Category: Cison di Valmarino

  • Custodi e innovatori: Antonio Buffon, garibaldino del Cisonese

    Custodi e innovatori: Antonio Buffon, garibaldino del Cisonese

    Un tema originale per valorizzare i nostri paesi. E visto che ogni comunità ha le sue anime, figure che ne custodiscono l’essenza o ne tracciano il futuro, si è pensato con questa rubrica di raccontare le storie di chi, con il proprio impegno, incarna i valori, le tradizioni e le ambizioni del proprio paese.

    Attenzione, però: non si parla di celebrità, ma di persone riconosciute e amate dai loro concittadini o, in alcuni casi, a loro sconosciuti, ma che rappresentano dei veri simboli della storia, della continuità o del cambiamento, in positivo, del nostro territorio.

    Ecco allora, dopo “luoghi dimenticati” e “campanili”, un altro filone della rubrica settimanale di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, con cui Qdpnews.it riprende per i lettori fatti, avvenimenti o aspetti della vita dei nostri paesi.

    La nostra rubrica settimanale rende omaggio a una personalità emblematica: Antonio Buffon, patriota e garibaldino, la cui vicenda si intreccia strettamente con la storia di Cison di Valmarino e con i momenti cruciali del Risorgimento italiano.

    Persone Iconiche del Comune di Cison di Valmarino

    Antonio Buffon

    Di Enrico Dall’Anese

    Dovendo scegliere un personaggio illustre di Cison per questa rubrica, la nostra scelta cade su un’insigne figura di patriota del quale il 5 agosto ricorre l’anniversario della morte.

    Si tratta di Antonio Buffon, insigne garibaldino nato nel 1841, che a soli 18 anni era già arruolato e partecipava alla campagna del 1859 con i volontari capitanati dal celebre generale Medici.

    Di Buffon non possediamo una foto, ma abbiamo un suo ritratto fisico diramato nel 1861 dalla Polizia austriaca di Venezia nel tentativo di arrestarlo come “gravemente sospetto in linea politica”:

    “Statura alta, capelli castani, corporatura snella, fronte regolare, ciglia castane, occhi simili, naso profilato, barba nascente, bocca media, mento ovale, viso oblungo, colorito sano”.

    Nel 1860-61, come capitano nell’esercito dell’Italia meridionale, arruola volontari per il Corpo di Vercelli. Nel 1866 prende parte alla campagna di guerra contro gli Austriaci quale capitano del 4° battaglione del Corpo delle Bande armate venete.

    Qualche mese dopo è capitano del 2° battaglione di volontari di Guardia nazionale della provincia di Belluno. Nel frattempo organizza, come comandante, la Banda dei Garibaldini stanziati a Cison.

    Dopo l’Unità d’Italia il Buffon ricoprì importanti incarichi nelle pubbliche amministrazioni.

    Nel 1875 il Ministero degli interni lo elogiava per la sua opera durante le straordinarie inondazioni che avevano desolato il territorio romano.

    Dal 1881 al 1885 fu nominato capitano nella Milizia territoriale di La Spezia.

    Nel 1894 fu ispettore di Pubblica Sicurezza a Venezia, nel 1902 commissario straordinario prima a Benevento e poi nel Pistoiese.

    Si erano frattanto susseguite numerose onorificenze tra le quali quelle di Cavaliere di San Maurizio e Lazzaro, di decorato dell’Ordine dell’Aquila Nera di Prussia e di Commendatore della Corona d’Italia.

    Con la consueta retorica del tempo così il dott. Adolfo Schileo lo ricordava nel corso delle esequie solennemente celebrate a Cison il 7 agosto 1905:

    “Nella sua vita, dirò così romanzesca, di frequente rifulsero episodi di sublimi ardimenti, di sagacie geniali, di liberalità spontanee. Né ancora son qui spenti i ricordi di lui, giovane baldo, accorrente nelle schiere garibaldine, infiammato il petto del sacro fuoco della patria, né si è steso ancora l’oblio sui duri ceppi e le lunghe prigionie patite a suggello e riprova delle sue audacie di soldato e patriota. In penosi uffici, in difficili incarichi, egli seppe sempre accoppiare tatto a prontezza, generosità ed energia ovunque, riscuotendo plauso e benemerenza”.

    (Autore: Alessandro Lanza)
    (Foto: Eventi Venetando)
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  • Chiude per due giorni la strada del Passo San Boldo

    Chiude per due giorni la strada del Passo San Boldo

    La strada del Passo San Boldo (nel territorio comunale di Cison di Valmarino) sarà chiusa i prossimi giovedì 22 e venerdì 23 gennaio, dalle 8 alle 17, per lavori di manutenzione alle gallerie.

    Si tratta di una strada provinciale (SP 635) per la quale è prevista la chiusura dal chilometro 16+400 (all’altezza del semaforo del Passo San Boldo) al chilometro 17+100 (in corrispondenza del semaforo alla prima galleria, arrivando dalla frazione di Tovena).

    Come ha fatto sapere la Provincia di Treviso in un avviso, i lavori riguardano il ripristino delle coperture delle volte delle gallerie dello stesso Passo San Boldo, così da eliminare le infiltrazioni d’acqua e le conseguenti colate di ghiaccio sulla sede stradale.

    La chiusura della strada si è così rivelata necessaria per evitare il rischio di caduta di materiali durante i lavori di ripristino e, di conseguenza, per limitare i disagi alla circolazione (sia veicolare che pedonale).

    Tale chiusura verrà segnalata da appositi tabelloni e sbarramenti.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Distretto del Commercio della Vallata: un corso d’inglese per i negozi di vicinato

    Distretto del Commercio della Vallata: un corso d’inglese per i negozi di vicinato

    I Comuni di Tarzo (capofila del progetto), Cison di Valmarino, Follina, Miane e Revine Lago hanno dato ufficialmente vita al “Distretto Territoriale del Commercio dei Cinque Comuni della Vallata”, riconoscimento ottenuto dalla Regione del Veneto già nell’autunno del 2023. Il nuovo anno si apre ora con una progettualità condivisa che vede le cinque amministrazioni impegnate, in modo unitario, nel sostegno alle attività e alle botteghe di vicinato.

    La prima iniziativa concreta è l’attivazione di un corso di inglese rivolto ai commercianti dei Comuni aderenti al Distretto, pensato come azione formativa iniziale a supporto degli operatori del settore.

    Le amministrazioni comunali sottolineano come tra gli obiettivi principali del Distretto vi sia la promozione di percorsi di formazione e qualificazione professionale, finalizzati alla crescita delle competenze degli esercenti. In particolare, l’attenzione è rivolta al rafforzamento delle conoscenze linguistiche in ambito commerciale e turistico. Il sostegno alle piccole realtà presenti nei borghi e nelle piazze della Vallata, insieme a una presenza di turismo straniero in costante aumento, ha spinto gli amministratori a fare rete e a costruire nuove sinergie territoriali.

    La gestione e l’organizzazione del corso sono state affidate al Comitato Pro Loco UNPLI Treviso – Parco del Livelet. I costi sono stati suddivisi tra i partecipanti e i Comuni aderenti. Il corso, a numero chiuso, coinvolge una ventina di esercenti e si svolge presso la biblioteca di Cison di Valmarino.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto: Qdpnews.it)
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  • Andar per Presepi: scenari della Natività tra le strade di Mura

    Andar per Presepi: scenari della Natività tra le strade di Mura

    Fare una passeggiata nella natura, ammirando scenari variegati della Natività?

    Si tratta di un connubio che si trova a Mura, antico borgo di Cison di Valmarino che fino al giorno dell’Epifania esporrà il suo variegato itinerario di presepi.

    Un borgo che ha allestito la sua 21esima mostra, costellata da scenari della Natività di varia fattura, segno di quanto la creatività possa esprimersi in maniera sempre differente.

    Accanto alle opere dell’artista Valentino Moro, spuntano angeli, renne, candele, Re Magi e, addirittura, un Pinocchio con tanto di albero natalizio, che pare dare il benvenuto ai visitatori.

    E di visitatori ce ne sono sempre molti a Mura: il 1° gennaio in molti hanno deciso di trascorrere il primo pomeriggio del 2026 passeggiando tra le vie dei presepi, e non sono mancate neppure le corriere con i turisti.

    Vecchie slitte e sci, giardini di case abitate e angoli di dimore rustiche del passato, fondi di baccinelle, carriole, setacci, porte e balconi inutilizzati: sono soltanto alcuni degli strumenti e degli scenari scelti per i vari presepi messi in mostra.

    E ancora, pietra, lana (come quella della bisnonna Maria), vecchi strumenti per la produzione della grappa, antri di forni da giardino, ferro, sono gli altri materiali impiegati.

    Suggestivo anche l’angolo di una classe scolastica del passato, con tanto di banco, lavagna e libri di racconti per ragazzi è stata l’occasione per ricordare gli scenari tipici di un tempo.

    Un mosaico di presepi che, a ogni angolo del percorso, non fanno altro che generare stupore nei passanti, intenti a scattare foto.

    Suggestiva la Natività allestita sul ponticello e su una barchetta, segno di quanto la fantasia e la bravura artigianale non abbiano confini.

    Tutto questo si potrà ammirare fino all’Epifania, assieme ad alcuni appuntamenti collaterali.

    Domenica dalle 11 alle 15 i più piccoli potranno andare a spasso con i pony del centro equestre del Sogno, al parco giochi, mentre alle 14 le vie del borgo vedranno giochi, bolle di sapone e passi acrobatici sui trampoli.

    Per i più grandi, alle 15 sarà disponibile il vin brulè dalla fontana.

    Il giorno dell’Epifania, invece, alle 14 la Befana incontrerà i bimbi, accompagnata dal folletto spazzacamino, mentre alle 15 tornerà il vin brulè dalla fontana.

    (Autore: Arianna Ceschin)
    (Foto: Arianna Ceschin)
    (Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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