Category: Sarmede

  • Fusione tra Comuni, via al confronto: “Più personale e incentivi”. C’è chi frena: “Iter lungo, rafforziamo le convenzioni”

    Fusione tra Comuni, via al confronto: “Più personale e incentivi”. C’è chi frena: “Iter lungo, rafforziamo le convenzioni”

    Il tema della fusione tra Comuni anima il dibattito amministrativo nel territorio dell’Alta Marca. Ad aprire ufficialmente il confronto di questi giorni è il sindaco di Cordignano, Roberto Campagna, che ha posto l’attenzione sulle crescenti difficoltà legate alla carenza di personale e di risorse nei piccoli enti locali, indicando nella fusione una possibile risposta strutturale.

    Secondo Campagna, il percorso appare in parte già tracciato: “I vantaggi, soprattutto economici, sono evidenti. Il vero nodo è affrontare il tema con la popolazione: c’è chi teme di perdere identità, appartenenza o specificità legate alla propria frazione. Non so se tutti siano pronti, ma personalmente sono favorevole”.

    Meno chiara, però la questione dei possibili partner della fusione: “Non può essere una scelta basata su simpatia o tradizioni, ma su criteri oggettivi ed economici – precisa -. In passato la Regione aveva avviato uno studio che individuava princìpi e opportunità di fusione”.

    Un confronto che, di fatto, finora si è limitato a scambi informali tra sindaci. “È arrivato il momento – sottolinea Campagna – di aprire un tavolo tra amministratori per superare le perplessità e valutare seriamente i numeri, prima di coinvolgere la cittadinanza. L’obiettivo deve essere offrire servizi migliori, su un bacino di 10-12 mila abitanti”.

    Più prudente la posizione della sindaca di Cappella Maggiore, Mariarosa Barazza, che esorta a non sottovalutare la complessità del percorso: “Parlare di fusione – dice – significa essere consapevoli che si tratta di un procedimento lungo e complesso. Nella nostra provincia almeno due tentativi sono falliti in fase avanzata, altri si sono fermati alle discussioni teoriche. O il legislatore semplifica la normativa o è inutile perdere tempo a parlare di fusioni”.

    Barazza indica intanto una strada alternativa: “Piuttosto, sinergie positive tra Comuni si possono raggiungere in modo più rapido e snello allargando l’ambito di azione degli Enti che già esistono, come l’Unione Montana che attualmente ha solo una funzione delegata, quella della Protezione Civile; oppure associando le funzioni attraverso le convenzioni previste dalla legge, ad esempio per la Polizia locale, come abbiamo fatto con Colle Umberto, e attuando l’Ambito Territoriale Sociale per la gestione associata dei servizi sociali, attraverso la creazione di un nuovo Ente come previsto dalla legge regionale veneta”.

    “Insomma – conclude Barazza – quello che intendo dire è che si può lavorare bene insieme, conseguendo benefici in termini di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, con strumenti più agili di quello della fusione, che preservano anche l’identità territoriale delle comunità. Le attuali sfide e i nuovi bisogni delle nostre comunità esigono sempre di più che si mettano insieme le forze, come del resto ha appena fatto Cappella Maggiore con Fregona e Sarmede attraverso la creazione del servizio associato dello psicologo per il benessere della comunità”.

    Dal Comune di Fregona cenni di assenso da parte del sindaco Giacomo De Luca, che però invita alla calma: “Ci vuole tempo – esordisce -. È un tema che riguarda soprattutto i Comuni più piccoli, che soffrono la mancanza di personale: ce lo contendiamo tra enti e spesso lo perdiamo a favore del Friuli Venezia Giulia. Nel lungo periodo la fusione può diventare una soluzione per trattenere risorse umane”. 

    I vantaggi, secondo De Luca, sono molti, ma vanno condivisi con la popolazione: “Le forzature non funzionano. Può essere anche uno strumento contro lo spopolamento. Esistono interessanti incentivi statali. Oggi peraltro molti servizi possono essere erogati anche online”.

    Convinta anche la posizione del sindaco di Sarmede,Larry Pizzol, che guarda al futuro: “Mettere insieme le energie diventerà quasi necessario. La fusione, se costruita in modo partecipato e condiviso, permetterebbe di ottimizzare le risorse umane e migliorare i servizi, grazie anche a maggiori incentivi statali”.

    Pizzol – che spiega di “non aver avuto ancora un vero confronto con l’Amministrazione sarmedese” – sottolinea che l’identità dei singoli paesi non verrebbe cancellata: “Ogni Comune manterrebbe le proprie specificità. Non si toglierebbe nulla a nessuno, si concentrerebbe la dimensione amministrativa”.

    Un bacino ideale, secondo il sindaco di Sarmede, sarebbe quello compreso tra i 10 e gli 11 mila abitanti: “Una dimensione né troppo piccola né troppo grande. Per conformità territoriale penso innanzitutto a Fregona, ma anche a Cappella Maggiore. È un tema che va spiegato bene ai cittadini: solo così si può capire che non è una perdita, ma un’opportunità. Tutto dipenderà dalla volontà delle singole amministrazioni”.

    Il confronto, dunque, è appena iniziato. Tra aperture, cautele e percorsi alternativi, la fusione dei Comuni si prepara ad essere una delle grandi sfide amministrative dei prossimi anni, e la Pedemontana potrebbe diventare un laboratorio per tutta la Marca. 

    (Autrice: Beatrice Zabotti)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Furti in casa, cresce la paura. Il sindaco: “Periodo nero, una ventina le case colpite”

    Furti in casa, cresce la paura. Il sindaco: “Periodo nero, una ventina le case colpite”

    Un nuovo episodio di furto in abitazione nel territorio comunale di Sarmede si è verificato in una delle scorse sere. Ignoti si sono introdotti in una casa di via Madonnetta, mettendola completamente a soqquadro e portando via alcuni oggetti. 

    Il fatto riaccende l’allarme sicurezza in paese, soprattutto alla luce di una serie di episodi che si sono concentrati nelle ultime settimane. A fare il punto della situazione è proprio il sindaco Larry Pizzol, che sottolinea come nelle ultime settimane si sia registrata un’escalation preoccupante: “Tra furti e tentativi di furto, parliamo di una ventina di abitazioni prese di mira in questo periodo. Un dato che non può essere ignorato”.

    Il primo cittadino annuncia inoltre iniziative concrete sul fronte istituzionale: “Al di là dell’attività dei Carabinieri, che ringraziamo per il lavoro quotidiano, incontrerò il Prefetto per chiedere un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e un maggiore supporto al nostro territorio”. 

    Pizzol pone l’accento anche su un tema più ampio, quello della certezza della pena: “Il furto viene considerato un reato minore, ma va ricordato che esso distrugge la serenità, la vita privata e l’intimità delle famiglie, oltre a colpire duramente anche le attività commerciali e produttive. Chi subisce un furto porta con sé un senso di violazione che dura nel tempo”.

    L’amministrazione sarmedese ha confermato dunque il proprio impegno sul tema della sicurezza che è prioritaria nella dimensione di tutela della comunità.

    (Autrice: Beatrice Zabotti)
    (Foto: archivio Qdpnews.it)
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  • Arianna Papini alla Mostra dell’Illustrazione: l’albo illustrato come atto gentile e inclusivo

    Arianna Papini alla Mostra dell’Illustrazione: l’albo illustrato come atto gentile e inclusivo

    Alla Mostra dell’Illustrazione per l’Infanzia di Sarmede trovano spazio anche le tavole di Arianna Papini, artista capace di coniugare ricerca visiva, sensibilità educativa e una profonda attenzione ai temi dell’inclusione e dell’identità.

    In esposizione le illustrazioni realizzate nel 2017 per Il brutto anatroccolo, progetto editoriale della collana “Pesci parlanti” di Uovonero, con il testo riscritto in italiano da Enza Crivelli. La fiaba di Hans Christian Andersen, composta tra il 1835 e il 1874, viene qui proposta in una forma comunicativa accessibile a tutti, accompagnata dai simboli PCS (Picture Communication Symbols) della Comunicazione Aumentativa Alternativa.

    Le tavole di Papini raccontano, con collage, acrilico, china, pastello e grafite su carta cotone, il percorso dell’anatroccolo “diverso”: rifiutato, deriso, costretto alla fuga, attraversa la solitudine, il pericolo e il gelo prima di scoprire, con l’arrivo della primavera, la propria identità di cigno. Un lieto fine che non diventa trionfo, perché – come ricorda la fiaba – “un cuore buono non è mai fiero”.

    Al centro del lavoro di Arianna Papini c’è una riflessione ampia sul senso dell’album illustrato oggi, sia sul piano artistico sia su quello educativo. “Credo che l’album illustrato sia uno dei pochi modi rimasti gentilissimi per gridare quello in cui crediamo – spiega l’artista –. Ci sono tanti motivi per gridare in questo momento, ma spesso lo si fa in modo scomposto, maleducato, violento. L’album invece è gentile”.

    “L’album si apre quando lo vogliamo, è accompagnato da parole che possiamo leggere o meno. Possiamo anche non guardare le immagini, saltare una pagina, tenerlo come un quadro su uno scaffale. Le copertine, belle e colorate, consolano – aggiunge – Non parlo tanto di bellezza quanto di autenticità e di comunicazione. Le immagini non sono un’interpretazione esatta delle parole, ma un invito a una lettura ulteriore, che rende i lettori liberi di interpretare ancora in un altro modo ciò che vedono”.

    Il volume è proposto nel formato “Sfogliafacile”, ideato da Uovonero, con una particolare sagomatura del cartone che facilita la manipolazione e lo sfoglio da parte di bambine e bambini, rafforzando ulteriormente il valore inclusivo del progetto.

    Scrittrice, illustratrice e pittrice, Arianna Papini ha alle spalle oltre 165 pubblicazioni ed è stata per 25 anni art director della casa editrice Fatatrac. I suoi libri, tradotti e coediti in numerosi Paesi, le sono valsi riconoscimenti come il Premio Andersen come Migliore Illustratrice, il Premio Rodari e il Silent Book Contest.

    Ogni anno partecipa a mostre personali e collettive in Italia e all’estero, portando avanti una ricerca che, anche a Sarmede, conferma come l’album illustrato resti uno strumento potente, gentile e profondamente contemporaneo.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto e video: Simone Masetto)
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  • Disegnare la natura per comprenderla: le tavole di Rossana Bossù protagoniste a Sarmede

    Disegnare la natura per comprenderla: le tavole di Rossana Bossù protagoniste a Sarmede

    Alla Mostra dell’Illustrazione di Sarmede, tra le tavole che più colpiscono per delicatezza e profondità di sguardo, spiccano quelle di Rossana Bossù, illustratrice capace di trasformare la divulgazione scientifica in un racconto visivo carico di poesia. Un lavoro che unisce rigore e immaginazione, invitando il pubblico e sopratutto i bambini a osservare la natura con occhi nuovi.

    Il percorso espositivo è un’immersione nei mondi marini, a partire da Il giardino delle meduse, libro divulgativo scritto da Paola Vitale e illustrato da Bossù. Le meduse, creature antiche e misteriose, diventano protagoniste di tavole leggere e luminose: a volte grandi come aquiloni, altre così piccole da confondersi tra le gocce d’acqua, vivono ovunque, dall’Artico agli oceani tropicali, dalle coste alle profondità marine. Nelle sue illustrazioni sembrano fluttuare nello spazio, in una fioritura silenziosa fatta di trasparenze e riflessi.

    Alla base di questo lavoro c’è la convinzione che arte e scienza siano un connubio essenziale per raccontare l’ambiente e gli esseri viventi che lo abitano. Rossana Bossù ha cercato ispirazione anche nel lavoro del biologo e zoologo Ernst Haeckel, sperimentando al tempo stesso tecniche e materiali diversi fino a trovare una soluzione personale: fondi realizzati con cartoncini colorati, su cui interviene con pastelli a cera e penne gel bianche. Un processo che restituisce meduse lievi, fluide, eleganti, dalle trasparenze impalpabili.

    Accanto alle illustrazioni, l’artista ha curato anche il progetto grafico del volume, facendo dialogare testo e immagini e inserendo nell’impaginato alcuni elementi realizzati in digitale, in un equilibrio raffinato tra manualità e contemporaneità.

    Il mare ritorna protagonista anche in Il soffio della balena, scritto e illustrato dalla stessa Bossù. Un libro che invita a comprendere l’importanza dei cetacei prima che il loro canto si spenga per sempre. La balena emerge come simbolo di un mondo ancora in parte sconosciuto, creatura sospesa tra due dimensioni, acquatica e terrestre, fisica e spirituale, capace di affascinare l’umanità fin dalla notte dei tempi. Dopo secoli di caccia che l’hanno decimata, oggi inizia a rivelarsi come essere straordinario, portatore di misteri e connessioni profonde.

    Per questo progetto l’illustratrice non si è limitata allo studio sui libri: ha trascorso una settimana in barca a vela come volontaria per studiare i suoni emessi dai cetacei nel Mediterraneo. “L’arte è importante nella divulgazione della scienza perché diventa un tramite per svelare la meraviglia che porta alla conoscenza – racconta Rossana Bossù – quindi il disegnare un ambiente, un essere vivente porta a conoscerlo nel dettaglio. Con l’arte si arriva a scoprire la stupefazione di tutto ciò che ci circonda: diventa un ponte, un ponte visivo che immediatamente, in maniera molto semplice, ci fa scoprire la scienza e la complessità delle connessioni”.

    Le illustrazioni nascono da una stratificazione di tecniche: pastelli a olio, brush pen, pastelli a cera, penne gel e trasposizione con trielina su carta. In alcuni casi le immagini vengono poi rielaborate e sovrapposte attraverso un montaggio digitale, mantenendo però intatta la forza del segno manuale.

    Rossana Bossù vive tra boschi e montagne. Diplomata in grafica editoriale pubblicitaria, ha insegnato all’Istituto d’Arte Applicata e Design di Torino e dal 2009 si è formata come illustratrice alla Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sarmede e alla Fabbrica delle Favole di Macerata. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio “Image of the Book”, il Dapeng Children’s Natural Book Award e il Premio Piccolo Galileo per la divulgazione scientifica.

    (Autore: Simone Masetto)
    (Foto e video: Mihaela Condurache)
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  • Seconda edizione del concorso “Ecostyle e cibo green: ogni tuo gesto conta!”: oltre 600 ragazzi coinvolti

    Seconda edizione del concorso “Ecostyle e cibo green: ogni tuo gesto conta!”: oltre 600 ragazzi coinvolti

    Il tema del bando 2025/26 è l’impatto della plastica nella moda e nel cibo. Il percorso di creatività e di sostenibilità coinvolgerà le 31 classi chiamate a realizzare un manifesto di pubblicità progresso che esplori il tema. Il tema del concorso sarà declinato in due filoni: 16 classi hanno scelto il percorso “Moda e plastica”, dunque l’impatto della plastica nella moda, mentre le restanti 15 “Cibo e plastica”, impegnandosi nei prossimi mesi sul focus di come la plastica impatti sul cibo che quotidianamente assumiamo.

    Il concorso, inoltre, coinvolgerà gli oltre 600 ragazzi in una serie di laboratori esperienziali e percorsi educativi, oltre a dar loro modo di partecipare a visite didattiche in aziende del territorio raggiunte grazie ad un progetto di mobilità sostenibile con Mom.

    “L’elevato numero di richieste arrivate ha confermato l’attenzione del mondo scolastico verso i temi della sostenibilità ambientale e dell’impatto della plastica nei settori della moda e dell’alimentazione – sottolinea Francesca Bertolin, presidente de Consorzio Pro Loco Prealpi – Le scuole hanno dimostrato un forte interesse per tutte le attività formative proposte, selezionando in larga parte l’intero pacchetto di opportunità: challenge sulla moda sostenibile, incontro online in lingua inglese con una scuola internazionale, laboratori espressivi e creativi, laboratori con Legambiente, visite didattiche al Lanificio Bottoli e al Maglificio Giordano’s, oltre ai percorsi educativi SapereCoop” (dettaglia Ketty Gallon, co-ideatrice del concorso).

    laboratori tematici gratuiti proporranno ai ragazzi tra febbraio e marzo tre challenges dedicate alla moda etica a cura di Impatto aps; un incontro in lingua inglese sul tema dell’alimentazione sostenibile con gli studenti della Gems Legacy School (UAE) premiata nel 2025 come scuola più sostenibile al mondo; il laboratorio “Tra espressione creativa e comunicazione visiva” curato dalla professoressa Federica Bortolotti del liceo artistico “Munari” di Vittorio Veneto e tre laboratori esperienziali sul tema della plastica curati da Legambiente del Vittoriese.

    Le esperienze nel territorio proposte quest’anno alle scuole sono due: visite guidate al Maglificio Giordano’s di Cappella Maggiore e al Lanificio Bottoli di Vittorio Veneto. Anche Coop Alleanza 3.0, partner del concorso, scende in campo con “SapereCoop” proponendo agli alunni percorsi di educazione alla sostenibilità.

    Novità di quest’anno è la collaborazione con Mom per una mobilità sostenibile: per raggiungere le sedi di laboratori, attività formative e i luoghi delle visite didattiche alunni ed insegnanti lo faranno a bordo di mezzi Mom. Gli alunni pagheranno solo il costo del biglietto di andata.

    Tra le novità di questa seconda edizione del concorso ci sono gli incontri pubblici, sempre legati al tema del bando, aperti a tutti. Il prossimo si terrà venerdì 23 gennaio alle 20.30 nella sala San Lawrenz a Colle Umberto: si parlerà di “Fili sostenibili: la plastica nei tessuti” con Michele Vencato, esperto di moda sostenibile

    (Autore: redazione Qdpnews.it)
    (Foto: Consorzio Pro loco Prealpi)
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  • Francesca Ballarini alla Mostra dell’Illustrazione: l’infanzia raccontata attraverso il silenzio della natura

    Francesca Ballarini alla Mostra dell’Illustrazione: l’infanzia raccontata attraverso il silenzio della natura

    Francesca Ballarini, illustratrice nata a Bologna nel 1995, è tra le voci più sensibili e riconoscibili della nuova generazione dell’illustrazione italiana. Le sue opere sono presenti alla Mostra Internazionale dell’illustrazione di Sarmede. 

    Formata all’ISIA di Urbino, dove ha studiato Illustrazione con Chiara Carrer, Ballarini ha costruito negli anni un percorso coerente e personale, capace di intrecciare letteratura, memoria e osservazione del mondo naturale. Nel 2023 le sue illustrazioni dedicate a “Il cavaliere inesistente” le sono valse la selezione alla mostra “Eccellenze italiane. Figure per Italo Calvino”, promossa dalla Bologna Children’s Book Fair, segnando un passaggio importante nella sua crescita artistica.

    A Sarmede sono esposte le tavole realizzate per il libro Bambini e giardini, scritto da Beatrice Masini e pubblicato nel 2024 da Timpetill (edito in Francia come Un enfant comme un jardin da Éditions La Joie de Lire), finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2025. Le immagini, realizzate con pastelli a olio e matita nera su carta, restituiscono un racconto visivo fatto di pause, silenzi e piccoli dettagli, in cui l’infanzia è sempre in relazione con lo spazio naturale.

    “Quella relazione tra natura e infanzia, per me, è una relazione di osservazione, di silenzio – spiega Ballarini – Da bambina passavo molto tempo nella natura osservando quello che capitava. È stata una grande opportunità, perché lì si sperimentano già l’attesa e anche la delusione: il tempo che passa, le cose che non sempre succedono come ce le aspettiamo”.

    Un’esperienza che l’illustratrice riconosce come centrale anche nel suo lavoro di oggi: “Credo che nella natura ci sia già un esempio di quello che succede crescendo. Con questo libro ho semplicemente ricordato quella dimensione. Le parole di Beatrice Masini sono state una porta per tornare a quei ricordi e io ho cercato di mettere nelle immagini qualcosa di mio, di personale”.

    Autore: Simone Masetto)
    (Foto e video: Qdpnews.it)
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