Stava andando a piedi, come era solita fare, per raggiungere il Capitello votivo che si trova a pochi metri dalla sua abitazione.
Una breve camminata che questa mattina, lunedì, è risultata purtroppo fatale ad Agnese Guadagnin, 86 anni, da sempre residente nel borgo di Costa, a Pederobba.
Oltretutto quel tratto di strada risulta al momento chiuso per alcuni lavori, circostanza che potrebbe aver influito sulla dinamica dell’incidente. “Una grandissima lavoratrice – il ricordo di un parente -. Faceva prima la contadina, poi ha lavorato in casa di riposo, comunque ha trascorso sempre la sua vita a lavorare”.
Comprensibilmente sotto shock l’autista del mezzo, che non si è reso conto della presenza della donna se non quando era ormai troppo tardi. “Una tragedia che ha dell’incredibile, sono davvero costernato – il commento del sindaco di Pederobba, Marco Turato -. Non conoscevo personalmente la vittima e la sua famiglia, ma esprimo loro le più sentite condoglianze a nome mio e di tutta l’Amministrazione comunale”.
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L’elisoccorso di Treviso e l’automedica di Montebelluna del Suem 118 sono intervenuti a metà della mattinata odierna in via Santa Margherita a Pederobba, dove si è verificato un gravissimo incidente stradale.
Secondo le prime informazioni raccolte, un’anziana di 86 anni, A. G., è stata investita da un mezzo ecologico di Contarina, per cause in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine: sul posto si sono portati i Carabinieri di Pederobba.
Nella tarda mattinata, Contarina ha diffuso la seguente nota: “La Società informa che nella giornata odierna nel Comune di Pederobba si è verificato un grave incidente che ha coinvolto un mezzo aziendale impegnato nello svolgimento del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti porta a porta. Nell’evento ha purtroppo perso la vita una donna.
Le circostanze dell’accaduto sono attualmente oggetto di accertamento da parte delle Autorità competenti, alle quali la Società sta assicurando la massima collaborazione.
“A nome del CdA e della Società esprimo il profondo cordoglio e sincera vicinanza ai familiari della vittima, condividendo il dolore della Comunità coinvolta” ha dichiarato il presidente di Contarina SpA, Giuliano Pavanetto”.
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Un gesto concreto, che suggella il forte legame tra il mondo del volontariato e la gestione del bene pubblico. La Pro Loco di Covolo ha ufficialmente consegnato come omaggio all’Amministrazione comunale due fototrappole di ultima generazione, destinate al monitoraggio e alla tutela del territorio pederobbese.
La donazione non rappresenta solo un incremento delle dotazioni tecniche a disposizione dell’Ente, ma assume un profondo valore simbolico: è un segnale di sensibilità civica e una testimonianza della collaborazione attiva che intercorre tra i cittadini e chi governa la comunità.
Le due strumentazioni verranno impiegate per contrastare fenomeni di degrado, come l’abbandono illecito di rifiuti, e per garantire una maggiore sicurezza nelle aree più sensibili del paese. Grazie alla loro versatilità, permetteranno una vigilanza discreta ed efficace, rispondendo alle richieste di decoro e legalità che provengono dalla cittadinanza.
“Con questa donazione vogliamo fare la nostra parte per proteggere la bellezza del nostro territorio – dichiara il presidente della Pro Loco di Covolo, Mario Campagnola -. Crediamo che la sicurezza e la cura dell’ambiente siano responsabilità di tutti. Collaborare con l’Amministrazione significa investire direttamente sulla qualità della vita dei nostri soci e di tutti i residenti”.
L’Amministrazione comunale ha accolto con gratitudine l’omaggio, sottolineando come il ruolo delle associazioni sia fondamentale non solo per l’animazione culturale, ma anche come “sentinelle” attente alle necessità del territorio.
(Autore: Alessandro Lanza) (Foto: Comune di Pederobba) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Coltello in mano e volto coperto: così un rapinatore solitario ha fatto irruzione sabato sera nel supermercato In’s di Pederobba, poco prima dell’orario di chiusura.
All’interno del punto vendita erano presenti ancora alcuni clienti quando l’uomo si è diretto verso una delle casse e, sotto la minaccia della lama, ha costretto la cassiera a consegnare il denaro disponibile. La dipendente, sotto choc, ha ceduto l’incasso, che ammonterebbe a circa 300 euro.
Con il bottino in tasca, il malvivente ha lasciato rapidamente il supermercato e si è allontanato in bicicletta, riuscendo a far perdere le proprie tracce nel giro di pochi minuti.
Immediata la chiamata ai Carabinieri da parte del responsabile dell’esercizio. Sul posto è intervenuta una pattuglia della Compagnia di Montebelluna, che ha avviato le ricerche nella zona, senza esito.
Le indagini proseguono con l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e di risalire all’identità dell’autore.
(Autore: Simone Masetto) (Foto: archivio Qdpnews.it) (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata
Una storia che dimostra cosa l’essere umano possa davvero fare se accompagnato dalla giusta attitudine mentale. Non forzando ad ogni costo i proprio limiti (“Perché quelli bisogna pur riconoscerli”), ma riuscendo a superare gli ostacoli della vita con tenacia e determinazione.
Il tutto anche con un po’ di fortuna e sostenuti dal sempreverde “mai moear“. “Perché ci sono sempre situazioni dove bisogna stringere i denti…ma, dopo la salita, c’è sempre una discesa che ti rinfresca il viso e ti fa rilassare”.
Questa la filosofia con cui Andrea Cervi, 54enne originario di Montebelluna, ma ora residente a Monfumo, di professione postino a Pederobba, ha affrontato le avversità della sua di vita. Sempre guardando alla “prossima discesa” e sempre, ovviamente, camminando o pedalando senza mai arrendersi.
Una passione per lo sport, la sua, iniziata fin da bambino, quando a 8 anni ha cominciato a praticare atletica, specializzandosi poi nel mezzofondo e raggiungendo subito ottimi risultati. Tanto da entrare ben presto nel giro della Nazionale e nel centro sportivo dell’Esercito.
Verso i 26 anni, dopo una breve pausa, torna in “pista”, o meglio in strada, rimettendosi le scarpe per prendere parte a varie maratone. Ma qui arriva un primo stop.
“Ho avuto dei problemi alla schiena nel 2001, che mi hanno costretto a operarmi per rimuovere alcune ernie”, spiega Andrea. Nulla di così grave, inconvenienti del “mestiere”. Si riparte e per un po’ fila tutto liscio.
“Ma ecco che, nel 2011, la cosa si fa più seria e resto praticamente paralizzato, costretto a letto per un mese – racconta – Mi sottopongo a un nuovo intervento alla schiena, più invasivo del precedente”. Ma la testa di Andrea è sempre alla famosa discesa: “Mi ricordo che in quel periodo avevo cercato online quanto costavano le bici per disabili, perché già mi immaginavo di dover gareggiare con quelle…”.
Invece il 54enne si rimette in piedi e decide di “testare” subito la schiena con due alte vie di montagna da fare in 15 giorni. Coin tanto di zaino da 35 kg sulle spalle! “Tanto le lamine che mi avevo messo con l’intervento erano ancora in garanzia”, scherza lui.
Da lì inizia a correre anche con la bici da strada, cimentandosi subito con corse sopra i 200 km. Ma il richiamo della montagna si fa sentire. Ed ecco allora il nostro mettersi alla prova – e che prova! – facendo 19 passi dolomitici in due giorni. “D’accordo le discese poi, ma prima c’è sempre la salita… e a me la bici piace quando va in su”.
Tutto bene, quindi? No. A luglio del 2022 arriva una “salita” imprevista: la più dura mai affrontata. “Mi hanno diagnosticato un cancro allo stomaco“, spiega Andrea. Che però non si ferma neanche di fronte a questa impietosa diagnosi. “Cosa ho fatto? Semplice, ho preso la mia bici e sono andato sul Passo Fedaia, lì dove c’era appena stato il distacco della valanga sulla Marmolada”.
Il perché di un gesto tanto istintivo quanto “particolare”, è presto detto: “Sentivo l’esigenza di fare capire a questo ‘signore’ che si era introdotto nel mio corpo, che le cose non sarebbero tanto cambiate – racconta Andrea -. Anzi, che forse aveva sbagliato tutto“.
Che anche durante la chemio, pur provato, non si è mai arreso all’idea di fermarsi. E ha continuato a macinare chilometri: “Certo, non andavo lontano, ma la mia salita una volta alla settimana la facevo lo stesso”.
Addirittura, dopo il primo ciclo di chemio, senza dire niente a nessuno, è salito fino a Cima Grappa per farsi un selfie (“Io che di foto non me ne faccio mai”), che poi ha imprudentemente girato a moglie e sorella, prendendosi tutti i rimproveri del caso.
Ma la filosofia del “mai moear” risulta vincente e un po’ alla volta, fatta l’operazione e un altro ciclo di chemio, Andrea inizia a riprendersi. “Riesco pian piano a tornare alla mia vita di sempre – spiega -. Lavoro, famiglia, Alpini e tutto il resto. Ma mi era rimasto un cerchio da chiudere. Nel 2021 avevo provato a fare le 11 salite del Grappa non-stop, ma mi si era rotto il cambio. Dovevo riprovarci”.
E infatti l’appuntamento con questa suggestiva sfida era solo rimandato: “Nel 2024 ho provato anche altre esperienze, tipo le super randonnée, che sono corse di almeno 600 km – conclude Andrea -. Ne ho fatte due, ma in testa c’erano sempre quelle salite del Grappa”.
Ed ecco allora che il 1° giugno di quest’anno, giorno del suo primo anniversario di matrimonio (sarà stata contenta la moglie! ndr.), parte. “Missione compiuta in 33 ore non stop, fermandomi solo la notte e per mangiare”.
(Autore: Alessandro Lanza) (Foto: per concessione di Andrea Cervi (Articolo di proprietà di Dplay Srl) #Qdpnews.it riproduzione riservata