorto della presenza di un uomo, alto e corpulento, travisato con un passamontagna.

    Quest’ultimo, che impugnava sulla mano destra un tirapugni e sull’altra un coltello, senza proferire alcuna parola, avrebbe colpito il malcapitato con alcuni pugni in testa, nel contempo minacciandolo con la suddetta arma bianca. Nel tentativo di chiedere aiuto, la vittima ha cercato di allontanarsi e prendere il proprio cellulare, ricevendo pertanto ulteriori minacce dall’uomo che gli intimava di consegnarglielo; tuttavia, approfittando di un momento di distrazione dell’aggressore, causato dal passaggio occasionale di un’auto, è riuscito ad allontanarsi a piedi, notando però che il malvivente, invece di seguirlo, si è diretto verso la sua vettura, lasciata dallo stesso aperta con le chiavi inserite, salito a bordo della quale si è allontanato velocemente, facendo perdere le proprie tracce.

    Pertanto, il 29enne, dopo aver chiesto l’aiuto di un familiare residente in zona, con il quale ha provato inizialmente a cercare il proprio veicolo nelle vie adiacenti, si è recato nella sede della Compagnia Carabinieri di Bassano del Grappa dove ha presentato denuncia-querela per la patita rapina e poi si è recato autonomamente al locale Pronto Soccorso per le cure del caso, a seguito delle lesioni ricevute, venendo successivamente dimesso con 7 giorni di prognosi.

    Nella circostanza, i militari della Stazione bassanese, insieme a quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, che già da qualche giorno stavano svolgendo alcune indagini su fatti simili accaduti in quel Comune, avendo già focalizzato l’attenzione su due fratelli, e avendo nell’immediatezza riscontrato il medesimo modus operandi, ritenendo con ragionevole certezza che gli stessi fossero gli autori – con ruoli differenti – anche di quest’ultima rapina aggravata, dopo averli identificati con certezza e rintracciati, li hanno sottoposti, nelle rispettive abitazioni, a perquisizioni personali e locali, all’esito delle quali, nello specifico nell’abitazione del 18enne sono stati trovati alcuni capi d’abbigliamento indossati dallo stesso nel corso dell’aggressione avvenuta poco prima, nonché il suo passamontagna, la noccoliera e, all’interno della sua auto, anche il coltello utilizzato per minacciare il 29enne del Padovano.

    I due fratelli hanno fornito anche le indicazioni per recuperare l’auto della vittima, dagli stessi condotta in un campo a San Zenone degli Ezzelini e lì abbandonata. Pertanto, individuata la zona e rintracciato il veicolo, lo stesso è stato restituito al legittimo proprietario.

    Inoltre, nel corso della perquisizione effettuata all’interno della residenza dell’indagato 18enne, i militari hanno trovato nella disponibilità dello stesso 12 piante di “marijuana”, dallo stesso custodite all’interno di una stanza della propria abitazione, adibita a vera e propria serra, tanto da avere anche le apposite lampade e un impianto di reazione. Il tutto, come il materiale rinvenuto e afferente alla rapina, è stato sottoposto a sequestro.

    I Carabinieri hanno acquisito ulteriori e gravi indizi di colpevolezza a carico dei due fratelli, ritenuti responsabili, sempre in concorso tra loro, di altri due episodi simili, una rapina consumata e una violenza privata, avvenuti a Bassano del Grappa il 22 novembre e il 4 gennaio scorsi, rispettivamente ai danni di:

    • un 27enne del Trevigiano, il quale, recatosi a Bassano del Grappa al fine di incontrare una ragazza conosciuta tramite una chat di incontri online, è stato avvicinato da un giovane sconosciuto all’interno del parco pubblico “Ragazzi del ‘99”, luogo scelto per l’incontro, il quale, dopo essersi fatto consegnare, previa minaccia, l’I-phone 15 pro max della vittima, ha costretto quest’ultima a prelevare e consegnargli, sempre dietro minaccia, la somma di 300 euro, per poi allontanarsi definitivamente con il telefono; nella circostanza, sempre il denunciante, qualche giorno dopo, ha constatato come dal suo conto corrente fossero stati prelevati ulteriori 250 euro, utilizzando verosimilmente l’apposita app presente sullo smartphone asportatogli;
    • un 24enne di Colceresa (Vicenza), il quale, giunto a Bassano del Grappa per incontrare una ragazza conosciuta su una chat di incontri online, la medesima della vittima dell’ultima rapina, dopo aver girato per alcune strade del centro, al fine di raggiungere il luogo dell’incontro, fissato, per volere dell’ignota interlocutrice, prima nella zona di parco “Ragazzi del ‘99” e poi nei pressi del “Pistorello”, per poi scegliere il parchetto di via Sanzio, insospettitosi dal modo di fare della ragazza, ha deciso di desistere, notando però di essere seguito da un veicolo di colore chiaro che, appunto, lo pedinava. Giunto in Viale Venezia, all’incrocio con Viale delle Fosse, fermatosi al semaforo rosso, ha notato il passeggero del veicolo che, sceso dall’abitacolo, travisato in volto, dopo avergli forato lo pneumatico posteriore sinistro, ha tentato di aprire la sua portiera, bussandogli energicamente sul vetro del finestrino; il 24enne, impaurito, ha ripreso immediatamente la marcia, subito seguito dal suddetto veicolo, nel contempo contattando la Centrale Operativa della Compagnia di Bassano del Grappa, il cui operatore, appreso quanto stava accadendo, lo ha guidato al fine di raggiungere la sede di quell’ufficio, dove è giunto poco dopo, mentre il mezzo inseguitore si è dileguato.

    Per tali episodi, i due fratelli sono stati denunciati per rapina aggravata e violenza privata. Per l’attività del 9 gennaio, invece, all’esito delle formalità di rito, stante quanto emerso dall’attività dei Carabinieri bassanesi, i due fratelli sono stati dichiarati in stato di arresto poiché ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso e, come disposto dal Pubblico Ministero, sottoposti, la 21enne alla misura cautelare degli arresti domiciliari nella propria residenza, e il 18enne della custodia in carcere, in attesa della celebrazione dell’udienza di convalida.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Carabinieri Vicenza)
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  • “La vita ha spesso una trama pessima”: 50 anni dalla morte della regina dei gialli Agatha Christie

    “La vita ha spesso una trama pessima”: 50 anni dalla morte della regina dei gialli Agatha Christie

    “La vita ha spesso una trama pessima. Preferisco di gran lunga i miei romanzi”: sono trascorsi 50 anni da quel 12 gennaio 1976 in cui Agatha Christie (all’anagrafe Agatha Mary Clarissa Miller), riconosciuta a livello globale come la regina dei gialli, morì all’età di 85 anni a Winterbrook (nel Regno Unito).

    Intramontabili i suoi personaggi, come il detective belga Hercule Poirot o l’arzilla Miss Marple, come suggestive le ambientazioni sempre differenti scelte a incorniciare le trame avvincenti.

    Per i suoi protagonisti e per gli scenari dei suoi romanzi, Agatha Christie prese ispirazione dai luoghi che aveva visitato (come ad esempio i siti archeologici) e dalle persone incontrate nel corso dei viaggi fatti in solitaria, con il primo marito, l’ufficiale dell’esercito Archibald Christie (del quale mantenne il cognome per le sue opere letterarie) e con il secondo consorte, l’archeologo Max Mallowan, incontrato a bordo del leggendario Orient Express.

    Hercule Poirot si ispirava a quei i belgi rifugiatisi a Torquay (dove nacque la stessa Christie) e da lei assistiti come volontaria, durante la prima Guerra mondiale, mentre Miss Marple riportava i tratti di una vecchia zia.

    Inoltre, aveva imparato a maneggiare veleni e sostanze chimiche durante la Seconda guerra mondiale, durante il periodo in cui fu addetta alla farmacia dell’University College Hospital di Londra. Sostanze che spesso comparivano nei diversi romanzi.

    I libri della Christie vennero tradotti in più di 50 lingue e trasposti al cinema (l’ultimo film è “Assassinio a Venezia”, uscito nel 2023 con Kenneth Branagh nel ruolo del detective Poirot), in televisione (indimenticabile la serie con David Suchet, sempre nei panni di Hercule Poirot).

    Pare che si tratti della scrittrice inglese più tradotta nella storia dell’editoria, seconda solo a William Shakespeare.

    Furono ben 66 i romanzi gialli da lei scritti e 14 le raccolte, senza contare le opere poetiche, storie su spiritismo e paranormale e i sei romanzi rosa, che firmò con lo pseudonimo di Mary Westmacott.

    Venne nominata commendatore dell’Ordine dell’Impero britannico e Dama dell’Impero, proprio in riferimento alla sua attività di scrittrice.

    Una fervida attività stimolata da una continua ispirazione, che la portò a essere “incoronata” come la regina dei gialli.

    E sono diverse le iniziative dedicate a questa regina dei gialli nel 50esimo dalla sua morte.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Wikipedia – Alexis Jazz)
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  • Dalla strage di Mestre alla 28enne col tumore in gravidanza: un volume sui casi clinici più impegnativi per l’Ulss 2

    Dalla strage di Mestre alla 28enne col tumore in gravidanza: un volume sui casi clinici più impegnativi per l’Ulss 2

    Dal pullman precipitato nella tragedia di Mestre, fino al tumore della ragazza di 28 anni mentre era in gravidanza e il paziente operato contemporaneamente sia di un tumore al colon che di una metastasi al fegato: sono solo delle tre sfide affrontate dal personale medico dell’Ulss 2 Marca trevigiana che ha dato vita al primo volume sulla discussione dei casi clinici del 2024.

    Il volume raccolta il lavoro di approfondimento effettuato. Ispirato alla prestigiosa tradizione del New England Journal of Medicine e dedicato alla memoria del professor Mario Austoni, il progetto riafferma la centralità del metodo clinico e della sintesi diagnostica in un’epoca di crescente frammentazione specialistica.

    “In un contesto sanitario sempre più complesso, questo progetto coniuga la tradizione del metodo ippocratico con le esigenze della medicina moderna basata sulle evidenze – il commento del direttore generale Francesco Benazzi -. La centralità della persona, l’integrazione dei percorsi di cura e la sicurezza clinica sono i pilastri della nostra Azienda. Questo libro non è un punto d’arrivo ma una base concreta per una medicina umana e consapevole. Ringrazio tutti i professionisti, medici, infermieri e operatori sanitari, che hanno accettato di mettersi in gioco, dimostrando che la nostra è una comunità professionale viva e votata all’eccellenza e all’innovazione a beneficio dei cittadini”.

    Quindici i casi discussi e raccolti nell’abstract: tra questi il più eclatante è stato sicuramente quello rappresentato dalla maxi emergenza legata al pullman precipitato dal cavalcavia di Mestre il 3 ottobre 2024, provocando 21 morti e 17 feriti. La centrale operativa 118 di Treviso era stata immediatamente allertata, assieme a quella di Padova, a supporto dell’Ulss 3. L’analisi del caso è stata dettagliata, con l’esame dei percorsi clinici attivati dalle dieci Unità operative del Ca’ Foncello coinvolte nella presa in carico dei pazienti, di nazionalità diverse: Pronto Soccorso, Suem 118, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Pediatria, Direzione Medica di ospedale, Chirurgie, Radiologia, Neuroradiologia, Medicina di Laboratorio. 

    Sono state inoltre approfondite le attività di supporto nella gestione dei feriti, di attivazione degli interpreti e del team di psicologi sia per i feriti che per il personale, così come le comunicazioni quotidiane del bollettino clinico alla Regione.

    Tra i casi di maggior impatto, oltre al bus precipitato, il caso di una 28enne a cui è stato diagnosticato un cancro della cervice uterina in gravidanza, gestita congiuntamente da 4 Unità operative al fine di far nascere il bambino e contemporaneamente, gestire il tumore; e ancora il caso di un 80enne con un tumore al colon e 26 metastasi al fegato seguito, con esito positivo, da 7 Unità operative.

    Il percorso formativo “Discussione Casi Clinici” nasce dalla necessità di integrare le diverse competenze medico-chirurgiche in una valutazione unitaria del paziente. In un contesto nel quale la tecnologia trasforma rapidamente la pratica medica, l’iniziativa vuole recuperare l’insegnamento del professor Austoni (già Direttore dell’Istituto di Semeiotica medica di Padova): la diagnosi come processo rigoroso che parte dall’ascolto del paziente e dall’esame obiettivo, ripetendosi in cicli di raccolta dati e ipotesi fino alla certezza clinica.

    La discussione dei casi non è solo un momento di confronto tecnico ma una piattaforma dinamica di miglioramento continuo. La decisione di raccogliere gli abstract dei casi presentati nel 2024 in un volume dedicato nasce dalla volontà di valorizzare l’impegno dei medici e di creare un patrimonio di conoscenza condivisa a disposizione di tutta la comunità sanitaria.

    Attraverso l’analisi di casi reali, l’Ulss 2 punta a migliorare l’appropriatezza degli interventi e a rafforzare la collaborazione interdisciplinare. La raccolta degli abstract 2024 rappresenta un passo decisivo verso la condivisione strutturata del sapere, offrendo uno strumento di aggiornamento permanente e lasciando una traccia duratura della qualità clinica prodotta all’interno degli ospedali della Marca.

    Il Gruppo di lavoro scientifico dietro questa iniziativa è composto da: dottor Stefano Formentini (Area Management sanitario); dottor Pier Giorgio Scotton (Area Medica); professor Giacomo Zanus (Area Chirurgica); dottoressa Francesca Dallago (Programmazione e supporto metodologico). Il volume sarà distribuito a tutto il personale dell’azienda sanitaria.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Ulss 2. Video: Qdpnews.it)
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  • “Il Veneto dalla parte dei manifestanti iraniani”: da Brescacin una risoluzione “per la libertà e la democrazia”

    “Il Veneto dalla parte dei manifestanti iraniani”: da Brescacin una risoluzione “per la libertà e la democrazia”

    “Il Veneto è a fianco dei manifestanti che in Iran protestano contro il regime islamico di Teheran. La nostra terra crede nella libertà, nella democrazia e nel rispetto dei diritti. Tutti valori fondamentali del sistema occidentale e tutti valori che oggi l’Iran, al pari di altre autocrazie nel mondo, non riconosce. Le donne iraniane, in particolare, hanno subìto in questi ultimi anni una repressione brutale, fatta di arresti, violenze e impiccagioni. Il mondo non può nemmeno conoscere quante donne ogni anno vengono punite per la sola colpa di non indossare il velo islamico. Repressione dell’opposizione interna, impossibilità di esprimere il dissenso, violenza brutale sugli oppositori interni: il Veneto non può riconoscersi in tutto questo e sostiene con forza le coraggiose delle proteste iraniane”.

    Così, in una nota, la consigliera regionale trevigiana Sonia Brescacin (Gruppo Misto), che sul tema ha presentato una risoluzione intitolata “Il governo italiano condanni le sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran”.

    Il documento invita il Consiglio regionale del Veneto a esprimere la propria solidarietà verso gli uomini e le donne che in Iran protestano contro il regime islamico, nonché la propria vicinanza alle donne che da anni, con coraggio, si battono in Iran per il riconoscimento dei propri diritti, e la propria contrarietà a qualsiasi forma di autocrazia e ribadisce la propria convinta adesione ai valori delle democrazie liberali.

    (Autore: Redazione di Qdpnews.it)
    (Foto: Consiglio regionale del Veneto)
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